La Lucky Sport alla vigilia della stagione © Lucky Sport
La Lucky Sport alla vigilia della stagione © Lucky Sport

Ventitreesimo appuntamento dell’anno con Mondo Continental. In questa puntata: Tour de la Guadeloupe, Tour of Kahramanmaraş, Vuelta a Colombia, Ordu Coast to Summit, Ordu Black Sea Classic e la Lucky Sport, che quest’anno ha gareggiato in tutti i principali paesi europei (tranne uno).

Le corse della settimana

Tour Cycliste International de la Guadeloupe

Il podio finale del Tour de la Guadeloupe
Il podio finale del Tour de la Guadeloupe © Tour de la Guadeloupe

Nei territori d’oltremare francesi è andato in scena il Tour de la Guadeloupe, corsa a tappe di dieci giorni, giunta alla settantacinquesima edizione. Al via si sono schierate ventotto squadre: cinque Continental, venti formazioni dilettantistiche e le selezioni della Martinica e di altre due regioni francesi.

La gara si è aperta con una cronometro completamente pianeggiante, lunga poco meno di 12 km. A far segnare il miglior tempo è stato il bermudiano Kaden Hopkins (Atom 6-Cycleur de Luxe), al sesto successo di tappa nella corsa. Al secondo posto, con un ritardo di circa mezzo secondo, si è piazzato il campione cipriota della specialità, Bogdan Zabelinskiy (Aarco), mentre terzo ha chiuso Bradley Perkins (Uni Sport Lamentinois), a 7”.

La seconda tappa non era per nulla difficile, con un unico GPM nei primi km e alcuni saliscendi di poco conto nel circuito finale. Il gruppo, però, non è rimasto compatto perché sorpreso da una fuga numerosa, da cui, alla fine, è emerso Leo Charrois (Embrace The World). Il tedesco ha tagliato il traguardo con 9” di margine su un gruppo di nove atleti, regolato in volata da Kamiel Hannes (Aarco) su Emanuel Zangerle (Vorarlberg). Bogdan Zabelinskiy è passato in testa alla classifica.

La terza frazione presentava un percorso più ondulato rispetto alla precedente, ma il clou arrivava nel finale: gli ultimi 3 km, infatti, salivano al 6%. Sette uomini si sono giocati il successo e l’ha spuntata Damien Urcel (Madras Capesterre Belle-Eau). Il ventinovenne ha anticipato di 1” Colin Stüssi (Vorarlberg) e di 2” Alex Doltaire (Vendée U Primeo Energie). In quarta posizione si è piazzato Bogdan Zabelinskiy, che ha conservato la maglia di leader.

La quarta tappa prevedeva un profilo non pianeggiante, ma con asperità tutt’altro che impossibili. Ancora una volta è stata una giornata buona per la fuga, con quattordici uomini che hanno messo nel sacco il gruppo. Nella volata tra i battistrada ha festeggiato Tobias Nolde (Vorarlberg), che ha superato Guillaume Haldimann (Humard VP) e Gabin Gicquel (Vendée U Primeo Energie). Owen Cole (Entreposage Bluebird Québec) è passato in testa alla classifica generale.

Nella quinta frazione erano presenti diversi strappi impegnativi, ma molto brevi, intervallati da lunghi tratti di pianura. Ancora una volta, il gruppo non è riuscito a tenere chiusa la corsa e si è assistito all’assolo di Johan Meens (Aarco). Il belga, alla prima vittoria internazionale in carriera, ha staccato di 26” il compagno di squadra Victor Hannes ed Emanuel Zangerle. Grazie all'abbuono conquistato in uno sprint intermedio, Tobias Nolde ha conquistato la maglia di leader.

La sesta tappa era decisamente più dura delle precedenti, con una salita di 7 km con pendenza del 7% (con cima a poco più di 30 km dal traguardo) a rappresentare l’asperità più impegnativa. La gara è stata dominata dalla Vendée U Primeo Energie, che ha festeggiato l’arrivo in parata di Clément Sanchez e Vincent Bodet, arrivati con un buon margine su tutti gli avversari. Colin Stüssi è giunto terzo a 43”, mentre Owen Cole è tornato al comando della generale.

