Tour de France Femmes 2026 - Analisi del percorso
9 giorni di corsa, con una cronometro di 21 km in mezzo a tante tappe miste che consentono di scrivere la classifica tutti i giorni; decisivi Mont Ventoux e Col d'Èze
In attesa di conoscere anche il percorso della gara maschile, è stato presentato il percorso del Tour de France Femmes 2026: anche l'anno prossimo si correrà su 9 tappe, con Grand Départ dalla Svizzera Romanda. Si preannuncia un po' meno impegnativo, con una sola tappa di vera montagna, ma senz'altro più equilibrato vista la presenza di una cronometro individuale di 21 km. Le tante tappe miste ampliano notevolmente il campo delle pretendenti al successo finale, con la sola scalata al Mont Ventoux a favorire nettamente le scalatrici pure.
Tutte le altimetrie
Sabato 1 agosto - 1a tappa: Lausanne - Lausanne (138.0 km)

Si comincia subito con una frazione complicata, che presenta ondulazioni praticamente già dal km0. Giunti sul lago di Neuchatel si incontra la salita più impegnativa, la Côte de Chables (1.6 km al 7.7%, max 13%), con cui si inizia a tornare verso sud. Dopo di questa ci sono 30 km lievemente mossi ma privi di asperità di una certa consistenza che porta ai piedi di un'altra fase importante di corsa: si scalano la Côte de Villars-le-Comte (4 km al 5.8%), una salitella uscendo da Moudon (1.2 km al 5%) e la Côte de Vulliens (3 km al 5.3%). In vetta a questa non si scende, bensì si incontra un tratto di 15 km in altopiano con altre brevi asperità; la discesa - essa stessa spezzata da un'altra contropendenza - riporta sul Lago Lemano, che si costeggia su strade più o meno pianeggianti per 16 km fino a Losanna. Qui si sale al traguardo con pendenza irregolare: la Côte Saint-François misura in tutto 2.6 km con una media del 4.6%; i primi 600 metri salgono al 6%, poi la strada spiana per 500 metri (2/3%) prima del tratto più duro di 1.1 km al 6.5% (primi 400 metri all'8.5%); a 400 metri dall'arrivo la strada diventa praticamente pianeggiante, scendendo leggermente e poi salendo di nuovo per raggiungere il traguardo.
Domenica 2 agosto - 2a tappa: Aigle - Genève (147.9 km)

Frazione complicata, con un finale che può sorridere alle velociste, ma uno svolgimento forse più ricco di difficoltà della tappa precedente. Dopo 28 km piuttosto semplici lungo lago, si abbandona la riva per costeggiarlo in collina. Inizia adesso una lunga salita a gradoni di 15 km (media 3%) lunga la quale si assegnano i GPM della Côte de Chexbres e della Côte de Savigny. Segue in verità un altro tratto di lieve salita prima di una lunga discesa, anch'essa a gradoni, di 23 km. Qui si entra nella fase cruciale con la Côte de Cossonay (2 km al 6%, max 9%), seguita da 14 km lievemente mossi che introducono a una sequenza di salite brevi ma talvolta esigenti senza soluzione di continuità: il traguardo volante di Lavigny (500 mt al 5%, max 10%), Aubonne (600 mt al 7%, max 10%), Côte de Bougy-Villars (900 mt al 10.4%, max 15%), Côte de Monts-sur-Rolles (2.4 km al 6.7%, max 11% nei primi metri), Begnins (1.9 km al 5%, max 8%), La Cézille (1.1 km al 5.8%, max 10%) e Givrins (900 mt al 5.5%). Mancano ora 33 km prevalentemente pianeggianti o in discesa in cui tentare di organizzare un possibile sprint, cosa però non facile e soprattutto fortemente vincolata al numero di velociste ancora presenti in gruppo dopo questo segmento. Il finale si svolge interamente lungo lago con ampie curve che non ostacolano la marcia del gruppo: l'unica curva un po' più pronunciata a quella a sinistra a 1200 metri dall'arrivo, mentre una semicurva a destra precede l'ingresso nel rettilineo finale di 300 metri.
Lunedì 3 agosto - 3a tappa: Genève - Poligny (156.5 km)

