Giro d'Italia

Giro d'Italia 2026, 13a tappa: finale thrilling ai piedi della Alpi

Tappa biliardo per quasi tutto il suo svolgimento prima di due salite che possono creare spettacolo. Il percorso, le nostre previsioni, orari e appuntamenti tv

La 13a tappa, rispetto alle precedenti frazioni del Giro d'Italia 2026, è senz'altro più semplice da interpretare, ma decisamente complicata nel finale. Le leggerissime ondulazioni dei primi 40 km nel Monferrato non spaventano nessuno e i successivi 120 sono di fatto un lungo tratto pianeggiante, spezzato dalla discesa che picchia su Arona. Qui i motori inizieranno a scaldarsi, perché costeggiando il Lago Maggiore, pur restando in pianura, il tracciato meno lineare combinato all'attesa delle salite più importanti faranno crescere la tensione. La prima rampa verso Bieno (2.4 km al 5.5%, max 9%) non spaventa molto, ma sarà importante nel determinare la posizione di ingresso sull'ascesa conclusiva di Ungiasca (4.7 km al 7.1%), più arcigna ma anche più stretta: dopo un primo tratto di 500 metri di salita, si incontra quasi 1 km di falsopiano prima del tratto più duro con punte fino al 13%. 1300 metri di falsopiano precedono la discesa, piuttosto complicata, che termina a soli 6.5 km dall'arrivo. Qualche curva anima il finale pressoché pianeggiante e agevola gli attaccanti nel scomparire dalla vista degli inseguitori.

 

Le salite

Dettaglio salite

 

Gli ultimi km

Dettaglio ultimi km

 

Fari puntati su…

Il presupposto di partenza è simile a quello di molte altre frazioni e abbastanza banale: tutto dipende da chi è interessato a vincere. Apparentemente la fuga da lontano appare l'opzione più accreditata, perché è quasi impossibile che un velocista possa giocarsela in un gruppo più o meno compatto e al tempo stesso gli uomini di classifica non consumeranno i propri uomini in questa tappa, alla vigilia della prima frazione alpina, per tenere la chiusa la corsa.

Lanciamo tre nomi su tutti gli altri. Innanzitutto chi ha una grandissima gamba e non ha ancora potuto farla fruttare è Giulio Ciccone (Lidl - Trek): la salita finale è perfetta per le sue caratteristiche e adesso ha un distacco in classifica sufficiente per godere di libertà; per lui il vero ostacolo è entrare nel tentativo giusto senza spremersi nei primi km. In seconda battuta occhi puntati su Filippo Ganna (Netcompany INEOS), che corre sulle strade di casa: fin qui si è obiettivamente nascosto sempre, fuori che nel giorno della cronometro, e anche attraversando l'Appennino Ligure è stato uno dei primi a mollare, forse non per caso; la salita finale è forse un po' troppo per lui, ma il miglior Ganna può essere in grado di trovare la quadra. Infine ovviamente va ricordato che probabilmente dovranno tutti vedersela con Jhonatan Narváez (UAE Team Emirates - XRG), che ha una gamba spaziale ma lo svantaggio di essere il corridore più controllato; non dimentichiamoci che l'ecuadoriano è ad un passo dalla conquista della maglia ciclamino che a questo punto è un obiettivo assai concreto.

A fianco di questi gli uomini adatti ad una fuga possono essere come sempre moltissimi: Lorenzo Milesi, Einer Rubio e Juan Pedro Lopez (Movistar Team), Guillermo Thomas Silva, Christian Scaroni o Diego Ulissi (XDS Astana Team), Andreas Leknessund e Johannes Kulset (Uno-X Mobility), Koen Bouwman (Team Jayco AlUla), Ludovico Crescioli (Team Polti VisitMalta), Gianmarco Garofoli e Andrea Raccagni Noviero (Soudal Quick-Step), Alessandro Pinarello (NSN Cycling Team), Wout Poels (Unibet Rose Rockets), Toon Aerts, Lorenzo Rota e Simone Gualdi (Lotto Intermarché), ma ovviamente anche molti altri.

Spendiamo due parole anche per gli uomini di classifica: la salita finale consentirebbe qualche scaramuccia per testare le gambe degli avversari e trovare spunti per la tattica da attuare in Valle d'Aosta; tuttavia in questo Giro ogni qual volta la fuga è andata, anche su finali molto impegnativi (muri marchigiani, salite liguri) i big non si sono mossi quasi per niente. C'è da dire però che è abbastanza consueto alla vigilia delle Alpi vedere qualche scatto in questi finali, che di solito non produce niente di sostanziale, ma lascia intuire qualcosa in vista dei giorni successivi. Con Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike) evidentemente non del tutto dominante, seppur con la corsa in mano, provare a giocare a carte scoperte potrebbe convenire: nella peggiore delle ipotesi pari è fatta. Non dovrebbe aver problemi a difendere ancora la maglia rosa Afonso Eulálio (Bahrain - Victorious).

 

Giro d'Italia 2026, gli orari della tredicesima tappa

Il transito dal km0 è in programma alle 12:55, mentre l'arrivo è previsto tra le 17:00 e le 17:30. La tappa sarà trasmessa in tv sia dai canali in chiaro Rai (su Rai Sport dalle 11:40 alle 14:00, poi su Rai 2 dalle 14:05 alle 18:00), sia su Eurosport e Discovery+ (dalle 12:30 alle 17:45).

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Volevo fare lo scalatore ma non mi è riuscito; adesso oscillo tra il volante di un'ammiraglia, la redazione di questa testata, e le aule del Dipartimento di Beni Culturali a Siena, tenendo nel cuore sogni di anarchia.