Il trentaduesimo numero di Muri è appena arrivato nella vostra casella con due "anomalie possibili": il modello Uno-X Mobility, squadra scandinava che ha vinto in tutti e tre i Grandi Giri della stagione sfidando le logiche del WorldTour, e un finale di stagione completamente riscritto dalla caduta di Pogačar. Per iscrivervi, basta cliccare qui.

L'anomalia Uno-X Mobility: il distributore di benzina diventato una potenza del WorldTour

La prima anomalia è il modello Uno-X Mobility, la squadra norvegese che nel 2026 ha vinto almeno una tappa in tutti e tre i Grandi Giri (tre corridori diversi, tre corse diverse) diventando il primo team scandinavo della storia a riuscirci. Una squadra nata da una catena di distributori di benzina, composta quasi interamente da atleti norvegesi e danesi, che ha scelto di andare nella direzione opposta rispetto al mercato globale del ciclismo WorldTour. Il pezzo spiega come funziona questo modello dall'interno: la proprietà aziendale diretta, il metodo di allenamento mutuato dal triathlon portato da Olav Aleksander Bu, l'ecosistema giovanile scandinavo che alimenta il vivaio, e il legame tra il progetto sportivo e la transizione di Uno-X da catena di benzinai a rete di mobilità sostenibile. Un'anomalia, come recita il titolo. Ma un'anomalia che vince, e che pone al resto del gruppo una domanda che riguarda il modello prima ancora dei risultati.

Possibili scenari in un tempo senza Pogačar

La seconda anomalia inizia con un sasso sull'asfalto spagnolo, da una distrazione, da un istante. Tadej Pogačar è caduto, ha riportato una commozione cerebrale, una vertebra e una clavicola fratturate, e la sua stagione è finita, portandosi dietro la tripla corona che sembrava già scritta. Con lui fuori e Vingegaard a casa da settimane, la Vuelta e il finale di stagione si aprono a scenari che poche ore fa sembravano impossibili: Enric Mas con l'occasione della vita, Roglič che deve tirare fuori una crono da medaglia olimpica, Felix Gall che può mettere in tasca due podi in un Grande Giro nello stesso anno. E poi il Mondiale e il Lombardia, con Remco Evenepoel favorito numero uno su entrambi. Il pezzo ragiona su tutto questo, e su qualcosa di più sottile: forse la caduta del campione è anche l'occasione per smettere di chiamarlo extraterrestre.

Tadej Pogačar ©UAE Emirates-XRG
Tadej Pogačar ©UAE Emirates-XRG

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