Tappa per certi versi simile alla precedente, ma ancora più difficile da interpretare, visto che in partenza si valicano i monti del Jura. Dopo 3 km la strada comincia già a salire per oltre 20 km; a Gex la pendenza si fa stabilmente pronunciata per circa 12 km (qualcosa in più del dato ufficiale) al 6.3%, con un tratto tosto di 3.5 km al 7.7% (max 10%) che termina a pochi metri dal GPM. Da qui inizia un'infinita discesa a valle, spezzata da mille salitelle; le tre più pronunciate ospitano GPM, ovvero la Côte de Lajoux (3.6 km al 5.6%, max 8%), il Col de la Savine (5.6 km al 5.1%, max 7%) e la Côte de Chaux-Campagny (1.8 km al 6.4%; max 12% nei primi 800 metri). Dopo quest'ultima in verità la strada sale per altri 600 metri fino al Point Bonus e diventa perciò un momento di una certa importanza. Peraltro la strada poi inizia a scendere e si arriverà in pianura ad appena 15 km dal traguardo. Questo tratto finale si svolge su strade anche piuttosto tortuose, con un paio di zampellotti nel tratto che va dai -5 ai -3 km. Gli ultimi 3 km presentano invece una sola curva a sinistra che immette nel rettilineo finale di 1600 metri; l'ultimo km è di nuovo in lieve pendenza (media 1%).
Martedì 4 agosto - 4a tappa: Gevrey-Chambertin - Dijon (Cronometro individuale - 21.0 km)

Giornata cruciale a cronometro, piuttosto lunga soprattutto per gli standard del ciclismo femminile. Tuttavia l'altimetria complica la vita delle cronogirls e la prova è aperta ad una gamma più vasta di atlete. Dopo un primo km ricco di curve comincia il tratto più adatto alle specialiste, circa 6.5 km di pianura e falsopiani con pochi cambi di direzione. Quindi inizia la salita dei Lacets de Marsannay, un po' più lunga del dato dichiarato, 2.2 km al 6.7% (max 9%), seguita quasi subito da un altro tratto di salita irregolare che porta a Corcelles-les-Monts (1300 metri al 3%). Inizia poi una discesa di quasi 6 km praticamente prima di curve e nella prima parte anche tutta da pedalare, in cui si faranno velocità altissime. Gli ultimi 3 km sono di nuovo pianeggianti, ma negli ultimi 2 si incontrano ben 4 curve che renderanno complicato ritrovare il ritmo.
Mercoledì 5 agosto - 5a tappa: Mâcon - Belleville-en-Beaujolais (140.0 km)

Frazione estremamente esigente, che senza incontrare grandi montagne accumula quasi 3000 metri di dislivello in soli 140 km. Pronti via comincia una sequenza senza respiro di salite, anche se tutte abbastanza pedalabili: Côte de Cenves (9.6 km al 4.4%; un paio di brevi discesa falsano la media, ci sono molti tratti al 7/8%), Col de Boubon (4 km al 3%, primi 1.5 km al 5.5%), Col de la Croix de l'Orme (2.1 km al 5.5%, max 10%), Côte de Saint-Christophe (più lunga del dato ufficiale, 3.4 km al 4.2%, max 7%), Les Bergers (700 mt al 6%), Col de Crie (5.2 km al 3.8%, max 7%), Col de Fontmartin (3.6 km al 5.7%, max 7%), Col de Gerbet (4.6 km al 6.5%, max 9%) e Côte de Pruzilly (1.6 km al 6.6%, max 9%). I successivi 30 km sono raramente pianeggianti, ma comunque le principali asperità sono salite pedalabili (4/5%) di lunghezza quasi mai superiore al km. Poi cambia la musica, con l'ascesa al Col de Durbize, salita menzognera di 3.6 km al 5.8% ma divisa tra un primo strappo di 1 km al 7%, oltre 1 km di falsopiani (anche un tratto di lieve discesa) e un'impennata finale di 1200 metri all'11%, max 16%. A circa 30 km dall'arrivo sarà il primo momento cruciale della tappa; dopo 7 km di discesa e 9 perlopiù pianeggianti (con un'altra breve discesa in mezzo), si raggiunge l'altro punto chiave. In cima ad uno strappo di 400 metri al 6% si raggiunge il Point Bonus di Saint-Lager e dopo pochi metri in lieve discesa si imbocca il Mont Brouilly, più lungo del dato ufficiale, di 3.2 km al 7.5%: la pendenza procede in modo irregolare, alternando tratti pedalabili (4/5%) a strappi (9%) fino agli ultimi 1500 metri al 9.5%, anche questi irregolari con punte fino al 14%. Si scollina ad appena 10.6 km dall'arrivo e la discesa termina quando ne mancano più o meno 5.
Giovedì 6 agosto - 6a tappa: Montbrison - Tournon-sur-Rhône (153.4 km)