La settima frazione era decisamente più semplice, con un paio di strappetti di 1 km, molto lontani dal traguardo, come principali difficoltà altimetriche. Per la prima volta il gruppo è rimasto compatto ed è stata volata: si è imposto l’austriaco Kilian Feurstein (Vorarlberg), davanti a Victor Hannes e Matthew King (Atom 6-Cycleur de Luxe). In classifica non ci sono stati cambiamenti.

L’ottava tappa era una cronometro individuale di 19 km, con un paio di strappi di 800 metri a renderla più impegnativa. La Vendée U Primeo Energie ha fatto nuovamente grandi cose, vincendo la prova con Alex Doltaire e piazzando al terzo posto Clément Sanchez, staccato di 9”. In mezzo a loro, con soli 2” di distacco, si è piazzato Kaden Hopkins, privato del successo da una caduta. Owen Cole ha incrementato il proprio vantaggio in classifica.

La nona frazione presentava il più impegnativo degli arrivi in salita della corsa: il traguardo, infatti, era situato al termine di una scalata di 5 km, con pendenza media del 9%. A giocarsi il successo sono stati i fuggitivi di giornata, che sono arrivati al finale con grande vantaggio. Johan Meens ha trovato la seconda vittoria, rifilando 9” a Damien Urcel e 16” a Dominik Röber (Vorarlberg). Owen Cole ha perso terreno dai rivali, ma, grazie al grande vantaggio di cui godeva, ha conservato la maglia di leader.

L’ultima tappa tornava a essere favorevole alle ruote veloci, visto che il circuito finale (12,5 km da ripetere otto volte) non presentava grosse asperità. Il gruppo è riuscito a chiudere su tutti i tentativi ed è stata volata: Kilian Feurstein si è confermato il miglior velocista del lotto, precedendo due corridori della Atom 6-Cycleur de Luxe, il belga Enrico Dhaeye e l’argentino Mateo Duque.

Owen Cole ha conquistato il successo finale (e il titolo di miglior giovane), con 1’46” su Clément Sanchez e 2’59” su Colin Stüssi. Kilian Feurstein ha vinto la classifica a punti, Damien Urcel quella dei GPM, mentre Matthew King è stato il re degli sprint intermedi. La Vendée U Primeo Energie, infine, si è aggiudicata la graduatoria a squadre.

Tour of Kahramanmaraş, Ordu Coast to Summit, Ordu Black Sea Classic

Kyrylo Tsarenko vince la Ordu Coast to Summit
Kyrylo Tsarenko vince la Ordu Coast to Summit © Tour of Ordu

Dopo il grande blocco di gare della prima parte di stagione e i campionati nazionali, il ciclismo UCI è tornato in Turchia per una nuova serie di gare. Si è iniziato con il Tour of Kahramanmaraş, da quest’anno corsa a tappe di quattro giorni, dopo essere stata una prova in linea in passato. Al via erano presenti ventidue squadre: un ProTeam (la Solution Tech NIPPO Rali), diciassette Continental, due formazioni dilettantistiche e le selezioni nazionali di Arabia Saudita e Azerbaigian.

La prova si è aperta con una tappa dal finale molto nervoso, con gli ultimi 20 km che prevedevano diverse salite di lunghezza compresa tra i 500 e i 3600 metri. La Solution Tech NIPPO Rali ha fatto valere il suo status di unica formazione professionistica al via e ha messo a segno la doppietta, con Kyrylo Tsarenko vincitore e Santiago Umba secondo (a 6”). Il podio di giornata è stato completato da Adne van Engelen (Terengganu), che ha pagato 7”.

La seconda tappa era decisamente più semplice, con alcune salite non particolarmente pendenti a rappresentare le uniche difficoltà. Alla fine è stata volata e la Solution Tech NIPPO Rali ha colpito ancora: Dušan Rajović ha rispettato ì pronostici che lo vedevano favorito e ha battuto Lucas Carstensen (Kinan) e Mehmet Çiçek (Konya Büyükşehir). In classifica generale non ci sono stati cambiamenti.

