Mads Pedersen vince a Foix © Tour de France
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Tour, il giorno di Pedersen: non propriamente il solito Træen Træen

Fuga fiume che ribalta la classifica alla Grande Boucle. Tappa a Mads su Simmons e García Pierna, Torstein è la nuova maglia gialla con 8' su Pogacar

07.07.2026 18:10

Il giorno della superfuga, del superPedersen, del superTræen, del superritardo della maglia gialla, insomma il giorno in cui il Tour finisce nella centrifuga del bussolotto che tutto scompiglia e scompagina, per regalarci nuove storie e nuovi protagonisti.

Mads Pedersen lo conosciamo benissimo e lo amiamo con gli stessi superlativi, al Tour si era imposto già due volte e la vittoria di oggi è 120% Mads, tutta testa e denti stretti, potenza ed esplosività. Un corridorone che può serenamente maledire l'aver dovuto frequentare l'epoca dei Mathieu e dei Tadej e che tra le altre cose ha oggi indossato una maglia verde che diventa palesemente il suo obiettivo da qui a Parigi (già lo era, ma ora lo dichiarano anche le insegne che porta in giro).

A proposito di portare in giro insegne blasonate, che deve dire Torstein Træen? Norvegese, è già stato la favola della Vuelta 2025, laddove sempre con una fuga si installò al primo posto per rimanervi quattro giorni, prima di scivolare ma non troppo in classifica nella seconda metà di gara, finendo nono. Metterebbe una firma per un ruolino simile al Tour, hai visto mai una top ten nella corsa più importante del mondo!

Fra nove giorni Træen compirà 31 anni, la sua storia è segnata da un tumore scoperto nel 2022 e da cui il ragazzo nato a Hønefoss è fortunatamente guarito, grazie a una diagnosi precoce dovuta ai frequenti controlli medici necessari per lo sport. Una storia di ricostruzione e di ottimismo, quella di Torstein che oggi, per un giorno almeno, si ritrova in cima al ciclismo mondiale. Ma lui promette di restare lì in zona almeno un altro po', a godersi l'aria salubre dell'alta classifica.

Tour de France 2026, la cronaca della quarta tappa

La quarta tappa del Tour de France 2026 era la Carcassonne-Foix, 181.9 km misti con salite non troppo salite e pianure non troppo pianure, insomma il giusto mix per mettere le ali ai piedi ai fuggitivi della carovana, i quali in effetti si sono messi in viaggio da subito. Forse per sincronicità ideologica, allo sparo è partito Quinn Simmons (Lidl-Trek), ma poi è venuto subito fuori un elenco di 34 corridori. E chi siamo noi per privarvi della gioia di scorrere le tre decine e mezza di avventurieri?

Eccoli qua: Nico Denz e Jan Tratnik (Red Bull-BORA-hansgrohe), Mads Pedersen, Quinn Simmons e Mathias Vacek (Lidl-Trek), Georg Steinhauser, Sean Quinn e Michael Valgren (EF Education-EasyPost), Robert Stannard e Vlad van Mechelen (Bahrain - Victorious), Kévin Vauquelin (Netcompany INEOS), Pascal Eenkhorn e Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step), Ramses Debruyne, Jasper Philipsen e Eddy Planckaert (Alpecin-Premier Tech), Michael Matthews (Jayco AlUla), Torstein Træen (Uno-X Mobility) Biniam Girmay e Marco Frigo (NSN), , Pablo Castrillo, Raúl García Pierna e Nelson Oliveira (Movistar), Georg Zimmermann (Lotto Intermarché), Ion Izagirre e Alex Kirsch (Cofidis), Quinten Hermans e Brent van Moer (Pinarello-Q36.5), Romain Grégoire e Ewen Costiou (Groupama-FDJ United), Alexandre Delettre (TotalEnergies), Frank van den Broek (Picnic PostNL), Alex Molenaar e Joel Nicolau (Caja Rural-Seguros RGA).

Fra tutti, il più vicino in classifica era Træen, 24esimo a 5'06" dalla maglia gialla; poi Sean Quinn, 26esimo a 5'34". Invariabilmente il gruppo, controllato col cruise control dalla UAE Emirates-XRG con Nils Politt, ha lasciato abbondante spazio agli attaccanti: raggiungere il primo posto in classifica non era poi un sogno tanto proibito, per qualcuno della compagnia.

Molenaar ha conquistato i primi due Gpm di giornata, Bedos ai -133 e Paradis ai -117, a Quillan ai -88 è stato invece Girmay a prendersi i punti del traguardo volante su Philipsen e Pedersen. I primi due si sono poi subito rialzati sulla salita successiva (tanto il loro l'avevano già fatto); Pedersen invece, da par suo, si riservava di fare un altro po' di caciara in corsa.

