Adne van Engelen al Tour de Banyuwangi Ijen 2025 © Adne van Engelen
Mondo Continental

Adne van Engelen, il piccolo scalatore diventato grande in Asia

Il trentaduenne è alto 1,65 m e pesa appena 51 kg, ma nelle corse asiatiche è sempre uno dei migliori in salita. Al GP Pedalia ha conquistato la sua prima vittoria in Europa

04.03.2026 22:00

Quarto appuntamento dell’anno con Mondo Continental. In questa puntata: Grand Prix Pedalia, Campionati Nazionali e Adne van Engelen, un big delle corse asiatiche, finalmente a segno anche in Europa.

Le corse della settimana

Grand Prix Pedalia

La Terengganu monopolizza il podio del GP Pedalia
La Terengganu monopolizza il podio del GP Pedalia © Pedalia Cycling Races

Dopo il GP Alaiye della settimana precedente, la città di Alanya è stata protagonista lo scorso weekend di un’altra corsa internazionale, il GP Pedalia, inserito per la prima volta nel calendario UCI. Al via erano presenti ben ventidue squadre: quindici Continental, le nazionali di Azerbaigian e Kazakistan, quattro formazioni dilettantistiche locali e una canadese.

Il percorso superava di poco i 100 km e presentava l’unica vera difficoltà nel finale. I primi 97 km, infatti, erano totalmente pianeggianti, ma gli ultimi 3500 metri salivano con una pendenza media dell’8%, con punte ampiamente in doppia cifra. Come prevedibile, quindi, l’unica salita di giornata è stata decisiva per le sorti della gara. La Terengganu poteva contare sui migliori scalatori, ma ha messo in scena un dominio difficilmente pronosticabile alla vigilia, piazzando quattro corridori ai primi quattro posti.

Il successo è andato ad Adne van Engelen, già ottimo terzo al Tour of Sharjah di un mese fa. Il neerlandese ha staccato di 10” l’australiano Fergus Browning, di 12” il britannico Zeb Kyffin e di 14” il kazako Vadim Pronskiy. Per vedere una maglia diversa da quella della compagine malese, si è dovuto attendere l’arrivo del quinto classificato, Savva Novikov (Antalya Spor Kulübü), che ha perso 16”. Per il russo, per due anni professionista con la Kern Pharma e la cui carriera è stata condizionata da seri problemi alla schiena, si tratta del miglior risultato internazionale dal 2021. 

Campionati Nazionali Filippine e Bolivia

Il podio della cronometro dei Campionati Filippini
Il podio della cronometro dei Campionati Filippini © Nash Lim

Mentre in Europa la stagione comincia ad entrare nel vivo, in Asia e in Sudamerica continuano i campionati nazionali. In questa settimana si è corso nelle Filippine, dove Nash Lim (Factor) si è confermato re della cronometro. Il ventitreenne ha rifilato ben 1’03” all’esperto Ronald Oranza, vincitore della prova nel 2013 e nel 2015, e 1’08” a Nichol Pareja (Victoria Sports), campione nazionale contro il tempo nel 2024. Shaanel Quirmit ha conquistato il titolo under 23, con 1’07” su Jude Francisco (Victoria Sports) e 1’09” su Dave Cangayao.

Nella prova in linea sono andate sul podio le tre Continental del paese: dopo sette anni, la 7Eleven Cliqq è tornata a vincere il titolo nazionale, grazie a Ronnilan Quita, alla prima stagione nel team. Il trentunenne ha staccato di 57” Ismael jr Grospe (Victoria Sports) e Jericho Lucero (Go for Gold Philippines). Tra gli under 23 ha dominato il giovanissimo Mark Baruelo (Victoria Sports). Il classe 2007 ha messo 1’27” tra sé e il primo degli inseguitori, Sandrei Tibay. Jhayrel Julian ha completato il podio a 1’29”.

Si è gareggiato anche in Bolivia, dove, come nelle Filippine, nella cronometro il campione uscente ha confermato il titolo: Freddy Gonzales ha fatto segnare un tempo nettamente migliore rispetto a quelli dei rivali. Eduardo Moyata (Pío Rico) ha chiuso secondo a 1’35”, mentre René Daza si è piazzato terzo a 2’29”. Il titolo under 23 è andato a Mario Sánchez, tesserato per la formazione dilettantistica belga TrustUp-CC Chevigny. Il diciottenne, che ha fatto segnare il terzo tempo assoluto a 2’01” da Gonzales, si è imposto con 1’19” su Leo Bustamante e 3’36” su Saul Camacho (Pío Rico).

