
Nel mondo Continental, la Costa Rica si affida solo a Sebastian Brenes
Dopo il ritiro di Andrey Amador, il portacolori della Canel's-Java era rimasto l'unico corridore del paese in una squadra UCI. Quest'anno è stato raggiunto dal giovane Castro, talento interessante, ma ancora acerbo
Quattordicesimo appuntamento dell’anno con Mondo Continental. In questa puntata: Yellow River Estuary (Dongying) Road Cycling Race, Gran Premio New York City, VDL Groep Omloop der Kempen e Sebastian Brenes, fresco vincitore del Gran Premio New York.
Le corse della settimana
Yellow River Estuary (Dongying) Road Cycling Race

In Cina si è disputata la Yellow River Estuary (Dongying) Road Cycling Race, gara alla seconda apparizione consecutiva nel calendario internazionale. Lo scorso anno era una corsa a tappe di due giorni, ma in questa stagione è stata trasformata in una prova in linea. Al via erano presenti diciotto squadre: tredici Continental e cinque formazioni dilettantistiche. Rispetto al 2025, quindi, la qualità della start list è calata.
Il percorso di gara era praticamente lo stesso affrontato nella seconda frazione dell’edizione dello scorso anno. Poco dopo la partenza, si entrava in un circuito lungo circa 14 km, di cui erano in programma dieci giri. Al termine si usciva dall’anello per fare rotta verso l’arrivo, piazzato in corrispondenza della partenza. Il tracciato era totalmente pianeggiante. Nonostante la totale assenza di asperità, la corsa si è rivelata estremamente impegnativa: un terzo dei partenti ha lasciato la gara anzitempo e coloro che hanno raggiunto il traguardo sono arrivati molto sgranati.
Tre uomini hanno fatto la differenza e si sono giocati il successo: il russo Aleksandr Bereznyak (Wheeltop Rotor Chengdu) ha avuto la meglio sul neerlandese Nils Sinschek (Li Ning Star), già grande protagonista del Tour de Kumano, e sullo svizzero Christoph Janssen (Huansheng-Vonoa), che ha concluso con 3” di ritardo. A 51”, cinque uomini si sono giocati i piazzamenti ai piedi del podio in una volata che ha premiato l’esperto rumeno Eduard-Michael Grosu (FNIX-SCOM), bravo a superare il neozelandese James Gardner (Terengganu).
Gran Premio New York City

Negli Stati Uniti si è disputato il Gran Premio New York City, corsa di un giorno giunta alla terza edizione. Come lo scorso anno, non erano presenti al via formazioni professionistiche (c'erano, invece, nel 2024). Al via si sono schierate venti squadre: dieci Continental, nove formazioni dilettantistiche e una selezione mista, composta da corridori di due compagini belghe non UCI.
Il percorso presentava un chilometraggio non eccessivo (di poco superiore ai 130 km), ed era piuttosto ondulato. Sebbene le asperità più impegnative fossero situate a metà percorso, gli ultimi 1500 metri in costante salita rendevano impegnativo anche il finale. La prima edizione era stata molto selettiva, con quattro corridori che avevano fatto la differenza su tutti gli altri, mentre lo scorso anno un gruppo di una trentina di uomini arrivò compatto sul traguardo. Nonostante tanti tentativi di fuga, l’esito è stato molto simile a quello del 2025, con una volata di un plotone abbastanza folto.
Sullo strappo finale, il costaricano Sebastian Brenes (Canel’s-Java) è stato nettamente il più veloce e si è imposto con margine sui rivali. Il canadese Jérôme Gauthier (Project Echelon) e il colombiano Wilmar Paredes (Team Medellín-EPM), grande protagonista del mese di maggio, lo hanno accompagnato sul podio. La top five è stata completata da altri due colombiani, entrambi tesserati per la GW Erco SportFitness: l’ex Colpack Nicolas Gomez e Johan Colon.
