Václav Ježek festeggia il terzo posto nella quarta tappa del Tour of Hellas © Tour of Hellas
Mondo Continental

Václav Ježek, dopo le esultanze è arrivata anche la vittoria

Al Tour of Hellas, il giovane corridore ceco ha insolitamente festeggiato un secondo e un terzo posto. Alla fine, però, ha vinto la classifica generale. Anche lui, come tanti altri negli ultimi anni, arriva dal ciclocross

14.05.2026 23:30

Tredicesimo appuntamento dell’anno con Mondo Continental. In questa puntata: À travers les Hautes Fagnes, Flèche Ardennaise, Kryterium Asów Laguna Beskidów, Volta Ciclistica Internacional do Estado de São Paulo, Sundvolden GP, Kryterium Asów – Beskid Race, Tour de Kumano, Desafio des Américas de Ciclismo, Ringerike GP, Kryterium Asów Zagłębie Classic e Václav Ježek, l'ennesimo crossista a fare grandi cose su strada.

Le corse della settimana

À travers les Hautes Fagnes e Flèche Ardennaise

Jack Ward vince la Flèche Ardennaise
Jack Ward vince la Flèche Ardennaise © Flèche Ardennaise

La scorsa settimana, in Belgio, si sono disputate due corse di un giorno: la À travers les Hautes Fagnes e la Flèche Ardennaise. La prima era all’esordio nel calendario internazionale, mentre la seconda è arrivata all’edizione numero cinquantanove. Al via della À travers les Hautes Fagnes erano presenti ventitré squadre: diciotto Continental e cinque formazioni dilettantistiche. La start list della Flèche Ardennaise era leggermente diversa, con venti Continental e quattro compagini dilettantistiche. 

Per la prima edizione internazionale, la À travers les Hautes Fagnes presentava un percorso molto ondulato, con nove côtes a fungere da GPM e diverse altre non categorizzate. La corsa è stata resa ancor più impegnativa dalla pioggia, caduta incessantemente per tutta la giornata. Dopo alcuni attacchi di breve durata, a 65 km dal traguardo si è mosso Tommaso Anastasia (Technipes #inEmiliaRomagna), che ha guidato la corsa in solitaria per una trentina di km, prima di essere ripreso da un gruppetto di nove uomini. Sono stati proprio questi dieci a giocarsi la vittoria.

A 10 km dal traguardo c’è stato l’attacco di Jack Ward (Lidl-Trek Future), che è stato ripreso, non senza difficoltà, prima da Jesper Stiansen (Tudor U23) e poi da Otto van Zanden (Parkhotel Valkenburg). A 3 km dal traguardo è rientrato anche Lennart Jasch (Tudor U23), che ha subito provato ad andare via da solo, senza fortuna. Alla fine i quattro se la sono giocata in volata e Jesper Stiansen ha prevalso al fotofinish su Jack Ward. Otto van Zanden ha completato il podio, mentre Lennart Jasch è stato cronometrato con 1” di ritardo. A 27”, Arthur Tirry (DL Chemical-Experza) ha vinto lo sprint per il quinto posto davanti al generosissimo Tommaso Anastasia.

Il giorno successivo è andata in scena la Flèche Ardennaise, che proponeva un percorso ancora più duro, caratterizzato da diciassette côtes, alcune delle quali presenti anche nel percorso della Liegi-Bastogne-Liegi. La fuga di giornata, composta da tredici uomini, è partita a circa 150 km dal traguardo e ha guidato la corsa per oltre 100. Nel gruppo principale, c’è stata grande selezione e, quando ormai erano rimasti meno di dieci uomini al comando, a 11 km dal traguardo, Jack Ward ha attaccato insieme a Niels Driesen (Lotto-Groupe Wanty). I due hanno guadagnato una quindicina di secondi e, nonostante diversi tentativi fra gli inseguitori, non sono più stati raggiunti.

