Ben O'Connor conquista la tappa di Jebel Jais
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Ben O'Connor mette nel sacco la UAE Team Emirates a Jebel Jais!

L'australiano conquista il primo arrivo in salita con un attacco nell'ultimo chilometro. Vine (2°) è il nuovo leader della generale, ritiro per Yates

21.02.2024 12:41

Ben O'Connor conquista il primo arrivo in salita dell'UAE Tour. L'australiano ha sorpreso una UAE Team Emirates orfana di Adam Yates, ritiratosi ai piedi della salita dopo una caduta, con un attacco nell'ultimo chilometro, ed è riuscito a conservare il margine fino al tragurdo.

Il primo arrivo in salita dell'UAE Tour

Dopo la prima tappa vinta allo sprint da Tim Merlier e la cronometro individuale con cui Brandon McNulty è balzato al comando della generale, la terza tappa dell'UAE Tour chiamava all'appello gli uomini di classifica. In programma c'era infatti il primo arrivo in salita, quello di Jebel Jais, con una lunghezza di 19 chilometri e una pendenza media del 5.6%. La tappa non presentava altre difficoltà altimetriche nei 177 chilometri da Al Marjan Island alla cima di Jebel Jais.

La cronaca della tappa

Subito dopo il chilometro zero due uomini hanno attaccato per portare via la fuga di giornata: Mark Stewart (Team Corratec-Vini Fantini), leader della classifica riservata agli sprint intermedi, e Silvan Dillier (Alpecin-Deceuninck). Il britannico è transitato per primo allo sprint intermedio di Ras al Khaimah precedendo il compagno d'attacco, mentre i punti rimanenti sono andati ad Elia Viviani (INEOS Grenadiers) e Sam Bennett (Decathlon AG2R La Mondiale), interessati a risalire posizioni nella classifica a punti.

A 96 chilometri dall'arrivo il vento laterale è aumentato, contribuendo a formare un ventaglio che ha rotto in due parti il gruppo principale. All'inseguimento si sono ritrovati, tra gli altri, Louis Meintjes (Intermarché-Wanty) e Ben Zwiehoff (BORA-hansgrohe): la formazione del tedesco si è occupata di chiudere il distacco dalla prima parte del gruppo, riuscendoci a 67 chilometri dalla conclusione. Approfittando di un rallentamento Stewart ha attaccato ancora, stavolta insieme a Jonas Rickaert (Alpecin-Deceuninck), e ha conquistato il secondo sprint intermedio.

Foto del gruppo principale
Il gruppo di testa durante la terza tappa dell'UAE Tour © Team dsm-firmenich PostNL

Mentre il gruppo chiudeva il distacco dai due battistrada, Adam Yates (UAE Team Emirates) è rimasto coinvolto in una caduta. Il favorito per la vittoria finale è rientrato dopo qualche chilometro di inseguimento, senza conseguenze fisiche ma visibilmente scosso dalla caduta. Con la fuga neutralizzata a 30 chilometri dal traguardo, il gruppo si è diretto verso le rampe di Jebel Jais.

Il primo a rompere gli indugi è stato Einer Rubio (Movistar Team): il colombiano, vincitore lo scorso anno con un attacco a metà salita, ha attaccato a 12 chilometri dall'arrivo. La UAE Team Emirates non ha voluto concedere troppo spazio a Rubio e ha neutralizzato l'attacco dopo un paio di chilometri. Poco dopo, il colpo di scena: Adam Yates si è ritirato, cedendo di fatto i gradi di capitano alla maglia rossa Brandon McNulty e a Jay Vine.

Negli ultimi 5 chilometri Jan Hirt (Soudal-Quick Step) e Ben O'Connor (Decathlon AG2R La Mondiale) hanno provato ad allungare, ma il grande lavoro di Mikkel Bjerg (UAE Team Emirates) ha impedito ogni azione. Il danese non ha potuto fare nulla nell'ultimo chilometro quando Valentin Paret-Peintre (Decathlon AG2R La Mondiale) ha lanciato ancora una volta O'Connor: stavolta l'australiano è riuscito a fare il vuoto e nemmeno Vine, che si è messo all'inseguimento del connazionale troppo tardi, è riuscito a colmare il distacco. O'Connor ha conquistato la tappa anticipando Vine, nuovo leader della generale, e Lennert Van Eetvelt (Lotto Dstny), 3°. Fuori dai dieci McNulty che come detto cede il sigillo al compagno di squadra Vine.

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