
Del Toro conquista il Grand Colombier e riapre il TARA: Tuckwell resiste, Seixas paga la caduta
Nel giorni in cui Seixas rischia grosso per una caduta, arriva la prima vittoria in Francia per il messicano, settima stagionale e 27ª in carriera. Tuckwell resta leader, ma Del Toro sale a 49" e riapre la corsa
Quando organizzi una corsa a tappe con praticamente tutti gli uomini da podio del Tour de France tranne Remco Evenepoel e Florian Lipowitz, prima o poi qualcuno deve ricordarsi che è pur sempre giugno e non luglio. Così, mentre il Grand Colombier faceva il Grand Colombier e Paul Seixas sperimentava quanto possa essere lungo un inseguimento dopo una caduta, Isaac Del Toro ha deciso che era arrivato il momento di smettere di correre da co-capitano e iniziare a correre da capitano vero della squadra più forte del mondo, affondando il colpo nella giornata peggiore per l'Enfant du Pays per eccellenza, vittima di una caduta che ha compromesso la sua corsa, e poco male, perché le sensazioni dopo il fattaccio sembravano ben peggiori.
Il ventiduenne messicano ha conquistato la sua prima vittoria in terra francese, la settima stagionale e la ventisettesima della carriera. Lo ha fatto nel giorno più importante del Tour Auvergne-Rhône-Alpes 2026, quello che doveva emettere una sentenza e che invece ha complicato ulteriormente il verdetto finale.
Perché questo TARA, a ben vedere, è una specie di Tour de France in miniatura riservato agli aspiranti eredi, se non addirittura un Avenir posticipato), con Ayuso, Jorgenson, Del Toro, Seixas, (con eccesso di generosità potremmo contare mettiamoci anche Skjelmose, Uijtdebroeks, Johannessen, Oscar Onley - non partito, dopo l'inquietante caduta di ieri- e João Almeida - capitolo a parte per il Botalume, anche lui non partito ma lontano dalla migliore condizione). Mancano appunto Evenepoel e Lipowitz all'appello degli uomini che tra poche settimane proveranno a cercare il podio alle spalle degli extraterrestri.

Luke Tuckwell conserva ancora la maglia gialla conquistata grazie alla fuga-monstre di ieri, ma il suo vantaggio si è assottigliato fino a diventare più una speranza che una garanzia. Dietro di lui, Del Toro ha scalato la classifica con la stessa facilità con cui ha scalato il Grand Colombier, trasformando una giornata di montagna in una candidatura credibile alla vittoria finale.
Tour Auvergne-Rhône-Alpes 2026, la cronaca della settima tappa
La settima tappa del Tour Auvergne-Rhône-Alpes 2026, era quella più importante in chiave la classifica generale. I 133,6 chilometri da La Bridoire al Grand Colombier concentravano gli ostacoli sulla parte finale, ma il susseguirsi di salite già dal Col du Banchet (5,3 chilometri al 5,7%) trasformava l'intera frazione in un'estenuante battaglia di logoramento. Il Col de Richemond (7,7 chilometri al 6%), la Lacets du Grand Colombier (7 chilometri all'8,4%) e infine la terribile salita finale del Grand Colombier (8,4 chilometri al 10,2%, con punte al 18% nei primi 4,5 chilometri) erano destinate a ridisegnare la classifica, dopo lo scompiglio della maxi-fuga di ieri che aveva dato la maglia gialla a Luke Tuckwell (Red Bull - BORA - hansgrohe)
La tappa si è dispiegata senza troppe sorprese fino a 96 chilometri dal traguardo, quando il destino ha colpito duramente Paul Seixas (Decathlon CMA CGM). Il francese, una dei principali candidati alla vittoria finale, è caduto rovinosamente nella discesa della Côte de Saint-Maurice-de-Rotherens. Lo schianto è stato violento, ma il diciannovenne di Lione si è rialzato visibilmente sofferente: quando è ripartito il suo ritardo nei confronti del gruppo principale si avviava verso i 4'.
Mentre Seixas era impegnato in una disperata rimonta aiutato dal compagno Léo Bisiaux, il resto dei favoriti cercava di gestire le varie ascese con fredda tattica. La fuga di giornata non è mai decollato in modo significativo: attacchi e contro-attacchi si sono susseguiti fin dalle prime salite senza produrre un vero gruppo al comando.
Sulla Lacets du Grand Colombier, a circa 65 chilometri dal traguardo, la trama della corsa cominciava a chiarirsi. Un gruppo compatto di sei corridori si è formato in testa: Quinn Simmons (Lidl-Trek), Laurens De Plus (Netcompany INEOS), Carlos Rodríguez (Netcompany INEOS), Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step), George Bennett (NSN ) e Clément Berthet (Groupama-FDJ United). Nel frattempo, Seixas, con grande determinazione, aveva ricucito il gap fino a 30" prima di ricongiungersi al gruppo principale sul Col du Banchet.