Nel finale, sentendosi battuto in volata, Niels Driesen ha provato un attacco ai 500 metri, ma Jack Ward non si è fatto sorprendere, lo ha saltato senza problemi ed è andato a conquistare la prima vittoria UCI in carriera. Kasper Borremans (Bahrain Victorious Development) è riuscito a mettere nel sacco il gruppo inseguitore e si è preso il terzo posto, con 16” di ritardo, mentre, a 19”, la volata che valeva i piazzamenti ai piedi del podio ha premiato Elliot Rowe (Visma|Lease a Bike Development) davanti a Davide De Cassan (General Store-Essegibi). 

Volta Ciclistica Internacional do Estado de São Paulo e Desafio des Américas de Ciclismo

Tomas Quiroz vince la Desafio des Américas de Ciclismo
Tomas Quiroz vince la Desafio des Américas de Ciclismo © Tomas Quiroz

In Brasile è tornata a disputarsi la Volta Ciclistica Internacional do Estado de São Paulo, corsa a tappe di cinque giorni, la cui ultima presenza nel calendario UCI risaliva al 2014. Ai nastri di partenza erano presenti diciannove squadre: quattro Continental, dodici formazioni dilettantistiche e tre selezioni regionali.

La gara si è aperta con una tappa dal percorso molto ondulato, anche se non c’erano salite troppo impegnative. Ciononostante, si sono subito visti distacchi importanti. Il merito è stato soprattutto di Gabriel Metzger (ACRS), che si è imposto in solitaria, tagliando il traguardo con grande vantaggio su tutti gli avversari. A 2’16”, Emerson Gordillo (Nu Colombia) ha regolato Wilmar Paredes (Team Medellín-EPM) nella volata per il secondo posto. Dall’ottavo posto in poi, i distacchi sono stati superiori ai 5’.

La seconda frazione era leggermente più semplice della precedente, anche se il percorso non era del tutto pianeggiante. Con i pesanti distacchi del primo giorno, una fuga di dieci corridori ha avuto il benestare della squadra del leader. L’unica Continental brasiliana, la Localiza Meoo/Swift, ha conquistato il successo con Rodrigo Do Nascimento, che ha battuto allo sprint Francisco Kotsakis (Plus Performace-ZEO Sport) e Igor Teodoro Molina (Andbank). Gabriel Metzger ha conservato senza difficoltà la testa della classifica, ma il vincitore di giornata è salito al secondo posto.

La terza tappa era un po’ più dura, con diverse salite e gli ultimi 30 km che tendevano costantemente all’insù. A lottare per il successo sono rimasti circa trenta corridori e Alex Ferreira De Melo (Andbank) è riuscito a staccare tutti e a tagliare il traguardo in solitaria, con 10” di vantaggio su Róbigzon Oyola (Team Medellín-EPM) e 11” su Cristian Rico (Nu Colombia). Il vincitore è salito al secondo posto in classifica, ma il ritardo è rimasto superiore ai 2’ da Gabriel Metzger.

La quarta frazione presentava le principali asperità nella prima metà, mentre nel finale c’era uno strappo da non sottovalutare. Un gruppo di diciotto uomini ha sorpreso il leader della classifica e ha preso un vantaggio importante. Senza un uomo di classifica, la Plus Performance-ZEO Sport ha puntato tutto sulla volata e la scelta si è rivelata vincente, con Francisco Kotsakis primo, Hector Quintana terzo e Cristobal Baeza quarto. Al secondo posto si è piazzato Wilmar Paredes, che ha conquistato un abbuono importantissimo per avvicinare ad Alex Ferreira De Melo, nuovo leader della corsa.

L’ultima tappa presentava un percorso ondulato, con alcuni strappetti nel finale e gli ultimi 500 metri che tendevano a salire. Gustavo Xavier De Oliveira (Clube Maringaense) si è imposto a sorpresa in volata sui colombiani Óscar Fernández (Nu Colombia) e Wilmar Paredes. Solo questi tre corridori sono stati classificati con lo stesso tempo, mentre la maglia gialla Alex Ferreira De Melo ha chiuso in quinta posizione, con 6” di ritardo.

