Jonas Vingegaard vince la 14a tappa del Giro con arrivo a Pila ©Team Visma | Lease a Bike
Giro d'Italia

Giro, il re designato indossa la corona: a Pila sboccia la prima Rosa di Vingegaard

Il danese della Visma-Lease a Bike domina la prima tappa alpina del Giro 2026, stacca Gall e conquista tappa e maglia rosa a Pila. Piganzoli e Pellizzari 4° e 5°

La maglia rosa che aleggiava sulle spalle di Jonas Vingegaard fin dalla vigilia del Giro è finalmente venuta alla luce sulle rampe di Pila. La Visma-Lease a Bike ha controllato con l'attesa superiorità la 14esima tappa del Giro d'Italia 2026, dove il danese ha completato l’opera con un attacco secco, prendendosi la terza vittoria di tappa e la leadership della generale senza lasciare spazio ai dubbi. Dietro di lui, però, arrivano segnali importanti anche per il ciclismo italiano: Davide Piganzoli e continua a crescere con regolarità ed è ormai il luogotenente di Vingegaard , mentre Giulio Pellizzari, pur con qualche tentennamento, resta pienamente in corsa per la top five e forse può ancora guardare al podio. Il terzo arrivo in salita del Giro ha delineato gerarchie più nette, ma la terza settimana promette ancora montagne, anche se a essere in discussione saranno le posizioni successive alla prima.

Il resoconto della 14a tappa del Giro 2026

La prima frazione alpina di questa edizione del Giro d'Italia prendeva il via da Aosta per una tappa di 152,8 chilometri destinata a ridisegnare la classifica generale. Nonostante il chilometraggio ridotto, la frazione si presentava intensa e selettiva, con un dislivello complessivo di 4.300 metri distribuito su salite dure ma mai impossibili.

Il percorso iniziava praticamente subito in salita con i 18 chilometri al 5,9% verso Saint-Barthélémy, ascesa irregolare con tratti di lieve discesa alternati a rampe fino al 13%. Dopo una lunga discesa fino a Nus e 10 chilometri di respiro, il gruppo affrontava la salita in Valpelline, articolata in più tratti fino al GPM di Doues (5,8 chilometri al 6,4%, con gli ultimi 3,2 chilometri all'8%).

Il tratto più aspro della corsa era rappresentato dall'accoppiata delle salite di Lin Noir (7,4 chilometri al 7,9%) e Verrogne (5,6 chilometri al 6,9%), separate da 4 chilometri di falsopiano in discesa. Lo scollinamento avveniva a 41 chilometri dall'arrivo, di cui 15 di discesa tecnica. Dopo soli 9 chilometri mossi , la tappa si concludeva con la lunga salita finale da Gressan (500m dopo il Red bull KM) verso Pila: 16,5 chilometri al 7,1%, con pendenze costanti e cattive dopo i primi 2 chilometri, leggermente più dure negli ultimi 5 chilometri dove si incontravano passaggi in doppia cifra.

Nelle primissime battute di corsa prima Manuele Tarozzi (Bardiani CSF 7 Saber), poi Chris Hamilton (Picnic PostNL), Martin Marcellusi (Bardiani CSF 7 Saber) e Mattia Bais e Mirco Maestri (Polti VisitMalta) si sono portati all'attacco in vista della prima ascesa, subito inseguiti dalla Visma-Lease a Bike. Sulla salita del Saint-Barthélémy, dopo che i velocisti iniziavano cedere, dal gruppo è scattato un nutrito drappello di una ventina di corridori: tra di loro Giulio Ciccone (Lidl-Trek), Enric Mas (Movistar) e Wout Poels (Unibet Rose Rockets). Sulla salita, Jardi Christiaan van der Lee (EF Education-EasyPost) e Jan Christen (UAE Emirates-XRG) si sono spinti in avanscoperta, guadagnando circa 30" sui compagni di fuga. Al GPM del Saint-Barthélémy, dopo 18 chilometri, Van der Lee ha transitato per primo conquistando 40 punti per la classifica scalatori, davanti a Christen (18 punti) e  Ciccone (12 punti).