Anche nella prova in linea, il campione uscente ha confermato il titolo: Eduardo Moyata si è presso la sua rivincita su Freddy Gonzales, distanziandolo piuttosto nettamente. Il vincitore della cronometro, infatti, si è piazzato in seconda posizione, ma ha pagato ben 4’52”. L' evidente superiorità della Pío Rico è stata testimoniata anche dal terzo posto di José Manuel Aramayo, staccato di 5'38". 

Le Continental tra i big

Il vincitore del Tour du Rwanda, Moritz Kretschy
Il vincitore del Tour du Rwanda, Moritz Kretschy © Tour du Rwanda

Ben tredici Continental hanno preso parte a un Tour du Rwanda in cui i devo teams hanno fatto la parte del leone: la NSN Development ha conquistato il successo finale con Moritz Kretschy e si è aggiudicata tre tappe con i corridori del team WorldTour in prestito per l'occasione (Itamar Einhorn e Pau Martí). Vittorie anche per la Soudal-Quick Step Devo, con Mathijs de Clercq e Henrique Bravo, e per la Development Picnic-PostNL, con Jurgen Zomermaand. La Lotto-Groupe Wanty, invece, ha centrato il terzo posto finale con Duarte Marivoet, miglior giovane della corsa. Fra le Continental classiche, la REMBE|rad-net è stata grande protagonista, con Jermaine Zemke, a segno nella quinta frazione, Johannes Adamietz, secondo nella generale, e Miguel Heidemann, che si è portato a casa la maglia dei GPM.

Sono state ben quindici le formazioni di terza divisione a partecipare al Giro di Sardegna. La Red Bull-BORA Rookies ha vinto due tappe e la classifica a punti con Davide Donati, mentre il Team UKYO si è aggiudicato una frazione e ha tenuto la maglia di leader per tre giorni con Nicolò Garibbo. In classifica generale, il miglior rappresentante del ciclismo di terza divisione è stato il giovanissimo Jan Michal Jackowiak: il polacco della Bahrain Victorious Development si è piazzato al sesto posto, appena davanti a Davide De Cassan, da quest’anno alla General Store-Essegibi.

Addirittura sedici Continental si sono schierate al via delle due corse greche del weekend, da quest’anno diventate di categoria 1. Al Visit South Aegean GP, i ProTeams si sono dimostrati troppo forti e la EF Education-Aevolo e la XDS Astana Development sono state le uniche compagini di terza divisione a centrare la top ten, rispettivamente con Tomos Pattinson, sesto, e Mattia Negrente, ottavo. La formazione kazaka ha fatto meglio al Region on Dodecanese GP, raggiungendo la seconda posizione con Ludovico Maria Mellano e piazzando in top ten anche Negrente, sesto, e Gustav Wang, settimo.

CIC Academy, Van Rysel Roubaix e Nice Métropole Côte d'Azur hanno preso parte a Faun-Ardèche Classic e a Faun-Drôme Classic. Il miglior rappresentante del mondo Continental è stato, in entrambe le gare, Axel Mariault, che, probabilmente, fu scaricato con troppa fretta dalla Cofidis alla fine del 2024. Il portacolori della CIC Academy ha raccolto un undicesimo e un tredicesimo posto.

Ben undici Continental hanno partecipato alla Samyn Classic. La svizzera Elite Fondations, che ha iniziato la sua prima stagione nella categoria partecipando a molte corse professionistiche, ha centrato, un po' a sorpresa, il miglior risultato: in una corsa caratterizzata da diversi settori di pavé, Jan Sommer, corridore con un passato nel ciclocross, si è piazzato sedicesimo.

Cinque formazioni di terza divisione erano al via del Trofeo Laigueglia: le italiane Beltrami TSA, Biesse-Carrera e General Store-Essegibi, la messicana Petrolike e la Red Bull-BORA Rookies. Già protagonista al Giro di Sardegna, Davide De Cassan ha confermato il buono stato di forma: il portacolori della General Store-Essegibi ha chiuso in ventiseiesima posizione, davanti a corridori del calibro di Michael Storer e Richard Carapaz.

L’UCI sta continuando ad aggiungere nuove squadre al proprio database: a sorpresa è stata registrata la portoghese Óbidos, che aveva già esordito al Tour of Sharjah. La formazione lusitana ha preso dalla Istanbul Büyükșehir lo spagnolo Eduardo Pérez-Landaluce e l’eritreo Petros Mengs, ha confermato il pistard Alvaro Navas e ha riportato nel gruppo internazionale il giramondo José Manuel Gutierrez e il croato Lorenzo Marenzi. Novità anche dall’Estonia, dove la Quick ha rinforzato il proprio organico con due uomini con esperienze nella categoria superiore: si tratta dell’ex Bardiani Riccardo Lucca (Karcag) e dello spagnolo David Delgado (Burgos Burpellet BH).