Grazie agli abbuoni e al buco nell’ultima frazione, Wilmar Paredes ha conquistato il successo finale (più la classifica a punti e quella degli sprint intermedi), con 6” di vantaggio su Alex Ferreira De Melo e 25” sul miglior giovane della corsa, Emerson Gordillo. La Nu Colombia, infine, si è aggiudicata la graduatoria a squadre.

Due giorni dopo si è disputata la Desafio des Américas de Ciclismo, corsa di un giorno che faceva il suo esordio nel calendario internazionale. Al via erano presenti venti squadre: sedici già presenti alla Volta Ciclistica Internacional do Estado de São Paulo e quattro ulteriori formazioni dilettantistiche.

Il percorso era lungo appena 71 km ed era totalmente pianeggiante. A rendere un minimo più complicato un tracciato davvero facile sono state le condizioni meteo: la pioggia, infatti, è caduta incessantemente per tutta la durata della corsa. In maniera tutt’altro che sorprendente, la gara è stata decisa da una volata di gruppo.

Il più veloce sul traguardo è stato il cileno Tomas Quiroz (Plus Performace-ZEO Sport). Il ventitreenne ha avuto la meglio sui brasiliani Luiz Fernando Bomfim de Almeida (Localiza Meoo/Swift) e Vinicius Da Silva Santos (São José Ciclismo). Dopo la vittoria finale alla Volta Ciclistica Internacional do Estado de São Paulo, Wilmar Paredes si è dovuto accontentare del quarto posto, davanti all’argentino Mauricio Dominguez (Team FAC PYR).

Tour de Kumano

Selfie per i vincitori delle maglie del Tour de Kumano
Selfie per i vincitori delle maglie del Tour de Kumano © Tour de Kumano

In Giappone è andata in scena la ventiseiesima edizione del Tour de Kumano, corsa a tappe che ha confermato la durata di quattro giorni dello scorso anno, dopo alcune edizioni da tre. Hanno preso il via sedici squadre: quattordici Continental, una selezione nazionale nipponica e una formazione dilettantistica.

La prima tappa proponeva sette giri di un circuito di 18 km, in cui la principale asperità era rappresentata dal Miyama Pass, uno strappo di 700 metri con una pendenza media del 9%. Negli ultimi 400 metri, inoltre, la strada saliva al 5%. Nils Sinschek ha staccato tutti, presentandosi da solo sul traguardo. Il ventisettenne ha dato via al trionfo della Li Ning Star: la volata per il secondo posto, infatti, ha visto prevalere altri due portacolori della formazione cinese, Cameron Scott e Luke Mudgway.

La seconda frazione era un po’ più impegnativa, con i tre passaggi sull’Hirai Pass (1,5 km al 6%), l’ultimo dei quali a circa 30 km dal traguardo, come principale difficoltà. Ancora una volta è stato un uomo solo a fare la differenza: Luke Burns (Victoire Hiroshima) ha tagliato il traguardo con 19” di margine su un gruppo di una quarantina di uomini. Kazushige Kuboki (Team UKYO) si è preso la volata per il secondo posto davanti a Lucas Carstensen (Kinan). Nils Sinschek è rimasto in testa alla classifica generale.

La terza tappa era la più difficile della corsa giapponese, con quattro passaggi sulla salita di Senmaida Top (3 km al 7%) e l’ultimo km che tendeva costantemente all’insù. Due uomini hanno fatto la differenza e si sono giocati il successo in uno sprint che non ha avuto storia: Nicolò Garibbo (Team UKYO) ha avuto uno spunto nettamente migliore e ha messo 2” tra sé e Luke Burns, che si è consolato con la maglia di leader. Il terzo posto di giornata è andato a Fergus Browning (Terengganu), staccato di 8”.

L’ultima frazione prevedeva dieci giri di un circuito di 10,5 km, dal profilo piuttosto ondulato. C’è stata una certa selezione, con il gruppo di testa composto da appena una ventina di corridori. Nils Sinschek ha fatto nuovamente la differenza ed è arrivato con 10” di vantaggio. Andrea D’Amato (Team UKYO) ha regolato Atsushi Oka (Astemo Utsunomiya Blitzen) nello sprint per la seconda posizione.