VDL Groep Omloop der Kempen

Nei Paesi Bassi è andata in scena l’Omloop der Kempen, corsa di un giorno giunta alla settantasettesima edizione. Si tratta di una delle poche gare del paese che nel 2025 era scampata all’annullamento: molte prove, infatti, furono cancellate a causa del vertice NATO che si teneva in territorio neerlandese. Quest’anno erano al via ventitré squadre: sedici Continental, sei formazioni dilettantistiche e una selezione mista di due compagini locali non UCI.
Il percorso, con partenza e arrivo a Veldhoven, era del tutto privo di difficoltà altimetriche, ma le asperità consistevano nelle tantissime curve disseminate lungo tutto il percorso e in dieci tratti di pavé. Nonostante le difficoltà nell’organizzare un inseguimento su un percorso tortuoso, il gruppo ha lasciato ampio margine ai cinque fuggitivi di giornata: sono andati all’attacco Lucas Toftemark (AIRTOX-Carl Ras), Gustav Dahl (Give Steel), Thijs Dahler (Selezione Mista Sensa/Tempo) e il duo della Volharding composto da Simon den Braber e Marijn Ijmker. La situazione sembrava, comunque, sotto controllo: ai -30, il margine del drappello di testa era sceso sotto il minuto e Dahler aveva perso contatto. Nei 10 km successivi, però, i battistrada hanno perso solo 5”, anche se anche Ijmker, sacrificatosi per il compagno di squadra, ha alzato bandiera bianca.
I tre superstiti hanno continuato a perdere pochissimo, potendo contare su un grande accordo, e, nonostante la BEAT p/b Saxo abbia inseguito a pieno organico, è diventato chiaro che nessuno sarebbe rientrato davanti. Gustav Dahl ha lanciato la volata per primo e nessuno è riuscito a superarlo. Il venticinquenne ha centrato il primo successo UCI, precedendo Simon den Braber e Lucas Toftemark, entrambi al primo podio internazionale in carriera. La volata del gruppo, arrivato a soli 4”, ha visto Stian Rosenlund (AIRTOX-Carl Ras) prevalere su David Dekker (BEAT p/b Saxo).
Le Continental tra i big

Tre Continental hanno partecipato al Tour de Hongrie: oltre alla United Shipping, unica formazione locale affiliata all’UCI, erano presenti le italiane Campana Imballaggi-Morbiato e Solme-Olmo. Alla fine il miglior rappresentante del ciclismo di terza divisione in classifica generale è stato Artem Fofonov, corridore della XDS Astana Development in gara con il ramo WorldTour del team: il ventunenne ha centrato uno splendido decimo posto. Entrambe le formazioni del nostro paese hanno, invece, centrato la top five parziale: Simone Buda ha portato la Solme-Olmo in quarta posizione nella prima frazione, mentre la Campana Imballaggi-Morbiato si è fatta valere con Lorenzo De Longhi, quinto nella terza tappa. La United Shipping, invece, si è consolata con la maglia dei GPM, conquistata da Erik Fetter.
Sono state ben diciannove la Continental al via della Flèche du Sud. La gara è stata dominata dalla Visma|Lease a Bike, che ha centrato il successo finale con uno dei corridori del vivaio, Matisse van Kerckhove, vincitore anche della tappa regina. L’unica frazione non vinta dai gialloneri è andata alla BHS-PL Beton Bornholm, grazie all’ex professionista Marcus Sander Hansen. In classifica generale, invece, la Lotto-Kern Haus ha centrato il terzo gradino del podio, grazie ad Arno Wallenborn. La Metec-SOLARWATT si è tolta una bella soddisfazione, portandosi a casa la maglia dei GPM con Ruud Junior Nagengast.
Le quattro Continental storiche transalpine hanno preso parte alle gare francesi del weekend insieme a Decathlon CMA CGM Development, Elite Fondations e Nu Colombia. Al Tour du Finistère la Van Rysel Roubaix ha centrato un ottimo quinto posto con Louis Hardouin, mentre alla Boucles de l’Aulne la CIC Academy ha fatto ancora meglio, riuscendo addirittura a salire sul podio: Maxime Vezie, infatti, ha chiuso in terza posizione. Le sole quattro transalpine hanno partecipato alla Classique Dunkerque e la CIC Academy è stata ancora la migliore, pur non andando oltre il dodicesimo posto di Mathias Sanlaville. Ha fatto meglio di lui Alessio Magagnotti, tesserato per la Red Bull-BORA Rookies, ma in gara con il team WorldTour, che si è piazzato in quarta posizione.