Durante la discesa, il vantaggio dei fuggitivi sul gruppo, sempre controllato dalla Visma-Lease a Bike, si è stabilizzato intorno a 1'30"-2'. Nella lunga fase di discesa e nei chilometri di fondovalle, van der Lee e Christen sono stati ripresi dai compagni di fuga, formando così un gruppo di testa compatto di 23 corridori. 

Tra i protagonisti della fuga, oltre a van der Lee, Christen, Poels e Ciccone, anche Einer Rubio (Movistar), Juan Pedro López (Movistar), Aleksandr Vlasov (Red Bull-Bora-hansgrohe), Jan Hirt (NSN), Koen Bouwman (Jayco AlUla), Andreas Leknessund (Uno-X Mobility), Igor Arrieta (UAE Emirates-XRG), Jhonatan Narváez (UAE Emirates-XRG), Gianmarco Garofoli (Soudal Quick-Step), Luca Vergallito (Alpecin-Premier Tech), Ludovico Crescioli (Polti VisitMalta), Alessandro Tonelli (Polti VisitMalta) e David de la Cruz (Pinarello Q36.5).

All'unico sprint intermedio di Roisan, al chilometro 54, Narváez si è imposto davanti a Gianmarco Garofoli e Igor Arrieta, conquistando 12 punti che lo hanno portato in testa alla classifica a punti, sottraendo la maglia ciclamino a Paul Magnier.

Sulla salita di Doues, Leknessund e Johannes Kulset (entrambi Uno-X Mobility) hanno imposto un ritmo sostenuto che ha provocato le prime selezioni nella fuga. Enric Mas ha dovuto alzare bandiera bianca, seguito da Poels e temporaneamente van der Lee. Al GPM, Igor Arrieta ha conquistato 9 punti precedendo van der Lee e Ciccone.

Nel gruppo dei favoriti, sempre guidato dalla Visma-Lease a Bike con Tim Rex in testa, il distacco si è mantenuto intorno ai 2 minuti. Nelle retrovie del gruppo, Giulio Pellizzari, la maglia bianca di miglior giovane, ha iniziato a mostrare segni di difficoltà, scivolando nella parte posteriore del drappello dei favoriti.

Sull'ascesa del Lin Noir, la fuga ha subito ulteriori scossoni. Nickolas Zukowsky (Pinarello Q36.5) ha ceduto, mentre in testa Giulio Ciccone ha allungato. L'abruzzese della Lidl-Trek ha conquistato il GPM con 40 punti, precedendo van der Lee e Arrieta.

Nel frattempo, nel plotone si è registrato l'abbandono di Christian Scaroni (XDS Astana), ventiquattresimo in classifica generale. Il vantaggio dei fuggitivi è salito fino a 3'30" mentre la Visma-Lease a Bike continuava il suo lavoro di controllo metodico.

Sulla penultima ascesa di Verrogne, Ciccone ha nuovamente dimostrato la sua verve offensiva attaccando a 1,5 chilometri dalla vetta. Van der Lee ha tentato di rispondere ma lo sforzo degli sprint per i punti GPM ha iniziato a farsi sentire. Al passaggio sul GPM, Ciccone ha conquistato altri 18 punti, davanti a Rubio, Arrieta, Vlasov e Mas .

Poco dopo lo scollinamento, Christen, Narváez e Zukowsky si sono rialzati, avendo completato la loro missione (la maglia ciclamino per l'ecuadoriano). Durante la discesa e i chilometri di transizione verso la salita finale, il vantaggio della fuga si è ridotto gradualmente. A 7 chilometri dall'inizio della salita conclusiva verso Pila, il margine era sceso a 2'30". Nel gruppo dei favoriti, circa una ventina di corridori rimaneva compatto, sempre guidato dalla Visma-Lease a Bike

All'imbocco della salita finale di Pila, quando mancavano ancora circa 17 chilometri al traguardo, la fuga contava ancora su sette corridori di testa: Giulio Ciccone, Juan Pedro López, Einer Rubio, Jan Hirt, Aleksandr Vlasov, Wout Poels e David de la Cruz. Il plotone inseguiva a poco più di un minuto, con la Visma-Lease a Bike pronta a sferrare l'attacco decisivo.
 

