Romain Grégoire campione nazionale francese 2026 © Groupama-FDJ United
Professionisti

Romain Grégoire e gli altri: carrellata sui nuovi campioni nazionali

Il 23enne della Groupama si impone in Francia. Sorprese in Belgio e Spagna con Herregodts e Camprubí. Da Engelhardt in Germania a Cort in Danimarca, vediamo anche gli altri

29.06.2026 15:20

Della vittoria a suo modo clamorosa di Wilco Kelderman al Campionato Olandese parliamo a parte. Qui ci dedichiamo a un breve riepilogo di alcuni dei più importanti campionati nazionali di ciclismo 2026 svoltisi nel weekend in Europa.

Rune Herregodts, vittoria a sorpresa in Belgio

In Belgio si attendeva un volatone ma come dice il saggio, mai dare troppe cose per scontate in una corsa fiamminga. I 236.7 km tra Anversa e Brasschaat hanno visto diverse sorprese, a partire da una precoce uscita di scena dei velocisti più attesi, ovvero Jasper Philipsen e Tim Merlier, rimasti in un secondo troncone del gruppo in occasione di un frazionamento e ritrovatisi di fatto fuori dalla corsa.

Dal troncone di 70 uomini rimasto al comando è poi emersa una fuga a 10 da cui Jonas Rickaert (Alpecin-Premier Tech) è evaso ai -15, portandosi dietro Fabio van den Bossche (Soudal Quick-Step) e Rune Herregodts (UAE Emirates-XRG). Quest'ultimo, sentendosi battuto in volata, ha anticipato ai due chilometri, ma non ha avuto spazio. Poco male per lui: forse un po' sottovalutato dagli altri due sul rettilineo finale, è partito dalla terza ruota mentre Van den Bossche, che era in seconda, si sfiatava metro dopo metro, con Rickaert che non è riuscito a contenere l'impetuosa rimonta di Herregodts.

Corridore mai compiutamente carne o pesce in carriera, a 27 anni Herregodts coglie il successo più importante di un palmarès di cui fino a ieri si ricordavano una Ronde van Drenthe e uno ZLM Tour. A 40" dai primi ha chiuso un secondo terzetto con - nell'ordine - Quinten Hermans (Pinarello Q36.5), Thibau Nys (Lidl-Trek) e Lionel Taminiaux (Lotto Intermarché).

Romain Grégoire e Marcel Camprubí: spazio ai giovani in Francia e Spagna

Romain Grégoire era effettivamente un papabile, e finisce con l'essere - sul circuito di La Tour-du-Pin (225.5 km in totale, un giro in meno rispetto al previsto a causa del grande caldo) - un degnissimo campione di Francia 2026. Corsa piuttosto anarchica (come al solito in Francia), vari attacchi sono stati rintuzzati dalla Groupama-FDJ United che aveva in Romain Grégoire un capitano da tutelare e lanciare. Il 23enne di Besançon non ha tradito la fiducia che la squadra riponeva in lui e si è inserito nell'attacco che, a poco meno di 20 km dalla fine, sulla penultima salita di giornata, si è avviato a decidere il campionato.

Con Grégoire c'erano il compagno Clément Berthet (che si è speso tantissimo per il giovane collega), il duo Decathlon CMA CGM Paul Lapeira-Léo Bisiaux, Alex Baudin (EF Education-EasyPost) e Joris Delbove (TotalEnergies). Berthet ha rintuzzato i tentativi di tenaglia Decathlon, quindi Grégoire ha colpito a circa tre chilometri dal traguardo, partendo sull'ultimo strappo di giornata e involandosi verso una vittoria centrata con 13" su Lapeira e 14" su Delbove. Primi inseguitori a 1'24", solo decimo il campione uscente Dorian Godon (Netcompany INEOS). Quindicesima vittoria da professionista (chissà se la più importante) per Grégoire, che rivedremo tra pochi giorni al Tour.

Se in Francia il peso del World Tour - leggi alla voce Groupama - ha fatto la differenza, in Spagna si è consumata la rivoluzione delle Professional, che hanno lasciato fuori dal podio le formazioni di primo livello, in una corsa che è stata decisa da una fuga da lontano.

Marcel Camprubí, campione spagnolo 2026 © Pinarello Q36.5
Marcel Camprubí, campione spagnolo 2026 © Pinarello Q36.5

212 km a Sabiñánigo su un percorso a dir poco accidentato, e la fuga buona è partita dopo 35 chilometri, priva - al suo interno - di uomini Movistar, ovvero della squadra che solitamente gestisce le cose nei campionati spagnoli (in fondo è pur sempre l'unica WT del paese). Ad ogni modo, i 15 si son dimostrati imprendibili per un gruppo via via più sfibrato dai saliscendi, e a loro volta sono andati verso una naturale selezione interna nel finale di gara.