Luke Burns ha conquistato il successo finale, salvandosi per soltanto 1” dalla rimonta di Nils Sinschek (che si è consolato con la vittoria nella classifica a punti) e 14” sul re degli scalatori Nicolò Garibbo. Samuel Bertolli (Nippo Nuovacomauto Obor), undicesimo a 49”, è stato il miglior giovane. La Victoire Hiroshima, infine, si è aggiudicata la graduatoria a squadre.

Sundvolden GP e Ringerike GP

Il podio del Ringerike GP
Il podio del Ringerike GP © Velomedia Norge

Nel weekend, in Norvegia, si sono disputate due gare: il Sundvolden GP e il Ringerike GP. Entrambe le corse vedevano al via le stesse ventisei squadre: tredici Continental, undici formazioni dilettantistiche e due selezioni regionali.

Il Sundvolden GP, nato nel 2013 con il nome Hadeland GP, è una gara dal percorso ondulato, con l’arrivo situato in cima ad una salita di 5 km. Nelle ultime tre edizioni la vittoria era andata alla Uno-X Mobility, ma, con il passaggio nel WorldTour, la compagine norvegese ha dovuto rinunciare alla partecipazione, in quanto non le è più permesso partecipare alle gare .2.

Le Continental avevano quindi la possibilità di tornare a vincere la corsa dopo sette anni (oltre alle tre vittorie Uno-X, c’erano stati due annullamenti per il covid e il trionfo di una squadra dilettantistica), ma sono state clamorosamente battute. Cinque uomini si sono giocati il successo allo sprint e, a sorpresa, si è imposto il dilettante svedese Gustav Lovidius (Svealand). Il ventunenne si è messo dietro i danesi Otto Schultz Jølving (ColoQuick), Magnus Bak Klaris e Emil Nymand Nielsen (entrambi della AIRTOX-Carl Ras) e lo svedese Hugo Persson (UN Cycling Team).

Il Ringerike GP è stato creato nel 1975 e, in passato, è stato anche una corsa a tappe. Dal 2013 è rientrato nel calendario UCI come gara di un giorno. Il percorso è ondulato, ma è meno impegnativo di quello del Sundvolden GP, anche perché l’arrivo non è in salita, ma, a circa sessanta chilometri dal traguardo, c’è un lungo settore gravel. Anche in questa gara si arrivava dal dominio della Uno-X Mobility, che aveva vinto le ultime due edizioni. Questa volta le Continental non si sono fatte sorprendere e hanno lasciato alle formazioni dilettantistiche soltanto le ultime due posizioni della top ten.

Il vincitore è stato, comunque, un nome a sorpresa: si è imposto, infatti, Kevin Andre Sandli Messel, che ha regalato alla formazione di casa, il Team Ringerike, il primo storico successo da team Continental. Il ventunenne ha staccato tutti e ha tagliato il traguardo con 6” di vantaggio su un gruppetto di nove uomini. Il podio è stato completato da due ex professionisti: l’ex Uno-X Mobility Marcus Sander Hansen (BHS-PL Beton Bornholm) e l’ex Unibet Tietema Rockets Sebastian Nielsen (ColoQuick). Jochem Kerckhaert (BEAT p/b Saxo) si è dovuto accontentare del quarto posto, davanti ad Aksel Bech Skot-Hansen (Give Steel).

Kryterium Asów Laguna Beskidów, Kryterium Asów – Beskid Race e Kryterium Asów Zagłębie Classic 

Filip Řeha vince la Beskid Race
Filip Řeha vince la Beskid Race © Dominik Stuchlik

Negli ultimi giorni, in Polonia si sono disputate tre corse, appartenenti al circuito Kryterium Asów: il Kryterium Asów Laguna Beskidów, il Kryterium Asów – Beskid Race e il Kryterium Asów Zagłębie Classic. La prima gara vedeva al via ventidue squadre: undici Continental, dieci formazioni dilettantistiche e una selezione regionale. Nelle altre due prove erano al via le stesse compagini, con l’aggiunta di una nazionale.

