Filippo Ganna, vincitore della Attraverso Le Fiandre 2026 (© CorVos)
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Pippo Ganna Attraverso le Fiandre e oltre! Continua la maledizione Van Aert a Waregem

Nonostante una foratura e un manubrio rotto, il 29enne della Ineos conquista il suo primo trionfo in carriera al Nord, superando Van Aert sul rettilineo finale

Ci ha messo qualche settimana per trovare il colpo di pedale giusto, ma ne è valsa la pena. Filippo Ganna ha vinto l'ottantesima edizione della Attraverso le Fiandre - Dwars door Vlandereen, ultima corsa di preparazione al Giro delle Fiandre 2026 (corsa che, per il momento, non rientra nei programmi del verbanese). Una corsa tiratissima, senza un secondo di respiro, in cui Ganna ha dovuto fare prima fare i conti con la malasorte, che lo ha costretto a due cambi di bici - prima per una foratura, poi per la rottura del manubrio della bici di scorta - poi con Wout Van Aert.

Il belga e la Visma-Lease a Bike hanno fatto tutto il possibile per sfatare la maledizione che sembra attanagliarli in questa corsa, nella quale due anni fa Van Aert cadde rovinosamente, infortunandosi gravemente, prima dell'inopitata sconfitta dell'anno scorso, per mano di Neilson Powless. Il 31enne di Herentals ha attaccato a 40 km dal traguardo sull'Eikenberg, riportandosi sulla coppia di testa formata da Romain Gregoire e Niklas Larsen e poi proseguendo prima solo con il danese, poi da solo.

Arrivato all'ultimo chilometro con una manciata di secondi di vantaggio, Van Aert ha dato tutto, ma non ha potuto nulla sul ritorno di Ganna, che lo ha superato di slancio negli ultimi 100 metri di corsa. Un'azione strepitosa quella di Pippo, che già prima si era prodotto in almeno un paio di accelerazioni per chiudere il distacco sul belga. Tolto di ruota Florian Vermeersch nelle ultime centinaia di metri, Ganna ha resistito al ritorno del gruppo, regolato da Søren Wærenskjold. Avrebbero meritato la vittoria entrambi, ma alla fine è stato Ganna il più forte e Van Aert si è dovuto accontentare dell'ennesimo secondo posto.

Attraverso Le Fiandre 2026 - La cronaca

Per raccontare tutto quanto accaduto oggi, nei 185 km da Roeselare a Waregem, non basterebbero un paio di migliaia di parole. Per sintetizzare al massimo quanto accaduto nei primi 50, è sufficiente annotare che una vera e propria fuga di giornata, al netto di ripetuti attacchi sin dalle battute iniziali, non ha mai trovato modo di formarsi e che, già nelle fasi centrali della corsa, quelle con i tratti di pavé e i muri più impegnativi, si è capito subito che tanto Van Aert, quanto Ganna, stessero davvero benissimo.

L'azione più pericolosa, poco dopo metà corsa, ha visto protagonisti 18 uomini, tra i quali figuravano Mads Pedersen e Mathias Vacek, Matthew Brennan e Christophe Laporte, Jonas Abrahamsen e Søren Wærenskjold, Florian Vermeersch con Benoît Cosnefroy, Paul Magnier e un redivivo Alberto Bettiol. Il gruppo non ha lasciato che un paio di decine di secondi di margine, prima di rientrare su questa azione. Nessuno, anche dopo il ricongiungimento, si è preso l'onere di condurre il gruppo a una velocità di crociera costante, in un susseguirsi di attacchi e contrattacchi.

A pagarne le conseguenze, tra gli altri, sono stati Arnaud De Lie, Tobias Lund Andresen (presente nei 18 si cui sopra, poi saltato) e anche Jonathan Milan, che ha vissuto un'altra giornata no. Tra le squadre più attive, la Red Bull-Bora con i gemelli Van Dijke e Gianni Vermeersch, la Visma, soprattutto con un pimpante Per Strand Hagenes, e la Ineos Grenadiers, con Sam Watson, Magnus Sheffield e Ganna. Il verbanese, però, sembrava non essere nella giornata più fortunata della sua carriera: una prima foratura lo ha fermato nell'approccio all'Eikenberg, senza troppe conseguenze; se non quella di ritrovarsi con una bici che, di lì a poco, lo avrebbe nuovamente lasciato a piedi.

Il secondo cambio di bici di Filippo Ganna
Il secondo cambio di bici di Filippo Ganna

Ganna ha, infatti, dovuto affrontare il muro più importante della corsa con il manubrio piegato. Nonostante questo, l'olimpionico di Tokyo è riuscito a tenere la coda del gruppo, prima di fermarsi nuovamente, per riprendere la prima bici e ripartire, dopo che i meccanici della Ineos avevano provveduto a sostituire la ruota anteriore, precedentemente forata. La corsa di Ganna pareva chiudersi qui, non tanto per il tempo perso nell'operazione, quanto piuttosto perché davanti la corsa era definitivamente esplosa.