In particolare è stato Urko Berrade (Kern Pharma), con ripetuti assalti in salita, a demolire uno per uno i componenti del drappello al comando, fino a selezionare con sé soltanto Marcel Camprubí (Pinarello) e Joel Nicolau (Caja Rural-Seguros RGA). Quasi in trance agonistica, il 28enne navarro ha provato fino alla fine a liberarsi pure della scomoda compagnia di questi ultimi due, con stoccate finali ai -3 e ai -1.5, ma non è riuscito nell'intento, e si è ritrovato ormai privo di gambe nello sprint sulla rampa d'arrivo.

Camprubí è stato il più veloce-resistente e alla fine si son contati 5" di cronometro tra lui e Joel Nicolau, secondo, con Berrade terzo a 11". Primo WT dell'ordine d'arrivo, Igor Arrieta (UAE), quinto a 1'05". Per Camprubí quella del pomeriggio di Sabiñánigo è la prima vittoria da professionista e viene a coronare un periodo di buona forma (come esibito anche al recente Tour de Suisse, nel quale il barcellonese ha conquistato un secondo posto di tappa). L'esordio in maglia di campione nazionale avverrà per lo spagnolo al prossimi Sibiu Cycling Tour.

Grandi battaglie in Germania e Gran Bretagna. In Norvegia la Uno-X fa 14 su 15

Scoppiettante il Campionato Tedesco disputato a Bad Liebenstein su un percorso di 191.2 km caratterizzato da un lungo falsopiano (11 km al 3%) sulla salita di Dreihermstein. Già da lontano si sono mossi in fuga uomini come Nils Politt (UAE) e Maximilian Schachmann (Soudal), ma il gruppo ha annullato tutto ai -37. In discesa ha attaccato allora Lennard Kãmna che si è presentato all'ultimo passaggio (28 km ognuno dei 7 giri) con mezzo minuto di vantaggio, ma è stato raggiunto ai -22 da sette contrattaccanti. Tra questi, ancora Politt e Schachmann. Ai -10 son rimasti davanti in quattro, ovvero Politt, Nico Denz (Red Bull-BORA-hansgrohe), il campione uscente Georg Zimmermann (Lotto) e Lennart Jasch (Tudor), mentre Felix Engelhardt (Jayco AlUla) faceva l'elastico: staccato, rientrato, staccato…

A 3 km dalla fine Engelhardt è riuscito a riagganciarsi per l'ultima volta al gruppetto nel quale Politt continuava a fare il diavolo a quattro. Proprio il vecchio Nils (non così vecchio poi…) ha lanciato lo sprint a cinque, ma qui Engelhardt, dopo aver respirato in ultima ruota nel finale, è riuscito a trovare lo spunto buono per mettere tutti nel sacco, laureandosi campione di Germania un attimo prima di esordire al suo primo Tour de France: 2026 da ricordare per il 25enne nato a Ulm. Sul podio si sono piazzati Jasch e Denz, solo quarto Politt alla fine.

In Gran Bretagna si è corso ad Aberystwyth, in Galles, su un percorso di 187.3 km piuttosto nervoso. Ne è venuta una gara battagliata, e, dopo un'infinità di tentativi, a poco più di 50 dalla fine si è formato il quintetto che sarebbe andato al traguardo, con Connor Swift (Netcompany), Elliot Rowe (Visma-Lease a Bike Development), Matthew Dodd (INEOS Grenadiers Racing Academy), Lewis Askey (NSN) e Fred Wright (Pinarello).

Askey ha tentato di evadere a due km dalla conclusione, ma Swift e Wright non l'hanno mollato e quest'ultimo l'ha beffato sulla linea d'arrivo, conquistando il secondo titolo in carriera dopo quello del 2023. Curiosamente per il londinese (che ha da poco compiuto 27 anni e che quest'anno ha lasciato il World Tour dopo sei stagioni alla Bahrain) si tratta proprio delle uniche due vittorie da professionista.

Volatona del gruppo dei migliori (una quarantina di unità) per il Campionato di Danimarca, disputato a Herning (218.6 km) e vinto da Magnus Cort (Uno-X Mobility), a cui questo titolo ancora mancava. Il baffo più sexy del nord Europa si è imposto su Anders Foldager (Jayco) e Anthon Charmig (Uno-X).

Arrivo a due e vittoria per Michael Gogl (Alpecin) su Felix Grossschartner (UAE) in Austria; la formazione emiratina si è rifatta con gli assoli di Jan Christen in Svizzera e António Morgado in Portogallo; successi in solitaria anche per Mathias Vacek (Lidl-Trek) in Repubblica Ceca, Roman Ermakov (Bahrain-Victorious) in Slovenia (no, Tadej non c'era) e Anders Skaarseth (Uno-X) in Norvegia, dove la formazione giallorossa ne ha piazzati 14 ai primi 15 dell'ordine d'arrivo… unico intruso, Embret Svestad-Bårdseng della Netcompany, ottavo.

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Marco Grassi
Giornalista in prova, ciclista mai sbocciato, musicista mancato, comunista disperato. Per il resto, tutto ok!