La terza frazione tornava a presentare un percorso duro: negli ultimi 25 km, infatti, erano presenti due salite di 4,5 km e una di 8. Le pendenze non erano eccessive (fra il 4 e il 6%) e quindi davanti è rimasto un gruppetto, con Santiago Umba che ha battuto in volata Benjamín Prades (VC Fukuoka). Kyrylo Tsarenko ha chiuso terzo a 2” ed è riuscito a conservare la maglia di leader.

L’ultima tappa prevedeva una salita di 4 km nei primi chilometri e diventava decisamente più semplice più avanti. Il gruppo è rimasto sostanzialmente compatto e, alla fine, è stata volata. Dušan Rajović ha completato l’en plein della Solution Tech NIPPO Rali, battendo il ceco Tomáš Bárta (Istanbul), ex Caja Rural, e Lucas Carstensen.

Kyrylo Tsarenko ha conquistato il successo finale, con 2” di margine su Santiago Umba e 31” su Rein Taaramäe (Kinan). Noah Shelton (Project Echelon), undicesimo a 3’08”, è stato il miglior giovane. Dušan Rajović ha vinto la classifica a punti, mentre Awet Aman (Istanbul) si è preso la maglia dei GPM. La Terengganu, infine, si è aggiudicata la graduatoria a squadre.

Pochi giorni dopo è stato il turno della Ordu Coast to Summit, gara di un giorno all’esordio nel calendario UCI. Al via erano presenti sedici squadre, quindici delle quali avevano già disputato il Tour of Kahramanmaraş: oltre alla Solution Tech NIPPO Rali, c’erano tredici Continental, la nazionale saudita e una formazione dilettantistica. La novità rispetto alla precedente corsa a tappe era la Continental cinese The Joyrun & Hurricane.

Il percorso portava i corridori dalla costa alla montagna, come anticipato dal nome della corsa. La partenza era prevista a 24 metri di altitudine, mentre l’arrivo, dopo 106 km di gara, era situato a quota 1.771. I tratti con le pendenze più importanti venivano affrontati nel finale, anche se la strada era praticamente pianeggiante negli ultimi 1500 metri. La Solution Tech NIPPO Rali ha continuato la sua striscia vincente con il solito Kyrylo Tsarenko, che ha staccato tutti, arrivando al traguardo da solo.

L’ucraino ha rifilato 35” al kazako Daniil Pronskiy (Vino-North Qazaqstan Region), fratello del più noto Vadim, e 41” al giapponese Jo Hashikawa (Kinan). Ai piedi del podio si sono piazzati lo spagnolo Gerard Ledesma (VC Fukuoka), con un ritardo di 52”, e l’australiano Luke Burns (Victoire Hiroshima), che ha pagato 53”.

Il giorno successivo si è disputata l’Ordu Black Sea Classic, altra gara di un giorno all’esordio nel calendario internazionale. Al via c’erano le stesse squadre del giorno precedente e anche la start list era quasi identica: l’unico cambio, infatti, è stato messo in atto dalla Terengganu, che ha sostituito Muhammad Shahmir Aiman Abd Halim con Zhe Yie Kee.

Anche in questo caso, il percorso era favorevole agli scalatori, con la strada che saliva a gradini (anche con pendenze importanti in alcuni tratti) negli ultimi 50 km, dopo un tracciato sostanzialmente pianeggiante nei primi 70. Il traguardo era situato in cima a uno strappo di 700 metri, con pendenza di poco superiore all’8%. La Solution Tech NIPPO Rali ha concluso la trasferta turca da imbattuta: il successo, infatti, è andato a Santiago Umba, che ha attaccato nel finale e, pur non guadagnando un margine troppo grande, è riuscito a tagliare il traguardo in solitaria.

Il colombiano ha preceduto di 7” l’eritreo Awet Aman e di 10” il compagno di squadra Kyrylo Tsarenko, che, pur non vincendo, è riuscito a salire nuovamente sul podio. La top five è stata completata dal neerlandese Adne van Engelen e dallo spagnolo Benjamín Prades, staccati rispettivamente di 17” e 29”.

Vuelta a Colombia

Il podio finale della Vuelta a Colombia
Il podio finale della Vuelta a Colombia © Federacion Colombiana de Ciclismo

In Colombia si è disputata la settantaseiesima edizione della principale corsa a tappe locale, la Vuelta a Colombia. Al via si sono presentate ventidue squadre: nove Continental e tredici formazioni dilettantistiche.