Come ampiamente previsto e prevedibile, Van Aert ha sferrato il proprio attacco proprio sull'Eikenberg, togliendosi di ruota Gianni Vermeersch, ultimo ad arrendersi, e tutti gli altri. Davanti al belga, in avanscoperta, c'erano Romain Gregoire, Niklas Larsen e, già staccato al momento dell'attacco della Wouttomotiva, Thomas Gachinard. Il terzetto ha rapidamente guadagnato una ventina di secondi su una coppia di contrattacanti, formata da Sheffield e da Tim van Dijke, e una quarantina su ciò che rimaneva del gruppo, in cui, per una decina di chilometri almeno, nessuna squadra riusciva a organizzare un organizzare un inseguimento degno di questo nome.

Anche questo ha favorito il rientro di Ganna, rimasto passivo per diversi chilometri per recuperare lo sforzo necessario a tornare sulle ruote del gruppo. Nel frattempo, Florian Vermeersch approfittava dell'anarchia nel plotone per attaccare, sfuggendo al controllo dei Visma, e rientrare sulla coppia all'inseguimento. Uno sfrozo che, forse, il belga pagherà, qualche minuto più tardi. Davanti, intanto, Gregoire perdeva le ruote degli altri due attaccanti sul Nokereberg. Larsen, dopo aver dato anche qualche cambio a Van Aert, ne ha perso la ruota poco dopo il passaggio ai -10, sulle prime rampe di Waregemsestraat.

Alle spalle di Wout, il gruppo dava tiepidi segnali di organizzazione, soprattutto grazie al lavoro della Soudal-QuickStep per Magnier e anche a qualche turno in testa di Watson, nel ruolo che Ganna aveva svolto per lui domenica alla In Flanders Fields, e dell'immancabile Red Bull. Anche alcuni attacchi, come quello di Madouas proprio su Waregemsestraat, hanno ulteriormente stirato il gruppo, proteso all'inseguimento del solitario battistrada, leggermente favorito dal vento a favore. 

Filippo Ganna, insieme ai suoi premi, sul gradino più alto del podio della Dwars door Vlandereen 2026
Filippo Ganna, insieme ai suoi premi, sul gradino più alto del podio della Dwars door Vlandereen 2026

A 6 km dal traguardo, all'ingresso nel tratto di pavé di Herlegemstraat, Van Aert vantava ancora una quindicina di secondi sul gruppo, in testa al quali si è rivisto un convintissimo Ganna. L'attacco di Filippo è stato rintuzzato da Hagenes e dai Red Bull; un turno in testa di Mads Pedersen ha portato il ritardo su Van Aert sotto i 15", subito prima di quella che si è rivelata l'azione decisiva. In un rettilineo con vento laterale, proprio sotto lo striscione dei -4 km, Ganna ha nuovamente aperto il gas, togliendosi di ruota tutti, meno che Florian Vermeersch.

Entrati nell'abitato di Waregem, i due inseguitori si sono ritrovati per un paio di chilometri a bagnomaria, con Van Aert lontano un paio di centinaia di metri e la testa del gruppo alle spalle, con un buco non più grande di venti metri. Ganna ha staccato Vermeersch sotto la flamme rouge e ha iniziato a mangiare un metro dopo l'altro tanto al belga davanti, quanto al plotone alle sue spalle. Dopo l'ultima curva a destra, con Van Aert ormai nel mirino, Ganna si è alzato sui pedali, scaricando su di essi una progressione icontenibile. Tra i -100 e i -50, Pippo ha superato un Van Aert ormai piantato, regalandosi - e regalandoci - un'immagine inconsueta, anche per uno che, come il piemontese, vantava prima di oggi 38 vittorie in carriera: il passaggio sull'arrivo a braccia alzate.

Van Aert, ancora una volta, non ha potuto far altro che chinare il capo e accontentarsi del secondo posto, al termine di una corsa interpretata magistralmente e in cui, al contrario dell'anno scorso, lui e la Visma hanno davvero poco da rimproverarsi. Un secondo alle sue spalle, il gruppo è stato regolato da Wærenskjold, che ha preceduto di pochi centimetri Biniam Girmay. Quinto Laurence Pithie, poi Aular, Laporte, Philipsen, Braet e Pedersen a completare la top ten.

Per Filippo Ganna si tratta della prima vittoria in una corsa in linea di un giorno in dieci anni di carriera. Il verbanese ha rotto un digiuno lunghissimo anche per la sua squadra, la Ineos Granadiers, che non vinceva sulle pietre da cinque anni, proprio alla Dwars door Vlandereen, con Dylan van Baarle, e per il suo Paese: per trovare l'ultimo successo di un italiano in una classica sulle pietre bisogna tornare al 3 ottobre 2021, giorno del trionfo di Sonny Colbrelli, l'ultimo della sua carriera, alla Parigi-Roubaix. Che sia di buon auspicio anche per Pippo?

Attraverso Le Fiandre 2026 - L'ordine di arrivo

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Scintille alla Dwars door Vlaanderen, Marlen Reusser rischia e batte Vollering
Marco Francia
Nonostante tutto, il ciclismo è la mia unica passione.