Enric Mas vince in maglia rossa la nona tappa della Vuelta a España 2026 © JOSEP LAGO/AFP
Enric Mas vince in maglia rossa la nona tappa della Vuelta a España 2026 © JOSEP LAGO/AFP

Una maglia che non aveva voluto indossare per rispetto del rivale caduto e che quest'oggi è brillata sulle spalle di Enric Mas (Movistar), a segno con la sua seconda vittoria alla Vuelta a España a distanza di otto anni dalla prima. Il trentunenne leader della classifica generale ha attaccato a 3km dalla vetta dell'ultima salita di giornata, portandosi dietro Oscar Onley (Netcompany INEOS), che non è tuttavia riuscito a sfruttare la propria superiore esplosività sul traguardo, finendo secondo. L'unico a fare la differenza nell'inseguimento è stato Primož Roglič (Red Bull-BORA-hangrohe), che ha concluso in terza piazza a 12" dopo essere brevemente riuscito a riagganciare il duo di testa. Gestione imperfetta per Felix Gall (Decathlon CMA CGM), che spreca cartucce su cartucce senza fare la differenza; e per Richard Carapaz (EF Education EasyPost), ripreso dopo un attacco che l'ha consumato e gli ha fatto perdere quasi un altro minuto in classifica generale. 

Vuelta Ciclista a España 2026, la cronaca della nona tappa

Frazione di 187.4km da Villajoyosa all'Alto de Aitana per 5000m di dislivello. Si parte subito in salita con l'Alto de Finestrat e la salitella di Callosa d'en Sarria che precedono il GPM del Puerto de Tàrbena (7.2km al 5.4%, max 10%), subito seguito dal celeberrimo Coll de Rates, scalato dal versante opposto a quello classico. Una lunga discesa porterà i corridori al Port de Sagra, che precede la salita più dura del giorno, il Puerto de El Miserat (5km al 10.4%, max 21% nei primi 2.5km; ultimi 800m al 15%). In vetta si incontra un tratto molto mosso, che culmina nell'ascesa al Puerto de Tollos (4.1km al 5.8%, punte fino al 15%). Dopo un'altra lunga discesa da pedalare, si sale al Puerto de Tudons (13.2km al 3.9% complessivi rispetto al dato ufficiale; la salita formale attaccherà con uno strappo di 700m al 9%). A fine discesa, un breve tratto mosso precede il Puerto de Benifallim (6.1km al 5.4% complessivi; tratto duro di 1.7km al 7.4%). Dopo 4km di discesa, si sale l'Alto de Torremanzanas (2.5km al 5.6%, max 8%), poi altri 16km di discesa e la lunghissima ascesa finale di 22.2km al 5.8% all'Alto de Aitana: 15.5km sono occupati dalla risalita al Puerto de Tudons, con pendenze gradualmente più arcigne; poi si svolta a destra e la strada cambia radicalmente per gli ultimi 6.6km (media 8%, max 13%) in cui si può fare la differenza, specialmente al termine di una tappa così esigente.

Il campione continentale asiatico Yevgeniy Fedorov (XDS Astana), Alexey Lutsenko (NSN Cycling Team), Magnus Cort e Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility) sono i primi a lanciarsi all'attacco, riuscendo a prendere qualche centinaio di metri su un gruppo dal quale in tanti provano a evadere per entrare fuga del giorno. Lutsenko rilancia e si ritrova da solo in testa: dopo poco rientrano su di lui Pavel Sivakov (UAE Team Emirates), Andreas Kron (Uno-X Mobility), Alistair MacKellar (EF Education EasyPost), Fabian Weiss (Tudor) e Alessandro Romele (XDS Astana). I sei di testa prendono il Puerto de Tàrbena con 50" di vantaggio: si stacca quasi subito Weiss, mentre dal gruppo altri corridori provano a rientrare sulla testa della corsa. Kron vince il GPM: sono 35" di vantaggio per i battistrada sul gruppo, mentre al loro inseguimento si forma un plotoncino con Stefan Kung (Tudor), Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step), Urko Berrade (Kern Pharma) e Finn Fisher-Black (Red Bull-BORA), che rientrano poco dopo: poi, lungo il Puerto de El Miserat rientra anche un ulteriore gruppo di attaccanti con, tra gli altri, Santiago Buitrago (Bahrain Vistorious), Gijs Leemreize (PicNic PostNL) e Ramses Debruyne (Alpecin Premier Tech) e il blocco della Pinarello Q36.5 composto da Milan Vader, Walter Calzoni, Marcel Camprubí. Il ritardo del gruppo, controllato dalla Movistar, si attesta in questa fase sui 3'10". 

