Il danese Anders Foldager, 24 anni, ha vinto la Freccia del Brabante © Profilo X @GreenEDGETeam
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La Freccia del Foldager: Anders si aggiudica allo sprint il Brabante

Gara estremamente incerta fin sul rettilineo d'arrivo: la fuga a sei con gli annunciati favoriti - su tutti Del Grosso, Cosnefroy (poi 3°) e Grégoire - viene ripresa all'ultimo chilometro. Soluzione allo sprint favorevole al danese, che batte Hermans

17.04.2026 17:55

Lo spettro ingombrante dell'edizione di un anno fa - vinta da Remco Evenepoel davanti a Wout van Aert al termine di una corsa esaltante e drammatica a un tempo - avrebbe potuto oscurare la Freccia del Brabante 2026, peraltro disertata da quasi tutti i corridori che domineranno la scena sulle Ardenne. Ciononostante, ne è venuta fuori una corsa piuttosto divertente, che sembrava a un certo punto risolta in favore di un sestetto di attaccanti perso di vista dal gruppo, del quale facevano parte alcuni dei potenziali candidati alla vittoria: Benoît Cosnefroy, Romain Grégoire e Tibor del Grosso, scortati da Anton Charmig, Ramses Debruyne e Milan Lanhove. Benché gli inseguitori avessero passato molto tempo a farsi i dispetti, i battistrada sono stati raggiunti all'ultimo chilometro. E, dopo un tentativo isolato di Mathieu Burgaudeau, la classica brabantina si è decisa allo sprint in favore di Andreas Foldager, che ha atteso il momento giusto per partire e fulminare la nutrita concorrenza. Battuti Quinten Hermans e il già menzionato Cosnefroy, ancora una volta sul podio (ma mai vittorioso) a Overijse. 

La cronaca della Freccia del Brabante

Il classico spartiacque tra le pietre e le côtes: la 66ª edizione della De Brabaantse Pijl (Beersel-Overijse, 166 km) inaugura ufficialmente l'ultimo scorcio della campagna di primavera. Come da tradizione, il percorso si adatta alle caratteristiche di quei corridori capaci di abbinare esplosività e buone doti di resistenza sugli strappi. A proposito: neppure il tempo di cominciare che si affronta l'Alsemberg (1500 metri con una pendenza media del 3,9% e un picco che sfiora il 9%), seguito dal Bruineput (1200 metri con una pendenza media del 5,7% che raggiunge il 10,9% nel punto più impegnativo), entrambi in pavé. Dopo un tratto vallonato di circa 30 chilometri, la carovana affronta rientra nella località di partenza per un secondo giro più breve, caratterizzato dalla scalata al Beerselberg, 500 metri al 7,9% con punte di poco superiori al 10%, e dal secondo passaggio sul Brunieput. Usciti dall'anello iniziale, il tratto centrale della corsa si apre con il passaggio sull'Eigenbrakelsesteenweg, uno strappo di poco meno di un chilometro che non raggiunge il 5%. Varcato il confine con il Brabante vallone, il menu prosegue con lo Chemin dit le Bois (1400 metri di salita con una pendenza media del 3,6% e punte del 5,7%) e il passaggio in Rue François Dubois (900 metri al 4,1% e un tratto che sfiora il 6%), seguito dall'Holstheide, un chilometro di strada lastricata che sale al 5,3% medio e raggiunge l'11,5%. Poco prima di tagliare il traguardo, infine, il consueto passaggio sulla S-Bocht Overijse, 1,3 km al 4,2% e una pendenza massima del 5,7%. Una volta raggiunta la linea d'arrivo, inizia un circuito di 19 chilometri da ripetere per tre volte, che propone i passaggi multipli sul pavé di Hertstraat (700 metri con una pendenza media del 4,7% e un massimo del 7,4) e di Moskesstraat, altri 500 metri che salgono al 9,2% e raggiunge appena prima della vetta il 14%. Nella seconda parte del giro, poi, si scalano ancora l'Holstheide e la rampa conclusiva di Overijse.

Poco dopo il via, si muovono 6 corridori: i belgi Michiel Coppens (BEAT presented by Saxo) e Fabrice Lefevre (Tarteletto-Isorex), il ceco Vojtěch Kmínek (Burgos Burpellet-BH), il novegese Cedric Bakke Christophersen (Unibet ROSE Rockets), l'olandese Bram Dissel (BEAT) e lo statunitense Jonah Killy (Tarteletto). Il sestetto al comando accumula un vantaggio massimo di poco superiore ai 3'30" sugli inseguitori, pilotati a turno da UAE Emirates-XRG, NSN, Jayco-AlUla e Caja Rural-Seguros RGA. 

Man mano che la carovana si avvicina al circuito di Overijse, gli inseguitori aumentano il passo, riducendo gradualmente le distanze dai primi, che transitano per la prima volta sul traguardo con un margine di poco superiore ai 2'. Alle loro spalle, il belga Louis Vervaeke (Soudal-Quick Step) prende l'iniziativa sul primo Holstheide, portandosi dietro l'italiano Stefano Oldani (Caja Rural-Seguros RGA). La coppia di contrattaccanti guadagna circa mezzo minuto sul gruppo, ma basta un'accelerazione del belga Tim Wellens (UAE Emirates-XRG) sull'Hertstraat per annullare questa azione. La successiva rampa di Moskesstraat offre al danese Mikkel Bjerg (UAE Emirates) l'occasione per saggiare la condizione dei rivali, ma il meno brillante di tutti sembra essere proprio il campione belga, costretto perciò a sfilarsi prima di mettersi al servizio dei compagni.

