Il 2026 di Brandon McNulty non finisce più: sua la Veneto Classic
Nell’ultimo giorno di corse dell'anno lo statunitense conquista la prima vittoria in maglia iridata davanti a Charmig (ancora una volta secondo) e al compagno di squadra Sivakov

Il 24esimo successo nella carriera di Brandon McNulty non sarà speciale come il 23esimo, che equivaleva al Campionato del Mondo di Montréal, ma ha anch'esso il suo perché, essendo il primo che lo statunitense conquista con indosso la maglia iridata. Una foto - quella della sua vittoria alla Veneto Classic di oggi - che non mancherà di campeggiare nella sala trofei del corridore del Team UAE Emirates-XRG (ammesso che ne abbia una), e che il 28enne nato a Phoenix si augura venga seguita da tante simili.
Non si parla più tanto, nel ciclismo, della famosa maledizione della maglia iridata (ovvero la difficoltà, per i campioni del mondo in carica, di ottenere grandi risultati nella stagione successiva al titolo mondiale), ma di sicuro lo stato di forma che McNulty ha esibito in questo finale di stagione 2026, con ripetuti piazzamenti - tutti in corse italiane, peraltro - seguiti alla memorabile affermazione canadese di 20 giorni fa, rappresenta l'apice per la sua carriera.
Veneto Classic 2026, la cronaca della corsa
Il tramonto della stagione 2026 passa per il nord-est italiano. Come ogni anno la Veneto Classic chiude l’annata ciclistica. Quest’anno si parte da Cittadella, con una prima parte pianeggiante, che diventa man mano più difficile. Si affronta per la prima volta lo strappo in pavé della Tisa, 330 metri al 15%, per poi raggiungere La Rosina, salita di 2000 metri al 6,5% da affrontare due volte. Successivamente i corridori torneranno sul circuito della Tisa, che verrà percorso per altre cinque tornate, prima di andare sullo sterrato della salita più impegnativa di giornata: Diesel Farm, 1300 metri al 10.3%. Il traguardo di Bassano del Grappa è posto a 9 chilometri dallo scollinamento, ma per arrivarci i corridori dovranno passare anche per Contrà Soarda, 400 metri al 13%. 158 chilometri totali conditi da 2200 metri di dislivello positivo, che, grazie alla sequenza di muri e strappi in pavé, rendono questa corsa molto simile alle classiche del nord.
Il campione in carica è Loland, corridore della Uno-X Mobility, che torna per confermare il primato con Anthon Charmig, in grande forma. Tuttavia, i riflettori sono tutti puntati verso il campione del mondo Brandon McNulty. Per l’Italia, il nome più quotato alla vigilia è, invece, quello di Christian Scaroni.
Inizio di gara relativamente tranquillo, con il solo tentativo di Riccardo Colombo (Team Jayco AlUla) e Manuel Oioli (Swatt Club) neutralizzato dopo pochi chilometri. Fase di studio, dunque, in gruppo fino all’allungo di Mifsud (Team Polti VisitMalta) e Berthet (Groupama-FDJ United), col maltese che cade lasciando solo il corridore della Groupama-FDJ United, fino all’arrivo di Pickering (Team Jayco AlUla), Corres (Caja Rural - Seguros RGA) e De Cassan (General Store - Essegibi - F.Lli Curia). Anche qui, il gruppo non lascia andare i fuggitivi e con gruppo compatto si staccano a 100 chilometri dal traguardo una ventina di corridori, che non vanno lontano. Dopo una novantina di chilometri dal via il gruppo cede il passo a 21 corridori tra i quali è doveroso nominare Brandon McNulty, che può godere della presenza dei tre compagni di squadra Baroncini, Cosnefroy e Sivakov. Presenti anche Scaroni, con Ulissi e Scalco per la XDS Astana, mentre in rappresentanza della Groupama-FDJ Berthet e Rolland. Per la Pinarello Q36.5 ci sono Hermans e Comprubì, oltre a Anthon Charmig (Uno-X Mobility) e Marc Hirschi (Tudor Pro Cycling Team).

Nel secondo passaggio sulla Tisa McNulty alza i giri del motore e attacca, lasciandosi dietro tutti i compagni di fuga, che piano piano riescono a ricucire il distacco sul portacolori della UAE Team Emirates-XRG. Neanche il tempo di rifiatare per la testa della corsa, che, a 52 chilometri dal traguardo, dopo pochi metri dal faticoso ricongiungimento tra i battistrada e i diretti inseguitori arriva l’ennesimo forcing di McNulty. L’unico che riesce a seguire il campione iridato è Anthon Charmig, in cerca della seconda vittoria stagionale. I due collaborano da subito, guadagnando poco meno di un minuto dal gruppetto inseguitore, dal quale sono evasi Berthet e Sivakov (col ruolo di stopper), a cui si aggiunge successivamente anche Hermans.
A 26 chilometri dall’arrivo si lancia all’attacco anche Scaroni, stoppato sia da Cosnefroy che da Rolland, con il francese della squadra emiratina che nell’ultimo passaggio sullo strappo della Tisa ritorna sotto al terzetto inseguitore. Davanti, invece, McNulty testa ancora una volta la gamba di Charmig, che nonostante la fatica riesce a rimanere in compagnia dello statunitense.
Il match point per McNulty
Sullo strappo di Diesel Farm, il campione del mondo si alza sui pedali e fa subito il vuoto sul norvegese della Uno-X Mobility. Inizia così sullo sterrato la passerella verso la prima vittoria in maglia iridata per Brandon McNulty, che riesce a gestire alla perfezione il finale di gara. Più dietro, dopo il tentativo di allungo ai meno 15 chilometri dal traguardo, Cosnefroy viene risucchiato dal gruppetto dei primi inseguitori, nel quale né Berthet, né Sivakov, né Hermans riescono a fare la differenza.
A Bassano del Grappa McNulty esulta con 1'06" di vantaggio su un Charmig sfortunato, secondo per la terza volta nelle ultime quattro gare. Sorriso ancora più largo in casa UAE, che centra anche il terzo posto con Sivakov a 1'32", podio conquistato con un allungo negli ultimi chilometri sulla Contrà Soarda. Quarto a 1'53" Berthet seguito a 2'02" da Hirschi, mentre sesto, primo degli italiani, Scaroni a 2'09".
È la prima vittoria in maglia di campione del mondo per Brandon McNulty, che ha corso in maniera perfetta alla ricerca di questo trionfo: “Indossare la maglia iridata è stupendo. Volevo vincere prima della fine della stagione e ci sono riuscito. Sono molto contento. La squadra è stata fortissima e abbiamo dato tutto”.
Ventiquattresimo successo in carriera, dunque, per lo statunitense, che equivale alla vittoria numero 78 per la UAE Team Emirates-XRG nella stagione 2026.