Alexey Lutsenko in fuga durante la nona tappa della Vuelta a España 2026 © NEN Cycling Team via X
Alexey Lutsenko in fuga durante la nona tappa della Vuelta a España 2026 © NEN Cycling Team via X

In vista dello scollinamento della più difficile salita di giornata prova ad allungare Sivakov: Buitrago lo sorpassa di slancio, vincendo il GPM di El Miserat e portandosi così in testa alla classifica della maglia a pois.  Altra sparata di Buitrago per il GPM del Puerto de Tollos dopo il quale il gruppo di testa, che ha visto anche il rientro di Cort, Gianni Vermeersch (Red Bull-BORA), Attila Valter (Pinarello Q36.5), Pau Martì (NSN), Filippo Zana (Soudal Quick-Step), Raul Garcia Pierna (Movistar) e José Manuel Diaz (Burgos), arriva a quasi 5' di vantaggio sul peloton

Buitrago vince anche il successivo GPM del Puerto de Tudons, poi lungo la discesa allunga Romele, che riesce a guadagnare una cinquantina di secondi sugli ex compagni di fuga: il fresco ventitreenne di Iseo passa in solitaria allo sprint intermedio di Benifallim, mentre gli altri fuggitivi provano a riorganizzarsi per rientrare sull'azzurro sulla salita del Puerto de Benifallim. In gruppo intanto è arrivata in testa la Decathlon CMA CGM, che imposta il ritmo per iniziare seriamente l'inseguimento alla testa della corsa. Romele passa in testa al GPM, pedalando per qualche altro km da solo prima di venir raggiunto da Campubri e Sivakov a 41km dal traguardo. 

Alessandro Romele in vetta al Puerto de Benifallim durante la nona tappa della Vuelta a España 2026 © La Vuelta / cxcyxling via X
Alessandro Romele in vetta al Puerto de Benifallim durante la nona tappa della Vuelta a España 2026 © La Vuelta / cxcyxling via X

Il trio di testa inizia l'ultima salita, l'Alto de Aitana, con 1'20" sui primi inseguitori e 5' sul gruppo: Romele si stacca quasi immediatamente, mentre dall'assottigliato gruppetto inseguitore si avvantaggiano Buitrago, Vader, Paret-Peintre e Zana. Il gruppo inizia a recuperare velocemente sulle dure pendenze della salita, arrivando a sfiorare i 2' di ritardo a 10km dal traguardo: Sivakov, avvisato dall'ammiraglia, allunga per staccare Campubri e involarsi in solitaria. La Decathlon CMA CGM esaurisce pian piano tutti gli uomini, facendo selezione nel gruppo dei favoriti: a circa 8km dal traguardo arriva il primo affondo di Felix Gall, ma l'austriaco non fa la differenza, né questa volta né la successiva. Il gruppo dei favoriti, rimasti senza gregari, si apre su tutta la sede stradale: allunga allora Richard Carapaz e nessuno sembra voler rispondere all'attacco dell'ecuadoriano, che prendere un centinaio di metri di vantaggio. È quindi il giovane Jarno Widar (Lotto Intermarché) a suonare la carica nel gruppo dei favoriti, poi Oscar Onley allunga, sparigliando le carte. 

Gall usa la squadra, Carapaz prova ad attaccare, ma Mas ne ha più di tutti

Sullo scozzese si riportano senza troppi problemi prima Enric Mas, poi Primož Roglič con Gall a ruota: tutti insieme rientrano su Carapaz, che aveva intanto ripreso Sivakov e Buitrago. Il colombiano ne approfitta e riparte, seguito da Gall che si porta dietro tutto il gruppo, che si ferma nuovamente. Lo stallo favorisce il rientro di Mattias Skjelmose (Lidl-Trek), che prova ad allungare: il danse però fa solo da punto di riferimento per l'attacco della maglia rossa: Onley riesce a balzar e a ruota di Mas, poi Roglič - unico inseguitore insieme al generoso Widar che si stacca - riaggancia i due di testa a 2km dal traguardo. Un altro scatto della maglia rossa ricaccia indietro lo sloveno, che del suo passo prova a rientrare quando siamo già nell'ultimo km di corsa. Enric Mas, però, oggi ha un altro passo: il maiorchino riesce a tenere un ritmo tale da tenere al gancio il più esplosivo Oscar Onley, impedendogli di fare la volata e precedendolo sul traguardo per la sua prima vittoria in maglia rossa. Abbattuto, ma non sconfitto, Primož Roglič è terzo sul traguardo a 12". 

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