Giro d'Italia

Giro d'Italia 2026, 14a tappa: non ci si può più nascondere

Prima frazione alpina destinata a cambiare la classifica, breve ma intensa, fatta di salite dure ma mai impossibili. Il percorso, le nostre previsioni, orari e appuntamenti tv

Sul Giro d'Italia 2026 piomba la prima frazione da 5 stelle di difficoltà, anche se in verità non tremendamente dura, tanto per il chilometraggio ridotto quanto per l'assenza di ascese veramente impegnative. La 14a tappa parte praticamente subito in salita con i 18 km al 5.9% verso Saint-Barthélémy: formalmente l'ascesa inizia più avanti; è in verità molto irregolare e include sia tratti di lieve discesa che rampe fino al 13%. Una discesa lunga ed insidiosa porta a Nus, dopo la quale il gruppo può respirare per 10 km scarsi, prima di salire in Valpelline, con un primo tratto di 3.6 km al 5.6% fino a Closellinaz, un secondo di 1.5 km al 5% fino a Roisan, quinda l'ascesa al GPM di Doues di 5.8 km al 6.4% (ultimi 3.2 km all'8%, max 13%). La successiva discesa, spezzata da alcuni tratti da pedalare, porta all'imbocco del tratto determinante della corsa, con pendenze leggermente più cattive alla giusta distanza dal traguardo per tentare i primi assalti: l'accoppiata delle salite a Lin Noir (7.4 km al 7.9%, max 12%) e Verrogne (5.6 km al 6.9%, max 12%) separate da 4 km di falsopiano a scendere. Si scollina a 41 km dall'arrivo, di cui 15 sono di discesa tecnica, ottima per ampliare il distacco (o accorciarlo, in base alla necessità). Soltanto 9 km separano la discesa dalla successiva salita, peraltro non pianeggianti, ma mossi e con alcuni tratti di vera discesa che accorciano le distanze. A incutere un po' di paura e suggerire di attendere il finale ci pensa però un'ascesa finale molto lunga, certo non ripidissima, di 16.5 km al 7.1%: dopo 2 km pedalabili le pendenze si fanno cattive e costanti; leggermente più duri il primo tratto e gli ultimi 5 km, dove si incontrano brevi passaggi in doppia cifra (max 11%)

 

Le salite

Dettaglio salite

 

Gli ultimi km

Dettaglio ultimi km

 

Fari puntati su…

Per quanto non sia scritto da nessuna parte che i big si giocheranno il successo di tappa, l'elemento di maggior interesse in questa frazione non può che essere la sfida tra gli uomini di classifica. In teoria è il giorno destinato al cambio al comando della graduatoria, visto che Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike) non dovrebbe avere problemi a scalzare Afonso Eulálio (Bahrain - Victorious). Ad ogni modo ci avviciniamo alla fine del Giro e le forze in campo saranno sicuramente diverse rispetto alla prima settimana, soprattutto dopo che un po' tutti hanno avuto problemi di salute negli ultimi giorni. 

Gli avversari più temibili per il danese saranno sicuramente Felix Gall (Decathlon CMA CGM Team) che gli era molto vicino in salita nei primi due arrivi in quota e che a cronometro non ha perso poi così tanto terreno, soprattutto grazie alla controprestazione di Vingegaard; e poi Thymen Arensman (Netcompany INEOS), che ha fatto la miglior prima settimana della sua vita, ha recuperato tantissimo proprio contro il tempo ed è un grandissimo regolarista sulle tre settimane.

Qualcosa di simile si può dire anche di Ben O'Connor (Team Jayco AlUla) e Derek Gee-West (Lidl - Trek) che vista la propensione all'attacco potrebbero essere le mine vaganti, se non in questa tappa sicuramente in ultima settimana. Più in difesa dovrebbero essere Mathys Rondel e Michael Storer (Tudor Pro Cycling Team), Chris Harper (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team) e Markel Beloki (EF Education - EasyPost), mentre un punto interrogativo aleggia sopra la coppia della Red Bull - BORA - hansgrohe: Giulio Pellizzari e Jai Hindley avrà sono sembrati sul Blockhaus tra i più pericolosi avversari di Vingegaard, ma i problemi di salute li hanno decisamente debilitati nei due giorni seguenti; si sono difesi piuttosto bene a cronometro e potrebbero essere di nuovo al 100%; a loro due non manca il piglio dell'attaccante e nemmeno l'istinto del vincente e se ritrovassero gamba possono veramente caratterizzare la gara.

Non mancano corridori potenzialmente adatti ad un piazzamento in top10 che adesso sono piuttosto distanti ma godranno di una certa libertà per muoversi da lontano. È il caso di Egan Bernal (Netcompany INEOS), David de la Cruz (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team), Jan Hirt (NSN Cycling Team) e anche Damiano Caruso (Bahrain - Victorious), che pur correndo in supporto della maglia rosa probabilmente è chiamato dalla squadra a restare in classifica.

La fuga sarà ovviamente cosa per scalatori anche pensando alla possibilità di riaprire i giochi per la classifica dei GPM, essendoci in palio due prima categoria, un seconda ed un terza, oltre logicamente all'arrivo in quota. Se dovessimo scommettere su qualcuno, vi diremmo Giulio Ciccone (Lidl - Trek), Enric Mas (Movistar Team) e Wout Poels (Unibet Rose Rockets); ovviamente se ne potrebbero fare molti altri.

 

Giro d'Italia 2026, gli orari della quattordicesima tappa

Il transito dal km0 è in programma alle 13:05, mentre l'arrivo è previsto tra le 17:00 e le 17:30. La tappa sarà trasmessa in tv sia dai canali in chiaro Rai (su Rai Sport dalle 12:10 alle 14:00, poi su Rai 2 dalle 14:00 alle 17:55), sia su Eurosport e Discovery+ (dalle 12:45 alle 17:45).

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Francesco Dani
Volevo fare lo scalatore ma non mi è riuscito; adesso oscillo tra il volante di un'ammiraglia, la redazione di questa testata, e le aule del Dipartimento di Beni Culturali a Siena, tenendo nel cuore sogni di anarchia.