Jonathan Milan ©Sean Hardy, Jonas Vingegaard ©Team Visma | Lease a Bike
Giro d'Italia

Vinegaard: "Ho avuto l'influenza"; Milan: "Oggi abbiamo provato a fare il massimo"

Le dichiarazioni dei protagonisti della 12^ tappa del Giro d'Italia 2026: Milan racconta lo sforzo per rientrare, Vingegaard parla dell' influenza superata e Segaert di come ha pensato l'azione

Alec Segaert vince la dodicesima tappa del Giro d'Italia 2026 con arrivo a Novi Ligure, replicando il suo marchio di fabbrica: la stoccata a 3,4 chilometri dal traguardo per anticipare tutti i velocisti rimasti. Il belga della Bahrain-Victorious, classe 2003, ha sfruttato le gambe stanche degli avversari dopo una tappa indurita dalla Movistar e ha guadagnato abbastanza vantaggio da resistere fino al traguardo. Secondo posto per Toon Aerts (Lotto Intermarché) nella volata del gruppo a 3", terzo Thomas Silva (XDS Astana) davanti a Ethan Vernon (NSN), Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step) e Orluis Aular (Movistar).

Alec Segaert ©Giro d'Italia/LaPresse
Alec Segaert ©Giro d'Italia/LaPresse

La Movistar ha alzato il ritmo già sul Colle Giovo, staccando i principali velocisti: Jonathan Milan (Lidl-Trek), maglia ciclamino, e Paul Magnier (Soudal Quick-Step) hanno resistito più a lungo degli altri ma si sono arresi prima dell'ultima salita. Giulio Ciccone (Lidl-Trek) ha tentato un'azione a sette chilometri dal traguardo, neutralizzata da Igor Arrieta (UAE Emirates-XRG). Nessun cambio in classifica generale: Afonso Eulálio (Bahrain-Victorious) conserva la maglia rosa portando a 33" il distacco da Jonas Vingegaard (Visma | Lease a Bike )dopo aver conquistato 6" al Red Bull KM, mentre Ben O'Connor (Jayco AlUla) e Markel Beloki (EF Education-EasyPost) guadagnano secondi sui rivali. Jhonatan Narváez accorcia a -11 da Magnier nella classifica a punti.

Ecco le dichiarazioni dei protagonisti della dodicesima tappa del Giro d'Italia 2026

Alec Segaert: "Era in gran parte pianificata, volevo coglierla con entrambe le mani"

“Era in gran parte pianificata, però ovviamente in una giornata come questa devi essere pronto a mille scenari diversi. Ed ero anche pronto ad adattarmi se le cose fossero cambiate, ma è andata quasi come me l'ero immaginata: ritmo duro in salita, alcuni velocisti staccati e poi quelli rimasti hanno dovuto usare tutti i loro compagni di squadra. -ha dichiarato Alec Segaert a Cycling Pro Net al traguardo- Ed era proprio quello che speravo. Che tutti fossero al limite nel finale e poi io potessi giocarmi la mia carta e dare tutto. Ho solo cercato di concentrarmi sull'essere il più aerodinamico possibile e andare a tutta. Ovviamente speravo che non mi riprendessero, ma sentivo dalla radio che mi sostenevano e che ci credevano dal momento in cui sono partito. E poi, nel momento in cui ho tagliato il traguardo… è pura follia. L'emozione per questa vittoria è super speciale: vincere una tappa nel mio secondo Grande Giro, il mio primo Giro d'Italia… anche se abbiamo già la maglia rosa da qualche giorno con Afonso [Eulálio], la squadra sta vivendo su una nuvola rosa. Però continuo ad avere le mie occasioni dalla squadra. E quindi sono davvero molto grato per questo e super felice di aver concluso oggi. Cerco di fare un piano prima di ogni tappa che corro, vedendo quali possibilità posso avere e dove possono esserci opportunità per me. E ovviamente, la maggior parte delle volte, il piano deve cambiare durante la corsa e allora devi essere pronto ad adattarti. Però è andata quasi perfettamente secondo i piani. Continuo ad avere occasioni dalla squadra per andare a cercare le mie vittorie quando è possibile. Quindi cerco di supportare Afonso in quasi tutte le tappe in cui posso, e poi in alcune occasioni la squadra mi dà libertà. E quando succede voglio coglierla con entrambe le mani. E ovviamente anche loro sono felici per questo. Ovviamente ero felice che spingessero forte in salita. E ancora più felice che abbiano perso alcuni uomini andando così forte. Negli ultimi 15 chilometri c'erano alcuni strappetti. Ho visto anche Giulio Ciccone attaccare. E questo era a mio favore, perché li costringeva a inseguire ancora di più. E poi ho trovato il mio momento giusto e ho dato tutto. È davvero incredibile come siano andate le classiche. Ero super felice della mia condizione lì e della  vittoria a Denain. Quindi sono arrivato a questo Giro d'Italia con tanta fiducia. E vincere una tappa qui era davvero un sogno. E ora questo sogno è diventato realtà.”