La prima tappa presentava un percorso abbastanza ondulato, ma senza salite lunghe. Gli ultimi 800 metri tendevano all’insù. Nonostante un percorso tutt’altro che semplice, davanti sono rimasti circa settantacinque uomini, che si sono giocati il successo in volata. Come l’anno scorso, Wilmar Paredes (Medellín-EPM) è stato il primo leader della corsa. Nello sprint finale, il trentenne ha battuto Kevin Castillo (Orgullo Paisa) e Brandon Rojas (GW Erco SportFitness).

La seconda frazione era più semplice, anche se l’ultimo strappo terminava a soli 4 km dal traguardo e l’arrivo tendeva nuovamente a salire. C’è stata meno selezione del giorno precedente e davanti sono rimasti più di cento corridori. Allo sprint, però, la musica non è cambiata e Wilmar Paredes si è imposto ancora, superando il duo della GW Erco SportFitness composto da Brandon Rojas e Felipe Bravo.

La terza tappa era ancora più facile e presentava le principali asperità nei primi chilometri. Il gruppo è arrivato praticamente compatto nel finale e Wilmar Paredes si è confermato il velocista più forte del lotto, imponendosi nettamente. Alle spalle del leader della classifica, Juan Diego Hoyos (Sistecredito) è finalmente riuscito a salire sul podio dopo due quarti posti, mentre Felipe Bravo è stato nuovamente terzo.

Anche la quarta frazione era abbastanza adatta alle ruote veloci, nonostante la presenza di qualche asperità. Circa novanta corridori sono rimasti in testa e lo sprint finale ha premiato il solito Wilmar Paredes. Il portacolori del Team Medellín-EPM ha confermato di non avere rivali negli arrivi a ranghi compatti: in questo caso lo hanno accompagnato sul podio Felipe Bravo e Kevin Castillo.

Nella quinta tappa si faceva sul serio, con l’arrivo sull’Alto El Sifon, al termine di una scalata complessiva di circa 80 km, in cui i corridori passavano da un’altitudine di circa 300 metri a 4.121. Come prevedibile, Wilmar Paredes non è stato della partita (ha perso oltre 42’), ma il Team Medellín-EPM ha vinto ancora. Il successo è andato, infatti, a Diego Camargo, che ha staccato tutti e ha tagliato il traguardo con 34” su Javier Jamaica (Nu Colombia) e 58” su Edgar Pinzón (Sistecredito). Il vincitore dell’edizione 2025 della corsa, Rodrigo Contreras (Nu Colombia), ha centrato un discreto quinto posto, ma ha pagato ben 5’27”.

Gli organizzatori hanno scelto di annullare le altre cinque frazioni, a causa del devastante terremoto che ha colpito la Colombia. Nonostante la gara dimezzata, però, si è deciso di considerare come finale la classifica che si era delineata al termine della quinta tappa.

Diego Camargo ha conquistato il successo finale, con 38” su Javier Jamaica e 1’04” su Edgar Pinzón. Il guatemalteco Juan Mardoqueo Vásquez (Hino One La Red), ottavo a 6’35”, si è preso la maglia di primo degli stranieri, mentre l’ecuadoriano Hector Alvarez (Best PC Ecuador), quattordicesimo a 12’11” è stato il miglior giovane. Un altro straniero, l’honduregno Fredd Matute (4WD Rent a Car-Facatativa), è stato, invece, il re degli sprint intermedi. I padroni di casa, oltre a dominare la generale, hanno vinto la classifica a punti, ovviamente con Wilmar Paredes, e quella dei GPM, che è andata a Sebastián Castaño (Sistecredito). La Nu Colombia, infine, si è aggiudicata la graduatoria a squadre.

