La vittoria di Kasia Niewiadoma ©Lucas Abad (Da Canyon//SRAM)
La vittoria di Kasia Niewiadoma ©Lucas Abad (Da Canyon//SRAM)

Dall'Alpe d'Huez al Mont Ventoux. A due anni di distanza, Kasia Niewiadoma torna a vestire la maglia gialla del Tour de France, ancora dopo aver tirato fuori qualcosa di speciale su una salita mitologica. Questa volta non doveva difendersi e inseguire, ma attaccare e provare il tutto per tutto, e cosi ha fatto. La polacca si prende la prima vittoria di tappa in carriera in una grande corsa di una settimana con una delle migliori prestazioni in salita mai viste, accompagnando l'idea giusta con una gamba strepitosa.

Alle sue spalle c'è ancora Demi Vollering, come nel 2024, a provarci fino alla fine. Questa volta non dovrà inseguire dopo un episodio sfortunato, ma dopo essersi incastrata in una situazione tattica difficile da sbrogliare nei chilometri di Ventoux più esposti al vento, dopo aver giocato un po' troppo per cercare di essere più furba di Marlen Reusser, più che cercare di dare tutto nei momenti chiave della salita. Vincere non sarebbe stato comunque affatto semplice, ma la progressione nell'ultimo chilometro dimostra chiaramente che aveva ancora qualcosa nel serbatoio, e che con quindici secondi da recuperare c'è ancora il margine per una tappa spettacolare domenica a Nizza. 

Sono due le certezze in vista di domenica. La prima è che il podio è abbastanza definito, nonostante Elisa Longo Borghini sia evidentemente in crescita e possa pensare di colmare i 2'20" che la seperano da Reusser, dopo aver ripresa e distanziata di qualche secondo anche oggi. La seconda, granitica e incrollabile dal 2022, è che Kasia Niewiadoma ha una capacità unica di elevare il suo livello al Tour de France, e che per attaccarla e farla vacillare servirà qualcosa di speciale. 

Tour de France 2026, la cronaca della settima tappa

Dopo le brutte sensazioni degli ultimi giorni, non riparte Anna van der Breggen. La capitana del Team SD Worx-Protime, seconda sia alla Vuelta che al Giro d'Italia, era già uscita definitivamente di classifica. “Si prenderà un periodo di riposo anticipato dopo una settimana di corsa difficile, durante la quale è diventato velocemente chiaro come non fosse in grado di performare al suo livello abituale”, ha comunicato la squadra. Ritiro anche per Katrine Aalerud (Uno-X Mobility) e Kiara Lylyk (Mayenne Monbana My Pie). 

La settima tappa è sostanzialmente un unipuerto, ma dopo la partenza da La Voulte-sur-Rhône ci sono altre brevi salite categorizzate e tanto spazio per una fuga. All'attacco Marit Raaijmakers (Human Powered Health), Ruby Roseman-Gannon (Liv AlUla Jayco), Mia Griffin (Team Picnic PostNL), Amalie Dideriksen (Cofidis), Marte Berg Edseth (Uno-X Mobilty), Idoia Eraso e Paula Patiño (Laboral Kutxa-Fundación Euskadi), Clémence Latimier (Ma Petite Entreprise), Fiona Mangan (Mayenne Monbana My Pie), Sandrine Tas e Romina Hinojosa (Lotto Intermarché), a cui non riescono ad aggiungersi Sophie van Berswordt (VolkerWessels) e Marianne Vos (Team Visma Lease a Bike). 

Il vantaggio delle undici davanti supera di poco i due minuti sul Col de Suzette (3.9 km al 6.3%), dove iniziano a staccarsi le prime gregarie delle squadre principali. Con Évita Muzic e Amber Kraak già in difficoltà, c'è subito Franziska Koch a controllare per la FDJ United-SUEZ, ma sono le compagne della maglia gialla a riprendere la fuga e portare tutte ai piedi del Ventoux, prima con la giovane Paula Ostiz e poi con Liane Lippert. Nei primissimi metri di salita si stacca subito Pauline Ferrand-Prévot, che continua a mostrare una pallida versione di se stessa. Subito in difficoltà anche Kim Le Court (AG Insurance-Soudal), aiutata da Justine Ghekiere a limitare i danni.

