
Ganna: "Facevo paura a qualcuno, nessuno collaborava"; Bettiol: "Ripagati 2 anni di insuccessi"
Le dichiarazioni dei protagonisti della tredicesima tappa del Giro d'Italia 2026: Ganna racconta la fuga fallita per mancanza di collaborazione e la soddisfazione per la vittoria di Bettiol
Alberto Bettiol vince la 13esima tappa del Giro d'Italia 2026 con arrivo a Verbania al termine di una giornata interamente controllata dalla fuga, regalando alla XDS Astana la terza vittoria di questa edizione. Il corridore toscano, al secondo successo in carriera alla Corsa Rosa a cinque anni dalla tappa di Stradella del 2021, si è imposto scattando sull'ultima asperità di giornata, la salita di Ungiasca, sorpassando Andreas Leknessund in prossimità dello scollinamento e arrivando in solitaria sul traguardo. Il norvegese della Uno-X Mobility chiude secondo a 26", mentre Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step) si aggiudica la volata del gruppetto inseguitore a 44".
Tra gli italiani in evidenza, Filippo Ganna (Netcompany INEOS) era stato il grande escluso dalla fuga, con il gruppo che non aveva voluto concedergli spazio nelle prime fasi di gara. Francesco Busatto (Alpecin-Premier Tech) si piazza ottavo a 1'35". Per la XDS Astana è una giornata storica: dopo le vittorie di Thomas Silva a Veliko Tarnovo e di Davide Ballerini a Napoli, la formazione sino-kazaka di matrice italiana conferma un cambio di passo netto rispetto agli anni precedenti. In classifica generale, Afonso Eulálio transita in diciassettesima posizione e conserva la maglia rosa per il nono giorno consecutivo, con 33" di vantaggio su Jonas Vingegaard alla vigilia della frazione valdostana con arrivo a Pila.

Ecco le dichiarazioni dei protagonisti della tredicesima tappa del Giro d'Italia 2026
Alberto Bettiol: "Vincere così ripaga due anni senza successi"
“Sono contento di aver fatto parte di queste tre vittorie dell'Astana, ma secondo me non sono finite perché in squadra c'è veramente un bel clima, tutti i direttori, massaggiatori, meccanici, siamo un gruppo veramente fatto di persone che ridono, scherzano, si prendono poco sul serio, però quando poi c'è da pedalare pedaliamo forte. -ha dichiarato Bettiol nel post tappa- Domani vediamo come va Lopez, che forse è l'unico per la classifica generale. Quest'anno vuole provarsi, è giusto, è un bravo ragazzo, vediamo come va in salita, ma non sono finite le nostre occasioni. Sicuramente la prossima settimana ci saranno due o tre tappe buone per Scaroni, per Ulissi e domenica speriamo di vedere vittorioso Malucelli. Siamo prima di tutto amici e poi ciclisti. La mia ragazza vive qua e mio fratello mi vede veramente poco, così come i miei genitori, la mia famiglia, facciamo tanti sacrifici, stiamo tanto fuori casa e vincere così davanti a loro è bellissimo. Conoscevo la salita, conoscevo l'arrivo. Ho puntato questa tappa prima del via al Giro. Voglio dire grazie ai miei compagni che mi hanno supportato, e a Vino [Vinokurov] in persona che mi ha chiamato dopo l'arrivo. Vincere così ripaga due anni senza successi. Conoscevo tutte le curve negli ultimi 50 km, ho fatto questo finale più volte, anche in moto. Mi aspettavo qualche attacco più forte. Sono felice di aver vinto con questa maglia. Vinokurov ha creduto in me due anni fa e adesso l'ho ripagato. Ringrazio pure i miei compagni, stiamo facendo tutti un Giro incredibile e volevo farne parte anch'io.”
Filippo Ganna: "Facevo paura a qualcuno, nessuno collaborava nella fuga"
“Era bello vedere tutto il gruppo alla mia ruota. Facevo paura a qualcuno oggi.- ha detto Ganna a Eurosport - Ci abbiamo provato un paio di volte, anche con Sobrero. L'intenzione era quella. Però appena ti giravi, e c'era anche solo un minimo buco, tutti erano fermi quando chiedevi un cambio. Si sapeva che oggi non poteva andare. Ovviamente sarebbe stato bellissimo fare le discese di casa senza frenare, con il traffico chiuso. Bello davvero. Ho visto che ha vinto Alberto Bettiol... Perlomeno anche per lui una gioia in questo Giro.”
Afonso Eulálio: "Combattiamo per ogni secondo"
“Sarà una tappa durissima domani, si inizia con una lunghissima salita e si finisce con una lunghissima salita. Vedremo come andrò, spero di avere buone gambe e continuerò semplicemente a lottare. -ha dichiarato ai microfoni della corsa- Jonas non ha bisogno di attaccare in grande stile. Jonas è Jonas. Penso che l'unico corridore che potrebbe batterlo sia Pogačar, ma Pogačar non è qui. Noi lo seguiamo semplicemente: quando va forte, perdiamo terreno, e allora lottiamo dietro di lui. Lottare, lottare, lottare per ogni secondo. Bisogna continuare a combattere, e basta.”