Il Kryterium Asów Laguna Beskidów esordiva quest’anno nel calendario UCI e presentava un percorso abbastanza impegnativo, con tre giri di un circuito comprendente una salita di 4 km e uno strappo di 900 metri, con pendenze comprese tra il 7 e l’8%. Anche gli ultimi 3 km erano in salita, ma con pendenze più dolci. La gara si è rivelata molto combattuta, con tanti attacchi e un corridore in grado di staccare tutti.

Con un’azione solitaria di oltre trenta chilometri, lo svizzero Andrin Züger (Run&Race-Solarpur) ha conquistato la prima vittoria internazionale in carriera. Il ventitreenne, che quest’anno si era già fatto notare nelle corse a tappe bosniache (quarto al Tour of Bosnia and Herzegovina e quinto alla Belgrade Banjaluka), ha tagliato il traguardo con 55” di vantaggio su un gruppo di circa venticinque unità. La volata per il secondo posto è andata al lettone Mārtiņš Pluto (Energus), davanti al ceco Patrik Toman (Kasper crypto4me). Il primo dei polacchi, Jakub Kaczmarek (Voster) e l’altro lettone Kārlis Klismets (Energus) si sono dovuti accontentare dei piazzamenti ai piedi del podio.

Il Kryterium Asów – Beskid Race era alla terza apparizione nel calendario UCI, con altrettante denominazioni (lo scorso anno si chiamava Silesian Beskid Race). Il percorso presentava un tratto iniziale di 24 km, seguito da dieci giri di un circuito lungo 13 km e caratterizzato da diversi strappi non troppo lunghi, ma con pendenze importanti. Anche l’ultimo km era in salita. Per il secondo giorno consecutivo si è assistito a un arrivo in solitaria.

A staccare tutti è stato il ceco Filip Řeha (ATT Investments), che è tornato alla vittoria dopo tre anni di digiuno. Il venticinquenne ha concluso la gara con 16” di margine sullo svizzero Luca Jenni, che ha regalato un altro podio alla Run&Race-Solarpur, e lo sloveno Jaka Marolt (Factor). Ai piedi del podio, staccato di 28”, si è piazzato l’altro ceco Martin Voltr, compagno di squadra del vincitore, mentre la top five è stata completata da Mārtiņš Pluto, già protagonista della precedente prova del trittico.

Come il Laguna Beskidów, anche il Kryterium Asów Zagłębie Classic era all’esordio nel calendario UCI. Probabilmente si trattava della prova meno impegnativa del trittico: nel circuito di 25,5 km erano comunque presenti due strappi di circa 1 km, ma le pendenze medie erano comprese fra il 4 e il 5%. Ciononostante c’è stata grande selezione e la lotta per la vittoria è stata ristretta a due uomini.

Alla fine l’esperto ceco Michael Kukrle (Kasper crypto4me) ha fatto valere la sua esperienza e si è imposto agevolmente, trovando la vittoria numero quindici della sua carriera. Il trentunenne ha tagliato il traguardo con 4” di vantaggio sul polacco Kacper Majewski (Wibatech Lubelskie Perła Polski) e 19” su un gruppetto di dodici uomini. La Kasper crypto4me ha messo il punto esclamativo su una giornata perfetta, grazie a Patrik Toman, che si è preso il terzo gradino del podio, superando in volata i connazionali Martin Voltr e Šimon Matějek (Factor).