In testa si mette Célia Gery, che stoppa il tentativo della campionessa del mondo Magdeleine Vallieres (EF Education-Oatly) e si rimette subito a tirare, mentre Juliette Berthet si stacca molto presto. A disposizione di Cédrine Kerbaol c'è ancora una sorpredente Noemi Rüegg, che va a riprendere Niamh Fisher-Black (Lidl-Trek) e tiene la fila allungata per tutti i primi chilometri. La svizzera si sposta a -11 dalla vetta, quando in gruppo sono già in nove e anche Isabella Holmgren (Lidl-Trek) inizia a perdere metri. Antonia Niedermaier (Canyon//SRAM) resta davanti per poco, perché arriva subito l'attacco di Demi Vollering

Kasia Niewiadoma si prende il Mont Ventoux

Come due giorni fa su un terreno molto diverso, rispondono solo Kasia Niewiadoma e Marlen Reusser, mentre le altre si staccano subito e si forma un quartetto con Niedermaier, Kerbaol, Elisa Longo Borghini e Paula Blasi, mentre Dominika Włodarczyk, l'altra punta di UAE Team L'IMAD, è ancora più distanziata. Dopo un paio di chilometri di ritmo della campionessa europea, Niewiadoma si gioca la sua carta e attacca le prime due delle generale, scommettendo su dei possibili meccanismi tattici che puntualmente avvengono.

Kasia Niewiadoma sul Mont Ventoux ©Tour de France Femmes avec Zwift
Kasia Niewiadoma sul Mont Ventoux ©Tour de France Femmes avec Zwift

In particolare è Vollering a provare a entrare nella testa della maglia gialla, chiedendo un paio di cambi per provare a ripartire da dietro, ma non fa la differenza. Reusser continua a scandire il suo ritmo, ma la situazione inizia a sfuggire di mano. Niewiadoma sale forte e arriva allo Chalet Reynard con 55" sulle due inseguitrici, che diventa rapidamente più di un minuto. Ai -5 la vincitrice del 2024 è di nuovo maglia gialla virtuale, mentre Reusser e Vollering si schiantano contro il forte vento e contro le loro scelte nei chilometri precedenti, quando c'era ancora margine per recuperare. 

Nonostante tutto, la differenza è più nella prestazione che nella tattica, e la scalata di Kasia Niewiadoma su Mont Ventoux è la prestazione più impressionante della sua carriera, fatta di tante sconfitte e di vittorie in grande stile. La polacca arriva in cima tutta da sola, si prende la prima tappa della carriera al Tour e la maglia gialla, due anni dopo. Dopo essere sembrata a lungo al limite, Vollering riesce a staccare Reusser nell'ultimo chilometro, recuperando una buona parte del distacco accumulato. Al traguardo il ritardo è di 1'16", che la mantiene al secondo posto in generale a 15" dalla prima. Il distacco è praticamente identico, ma cambia l'avversaria da attaccare.

Dopo una scalata piuttosto regolare, Reusser cala vistosamente nel finale e viene ripresa e staccata da Longo Borghini per la terza posizione, perde la maglia gialla e ora è terza a 39". La campionessa italiana si era avvicinata molto nel finale spartendosi il lavoro con Blasi, che a sua volta completa un'ottima prestazione al quinto posto, pur senza riuscire a staccare Niedermaier per la maglia bianca. Kerbaol è settima a 2'01", mentre Włodarczyk, Holmgren e Le Court completano la top ten di tappa e della generale attuale. Il Tour si deciderà a Nizza, dove si arriverà anche domani ma con un finale più semplice.

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