La battaglia vera e propria si è accesa sul Grand Colombier. Juan Ayuso (Lidl-Trek) ha provato a muovere l'attacco per primo, partendo a sette chilometri dalla vetta. Solo Ben Tulett (Visma-Lease a Bike) lo ha seguito inizialmente, rimbalzando poi prima di restare con un gruppetto formato dal suo capitano Matteo Jorgenson, Cian Uijtdebroeks (Movistar), Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility) e Isaac Del Toro (UAE Emirates-XRG). A quel punto Paul Seixas ha dovuto cedere il passo, tallonato a vista da Skjelmose che ne guardava le membra sofferenti senza muoversi dalla sua ruota. Più indietro ancora, Luke Tuckwell difendeva strenuamente la sua maglia gialla. Tuttavia, a circa 1,7 chilometri dal traguardo, Del Toro (UAE Emirates-XRG) ha messo sull'asfalto tutte le energie che aveva saggiamente dosato, staccando nettamente Jorgenson nel gruppo degli inseguitori e poi recuperando lo Ayuso. Nel finale, Del Toro ha trovato ancora le risorse per un ultimo strappo decisivo, lasciandolo spagnolo a 25" di distanza.
La sofferenza di Seixas dopo la caduta era visibile, le conseguenze sulla prestazione anche. Pur con la più strenua volontà del mondo, le conseguenze dell'impatto non gli hanno permesso di stare con i migliori, terminando settimo, a 1'21" da Del Toro.
Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility) ha ottenuto il terzo posto a 38", seguito da Matteo Jorgenson (Visma-Lease a Bike) a 41" e Cian Uijtdebroeks (Movistar Team). Mattias Skjelmose (Lidl-Trek) ha chiuso sesto a 1'17".
Luke Tuckwell (Red Bull-Bora-hansgrohe), il leader della generale, ha pagato dazio con un undicesimo posto a 2'33", ma è rimasto in maglia gialla. Il suo margine su Jorgenson si è ridotto a 42 secondi.
Tuckwell resiste, domani il Plateau de Solaison decide tutto
Il successo ha permesso a Isaac Del Toro una sensibile ascesa nella classifica: il messicano ha guadagnato due posizioni, salendo dal decimo al secondo posto, ora a soli 49" da Luke Tuckwell. Juan Ayuso (Lidl-Trek) è stabile al terzo posto a 1'06" di ritardo.
La vera marcia indietro è quella di Paul Seixas: la caduta e la conseguente rimonta lo hanno fatto scendere dalla seconda alla quarta posizione, distaccato ormai di 1'17" dal leader. La quinta piazza è occupata da Cian Uijtdebroeks (Movistar).
In classifica a punti Nadav Raisberg (NSN ) mantiene la leadership. Nella classifica dei Gran Premi della Montagna Clément Braz Afonso (Groupama-FDJ United) guida con 40 punti, ma Del Toro si è avvicinato pericolosamente con 21 punti, alla pari con Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility).
Come previsto le gerarchie in classifica generale sono state ribaltate. Isaac Del Toro ha compiuto il balzo più marcato, risalendo dal decimo al terzo posto a soli 49" da Luke Tuckwell (Red Bull-Bora-hansgrohe), che resta anche leader di una classifica giovani che vede i più forti under 25 del mondo alle sue spalle (Del Toro, Ayuso, Seixas, Uijtdebroeks). Matteo Jorgenson sale al secondo posto a 42", Juan Ayuso consolida il quarto posto a 1'06", seguito a sorpresa da Tobias Halland Johannessen, che guadagna sette posizioni con la sua terza piazza odierna e si piazza quinto a 1'33". Paul Seixas (Decathlon CMA CGM), nonostante la lotta eroica dopo la caduta, perde due posizioni e scivola al sesto posto a 1'54", cedendo terreno proprio nei confronti di Del Toro e Johannessen.
Al settimo posto troviamo Mattias Skjelmose (Lidl-Trek) a 1'59", seguito da Cian Uijtdebroeks (Movistar) all'ottavo con 2'17". Il margine di Tuckwell rimane precario: 42 secondi non sono sufficienti a garantire serenità in vista della tappa conclusiva.
Domani l'ultimo capitolo della settimana francese darà la sentenza definitiva di questo Tour Auvergne-Rhône-Alpes 2026 degli outsider del Tour de France. La frazione da Beaufort al Plateau de Solaison misura soli 120,1 chilometri ma concentra un'intensità brutale: il Col du Pré (10,4 chilometri all'8,1%), la Montée de Bisanne (12,4 chilometri all'8,2%), il Col de Saisies e il Col des Aravis (7 chilometri al 6,8%) precedono una discesa lunghissima (quasi 30 chilometri). La vera selezione arriverà sull'ascesa finale di 11,3 chilometri al 9,1%, con i primi 5 chilometri al 10,2% di media che fungeranno da crivello definitivo. Una tappa breve ma d'una durezza tale da potere ancora rivoluzionare l'esito della classifica generale, dove il margine di Tuckwell rimane precario. Le squadre degli scalatori disporranno dell'ultima occasione per tentare il colpo.