Ben tredici compagini di terza divisione si sono presentate al via della Rund um Köln. Nessuna ha centrato l’azione decisiva, ma, subito dietro, la REMBE|rad-net è riuscita a strappare un convincente ottavo posto. A centrarlo è stato Jermaine Zemke, che in stagione si era già fatto notare in gare professionistiche, arrivando anche al successo in una tappa del Tour du Rwanda.
L’UCI ha confermato una novità di ciclomercato di cui si era già parlato molto nelle ultime settimane: il francese Antoine Huby, che negli ultimi due anni aveva vestito la maglia della Soudal-Quick Step, ha trovato squadra: ha firmato, infatti, con la Continental filippina 7Eleven-Cliqq. Già prima della registrazione ufficiale, il venticinquenne aveva esordito in una corsa dilettantistica, il Tour of Luzon, e si era fatto subito valere con due successi di tappa e il secondo posto in classifica generale.
Il ritratto della settimana: Sebastian Brenes

Nonostante sia stata per oltre quindici anni una presenza fissa nel WorldTour, grazie alla presenza di Andrey Amador, più volte protagonista al Giro d’Italia, in cui ha conquistato un successo di tappa e due top ten in classifica generale, dopo il ritiro del suo corridore simbolo, la Costa Rica è rimasta tagliata fuori dal ciclismo che conta. Nel 2017 era passato professionista anche Kevin Rivera, ma il classe 1998, dopo un inizio molto promettente, è totalmente sparito dagli ordini d’arrivo delle gare professionistiche dopo la pandemia.
Quasi tutti i corridori più noti, compreso il campione panamericano in carica Jason Huertas, gareggiano in squadre dilettantistiche in patria e hanno nella Vuelta a Costa Rica l’obiettivo principale della stagione. Proprio nella gara più importante, in tempi recenti, ci sono stati molti casi di doping fra i big e questo ha minato la fiducia delle formazioni di categoria superiore nei corridori locali. Attualmente soltanto due costaricani sono tesserati per squadre Continental: si tratta del giovanissimo Sebastián Castro, in forza alla Movistar Academy, e del più esperto Sebastian Brenes, che per il terzo anno consecutivo difende i colori della messicana Canel’s-Java e che nel 2025 era l'unico corridore del paese tesserato per una squadra UCI.
Se il primo è ancora acerbo (anche se ha già mostrato di avere doti interessanti in salita), il secondo è già stato in grado di vincere a livello UCI. Proprio lo scorso weekend, Brenes ha vinto il Gran Premio New York City, salendo, così, a tre successi internazionali in carriera. In questa stagione, il venticinquenne si era già fatto notare con il sesto posto nella prova in linea dei Campionati Panamericani, vinta dal compagno di squadra Huertas, con il quinto in quella dei campionati nazionali e il settimo in una tappa del Tour of the Gila. Si era imposto, inoltre, nel calendario nazionale a stelle e strisce, in occasione della seconda frazione della Redlands Bicycle Classic.
Sebastian Brenes è nato in una famiglia di ciclisti: suo padre Andrés ha vinto la Vuelta a Costa Rica nel 1994 ed è stato sesto nella prova olimpica di mountain bike ad Atlanta 96, mentre il fratello Carlos, maggiore di lui di quasi nove anni, è stato medaglia d’oro ai Giochi Centroamericani nel 2017. Nel biennio tra gli juniores, il giovane Sebastian si concentrò maggiormente sulla mountain bike e concluse sul podio, in entrambe le stagioni, il campionato nazionale di categoria nella specialità XCO. Al secondo anno, inoltre, si guadagnò la convocazione per i Campionati del Mondo e conquistò la medaglia d’argento nella staffetta mista ai Campionati Panamericani. Su strada, nonostante le poche apparizioni, si fece comunque notare come uno dei costaricani da tenere d’occhio.