Torstein Træen nel corso della quarta tappa del Tour de France 2026 © Uno-X Mobility
Torstein Træen nel corso della quarta tappa del Tour de France 2026 © Uno-X Mobility

Torstein Træen mette nel mirino la maglia gialla

Lungo la scalata al Col de Coudons, Jan Tratnik è partito dal gruppo dei fuggitivi (ridotto a 32 unità) e con lui si è mosso Mathias Vacek; in quest'ordine sono passati dal Gpm ai -77 (Molenaar terzo, ancora a far punti per la pois). Poi, dopo che la coppia ha messo insieme mezzo minuto sugli altri attaccanti, tra quasti ultimi hanno cominciato a susseguirsi scatti e allunghi vari, e tra gli altri si è visto in azione anche Pedersen, che pure aveva davanti il compagno Vacek. L'unico a rientrare però è stato Kirsch, che ai -67 si è riportato sui battistrada.

In terzetto i tre hanno portato il vantaggio fino a lambire il minuto, poi ai piedi del Col de Montségur, ultima salita di giornata, sono stati raggiunti dai 29; tutto da rifare per la vittoria di tappa, il gruppo maglia gialla intanto veleggiava a quasi otto minuti quando al traguardo mancavano 40 km.

A 38.5 dalla fine, a poco più di 3 km dalla vetta del Montségur, Quinn è partito dopo un buon lavoro degli altri EF e rispondendo a uno stimolo di Debruyne; subito si è formato un gruppetto nel gruppetto, e nonostante i tentativi ripetuti dello stesso Debruyne e dei Movistar rimasti (Castrillo due volte, García Pierna una), l'obiettivo di far fuori Mads Pedersen (favorito obbligatorio a quel punto) non è riuscito.

Il massimo che son riusciti a fare, Castrillo, García Pierna, Debruyne, Træen e Frigo, è stato scollinare ai -35 con 5" su un secondo quintetto con Quinn, Vauquelin (salvatosi per un soffio) e Pedersen scortato da Simmons e Vacek. In un attimo il quintetto dei Lidl è ripiombato sui primi in discesa, e da lì è toccato ai compagni di Mads tenere le redini della situazione. Intanto il gruppo maglia gialla pascolava a dieci minuti.

Una volata da boato per Mads Pedersen

Inutile dire che i Movistar hanno provato a ripetizione, negli ultimi quindici chilometri, a evadere, a turno, ma Simmons e Vacek hanno chiuso tutto quello che c'era da chiudere. Se non altro Castrillo ha conquistato il premio di combattivo di giornata.

La Lidl ha controllato fino alla fine, con Vacek a lanciare la volata a Pedersen. All'ultima curva a destra, ai 300 metri, Vauquelin ha provato a prendere all'interno il trenino Lidl ed è uscito davanti, ma Mads non si è certo fatto sorprendere, anzi per chiudere la questione si è direttamente buttato già nella volata, che gli è venuta lunghissima et spectacolare.

Il pubblico, al vedere il danese che si toglieva rabbiosamente di ruota tutti, ha reagito con uno spontaneo boato di entusiasmo, e ciò ha ulteriormente caricato di watt vocali Pedersen, che si è prodotto in un urlo particolarmente vichingo al momento di tagliare il traguardo. Alle sue spalle Simmons precedeva García Pierna e Frigo, completando un'ottima doppietta Lidl-Trek.

Il gruppo è arrivato a 12'59", aperto dagli UAE ben lieti di scappottarsi della maglia gialla, la quale passa senz'indugio sulle spalle di Torstein Træen. Segue Quinn a 28", poi Vacek a 3'50"; Tadej Pogacar (UAE) scende al quarto posto e ora ha 7'53" da recuperare sulla maglia gialla, stesso ritardo di Jonas Vingegaard (Visma-Lease a Bike) quinto. Debruyne si inserisce al sesto posto a 8'06" da Træen.

Domani la quinta tappa del Tour de France 2026 sarà la più facile tra quelle fin qui disputate: la Lannemezan-Pau consterà di 158.3 km di sostanziale pianura, e insomma i velocisti del gruppo non vorranno lasciarsi sfuggire l'occasione di giocarsi la prima volata di questa Grande Boucle: a tutta velocità!

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Marco Grassi
Giornalista in prova, ciclista mai sbocciato, musicista mancato, comunista disperato. Per il resto, tutto ok!