Jonathan Milan: "Abbiamo fatto il massimo, siamo arrivati fino a 50 secondi dal primo gruppo"

“Non è che ci siamo detti tanto, abbiamo avuto una buona collaborazione, ho cercato di dargli soprattutto una grandissima mano. Poi abbiamo cercato di darci dei cambi regolari, ho tirato quello che potevo e siamo arrivati fino a 50 secondi dal primo gruppo e poi hanno preso più secondi e non siamo più riusciti a rientrare. -ha detto Milan ai microfoni di Cycling Pro.Net - La gamba? Buona. Si sapeva che sarebbe stata dura quest'ultima salita, che l'avrebbero fatta con un buon ritmo e quindi sì, abbiamo provato a fare il massimo. Le scorse tappe, le volate, sono state un po' così, diciamo. Oggi si sapeva che sarebbe stata difficile quest'ultima salita, si è cercato di fare il massimo, di passarla, di rientrare. E cosa si può dire di più? Abbiamo fatto il massimo anche oggi.”

Toon Aerts: "Non mi ero accorto che Segaert era andato via"

“È stata una tappa durissima. Ho parlato con Maxime Bouet, il nostro direttore sportivo, e mi ha detto: all'inizio lavori per i compagni, ma la tappa 12 è tua. E se poi riesci a prendere lo sprint... ma c'era un corridore davanti, è un po' un peccato. Sono comunque davvero felice di questo secondo posto al mio primo grande giro. Ad essere onesto, non ho visto che Segaert era andato via. Me ne sono accorto solo al traguardo. È un peccato per me perché mi sentivo il più forte nello sprint e sono molto contento della volata che ho fatto. Il secondo posto è buono, ma immaginate se avessi vinto. Siamo comunque felici del secondo posto. Devo ringraziare la squadra e lo staff per la motivazione che ci danno. Riceviamo messaggi dai compagni che sono nella stanza accanto alla tua, ma te li mandano per motivarti. Questa mattina abbiamo fatto una riunione sul pullman insieme allo staff e ai corridori. È incredibile come, con tutta la sfortuna che abbiamo avuto in questo Giro, riescano a fare in modo che siamo ancora motivati a correre. Non è una vittoria, ma eravamo davvero vicinissimi ed è una bella cosa per la squadra, e un saluto ai corridori che hanno dovuto abbandonare la corsa.”

Jonas Vingegaard: "Contento di essere rimasto fuori dalle trappole"

“La corsa di oggi è stata più dura del previsto" -ha dichiarato lo scalatore nel post tappa ai microfoni di Eurosport- "la Movistar ha tenuto un bel passo sulle salite. Da lì è stata una gara full gas fino alla fine, siamo stati lontani dai pericoli e la squadra ha fatto un grande lavoro. Ho avuto un po' di influenza, ma ormai è alle spalle. Ovviamente scegliamo i giorni in cui fare la differenza, ma devi stare concentrato ogni giorno"

Ben Turner: "Una foratura ha rovinato tutto, non avevo più le gambe" (72 caratteri)

“Non era la mia giornata migliore comunque. Soffrivo sulle salite, ma sono riuscito a passarle e poi, arrivati sul tratto pianeggiante finale, ho forato una ruota posteriore. Ero abbastanza indietro e ho dovuto inseguire. Non lasciavano avvicinare le macchine per aiutarmi, quindi ho dovuto rincorrere da solo. Jack è tornato indietro e mi ha aiutato a rientrare -ha dichiarato il corridore ai microfoni-, ma non avevo più niente. È stata una grande battaglia, ma alla fine non c'è stata la ricompensa. Alla fine non avevo le gambe: senza gambe non puoi fare niente. Stavo lottando, questo è certo, ma stavo girando a vuoto.”