Altra tappa da non sottovalutare, che come il giorno prima offre pochissima pianura: se da un lato ci si spinge a quote decisamente più elevate, superando anche i 1000 metri, dall'altra mancano però rampe davvero incisive, per cui è difficile dire qualche delle due risulterà più impegnativa alla fine dei conti. Dopo 13 km pianeggianti inizia una salita a gradoni di quasi 15 km che include la salita di Marieux (circa 3 km al 5.5%), la Côte de Périgneux (1.4 km al 6.2%) e la Côte de la Pruniere (2.9 km al 4.9%). Dopo una lunga discesa e 7 km di fondovalle si risale subito verso la Côte d'Aurec (3.3 km al 6.1%), seguita quasi subito da circa 17 km di salita dolce; con un risciaquo si imbocca lo strappo di Chantemule (1.3 km al 7.5%, max 10%) a sua volta seguito da 3 km di duro falsopiano, quindi arriva anche la salitella verso il traguardo volante di Flaminges (1.2 km al 4.8%). Inizia quindi un'altra lunga salita di 9 km (media 3.7%), anche se a gradoni, che include all'imbocco la Côte de Praneuf (1.2 km al 6.8%, max 9%); la strada rimane in alto per 11 km, prevalentemente in salita (al 3/4%) ma con tratti di lieve discesa. Finisce questa lunga fase molto nervosa con una discesa di oltre 10 km, subito seguita dalla salita al Col de Lalouvesc (ignorando il dato ufficiale, 7.8 km al 5.5%, primi 5 km al 6.4%). Mancano ancora 47.8 km al traguardo, ma in verità molto meno di quello che sembra: dei successivi 27 km più di 20 sono in discesa e quasi subito si torna a salire verso la Côte de Boucieu-le-Roi (3.8 km al 5.7%, primi 600 metri all'8%), che termina a 15.9 km dall'arrivo. Circa 6 sono di falsopiano a scendere, quindi si risale fino al Point Bonus di Saint-Barthélemy-le-Plain (800 mt al 4%). Dopo 3.5 km di discesa, ne rimangono meno di 6 di pianura per andare al traguardo.
Venerdì 7 agosto - 7a tappa: La Voulte-sur-Rhône - Mont Ventoux (146.8 km)

