
Cretti, Testa, Farroni e Cornegliani: l'Italia del paraciclismo chiude Montesilvano con 17 medaglie
Due giornate di prove in linea, tre ori sabato con Farroni, Cornegliani e Testa, poi domenica il sigillo di Cretti nella WC5: e al traguardo un pensiero va ad Alex Zanardi
Montesilvano ha ospitato l'atto conclusivo della Coppa del Mondo UCI di Paraciclismo 2026 e l'Italia ha calato il sipario nel modo migliore. Diciassette medaglie complessive, tre maglie di leader e risultati in categorie dove in passato era difficile emergere: il bilancio della tappa abruzzese fotografa una Nazionale in crescita, con un'identità sempre più chiara e un orizzonte che guarda già alle Paralimpiadi di Los Angeles 2028.
Sabato: tre ori, due argenti, due bronzi
La prima giornata dedicata alle prove in linea aveva già consegnato un bilancio straordinario. Giorgio Farroni nella MT1, Fabrizio Cornegliani nella MH1 e Mirko Testa nella MH3 erano saliti sul gradino più alto del podio, con Testa che con la vittoria si era anche assicurato la Coppa del Mondo di categoria. “È stata una giornata straordinariamente positiva", aveva dichiarato il piemontese. “Al secondo giro un incidente ha spezzato il gruppo rendendo la corsa più selettiva. Da lì è nata una bella fuga, costruita grazie al lavoro dei miei compagni di squadra Cortini e Fittipaldi, che nel finale mi hanno dato un supporto fondamentale. Ho dato tutto nell'ultimo sprint conquistando la vittoria e portandomi a casa la Coppa”. Orgoglioso anche Farroni, che aveva scelto la corsa d'attacco per riscattare il quinto posto della cronometro: “Anche se l'età avanza, dimostro che ancora posso dire la mia”. Cornegliani, alla sua ennesima vittoria in carriera, aveva già proiettato lo sguardo ai Mondiali: ”Quando ho capito che era il momento giusto ho attaccato e sono riuscito a staccarli". Agli ori si erano aggiunti gli argenti di Roberta Amadeo nella WH2 e Davide Cortini nella MH3, e i bronzi di Luca Mazzone nella MH2 e Ana Maria Vitelaru
Domenica: Cretti e il pensiero a Zanardi
La protagonista assoluta dell'ultimo giorno di gare è stata Claudia Cretti. Nella categoria WC5, la bergamasca ha gestito la corsa con lucidità tattica, ha controllato le avversarie che cercavano di impedirle di arrivare allo sprint e ha trovato il guizzo decisivo sul traguardo, precedendo la cinese Ji Zixian e la canadese Jessica Law. Tutte e tre hanno chiuso in 1h39'00", ma è stata l'azzurra a fare la differenza nel momento che contava. Con questo successo Cretti si è portata a casa anche la maglia di leader della Coppa del Mondo nella WC5, completando un weekend che l'aveva vista salire sul podio già nella cronometro del venerdì con il bronzo. Al traguardo, le sue prime parole sono andate a un nome che questa settimana è stato evocato più volte lungo le strade di Montesilvano: “Dopo questa prova ripenso ancora ad Alex Zanardi e al suo entusiasmo contagioso per tutto il movimento". Un pensiero già espresso giovedì, quando aveva dedicato il bronzo a cronometro proprio a lui. Poi uno sguardo alla tribuna:"Dedico questa vittoria a mia madre, che oggi è qui a seguirmi: di lei non potrei fare a meno”.

I tandem, Biancalani e Salvalaggio: l'Italia non smette di salire sul podio
Le soddisfazioni dell'ultima giornata non si sono fermate alla vittoria di Cretti. Nel tandem femminile Marianna Agostini e Noemi Lucrezia Eremita hanno conquistato l'argento, superate soltanto dalla coppia britannica Sophie Unwin–Jenny Holl, con l'Irlanda di Katie-George Dunlevy e Linda Kelly sul gradino più basso del podio. Nel tandem maschile Lorenzo Bernard e Paolo Totò hanno chiuso terzi alle spalle dei Paesi Bassi di Patrick Bos e dell'Irlanda di Damien Vereker–Mitchell McLaughlin. Nella prova MC4 il francese Kevin Le Cunff ha vinto la gara, ma gli azzurri si sono presi la seconda e la terza piazza: argento per Andrea Biancalani, bronzo per Giacomo Salvalaggio.
Addesi: “Stiamo costruendo qualcosa per Los Angeles”
Il bilancio dell'intera tappa di Montesilvano ha portato la firma di un progetto che il CT Pierpaolo Addesi ha avviato con pazienza negli ultimi anni. Tre maglie di leader (Mirko Testa nella MH3, Claudia Cretti nella WC5 e Andrea Biancalani tra gli MC4) e medaglie distribuite trasversalmente tra handbike, ciclismo su strada e tandem. “Sono due anni che punto a questo obiettivo per presentarmi a Los Angeles con atleti di alto livello in tutte le categorie”, ha dichiarato Addesi. “Ci stiamo riuscendo molto bene, dimostrando di aver fatto quel salto di qualità che, spero, ci permetterà di puntare a medaglie dove in passato non riuscivamo ad essere protagonisti. Lo sguardo è rivolto ora al futuro e al percorso di avvicinamento verso il grande appuntamento paralimpico statunitense”. La soddisfazione è stata condivisa anche dal presidente della Federazione Ciclistica Italiana, Cordiano Dagnoni, che ha sottolineato la qualità organizzativa dell'evento e il valore di una Nazionale capace di rinnovarsi senza perdere competitività.