Jonas Vingegaard: "È stata una buona giornata, ma molto calda"
“È stata una buona giornata. Ce la siamo cavata bene, faceva molto caldo. Ma sì, credo che molti dei corridori di classifica stessero già pensando a domani. Quindi non c'è stata molta azione, ma è così che va. -ha detto Jonas Vingegaard ai microfoni di Cycling Pro Net- Noi non volevamo attaccare oggi. Scegliamo i nostri momenti, e oggi non era quello giusto. Domani, dipende ovviamente da come risponderanno le gambe, ma certo, se mi sentirò bene, sarebbe bello provarci.*”
Andreas Leknessund: "Il caldo ha reso la tappa durissima per tutti"
“Mi sentivo bene, ma anche se andavamo abbastanza piano quando mancavano 10 minuti, il caldo ha reso la giornata davvero dura per tutti. Nell'ultima salita stavo bene, Parma ha tenuto un buon ritmo, la gente cedeva e io sentivo di avere ancora qualcosa. La mia migliore opportunità era prendere la salita e arrivare da solo. Forse ho attaccato troppo presto, ma penso che Bettiol fosse forte quanto me in salita, quindi se fossimo arrivati insieme al traguardo sarebbe stato comunque molto difficile. Dovevo guadagnare un vantaggio il più ampio possibile. Non è male arrivare secondo, ma è il mio terzo secondo posto al Giro e li avrei dati tutti per una vittoria. È un buon risultato, ma ho ancora bisogno di conquistare quella vittoria. -ha detto il corridore norvegese a Cycling Pro Net.
Jasper Stuyven: "Sono andato vicino alla vittoria di tappa ancora una volta"
“Venerdì mattina mi sentivo piuttosto stanco -ha dichiarato a Eurosport-. Sono riuscito a rientrare nel gruppo di fuga, dopotutto. Il caldo, in più, ha reso tutto incredibilmente estenuante. Sentivo anche di aver già consumato parecchie energie negli ultimi due giorni. E poi, nel finale, ci si trova di fronte a una salita semplicemente troppo ripida. Avevo visualizzato molto bene quella discesa. Ho trovato bene il mio ritmo in salita, ma anche Alberto Bettiol è un corridore che sa scendere bene. Ha chiaramente avuto una buona giornata. Sapevo che avremmo potuto raggiungere Andreas Leknessund in discesa, perché non è un grande discesista. Sono andato vicino alla vittoria di tappa ancora una volta. È andata così. Penso che questo fosse il massimo che si potesse ottenere oggi. Ho dato il massimo in salita, ma sentivo di avere ancora un po' di margine per accelerare verso la cima. Questo mi ha permesso di raggiungere Mark Donovan e poi Michael Valgren e quel ragazzo di cui non ricordo il nome, della Groupama-FDJ (Josh Kench, ndr). È stata una corsa a tutto gas in pianura; tutti si sono dati il cambio come si deve. Credo sia meglio puntare alla vittoria piuttosto che iniziare a speculare sul podio troppo presto. Ci ho pensato diverse volte oggi, perché non mi sentivo al meglio. Sabato potrebbe rivelarsi una giornata difficile. Ma credo di poter ritrovare il mio ritmo nel gruppetto. È lì che inizia il recupero relativo. Spero che domenica potremo dare il massimo per Paul Magnier.”
Josh Kench: "Sono deluso, ma posso essere orgoglioso"
“Sì, immagino di sì. La squadra mi ha supportato completamente. -ha detto Kench ai microfoni di Cycling Pro Net- Sono abbastanza deluso perché ho mollato la ruota ragazzi, ma, come dici tu, l'anno scorso ero in Cina, quindi posso essere orgoglioso. Penso che mi abbiano dato la fiducia per dare tutto. Almeno posso dire che ho fatto la loro felicità e ho dato tutto oggi. Riguardo al momento dell'attacco, penso che avrei potuto aspettare un altro chilometro prima del tratto più ripido. È stato un mio errore e sono un po' deluso per quello. Forse il risultato sarebbe potuto essere diverso. I miei compagni erano tutti per me. L'intera giornata era dedicata a fare in modo che nessuna fuga prendesse vantaggio. Bisognava stare attenti a gente come Berg, che avrebbe potuto andarsene in pianura. Si trattava di controllare tutto fino alla salita. Bettiol ha vinto così tante corse, ha un palmares incredibile, quindi era lui il rivale da tenere d'occhio in salita. La nostra tattica era che io andassi a tutta e sperare di staccarli.”