Le Continental tra i big

La Anicolor/Campicarn festeggia la vittoria finale alla Volta a Portugal
La Anicolor/Campicarn festeggia la vittoria finale alla Volta a Portugal © fedportciclismo

Nella Volta a Portugal, funestata, purtroppo, dalla morte di Finlay Tarling, erano presenti quattordici Continental: la Anicolor/Campicarn ha dominato la corsa, centrando la doppietta in classifica con Alexis Guérin, vincitore anche di due tappe e della maglia di miglior scalatore, e Artem Nych. La formazione diretta da Ruben Pereira ha conquistato anche la graduatoria a squadre e un altro successo parziale, con Santiago Mesa. Grande soddisfazione anche per la Feira dos Sofás-Boavista, salita sul terzo gradino del podio finale con Pedro Silva, e per due formazioni in grado di vincere una frazione: la Tavira/Crédito Agrícola, con Francisco Campos, e la Tavfer-Ovos Matinados-Mortágua, con Leangel Linarez

La svedese Lucky Sport ha raggiunto le tre compagini di terza divisione norvegesi al via della Arctic Race of Norway. È stata proprio la Lucky Sport a togliersi la soddisfazione più grande, grazie a Morthen Wang Baksaas, vincitore della maglia dei GPM. La formazione svedese ha centrato anche il miglior risultato di tappa, con Vilmer Ekman, nono nella prima frazione. Il miglior piazzamento in classifica generale è stato, invece, di Kevin Andre Sandli Messel: il portacolori del Team Ringerike si è piazzato in quattordicesima posizione.

Tre delle cinque Continental ceche, accompagnate dalla Red Bull-BORA Rookies e dall’ungherese United Shipping, hanno partecipato al Czech Tour. I migliori risultati sono stati ottenuti dalla Red Bull-BORA Rookies, che ha centrato un terzo posto di tappa con Romet Pajur e il sesto in classifica con Max Bock. Anche la Kasper crypto4me ha centrato la top ten finale, grazie a Václav Ježek, che ha concluso in settima posizione, mentre la United Shipping ha vinto la maglia dei GPM con Michal Schuran.

Al via della Polynormande erano presenti dieci compagini di terza divisione, due delle quali hanno centrato la top ten. Il miglior corridore Continental è stato Jochem Kerckhaert: nello sprint finale, il venticinquenne della BEAT p/b Saxo ha ottenuto un buon settimo posto. In decima posizione, invece, si è classificato un giovane della Visma|Lease a Bike Development, il britannico Elliot Rowe. Da segnalare anche la prestazione di Maxime Jarnet, portacolori della Van Rysel Roubaix, dodicesimo sul traguardo.

Fra le novità di ciclomercato annunciate dall’UCI, si può, ormai, capire che la Petrolike non rientrerà in gruppo quest’anno, dato che altri quattro corridori hanno trovato una nuova sistemazione: Angel Camacho si è accasato all’altra Continental messicana, la Canel’s-Java, Juan Diego Quintero è passato alla INEOS Grenadiers Academy, mentre Andrii Ponomar ha firmato con la General Store-Essegibi. Edison Alejandro Callejas, infine, ha trovato posto alla Roojai Insurance Winspace, che ha preso anche l’australiano Dylan Proctor-Parker e ha visto partire il taiwanese Li Ting Wei in direzione Factor

Novità dalla Cina: il rumeno Eduard-Michael Grosu ha lasciato la FNIX-SCOM Hengxiang, che lo ha sostituito con il connazionale Alin Toader, ex Beltrami TSA, e ha ingaggiato anche lo svizzero Christoph Janssen (Huansheng-Vonoa). Interessante movimento in entrata anche per la tedesca BIKE AID, che ha messo sotto contratto il francese Gabriel Berg, ex Soudal-Quick Step Devo. Il ventenne aveva annunciato il ritiro alla fine del 2024, ma quest’anno è ritornato nel mondo dilettantistico transalpino e si è guadagnato una nuova chance a livello UCI.

Il ritratto della settimana: Lucky Sport

I corridori della Lucky Sport in allenamento
I corridori della Lucky Sport in allenamento © Lucky Sport

Con la discesa della Motala AIF tra i dilettanti, la Lucky Sport è rimasta l’unica formazione UCI con licenza svedese. L’obiettivo del team è quello di aiutare lo sviluppo del ciclismo in un paese che, al momento, può contare su soli due professionisti. Nata lo scorso anno, la compagine diretta da Oskar Ekman ha vissuto una stagione d’esordio tranquilla, con un programma composto quasi esclusivamente da corse di categoria 2: l’unica gara di livello superiore è stata la Gooikse Pijl, ultima gara del 2025 per il team. Quest’anno, invece, la squadra ha fatto un evidente salto in avanti.

