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Tour de France 2026, 20a tappa: corsa a eliminazione

Il tappone di questo Tour, con tre grandi colli in successione per giocarsi tutte le carte rimaste. Il percorso, le nostre previsioni, orari e appuntamenti tv

La 20a tappa è il tappone del Tour de France 2026: un tracciato classico (la mitica tappa di Les Deux Alpes del ‘98 era molto simile) ma rinnovato dall’inserimento del Col de Sarenne come strada alternativa per arriva all'Alpe d'Huez. Ad Allemond, dopo 5 km pianeggianti, un primo dente di 700 mt al 6% (max 8%) supera il dislivello della diga del Verney; un paio di km dopo, un altro dente di 700 mt al 5.5% precede l'imbocco del Col de la Croix de Fer (qualcosa in più del dato ufficiale, 24.1 km al 5.3%), il primo gigante di questa tappa; la pendenza media è a dir poco ingannevole, visto che due sensibili tratti di discesa fanno perdere quasi 200 dei metri di dislivello guadagnati: il primo troncone è misurabile in quasi 5.5 km all'8.7% (max 11%) ed è seguito da quasi 2 km di falsopiano; 1500 metri di ripida discesa anticipano il tratto più ripido di 4.6 km all'8.7% (max 13%) che procede in modo irregolare; la pendenza poi cala progressivamente fino al 5% fino a chiudere questo secondo troncone dopo complessivi 8.8 km al 7.1%; un nuovo tratto in discesa di circa 1500 metri al 4% precede l'ultimo strappo di 5.2 km al 6.7% (max 10%) con cui si arriva al GPM ad oltre 2000 metri. La successiva discesa di 29 km alterna tratti molto tecnici ad alcuni addirittura in salita, anche piuttosto lunghi. Bastano 14 km di fondovalle (di cui un tratto di 4.2 in sensibile pendenza, media 3.2%) per arrivare ai piedi del Galibier; come sarà noto ai più, la lunga ascesa (35 km) è spezzata in due dal Col du Tèlégraphe, che occupa i primi 11.9 km al 7.1%, mantenendo soprattutto nella prima parte pendenze tra l'8% e il 9%. Una breve e pedalabile discesa porta a Valloire dove la salita riparte per i successivi 18 km al 6.9%: un primo strappo di circa 2 km, 2 km di falsopiano e altri 5 km di salita anticipano il tratto finale, quasi tutto sopra i 2000 metri, che porta da Plan Lachat alla vetta in 8 km all'8.3% (max 12%). Il Galibier è tradizionalmente uno dei mostri sacri del Tour, nonché una di quelle salite che ti prendono per sfinimento, perfette per attaccare da lontano e qui sarà posta a 60 km dall'arrivo, senza che ci sia più pianura per andare al traguardo. Dopo 27 km di discesa si percorrono soltanto 6 km di falsopiano (comunque prevalentemente a favore) prima di iniziare la salita al Col de Sarenne: ignorando il dato ufficiale sono in tutto 13 km al 7.3%, ma la media è ancora una volta ingannevole; si parte con una dura rampa di 1300 metri al 10.4% (max 15%), seguita da 700 metri pedalabili (media 3%) e 500 metri di discesa; arriva quindi un altro tratto duro di 2 km al 9.3% (max 14%), seguito a sua volta da 1300 metri di falsopiano (media 1.7%); negli ultimi 7 km la pendenza rimane stabilmente arcigna, con una media dell'8.6% e punte fino al 14% negli ultimi 3 km, che sono i più tosti. Dopo 3 km di discesa, si arriva all'altiporto dell'Alpe d'Huez con un tratto in salita irregolare di 3.2 km al 3.2% (max 9%); quindi si scende per oltre 4 km, in modo da tornare sul versante classico della salita e affrontarne gli ultimi 3.7 km al 6.3% di media (primi 2 km all'8.5%, max 11%). Con circa 5500 metri di dislivello complessivo è la tappa più dura del Tour.
 