Pila, dove il re va a prendersi la corona

Sulla salita finale verso Pila, la corsa si è infiammata definitivamente. Davanti Einer Rubio è stato il primo ad attaccare dalla fuga, seguito da Aleksandr Vlasov, Giulio Ciccone e Jan Hirt, mentre Wout Poels ha provato a sorprendere tutti ai -9 dal traguardo. Alle loro spalle, però, la Visma-Lease a Bike continuava a imporre un ritmo durissimo nel gruppo dei favoriti.

Il lavoro della squadra neerlandese ha iniziato a fare selezione già a una dozzina di chilometri dall’arrivo: Giulio Pellizzari (Red Bull - BORA - hansgrohe) ha perso contatto dal gruppo dei migliori, imitato poco dopo dalla maglia rosa Afonso Eulálio (Bahrain-Victorious), definitivamente in difficoltà sotto l’azione dei compagni di Jonas Vingegaard.

Con gli ultimi fuggitivi ormai ripresi, il danese ha lanciato il suo attacco a 4,5 chilometri dal traguardo, uscendo con decisione dalla scia dell'ultimo uomo rimasto a fare il ritmo per lui: Davide Piganzoli. Vingegaard, in maglia azzurra di leader della classifica scalatori, ha cambiato ritmo con decisione, facendo immediatamente il vuoto. Felix Gall (Decathlon CMA CGM) ha provato a limitare i danni scegliendo il proprio passo, mentre Thymen Arensman (Netcompany INEOS) si è staccato progressivamente insieme a un gruppetto comprendente Jai Hindley e Pellizzari, (entrambi Red Bull - BORA - hansgrohe).

Chilometro dopo chilometro il vantaggio del corridore della Visma-Lease a Bike è cresciuto rapidamente fino a superare i 40 secondi su Gall. Senza mai dare l’impressione di dare fondo alle proprie energie, Vingegaard ha completato il capolavoro della sua squadra andando a conquistare in solitaria la quattordicesima tappa del Giro d’Italia 2026 e, soprattutto, la sua prima maglia rosa in carriera.

Alle spalle del danese, Gall ha chiuso a 49" secondo regolando gli altri uomini di classifica, mentre Arensman è arrivato 20" dietro Pellizzari e Piganzoli (entrambi a 1'03" dal vincitore). Per Vingegaard si tratta del secondo successo in questa edizione del Giro, ottenuto dopo una giornata che la Visma-Lease a Bike ha controllato dall’inizio alla fine, dissipando anche i dubbi emersi dopo la cronometro dei giorni precedenti.

Con questo successo Jonas Vingegaard balza al comando della classifica generale del Giro d’Italia 2026. Il danese della strappa la maglia rosa ad Afonso Eulálio (a cui resta la maglia bianca di miglio giovane) e ora guida la corsa con 2’26” di vantaggio proprio sul portoghese della Bahrain Victorious. Il danese mantiene anche la leadership nella classifica dei GPM.

Alle spalle del nuovo leader risale Felix Gall, ora terzo a 2’50”, mentre Thymen Arensman scivola in quarta posizione a 3’03”. Completano la top ten Jai Hindley, Giulio Pellizzari, Michael Storer (Tudor), Ben O’Connor (Jayco AlUla), Derek Gee (Lidl-Trek) e Davide Piganzoli, con distacchi che iniziano ormai a diventare significativi dopo la prima grande tappa alpina.

L'ordine di arrivo della 14a tappa del Giro d'Italia 2026

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Domani la 15a tappa del Giro d'Italia 2026, da Voghera a Milano

La frazione di domani, da Milano a Voghera (157 km), di cui potrete a breve consultare l'analisi di Francesco Dani, offrirà un rarissimo arrivo totalmente pianeggiante in questa edizione della corsa rosa. Nessuna difficoltà altimetrica lungo il percorso e un circuito finale da 16,3 chilometri da ripetere quattro volte, con l’ingresso nel rettilineo conclusivo di Corso Venezia a circa 2 chilometri dall’arrivo. Dopo due settimane durissime, il gruppo potrebbe concedersi una giornata relativamente più tranquilla prima del ritorno delle montagne nella terza settimana.

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