Nel frattempo, la testa della corsa - segnalata con un vantaggio ormai ridotto a circa 40" - comincia a frazionarsi: Killy e Lefevre sono i primi a sfilarsi quando mancano circa 50 chilometri alla fine, imitati poco più avanti da Coppens e Dissel. Dal canto loro, Christophersen e Kmínek prolungano la loro resistenza fino a metà del primo giro del circuito finale, dove saranno raggiunti da un gruppetto di una dozzina di uomini che, tuttavia, non faranno molta strada. Anche il contropiede del croato Fran Miholjević (Bahrain Victorious) e del francese Sam Maisonobe (Cofidis) rifluisce in fretta: circa 80 corridori transitano compatti sulla linea del traguardo per affrontare le ultime due tornate.

Tocca agli Alpecin-Premier Tech - in corsa con l'olandese Tibor del Grosso (Alpecin-Premier Tech) - e alla Groupama-FDJ United, in corsa con il francese Romain Grégoire (Groupama-FDJ United) prendere l'iniziativa nel tratto che precede il secondo Moskesstraat, dove si affacciano in testa anche gli uomini della Lotto-Intermarché, che punta sui belgi Jenno Berckmoes (Lotto-Intermarché) e Milan Menten (Lotto). Appena prima di affrontare lo strappo sulle pietre, una caduta blocca i corridori posizionati nelle retrovie del gruppo, tra i quali Wellens, il campione nazionale svizzero Mauro Schmid (Jayco-AlUla) e il belga Dylan Teuns (Cofidis).

La World Tour francese prepara il terreno all'attacco di Grégoire, che entra in azione all'inizio dello strappo lastricato, seguito a breve distanza dal belga Ramses Debruyne (Alpecin), che lo raggiungerà in discesa. I due attaccanti guadagnano subito una ventina di secondi sulla concorrenza, che prova a rilanciare l'andatura sul terzo Holstheide. In fondo allo strappo, si avvantaggiano cinque corridori, tra i quali il francese Benoît Cosnefroy (UAE Emirates), che si riporterà ai -27 sulla testa. Dietro, invece, provano a organizzare l'inseguimento gli Uno-X Mobility e gli NSN, ma in breve tempo si formano due gruppetti: nel primo compaiono del Grosso, il danese Anton Charmig (Uno-X Mobility) e il belga Milan Lanhove (Flanders-Baloise), che riusciranno a chiudere sui primi ai -23. Ad ogni modo, la corsa non è ancora decisa: 15" di margine su ciò che resta del gruppo al suono della campana. 

Poco oltre il passaggio sul traguardo, la platea dei battistrada si allarga: l'olandese Jelle Johannink (Unibet) si unisce a Charmig, Cosnefroy, Debruyne, del Grosso e Lanhove. Dietro di loro, è il campione norvegese Andreas Leknessund (Uno-X) a smuovere le acque, portandosi dietro altri 6-7 uomini, seguiti a breve distanza dal resto della compagnia. Il continuo tira e molla tra gli inseguitori sembra favorire i primi, che arrivano ai piedi dell'ultimo Moskesstraat con 15" circa di margine. Eccoci sul pavé, dove brilla a sorpresa Lanhove che, dopo aver staccato Johannink, saggia le forze degli altri compagni di ventura, che riescono comunque a seguirlo. Dietro, invece, il più brillante è il lettone Krists Neilands (NSN), ma il suo contrattacco viene subito respinto da un uomo della Alpecin. 

Il quarto Holstheide offre pochi spunti di interesse: il sestetto di testa procede compatto, rincorso vanamente dal belga Joris Delbove (TotalEnergies), che non riesce ad agganciare il treno buono dopo aver allungato in salita. La situazione cambia ancora nel tratto pianeggiante che precede il ritorno a Overijse: su iniziativa degli EF EasyPost, gli attaccanti vengono ripresi alle soglie del triangolo rosso. In contropiede ci prova il francese Mathieu Burgaudeau (TotalEnergies): la sua azione, però, si spegne sul più bello. Dunque, soluzione allo sprint: Menten è ben posizionato sul rettilineo conclusivo tanto quanto lo spagnolo Fernando Barceló (Caja Rural), che si alza sui pedali ai 200 metri dall'arrivo. Tuttavia, bisogna scegliere il momento giusto per partire. E il più lucido di tutti è il danese Andreas Foldager (Jayco): partito ai 180 metri, Foldager mette in riga il belga Quinten Hermans (Pinarello-Q36.5) e Cosnefroy, conquistando il suo 2° successo da professionista. A seguire Grégoire, lo spagnolo Eduard Prades (Caja Rural), il norvegese Fredrik Dversnes (Uno-X), il belga Luca Van Boven (Lotto), Barceló, l'australiano Brady Gilmore (NSN) e l'olandese Alex Molenaar (Caja Rural). Appena fuori dai 10 il migliore degli italiani, Edoardo Zambanini (Bahrain).

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Benoît Cosnefroy è salito per la quarta volta sul podio della Freccia del Brabante, ma la vittoria gli è sfuggita di nuovo © Profilo X @TeamEmiratesUAE

L'ordine d'arrivo

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Carmine Marino

Nato a Battipaglia (Salerno) nel 1986, ha collaborato con giornali, tv e siti web della Campania e della Basilicata. Caporedattore del quotidiano online SalernoSport24, è iscritto all'albo dei giornalisti pubblicisti della Campania dal 4 dicembre '23.