Resta nella categoria la cinese Shenzhen Kung, che ha ingaggiato l’australiano Oliver Stenning (Huansheng-Vonoa) e, a sorpresa, il trentaseienne francese Loïc Desriac, la cui ultima avventura in una squadra UCI risaliva al 2018. Dopo Alvaro Sagrado, un altro corridore coinvolto nel disastro Illes Balears-Arabay ha trovato squadra: si tratta di José María García, che si è accasato alla tedesca MaxSolar-Raymon. Ha effettuato un movimento in entrata anche l’Alpecin-Premier Tech Development, che si è assicurata David Haverdings, dominatore dell’ultima Coppa del Mondo di ciclocross nella categoria under 23. L'austriaca ARBÖ Kärnten Sport Feld am See, invece, ha rinforzato il suo roster con lo sloveno Matic Žumer, gregario di Tadej Pogačar negli ultimi due Campionati del Mondo.

Il ritratto della settimana: Adne van Engelen

Incontri particolari per Adne van Engelen in Thailandia
Incontri particolari per Adne van Engelen in Thailandia © Adne van Engelen

Negli ultimi anni, sono sempre di più i corridori europei che scelgono di trasferirsi in Asia e i motivi possono essere molteplici: ci sono coloro che cercano di rilanciarsi dopo annate difficili, quelli che scelgono di andare a concludere la propria carriera in un contesto più tranquillo e chi lì trova la propria dimensione. A quest’ultima categoria appartiene Adne van Engelen, che, con i suoi 51 kg distribuiti su 165 cm, non ha certamente il fisico adatto ai percorsi pianeggianti (e spesso battuti dal vento) tipici dei Paesi Bassi. Da oltre un decennio, il neerlandese ha scelto di cercare fortuna in luoghi più esotici e, dopo i primi ottimi risultati in Africa, si è specializzato maggiormente sulle corse asiatiche.

Spesso protagonista nelle gare più impegnative, il corridore della Terengganu è partito molto forte nel 2026, piazzandosi in terza e in quarta posizione nelle due tappe più impegnative del Tour of Sharjah e chiudendo al terzo posto in classifica generale. In seguito si è spostato con la sua squadra in Turchia e dopo aver disputato il GP Alaiye, vinto dal suo compagno di squadra Pierre Barbier, ha preso parte a una corsa decisamente più adatta alle sue caratteristiche, il GP Pedalia. Sull’erta finale, il trentaduenne ha fatto la differenza e ha tagliato il traguardo a braccia alzate, in una giornata storica per la Terengganu, che ha messo a segno un incredibile poker. Per lui è stata la prima vittoria nell'Europe Tour, anche se, geograficamente, la corsa aveva luogo in territorio asiatico, e anche il primo successo in una gara di un giorno UCI.

Adne van Engelen non era certamente considerato un predestinato del ciclismo: diede sempre la precedenza agli studi e, così, nelle categorie giovanili non ottenne risultati di rilievo. Le cose cambiarono nel 2015: con la maglia della WV West-Frisia centrò diverse top ten in corse dilettantistiche del Benelux e un eccellente ottavo posto al campionato nazionale under 23. A fine stagione, disputò il Tour of Egypt (che si concluse il 2 gennaio dell'anno successivo) con il Global Cycling Team, piazzandosi nei primi dieci in tutte le tappe e concludendo al secondo posto in classifica generale, a soli 6" dal vincitore.

Nel 2016 il neerlandese fece il suo esordio in Asia, concludendo al settimo posto il Tour of Thailand. In seguito fece bene anche nella classifica generale del Tour de Hongrie (fu sesto) e vinse una corsa dilettantistica belga, la Romsée-Romsée, e il titolo nazionale universitario. A novembre fu ingaggiato dalla Parkhotel Valkenburg per le ultime corse stagionali in Cina, ma non fu confermato per la stagione successiva perché la squadra era già al completo.

Iniziò la stagione successiva con un ottimo terzo posto al Tour du Cameroun, con la maglia del Global Cycling Team e ad aprile passò alla BIKE AID, con cui ebbe la possibilità di disputare corse importanti come il Tour of the Alps e la Volta a Portugal. Al di fuori del calendario UCI, confermò il titolo nazionale universitario e conquistò il successo finale al Tour de Madagascar.