Nella 2019 passò tra gli under 23 e continuò a dare la precedenza al settore fuoristrada. Centrò un bel secondo posto nel campionato nazionale XCE, in cui corse tra gli élite, e prese parte ai Campionati Panamericani. Anche nella prova costaricana su strada gareggiò nella massima categoria, ma si fermò molto lontano dalle posizioni che contano.
Dopo una stagione in cui si schierò al via dei Campionati del Mondo XCO, ma corse pochissimo a causa della pandemia, nel 2021 il costaricano conquistò un’altra medaglia (questa volta di bronzo) nella staffetta mista dei Campionati Panamericani, fu terzo nel campionato nazionale XCC e aggiunse alle proprie esperienze un’altra partecipazione mondiale. Su strada centrò il primo piazzamento di prestigio fra gli élite, terminando al quarto posto la prova in linea dei campionati nazionali.
L’anno successivo si dedicò ancora alla mountain bike, con una splendida medaglia d’argento (tra gli élite) nella specialità XCC ai Campionati Centroamericani e una nuova partecipazione iridata. Iniziò a gareggiare con più frequenza su strada: vinse la maglia di miglior scalatore alla Vuelta al Porvenir e partecipò per la prima volta in carriera alla Vuelta a Costa Rica, in cui raccolse un incoraggiante sesto posto nella terza frazione.
Nel 2023, Brenes mise da parte la mountain bike, limitando la sua presenza ai campionati nazionali, e si concentrò quasi totalmente sulla strada, tesserandosi per la 7C-Economy, una delle migliori formazioni del suo paese. Vinse due corse del calendario dilettantistico e si sbloccò anche a livello UCI: dopo il secondo posto nella penultima tappa della Vuelta a Guatemala, riuscì a battere tutti nello sprint di gruppo dell’ultimo giorno. Nella Vuelta a Costa Rica fece parte del gruppo che vinse la cronosquadre, ma il successo individuale gli sfuggì: raccolse il miglior risultato nell’ultima frazione, chiusa in terza posizione.
Nella stagione seguente esordì nel mondo Continental, firmando con la Canel’s-Java. Ottenne due top ten di tappa al Tour of the Gila, fu quinto nella prova in linea dei Campionati Panamericani e decimo in quella dei campionati nazionali. In seguito conquistò un successo parziale in una prova del calendario dilettantistico, il Tour de Panamá, e, poco dopo, si impose a livello UCI, vincendo un’altra volata di gruppo alla Vuelta a Guatemala. Ancora una volta, la corsa di casa non gli sorrise: il costaricano fu costretto al ritiro il giorno dopo aver concluso una tappa al secondo posto. In mountain bike, invece, raccolse ancora un buon piazzamento: fu terzo nella prova XCE dei campionati nazionali.
L’anno scorso, sempre con la maglia della Canel’s-Java, ha vinto due corse dilettantistiche, ma non è riuscito a colpire a livello internazionale. Nella Vuelta a Guatemala che gli aveva regalato grandi soddisfazioni negli anni precedenti, si è fermato a un quinto posto parziale, mentre alla Vuelta a Costa Rica è arrivato due volte secondo. Ha ottenuto il suo risultato più prestigioso nella gara in linea dei Campionati Panamericani: nella prova continentale ha conquistato la medaglia d’argento, battuto soltanto da un corridore decisamente più titolato come Álvaro Hodeg.
Corridore veloce e resistente, Sebastian Brenes ha trovato nel percorso nel Gran Premio New York un’occasione perfetta e l’ha sfruttata al meglio (a differenza dello scorso anno, quando non andò oltre il nono posto), ma difficilmente questo successo gli aprirà le porte del professionismo. Un obiettivo più realistico, invece, potrebbe essere una partecipazione ai Campionati del Mondo (non necessariamente quest'anno): un circuito meno duro di quelli delle ultime edizioni potrebbe spingere la federazione costaricana a scegliere lui.
