
Muri #7: la stagione delle ripartenze, tra Strade Bianche e la voglia di tornare in sella
Nel settimo numero di Muri, si parla del pubblico di Colle Pinzuto e di tre mete perfette per tornare a pedalare in primavera
Il settimo numero della newsletter Muri è online! Con l’arrivo della primavera, abbiamo voluto raccontare due modi diversi ma complementari di vivere la stagione delle ripartenze: la festa popolare delle Strade Bianche e il desiderio di tornare a pedalare sulle strade del cicloturismo.
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Sì, viaggiare: tre ciclovie per la primavera tra Nord, Centro e Sud
La primavera è alle porte. Le giornate si allungano, le temperature smettono di punire chi parte presto al mattino e l’idea di infilare un paio di cambi in una borsa da bikepacking non sembra più un’impresa da ultracyclist. E proprio per questa ragione, nel secondo articolo di questo numero, Silvia Cannas Simontacchi propone tre itinerari di cicloturismo perfetti per inaugurare la stagione.
Tre territori diversi e tre modi di vivere la bicicletta: la luce della Riviera ligure, le strade della Toscana e un angolo meno conosciuto ma sorprendente come il Molise. Non solo indicazioni tecniche sui percorsi, ma un invito a rimettersi in viaggio, pedalando tra paesaggi, borghi e strade che raccontano il territorio.

Le Strade Bianche tra contradaioli, vinsanto e tifosi sloveni
Ma la primavera alle porte è anche la stagione della ripartenza delle corse ciclistiche più importanti. Tra queste, negli ultimi anni la Strade Bianche è senza dubbio la prima grande classica italiana che dà l'abbrivio per l'inizio della nuova stagione. Nelle ultime stagioni, la corsa maschile ha spesso seguito un copione simile: un attacco da lontano di Tadej Pogačar e una lunga cavalcata solitaria verso Piazza del Campo. Eppure, mentre la corsa sembra diventare sempre più prevedibile dal punto di vista sportivo, sugli sterrati senesi succede qualcosa di opposto.
A Colle Pinzuto, uno dei settori più iconici del percorso, il pubblico cresce anno dopo anno fino a trasformare la corsa in una festa popolare. Contradaioli, cicloamatori, tifosi arrivati da tutta Europa, e soprattutto tanti sloveni, si ritrovano lungo i 2,3 chilometri di sterrato per vivere la Strade Bianche da bordo strada.
Tra vinsanto, slivovica, musica sparata dalle casse e racconti di chi frequenta questo settore dal 2008, il ciclismo diventa qualcosa un rito collettivo che dura un’intera giornata.
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