Confermato dalla BIKE AID, nel 2018 Van Engelen si piazzò al secondo posto in una tappa del Tour of SIngkarak e al terzo in una del Tour of Iran. In una corsa HC come il Tour of Hainan sfiorò la top ten finale, ma si fermò al dodicesimo posto. Si tolse le maggiori soddisfazioni nelle corse riservate agli universitari, in cui conquistò il terzo titolo nazionale consecutivo e si laureò addirittura campione del mondo. Vinse anche una frazione del Tour of Poyang Lake, gara dilettantistica cinese.

Nell'anno seguente, la BIKE AID disputò un calendario molto meno esotico rispetto alle abitudini, con il solo Tour of Qinghai Lake al di fuori dell'Europe Tour. Lo scalatore neerlandese fece le cose migliori in Turchia, piazzandosi prima al quattordicesimo posto nella generale del Tour of Mersin e poi in terza posizione nella prima tappa e nella classifica finale del Tour of Mesopotamia.

Nel 2020, lo scoppio della pandemia fu un problema per tutti, ma per lui si rivelò un'opportunità: aveva, infatti, sempre alternato lavoro e ciclismo e le normative anti-covid del suo paese gli permisero di concentrarsi maggiormente sugli allenamenti. La BIKE AID riuscì a disputare un calendario abbastanza ricco e il neerlandese rispose presente, piazzandosi settimo al Sibiu Tour, nono al Turul Romaniei e quarto al Tour of Thailand.

Nella stagione successiva partecipò al Tour du Rwanda, in cui fu terzo sul Mont Kigali, battuto solo da due professionisti di lungo corso come Pierre Rolland e Alexis Vuillermoz. Nella seconda parte di stagione, dopo aver chiuso in sesta posizione il Tour of Kosovo, conquistò la sua prima vittoria UCI, aggiudicandosi l'ultima frazione del Tour of Thailand. Nella corsa asiatica vinse anche la maglia di miglior scalatore e si piazzò al secondo posto nella generale.

Nel 2022, Van Engelen si confermò in grado di ottenere buoni risultati nelle corse a tappe: al Tour of Thailand non riuscì a ripetersi e si fermò al nono posto, ma al Tour de Serbie andò a un passo dal primo successo europeo, chiudendo in seconda posizione sia la frazione più dura che la classifica generale. In seguitò fu ottavo al Tour of Iran e concluse la stagione con una corsa dilettantistica in Thailandia, il Masters Tour of Chiang Mai, che dominò, aggiudicandosi due tappe e il successo finale.

Ormai adottato dalla Thailandia, dove è solito passare buona parte dell'anno, nella stagione successiva si trasferì in una squadra del paese asiatico, la Roojai Online Insurance. Iniziò benissimo la sua nuova avventura, chiudendo al terzo posto (con un secondo di tappa) la New Zealand Cycle Classic e compiendo un capolavoro al Tour of Sharjah, in cui conquistò il successo finale dopo aver vinto la frazione più impegnativa. In seguito fu quarto al Tour of Iran e, soprattutto, settimo in una corsa importante come il Tour de Langkawi (fu l'unico Continental nei primi quindici). A fine stagione vinse una corsa dilettantistica cinese, il Tour of Taiyuan.

Confermato dalla Roojai Insurance, nel 2024 il neerlandese riuscì a vincere l'amato Tour of Thailand e chiuse in top ten il Tour of Taiwan (decimo), il Tour of Japan (quinto), il Tour de Banyuwangi Ijen (ottavo) e il Tour of Huangshan (quinto). Sfiorò anche il successo di tappa al Tour of Qinghai Lake, ma dovette accontentarsi di un secondo posto. Fuori dal calendario UCI vinse a ripetizione, portandosi a casa le classifiche generali di Tour de Chiang May University, Masters Tour of Chiang Mai e Tour of Taiyuan.

Lo scorso anno è passato alla malese Terengganu, da tanti anni una delle migliori Continental asiatiche. Si è confermato ad alto livello nelle corse asiatiche, vincendo la tappa regina e la classifica finale del Tour of Salalah, piazzandosi sul podio al Tour de Banyuwangi Ijen (secondo) e al Tour de Gyeongnam (terzo), e chiudendo in top ten anche il Tour of Sharjah (settimo) e il Tour of Japan (ottavo). 

Quest'anno Adne van Engelen è partito forte e, sicuramente, ha tutte le carte in regola per recitare un ruolo da protagonista nelle corse a tappe (soprattutto in Asia). Dovrà, prima di tutto, fare attenzione alla concorrenza interna, dato che la pattuglia di scalatori della Terengganu sembra particolarmente agguerrita. La sua prossima gara dovrebbe essere il GP Apollon Temple, anche se il percorso della gara turca è decisamente troppo facile per le sue caratteristiche.

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