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Tour de France 2026, 17a tappa: la pianura in un miraggio

Frazione ufficialmente da volata, ma comunque ricca di asperità che la rendono più adatta alle fughe. Il percorso, le nostre previsioni, orari e appuntamenti tv

La 17a tappa è una delle frazioni più indecifrabili del Tour de France 2026, in cui i velocisti potrebbero anche giocarsela, ma sarà difficilissima da tenere chiusa a questo punto delle tre settimane, con squadre decimate e forze ridotte al lumicino. Dopo 10 km pianeggianti, la strada inizia a salire dolcemente per oltre 15 km (media 2.4%, in mezzo si assegna un GPM sulla Côte de Bassa, max 9%). 8 km lievemente mossi portano ai piedi del Col des Prés: in tutto sarebbero 16 km al 3.5%; dopo 2 km al 5% si incontra il GPM della Côte de Rossillon, poi la strada spiana per 1500 metri, quindi risale pedalabile per circa 6.5 km (media 3.2%, con un breve passaggio all'8%); altri 2.5 km pianeggianti portano all'ultimo tratto di 3.4 km al 6.8% (max 9%). Seguono quasi 16 km di discesa interrotti a meta dalla Côte de Saint-Jean-d'Arvey (più dura del dato ufficiale, 1.2 km al 7.4%, max 12%). Dopo alcuni km di pianura si inizia a salire molto dolcemente fino al Col de Cuoz (13 km al 2.6%, max 7%). Mancano a questo punto 90 km al traguardo privi di altre salite degne di menzione ma comunque non pianeggianti. La situazione si ricomplica nel finale, con la salitella di Charnècles (1.2 km al 3.5%) a 14 km dall'arrivo e quella tra La Buisse e Coublevie (2.8 km al 3.7%, max 7%) che termina a ridosso di Voiron, quando mancano poco più di 3 km. Tra i 1500 metri all'arrivo e il rettilineo finale di 350 metri si incontrano 4 curve ad angolo retto; le ultime centinaia di metri sono anche in lieve ascesa.
 

Le salite

Dettaglio salite

 

Ultimi km

Dettaglio ultimi km

 

Fari puntati su…

In teoria è una tappa segnata pianeggiante, ma appare quasi impossibile che si chiuda in volata. E questo non dipende solo dalle tante salite presenti nella prima metà di corsa e dall'assenza di tratti propriamente pianeggianti, ma anche dal finale di nuovo in salita che potrebbe chiudere le porte alle ruote veloci più pure, soprattutto a questo punto del Tour.

Mads Pedersen (Lidl - Trek) sembra il favorito naturale di una tappa che però non è detto si chiuda in volata: anche se si buttasse in fuga (cosa probabile anche in funzione del traguardo volante) dovrà vedersela con attacchi e contrattacchi e sarà fondamentale la presenza di compagni di squadra proprio come a Foix: peraltro Quinn Simmons e Mathias Vacek sono di per sé molto adatti a questo traguardo e un ottimo piano B. Nomi buoni sono ovviamente quelli di Michael Matthews (Team Jayco AlUla), Dorian Godon (Netcompamy INEOS) e Alex Aranburu (Cofidis), oltre al già vincitore Mathieu Van der Poel (Alpecin - Premier Tech).

Diversa tipologia di corridore, ma comunque perfetta per una tappa del genere, è quella di Filippo Ganna (Netcompany INEOS), così come Victor Campenaerts (Team Visma | Lease a Bike), a maggior ragione visto che a differenza del verbanese ha fatto la cronometro in gestione.

C'è poi da attendersi che si muovano corridori da fuga o ardennesi come Georg Zimmermann (Lotto Intermarché), Romain Grégoire (Groupama - FDJ United), Kévin Vauquelin (Netcompany INEOS), Alex Baudin, Michael Valgren e Ben Healy (EF Education - EasyPost)

È possibile poi che i corridori che stanno lottando per la maglia a pois attacchino in avvio per rialzarsi dopo i primi 60 km, in modo da racimolare qualche punticino (al massimo 5) senza spendersi in fuga per tutto il giorno: potrebbe essere il caso di Richard Carapaz (EF Education - EasyPost) e Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step), apparentemente gli unici che, essendo a ridosso di Pogacar, possono sperare di scavalcarlo nelle prossime tappe.
 

Tour de France 2026, gli orari della diciassettesima tappa

La partenza verrà data al km0 alle 13:35, mentre l'arrivo è previsto tra le 17:15 e le 17:45. La tappa sarà trasmessa in tv sia in chiaro su Rai 2 (dalle 14:50 alle 18:00), sia integralmente su Eurosport e Discovery+ (dalle 13:15 alle 18:15).

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Francesco Dani
Volevo fare lo scalatore ma non mi è riuscito; adesso oscillo tra il volante di un'ammiraglia, la redazione di questa testata, e le aule del Dipartimento di Beni Culturali a Siena, tenendo nel cuore sogni di anarchia.