
Van der Poel signore di San Gimignano, ma che spettacolo Pellizzari!
L'olandese conquista una vittoria cercata contro gli enfant prodige Del Toro e Pellizzari, unici a resistere alla progressione di VdP sullo sterrato
Mathieu van der Poel (Alpecin Premier Tech) torna a vincere alla Tirreno-Adriatico e lo fa in grande stile, andando ad aggiudicarsi la tappa con il decisivo sterrato verso San Gimignano. Nessun tappeto rosso, però, per l'ex campione del mondo, perché a dar filo da torcere all'olandese ci hanno pensato Isaac Del Toro (UAE Team Emirates-XRG) e Giulio Pellizzari (RedBull-BORA-hansgrohe), unici a resistere all'impressionante progressione di Vedepé sui 5km di strada bianca prima del traguardo. Del Toro, secondo al traguardo, conquista la maglia azzurra di leader proprio su Pellizzari che, battuto allo sprint, ha provato ad anticipare ma si è dovuto accontentare della terza posizione di giornata che gli vale il secondo posto provvisorio in classifica generale a 3" dal rivale messicano. Classifica rivoluzionata, dunque, con Filippo Ganna (INEOS Grenadiers) che scivola in ottava posizione e Thymen Arensman (INEOS Grenadiers), vittima di una caduta, che esce dalla generale. Nella top10 di giornata anche Andrea Vendrame (Jayco AlUla), Alessandro Pinarello (NSN) e Giulio Ciccone (Lidl-Trek).
Tirreno-Adriatico 2026, la cronaca della seconda tappa
Lunga frazione di 206km da Camaiore a San Gimignano: dopo la partenza in salita verso Montemagno (4 km al 4%), il percorso è pianeggiante fino in Val di Cecina, dove inizia la salita verso il traguardo volante di Pomarance dal Cerreto (8.3 km al 3.6%, max 16% all'imbocco), subito seguita da quella verso il GPM di Castelnuovo Val di Cecina (10km al 3.4%). Segue una lunga discesa, poi si tornerà a salire verso Monteguidi (4km al 5.7%, max 10%), Bivio di Mensano (1.2km al 6.5%, max 10%) e Casole d'Elsa (2.2km al 5.6%, max 9%). Dopo una breve discesa si incontra un tratto moderatamente mosso di quasi 10km fino alle porte di Colle Val d'Elsa, poi la veloce discesa da Borgatello. In fondo, ai -6.8km dal traguardo, si imbocca uno sterrato di 5.3km aperto dalla salita a Pietrafitta (1.2km all'8.5%, max 14%), poi seguita da 4km di continue ondulazioni su strada bianca. Tornati sull'asfalto rimane l'ultimo troncone di salita con GPM verso San Gimignano (1.2km al 7.1%, max 14%; ultimi 300m in lastricato, max 11%).
In fuga dal km 0, i battistrada Diego Pablo Sevilla (Polti-VisitMalta), Joan Bou (Caja Rural), Manuele Tarozzi (Bardiani CSF 7 Saber) e Alessandro Iacchi (Solution Tech), affrontano i quasi 120km verso le salite di Pomarance dal Cerreto (con il traguardo volante conquistato da Iacchi) e Castelnuovo Val di Cecina con un vantaggio che balla tra i 2' e il 1'30", mentre in testa al gruppo si alternano Jack Haig (INEOS Grenadiers) e Steven Kruijswijk (Visma-Lease a Bike). Proprio su questa ascesa il vantaggio dei fuggitivi crolla, perché il peloton accelera in vista della discesa, che potrebbe rappresentare un rischio vista la leggera pioggerella che ha iniziato a bagnare la corsa. Sevilla fa comunque in tempo a scattare per andare a prendere pieni punti al GPM e i quattro vengono ripresi 5km dopo dal gruppo tirato dalla INEOS Grenadiers quando mancano 39km al traguardo.

Tutte schierate le squadre durante il velocissimo tratto di avvicinamento allo sterrato, mentre inizia a piovere sulla corsa: il gruppo inizia ad assottigliarsi a causa dei continui cambi di direzione e delle strade che progressivamente si restringono. Lo spazio che inizia a mancare fa una prima vittima: Martin Marcellusi fa un brutto volo giù dalla strada, finendo in un campo. In testa al gruppo arriva quindi proprio il leader della corsa, Filippo Ganna, che con cautela pennella le discese verso la secca curva a sinistra che immette i corridori nello sterrato. A poche centinaia di metri dall'imbocco la situazione si rimescola: Wout van Aert (Visma-Lease a Bike), che era sempre stato nelle prime posizioni, scivola dietro insieme agli uomini INEOS, mentre la Red Bull lancia i propri capitani con una grande progressione di Gianni Moscon.
Il primo a entrare sul tratto di strada bianca ingrigita dalla pioggia è Julian Alaphilippe (Tudor), con a ruota Giulio Pellizzari: il marchigiano passa velocemente in testa, seguito da Mathieu van der Poel, Matteo Jorgenson e Isaac Del Toro. È Van der Poel ad aprire per primo il gas: paga qualcosa Pellizzari, poi Jorgenson scivola in una curva frenando Del Toro, che lo salta e si mette all'inseguimento solitario di Van der Poel, con Pellizzari che rientra poco dopo alla sua ruota. Van der Poel ha una cinquantina di metri di vantaggio sulla coppia Del Toro-Pellizzari, a loro volta inseguiti da un gruppetto in cui c'è Thymen Arensman, poi Ganna che guida un drappello con Primož Roglič (RedBull-BORA) e Michael Storer (Tudor). In un breve risciacquo Del Toro e Pellizzari riescono a tornare sulla ruota di Vedepé e l'uomo della UAE si mette in testa: Van der Poel sta quasi per scivolare (!) in una curva, consentendo a Del Toro di prendere qualche metro di vantaggio, subito richiuso dall'ex campione del mondo. Dietro, nella stessa curva, cade la maglia ciclamino Thymen Arensman.
Il ritmo di Del Toro non è irresistibile: si riavvicinano infatti sia il primo che il secondo gruppo inseguitore, quando siamo ormai nell'ultimo chilometro. Il messicano è ancora davanti, con Van der Poel a ruota e Pellizzari in ottima posizione: è proprio il marchigiano a partire negli ultimi 350m sul lato sinistro della strada. Mathieu van der Poel fatica inizialmente a riprendere la sua ruota, poi lo riaggancia e lo supera, inarcandosi sulla bicicletta e mentree taglia per primo il traguardo. Dal lato opposto risale anche Isaac Del Toro, che supera Giulio Pellizzari al colpo di reni per la seconda posizione, guadagnando 6" di abbuono e aggiudicandosi la nuova maglia azzurra.