Di fatto è la tappa regina di questo Tour Femmes, ma lo è praticamente per la sola presenza del Gigante di Provenza come ascesa finale, proprio come avviene per i maschi nella maggior parte dei casi su queste strade. Non è unipuerto fino in fondo per la presenza di altre salite di media difficoltà, che comunque non spostano l'equilibrio della tappa. I primi 13.6 km fino al Col de la Grande Limite sono praticamente tutti all'insù, anche se la salita vera è di 6.6 km al 5% (max 8% negli ultimi 2 km). Si scende per quasi 9 km e poi il percorso è piuttosto agevole (non del tutto pianeggiante) per una quindicina di km, fino all'imbocco del Col du Colombier (3.2 km al 6.4%, max 8%). I successivi 55 km presentano qualche altra lieve asperità ma sono prevalentemente pianeggianti. Poco prima del traguardo volante la strada inizia a salire in falsopiano e lo fa per 5 km fino all'inizio vero e proprio del Col de Suzette (3.9 km al 6.4%, max 9%), subito seguito da un ulteriore strappo fino al Col de la Chaine (2 km al 4.8%, primo km al 7%). Il percorso resta ondulato fino ai piedi della salita finale: con una salitella (600 mt al 6%) si entra a Malaucène, dove la strada torna subito a salire verso il Col de la Madeleine (in tutto 5.6 km: 2.6 km al 3%, 1 km abbondante di discesa e un ultimo tratto di 1.8 km al 4%). La strada scende in modo irregolare fino a Bedoin, dove si inizia a salire verso il Mont Ventoux, con un primo tratto di circa 4 km al 5%; la strada spiana per alcuni metri in località Saint-Estève, dove con un'impennata inizia formalmente la salita di 15.7 km all'8.8%: le pendenze più arcigne sono nella prima parte nel bosco di oltre 9 km al 9.5% (max 13%) che termina poco prima di Chalet Reynard; qui il paesaggio inizia ad aprirsi e diventare lunare e anche se la pendenza cala notevolmente (tra il 6% e l'8%) è il forte vento che dà il nome alla vetta a rendere complicatissima la scalata. A 5 km dalla fine si incontra il tratto più semplice (5% per alcune centinaia di metri) poi la pendenza aumenta progressivamente, per tornare in doppia cifra negli ultimi 1500 metri (10.3% di media, max 12%).
Sabato 8 agosto - 8a tappa: Sisteron - Nice (175 km)

Tappa lunghissima, non tremenda, ma comunque non necessariamente per velociste, come tutte quelle di questo Tour, soprattutto a causa di un'insidia sostanzialmente ignorata dal profilo ufficiale. I primi km si svolgono tutti in territorio alpino, seppur in fondovalle: dopo 10 km a favore, inizia un tratto di circa 50 km tutto in leggera ascesa che culmina nell'agevole Col des Robines (2.6 km al 4.6%, max 6%); quasi subito segue l'altrettanto semplice Col de Toutes Aures (6.4 km al 3.1%), dopo il quale inizia una lenta discesa verso il mare. Le difficoltà però non si limitano a queste, che per le ruote veloci sarebbero poca cosa vista anche la distanza dal traguardo; alle porte di Nizza si sale infatti prima la Côte de Colomars (1.4 km al 5.4%, max 7%) a 17.2 km dall'arrivo e poi la Côte de la Ginestière (2.5 al 4.4%, 200 metri al 9% quasi subito) a 7.7 km dall'arrivo. Ma non si percepisce quasi per niente in grafica la presenza del muro di Camin de l'Arieta (450 metri al 13.6%, con punte che sfiorano il 20%) che termina a meno di 6 km dal traguardo, segue discesa tecnica che termina a 3400 metri dalla fine, entrando sulla Promenade des Anglais, completamente rettilinea.
Domenica 9 agosto - 9a tappa: Nice - Nice (99.2 km)

Il tappino per ribaltare la classifica può sempre funzionare. Nella fattispecie si corrono 4 giri intorno a Nizza, scalando lo storicissimo Col d'Èze. I primi tre passaggi avvengono dal versante tradizionale di 8 km al 6% (qualcosa più del dato ufficiale), diviso in un primo tratto di 3.5 km al 7.3% (max 9%), 2 km di falsopiano e salita pedalabile (max 5%) e un'ultima rampa di 2.5 km al 6.5% (max 9%). Ad ogni passaggio sono soltanto 5 i km di pianura che servono per imboccare di nuovo la salita. Quello che cambia è il versante dell'ultima scalata, che avviene attraverso il tremendo Chemin du Vinaigrier: la salita misura così 6.1 km al 7.7%, tagliando il falsopiano centrale con un tratto di 1.5 km all'11.5%, max 15%. L'arrivo è quello classico della tappa finale della Parigi-Nizza, con la discesa che finisce a 2.5 km dall'arrivo, prima di 3 curve ad angolo retto nei pressi del porto e un tratto in lieve salita lungo mare che porta alla flamme rouge.
