
La discesa in Camp di Scaroni: Christian vince la Classica de Morvedre
Il bresciano batte in volata Tiberi e Pescador. 5° un ottimo Vendrame davanti a Ulissi
Il ciclismo di fine gennaio somiglia al calcio agostano: grandi aspettative, buoni propositi, opinioni spesso generose, prudenza zero. Ciononostante, la prima corsa europea del 2026 ha già fornito indicazioni interessanti sullo stato di salute dei corridori italiani. Che hanno risposto brillantemente all'appello sulle strade della Classica Camp de Morvedre, primo capitolo della trilogia valenciana di inizio stagione. Successo allo sprint per Christian Scaroni, protagonista dell'azione decisiva sull'ultimo Alto del Garbí in compagnia di Diego Pescador e Antonio Tiberi, che si sono così piazzati alle spalle del 28enne bresciano. 5° posto per Andrea Vendrame, preceduto a sua volta da Iván Romeo, con cui ha cercato invano di rincorrere il terzetto al comando; 6° Diego Ulissi.
La cronaca della Classic Camp de Morvedre
La stagione europea si apre ufficialmente con la Clássica Internacional Camp de Morvedre, rinata a nuova vita nel 2025 dopo oltre un trentennio di letargo. Dopo l'edizione inaugurale, che non aveva tuttavia lo status di gara professionistica, gli organizzatori servono un menu di buonissimo livello (6 World Tour al via), approfittando della presenza di molte squadre impegnate nella rifinitura della preparazione invernale. Il percorso di gara misura 163,4 km, con partenza e arrivo a Estrivella, un piccolo centro della Comunidad Valenciana. Doppiato il primo tratto in linea di circa 20 km, la carovana affronta un primo circuito che misura 39 km, caratterizzato dalla prima delle tre scalate all'Alto del Garbí (poco più di 5 km al 9,1% medio che si induriscono nella seconda parte, dove le pendenze salgono in doppia cifra). Altre due tornate da 16 chilometri l'una nei dintorni della sede d'arrivo per poi affrontare l'anello lungo che propone il secondo passaggio sul Garbí. Raggiunta per la penultima volta la linea del traguardo, i corridori affrontano i 27 chilometri finali, caratterizzati dal terzo e decisivo passaggio sulla salita-totem della corsa.
Poco dopo la partenza, si avvantaggiano 5 corridori: i francesi Thomas Bonnet (TotalEnergies) e Léandre Huck (Van Rysel Roubaix), l'olandese Enzo Leijnse (Anicolor Campicarn), lo spagnolo Joan Cadena - in gara con la maglia della Nazionale - e l'ungherese Bálint Feldhoffer (Bahrain Victorious). Ricevuto il via libera dal gruppo - pilotato dagli uomini della XDS-Astana - il quintetto al comando accumula un vantaggio massimo di circa 6', che scenderà sensibilmente in vista del secondo passaggio sull'Alto del Garbí, dove perderà contatto Cadena. Nel frattempo, si registra una defezione pesante in gruppo: l'australiano Michael Matthews (Jayco-AlUla) esce di scena per una caduta dopo una sessantina di chilometri dal via.
La fuga riprende brevemente slancio con il ritorno dalle retrovie dei belgi Gil Gelders (Soudal Quick-Step) e Jonathan Vervenne (Soudal), ma alle loro spalle la corsa è già viva: il primo a muoversi è lo spagnolo Pablo Torres (UAE Emirates-XRG), seguito dall'italiano Filippo Turconi (Bardiani CSF-7Saber). Alla coppia di contrattaccanti si accodano altri tre uomini: il colombiano Diego Pescador (Movistar), il francese Clément Champoussin (XDS-Astana) e l'altro italiano Andrea Vendrame (Jayco). La loro azione, però, si esaurisce presto. Prima di raggiungere la vetta - dove transita per primo l'ultimo dei superstiti dell'attacco iniziale, Thomas Bonnet - Torres rilancia l'azione in compagnia del colombiano Nairo Quintana (Movistar) e del suo connazionale e compagno di squadra Marc Soler (UAE Emirates), su cui si riportano il francese Clément Izquierdo (Cofidis) e l'olandese Wout Poels (Unibet Rose Rockets). La nuova testa della corsa - che ha nel frattempo raggiunto il francese della TotalEnergies - viaggia con circa 30" sul gruppo inseguitore, pilotato ancora dalla XDS-Astana in cordata con i Jayco.

Anche l'azione di Izquierdo, Quintana, Poels e Soler ha vita breve: tutti insieme ai piedi dell'ultimo Garbí. Ancora qualche schermaglia, poi l'azione decisiva promossa dall'italiano Christian Scaroni (XDS), su cui si riportano subito Pescador e l'altro azzurro Antonio Tiberi (Bahrain). I tre di testa procedono a buon ritmo, rintuzzando il tentativo di riaggancio di altri tre uomini: il redivivo Vendrame e gli spagnoli Pablo Castrillo (Movistar) e Iván Romeo (Movistar), che riuscirà poi a distanziare sia il compagno di squadra, sia il corridore vicentino. Tuttavia, il campione nazionale spagnolo non riesce a completare il riaggancio, anzi: Vendrame tornerà su di lui in discesa. Più indietro, invece, la platea degli altri inseguitori, in cui spicca il nome del portoghese António Morgado (UAE Emirates), che pure figurava nella lista dei pretendenti al successo. Benché i riferimenti cronometrici siano piuttosto vaghi, l'affare sembra ormai ristretto a Pescador, Scaroni e Tiberi.
Il sudamericano gioca di rimessa fino all'ultimo chilometro, quando cerca una sortita che non sorprende i due italiani. A quel punto, Pescador non può fare altro che pilotare il bresciano nel toboga conclusivo. Ancor prima di imboccare l'ultima curva, Scaroni supera il colombiano e lancia la sua progressione. Gli altri possono solo annotare il numero di targa: 8° successo da professionista (il primo del 2026, of course) per Scaroni davanti a Pescador e Tiberi. Giù dal podio Romeo (a 39") davanti a un buon Vendrame. Tocca all'italiano Diego Ulissi (XDS, a 1'08") inaugurare la sfilata dei battuti. Oggi più che mai, però, il livornese può essere contento per il successo del suo compagno di squadra. Per la serie: chi ben comincia…
L'ordine d'arrivo
Sabato la rivincita al GP Castellón
L'ouverture valenciana proseguirà sabato con il Gran Premio Castellón - Ruta de la Cerámica: partenza dal popoloso centro a Nord di Valencia, arrivo a Onda dopo 171,7 km adatti agli scattisti puri, che si sfideranno su un percorso particolarmente accidentato. Il menu propone in partenza l'Alto de Coma (poco più di 2 km al 7%), seguito dal lungo ma abbordabile Alto de la Serratella (14 km con una pendenza media del 3,8%). Un saliscendi dopo l'altro, si avvicina il finale di corsa: il Collado de Ayódar (5 km, pendenza media del 4,5%), posizionato ai -11 dal traguardo, servirà a scaldare i muscoli in vista della rampa conclusiva.
Diretta streaming sul canale YouTube della corsa spagnola a partire dalle 15 circa.