Le Continental tra i big

Aliaksei Shnyrko vince la prima tappa della Baku-Khankendi Azerbaijan
Aliaksei Shnyrko vince la prima tappa della Baku-Khankendi Azerbaijan © Azerbaijan Cycling Federation

Dodici formazioni di terza divisione hanno partecipato al Tour of Hellas e si sono tolte moltissime soddisfazioni. Già sugli scudi in Polonia, la Kasper crypto4me è riuscita a fare il colpaccio, con Václav Ježek che è riuscito a conquistare il successo finale e la maglia di miglior giovane. Ha centrato un risultato importante anche la Vorarlberg, salita sul terzo gradino del podio con Colin Stüssi. Hanno, invece, vinto una tappa la Azerion/Villa Valkenburg, con Mathis Avondts, e lo Swatt Club, con Mads Andersen. La BIKE AID ha vinto la classifica a punti con Kristiāns Belohvoščiks, mentre il re degli scalatori è stato Loïc Bettendorff, portacolori della Hrinkow Advarics.

Le quattro Continental transalpine “storiche” e la svedese Lucky Sport hanno preso parte alle due corse francesi del weekend. La CIC Academy ha centrato una bella top ten al GP du Morbihan, grazie ad Axel Mariault, una garanzia su certi tipi di percorsi, che ha chiuso al decimo posto. La Tro-Bro Léon ha messo decisamente più in difficoltà le compagini di terza divisione, che, nel finale, non sono state nel vivo dell’azione: la CIC Academy ha fatto ancora una volta meglio delle formazioni di pari livello, ma non è andata oltre il ventisettesimo posto di Maxime Vezie.

Al via della Baku-Khankendi Azerbaijan erano presenti ben diciassette Continental. La Li Ning Star è stata grande protagonista, con la vittoria di Aliaksei Shnyrko nella prima frazione e il tredicesimo posto in classifica (con lo stesso tempo del quinto) di Eduardo Sepúlveda. Ha fatto molto bene anche la Tarteletto-Isorex, che ha piazzato Gianni Marchand in dodicesima posizione e si è portata a casa la maglia dei GPM con Lennert Teugels.

Anche il Circuit de Wallonie ha avuto una grande partecipazione di compagini di terza divisione: al via, infatti, ce ne erano dodici. La NSN Development ha vinto la gara con Riley Sheehan, corridore del team WorldTour in prestito per l’occasione. La BEAT p/b Saxo ha mancato il podio, ma ha messo ben tre uomini in top ten: Jochem Kerckhaert ha chiuso in quarta posizione, David Dekker in sesta e Max Kroonen in decima.

Le principali novità di ciclomercato annunciate dall’UCI nella scorsa settimana riguardano specialisti del ciclocross. Il ventunenne Kenay de Moyer si è accasato alla Atom 6 Bikes-Cycleur de Luxe, formazione australiana dalla forte componente belga, mentre i neerlandesi Ryan Kamp (Alpecin-Deceuninck Development) e Mees Hendrikx hanno trovato posto in una formazione di casa, la EEW-VDK.

Il ritratto della settimana: Václav Ježek

Václav Ježek prima di salire sul podio finale del Tour of Hellas
Václav Ježek prima di salire sul podio finale del Tour of Hellas © Kasper crypto4me

Nel ciclismo può capitare di veder esultare un corridore che non è il vincitore della corsa (né un suo compagno di squadra), ma si tratta quasi sempre di errori: può succedere a chi festeggia troppo presto e viene beffato sul traguardo o a chi è inconsapevole della presenza di qualche fuggitivo davanti. Decisamente più rara è l’esultanza consapevole, che quasi sempre si verifica per mano del vincitore di una corsa a tappe all’arrivo dell’ultima frazione. Per questo è stato piuttosto insolito quello che è accaduto al Tour of Hellas, dove Václav Ježek ha alzato le braccia al cielo al traguardo per due giorni consecutivi, pur non vincendo tappe.

