È online #Muri40: Fino a un certo punto
Il primo anno di Mattia Gaffuri nel WorldTour e il punto dell’Italia della pista dopo Shanghai verso Los Angeles 2028: parliamo di classifiche da due prospettive molto diverse
Il quarantesimo numero di Muri è arrivato questa mattina nella vostra casella di posta con due pezzi che, da angolazioni diverse, parlano entrambi di classifiche e di quanto dicono davvero: un neoprofessionista sbarcato nel WorldTour e i punti che l’Italia della pista si gioca per Los Angeles 2028. Per iscrivervi, basta cliccare qui.
Mattia Gaffuri ci racconta l'arrivo nel WorldTour
Il primo pezzo è l’intervista a Mattia Gaffuri, 26 anni, già dilettante prima, poi amatore e preparatore atletico, che da un anno è approdato nel WorldTour con la Picnic PostNL. Lì i numeri cambiano significato. Al primo arrivo in salita dell’anno ha fatto valori vicini ai suoi migliori in gara, ma ha trovato una trentina di corridori sono andati più forte: ancora più impressionante a corse come il Giro dei Paesi Baschi, dove sono tutti scalatori e su salite fatte a tutta non si stacca nessuno. Essere nei 20 in una corsa WorldTour, ci spiega, vuol dire davvero stare al top del top, mentre chi arriva nei 50 può giocarsi una top 5 in una gara di seconda fascia. I punti UCI, anche per una squadra che non ne è ossessionata, sono una questione di tre anni: più ne fai meglio è, ma la lotta è già serrata. Il paradosso è che le occasioni migliori sono arrivate quando era meno in forma, mentre nella seconda parte dell’anno, con i valori di allenamento più alti della carriera, ha raccolto molto meno.
Il punto dei punti: la strada verso Shanghai
Il secondo pezzo sposta il conto sulla pista. Dopo Shanghai, prima tappa della qualificazione per Los Angeles 2028, l’Italia è seconda nel ranking olimpico dell’inseguimento a squadre, uomini e donne, con 1800 punti e 700 di margine sull’ottavo posto. Ma l’oro e il record del mondo di Jonathan Milan nell’individuale, come il bronzo di Filippo Ganna, non portano nulla al ranking, perché la prova non è olimpica: il capitale sono i due argenti dei quartetti e i piazzamenti in madison e omnium. E dopo una gara sola, in cui ogni nazione ha avuto una sola occasione, ogni piazzamento pesa una fetta enorme della classifica. Altrove la strada è già in salita: nella velocità a squadre femminile l’Italia è 16ª, a 435 punti dall’ottava.

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