Le salite

Dettaglio salite

 

Ultimi km

Dettaglio ultimi km

 

Fari puntati su…

Anche in questa giornata finale il pallino rimane in mano a Tadej Pogačar (UAE Team Emirates-XRG): dopo un'altra prestazione eccezionale salendo all'Alpe d'Huez restano ancora meno dubbi sulla possibilità di scalzarlo dalla testa della classifica; quello che non sappiamo è se vorrà essere il primo a vincere sull'Alpe due giorni consecutivi o si accontenterà del successo - con tanto di record di scalata - già ottenuto. Cercare eventualmente di far vincere di nuovo Isaac del Toro (UAE Emirates - XRG) appare complicato, perché Remco Evenepoel (Red Bull - BORA - hansgrohe) continua ad essere il più forte dei battuti anche in salita.

Più probabilmente vedremo movimenti fin dalla partenza da parte degli altri uomini di classifica, come Lenny Martinez (Bahrain - Victorious) ha già fatto con ottimi risultati. Peraltro, escludendo Pogacar, il francese e Richard Carapaz (EF Education - EasyPost) hanno perso meno di un minuto da Evenepoel, Del Toro, Paul Seixas (Decathlon CMA CGM) e  Mattias Skjelmose (Lidl - Trek) sulla salita finale, pur essendo stati in fuga tutto il giorno, dimostrando che muoversi già sulla Croix de Fer può effettivamente essere la chiave di lettura per chi vuole migliorare la posizione e cercare il successo di tappa.

Potrebbe farci un pensierino anche Juan Ayuso (Lidl - Trek), ma solo se avrà recuperato da una terribile crisi; viceversa rischia di saltare per aria in modo definitivo.

Massima attenzione è richiesta anche Tom Pidcock (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team) e Jordan Jegat (TotalEnergies), che fatte salve “bambole” clamorose non dovrebbero uscire dalla top10, ma possono ancora rimescolare le posizioni di rincalzo.

Si sono invece allontanati una volta per tutte Yannis Voisard (Tudor Pro Cycling Team) e Ilan Van Wilder (Soudal Quick-Step) che comunque sono in tempo ad entrare nei primi 10 se qualcuno dovesse saltare. Rimane invece solo l'obiettivo del successo di tappa per tutti gli altri: citiamo Davide Piganzoli e Sep Kuss (Team Visma | Lease a Bike), Egan Bernal, Kevin Vauquelin e Thymen Arensman (Netcompany INEOS), Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility), Marco Frigo (NSN Cycling Team), Alex Baudin e Ben Healy (EF Education - EasyPost), Antonio Tiberi e Damiano Caruso (Bahrain - Victorious), Pablo Castrillo e Javier Romo (Movistar Team), Ion Izagirre (Cofidis), Michael Storer (Tudor Pro Cycling Team) e Ben O'Connor (Team Jayco AlUla).

A fianco di tutto questo sono ancora aperte le sfide per le altre maglie. Carapaz partirà con la maglia a pois indosso, ma dovrà resistere al rientro tanto di Pogacar da una parte, quanto di Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step) dall'altra. Con una top10 quasi assicurata e il successo di tappa già conquistato, probabilmente l'ecuadoriano imposterà la gara proprio in funzione di questo.

Per Mads Pedersen (Lidl-Trek) sarebbe fondamentale prendersi un altro traguardo volante per assicurarsi in modo quasi matematico la maglia verde. Che perda punti da Jasper Philipsen (Alpecin - Premier Tech) è impossibile, ma superare la Croix de Fer è forse troppo arduo anche per il danese, quindi forse tutto è rimandato alla frazione conclusiva.

 

Tour de France 2026, gli orari della ventesima tappa

La partenza verrà data al km0 alle 11:30, mentre l'arrivo è previsto tra le 16:00 e le 17:00. La tappa sarà trasmessa in tv sia in chiaro su Rai 2 (dalle 14:00 alle 18:00), sia integralmente su Eurosport e Discovery+ (dalle 12:30 alle 18:00).

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Francesco Dani
Volevo fare lo scalatore ma non mi è riuscito; adesso oscillo tra il volante di un'ammiraglia, la redazione di questa testata, e le aule del Dipartimento di Beni Culturali a Siena, tenendo nel cuore sogni di anarchia.