Nella terza frazione della corsa ellenica, il ventunenne si è piazzato al secondo posto, preceduto nettamente in volata da Jelle Johannink, ma ha esultato comunque per il risultato, che rappresentava il suo miglior piazzamento in una corsa internazionale. Il giorno successivo, nella tappa regina, si è difeso alla grande in salita e, alle spalle dei due fuggitivi di giornata, ha vinto lo sprint per il terzo posto. Ha, quindi, tagliato il traguardo a braccia alzate, consapevole di essere passato in testa alla classifica generale. Alla fine, proprio grazie a questi piazzamenti, ha potuto festeggiare davvero una vittoria: ha conquistato, infatti, la classifica finale del Tour of Hellas, trovando non solo il primo successo UCI, ma anche il trionfo numero uno in una corsa professionistica. Si è dimostrato, quindi, una scommessa vinta per la Kasper crypto4me, che ha puntato su di lui nell'ultima sessione di mercato.

Prima della trasferta greca, quest’anno il corridore ceco si era fatto valere nel calendario nazionale, in cui aveva vinto la Česká Kamenice, prova della Škoda Cup, e a livello UCI aveva partecipato solo al GP Vorarlberg, che aveva concluso al settimo posto. In precedenza, invece, era stato uno dei protagonisti della stagione ciclocrossistica, con ben sei vittorie all’attivo in gare internazionali (sconfiggendo in quattro occasioni Michael Boroš, che era imbattuto da anni in patria) e l’ottimo quinto posto nella prova under 23 dei Campionati Europei. A causa di problemi fisici, però, era stato costretto a chiudere in anticipo la sua stagione invernale.

Václav Ježek respira ciclismo da sempre: il padre (suo omonimo) era uno specialista del ciclocross ed è stato anche in grado di chiudere in top ten un’edizione dei Campionati del Mondo. Anche Václav junior iniziò dal cross, gareggiando anche all’estero sin da giovanissimo, ben prima di arrivare alla categoria junior.

Al primo anno fra gli juniores, si impose come uno dei principali prospetti del suo paese nel ciclocross, con diverse vittorie nella Toi Toi Cup e la partecipazione sia ai Campionati Europei che ai Mondiali di categoria. Su strada non fu particolarmente attivo, ma disputò diverse gare di mountain bike, arrivando anche al decimo posto nella prova XCE dei Campionati Europei.

Nella stagione successiva, Ježek mantenne il focus principalmente sul ciclocross: nella Toi Toi Cup si dimostrò imbattibile, vincendo tutte le prove a cui prese parte, e si dimostrò molto competitivo anche a livello più alto, con il secondo posto nella prova di Tabor di Coppa del Mondo e il decimo posto ai Campionati del Mondo. Mise da parte la mountain bike e intensificò l’attività su strada, ottenendo diversi buoni risultati nelle gare del calendario nazionale e guadagnandosi la convocazione per due prove della Coppa delle Nazioni.

Nel 2024, il ceco approdò agli under 23 e non disputò alcuna gara internazionale su strada, limitandosi ad alcune apparizioni nel calendario nazionale. Nel ciclocross fu presente per tutta la stagione e riuscì a vincere una corsa fra gli élite, il Grand Prix Topolcianky in Slovacchia. Nelle gare più prestigiose, invece, partecipò nella categoria under 23, disputando sia i Campionati Europei che i Mondiali e centrando una top ten nella prova di Coppa del Mondo di Hoogerheide.

Lo scorso anno ha vinto una prova della UEC European Cup under 23 e ha chiuso al secondo posto il campionato nazionale, battuto solo da Michael Boroš, leggenda locale della disciplina. In Coppa del Mondo, invece, non è riuscito a lasciare il segno. Su strada, invece, ha gareggiato molto più della stagione precedente, vincendo la Road Stage Orlické hory, prova della Škoda Cup. Nel calendario UCI, invece, ha preso parte a diverse gare della Coppa delle Nazioni, tra cui il Tour de l’Avenir.

Quest’anno, Václav Ježek ha fatto un salto di qualità notevole sia nel ciclocross che su strada. Al Tour of Hellas ha dimostrato di essere molto forte in salita e di avere anche uno spunto veloce da non sottovalutare. Ha soltanto ventuno anni e, quindi, potrebbe ancora avere importanti margini di miglioramento. Se continuerà così, il passaggio al professionismo sarà solo questione di tempo.

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