Paul Magnier: "Non so se in Movistar lo facciano per lo spettacolo o se stiano davvero cercando di vincere la tappa"

“Sì, è un po' un mix di sensazioni. Penso di essere contento di tenere la maglia, ma è vero che è un peccato aver mancato la vittoria di tappa. Penso di aver fatto una bella salita, mi sono davvero dato al massimo. Però è vero che la Movistar andava davvero molto, molto forte. E sì, ho mollato, credo a 2 km dalla vetta. Quindi non era lontano. Ma è così. -ha dichiarato la maglia ciclamino ai microfoni di Cycling Pro Net- Sì, avevo speranza di rientrare. Non si sa mai. Magari si può sempre rimettere tutto in gioco in fondo alla discesa, se il leader cade per esempio o qualcosa del genere. Ma purtroppo non era per oggi. Per il caldo, penso che tutti abbiano sofferto. Ho fatto un ritiro in altura in Nevada, faceva comunque abbastanza caldo là, quindi mi sono un po' abituato tra virgolette. Ma è vero che era importante idratarsi. E ho anche buttato tutte le mie borracce in fondo alla salita. Quindi non avevo più acqua. Quindi è stato comunque difficile.
È difficile capire la tattica della Movistar, sinceramente. Penso che abbiano un corridore veloce, ma non so se lo facciano per lo spettacolo o se stiano davvero cercando di vincere la tappa. Alla fine hanno staccato il loro sprinter, ma non hanno preso la tappa. Quindi sì, ci hanno dato spettacolo. Ero sorpreso di tenere la maglia fino al traguardo. Sono felice di averla conservata, anche se sono deluso di non avercela fatta oggi. La prossima occasione è a Milano e penso che sia molto più pianeggiante, quindi si addice molto di più a me. Sul secondo GPM ero già al limite sul primo, poi la Movistar ha messo un ritmo infernale. Penso che stessero anche inseguendo un po' la moto, ma fa parte del gioco. Nell'ultimo GPM non mi sono mai ripreso davvero, ero proprio al limite, e ho provato ad andare in discesa ma era troppo tardi.

Ethan Vernon: "Abbiamo sacrificato tutta la squadra e siamo rimasti senza uomini"

“Ero al limite per entrare nel gruppo di testa e abbiamo usato tutta la squadra per tenere staccati velocisti, ma alla fine siamo rimasti senza uomini. È abbastanza deludente non aver vinto, ma abbiamo fatto tutto il possibile come squadra e ci siamo semplicemente fermati un po' prima del traguardo. Quando Segaert ha attaccato, l'ho visto andare, ma stavo concentrandomi su Corbin [Strong] perché doveva fare il lead out per me. Alla fine eravamo solo io e Corbyn, quindi non avevamo nessuno per chiuderlo. E a quel punto era troppo tardi. Ci hanno detto solo pochi minuti prima che avremmo preso la curva a sinistra a 900 metri dall'arrivo. Questo ci ha rallentati molto e alla fine gli ha dato lo slancio per restare via, credo. Avevamo visto su Viewer [VeloViewer] che saremmo andati a sinistra, poi ci hanno schiacciati e ci hanno detto che era a destra e dritti. Quindi qualcuno ha sbagliato da qualche parte. Sulle salite mi sono aggrappato in fondo al gruppo compatto e sono stato al limite per una buona mezz'ora senza bere né niente. Ho fatto davvero bene e sono stato felice di farcela, ma alla fine abbiamo sacrificato tutta la squadra per quello e siamo rimasti senza uomini.”

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