In questa stagione, infatti, la Lucky Sport ha arricchito molto il proprio calendario, gareggiando molto spesso tra i professionisti e guadagnandosi inviti in diverse gare del circuito ProSeries, come il Tro-Bro Léon, il Tour of Denmark e l’Arctic Race of Norway. Per poter affrontare un numero molto più elevato di corse, il team ha aumentato a sedici il numero di corridori in organico, ma ha mantenuto una forte identità locale, con gli svedesi in larga maggioranza e la presenza di tre norvegesi, due estoni e un finlandese. Nella prima parte del 2026, la squadra ha conquistato due successi, entrambi in campionati nazionali stranieri, ma ha saputo farsi vedere all’attacco in gare blasonate, arrivando anche a portarsi a casa la maglia dei GPM nella Arctic Race of Norway.

Fra i sedici uomini in rosa non ci sono corridori molto famosi e il profilo più interessante sembra essere quello di Axel Källberg. Il ventiduenne, che ha corso per tre anni nel Development Team DSM, prima di passare alla Lucky Sport nel 2025, ha ottenuto i migliori risultati in questa stagione: si è laureato campione finlandese della corsa in linea e ha chiuso al secondo posto la prova a cronometro. Ha saputo, inoltre, farsi valere anche in corse internazionali, chiudendo al secondo posto la Boucle de l’Artois, e, soprattutto, centrando un prestigioso terzo posto di tappa al Tour of Denmark.

L’altro corridore in grado di vincere a livello UCI quest’anno è stato Frank Aron Ragilo, che ha conquistato il titolo estone a cronometro, battendo una leggenda locale come Rein Taaramäe. Anche lui ha iniziato la sua carriera al Development Team DSM, ma è arrivato alla Lucky Sport solo quest’anno, dopo una stagione alla Atom 6-Decca. Oltre alla vittoria nel campionato nazionale, si è fatto notare anche nella principale corsa di casa, il Tour of Estonia, in cui ha centrato il nono posto in classifica generale. In passato è stato campione nazionale anche nel ciclocross.

Il palmares più ampio appartiene a Karl Kurits, che ha vinto in carriera quattro tappe del Tour of Lithuania. Due dei successi sono arrivati quest’anno, ma non fanno parte delle vittorie della Lucky Sport perché, in quell’occasione, l’estone era in gara con la sua nazionale. Con la maglia della formazione svedese, invece, ha sfiorato il successo nella seconda tappa del Tour of Estonia, poi concluso in quarta posizione nella generale (con un ottavo posto in un’altra frazione), e ha centrato altre cinque top ten tra Paesi Bassi e Polonia. Il ventunenne ha già una buona esperienza internazionale, dato che ha corso da junior per il Team Auto Eder, vivaio della Red Bull-BORA, e ha difeso, nelle ultime due stagioni, i colori della squadra di sviluppo dell’attuale NSN. 

Ha già vinto a livello UCI anche Hjalmar Klyver, che nel 2023 si aggiudicò una tappa del Tour of Rhodes, quando, reduce dalla fuga di giornata, riuscì a resistere per un soffio al ritorno del gruppo. Nello stesso anno riuscì anche a salire sul podio del campionato svedese a cronometro. Alla Lucky Sport dal 2025, ha vinto quest’anno il titolo nazionale criterium, mentre, in gare internazionali, ha fatto le cose migliori al Tour of Lithuania della scorsa stagione, quando ha centrato due top ten di tappa.

Non vanta risultati particolarmente importanti, ma probabilmente Amir Arsalan Ansari è il corridore più conosciuto del roster. Nato in Afghanistan, ha disputato sia i Giochi Olimpici che i Campionati del Mondo (in più di un’occasione) con la selezione dei Rifugiati. Residente in Svezia da anni, disputa regolarmente i campionati nazionali del paese scandinavo e lo scorso anno ha addirittura sfiorato il podio della corsa in linea, fermandosi al quarto posto.

Dopo tre anni privi di soddisfazioni personali alla Tirol KTM, Simen Evertsen-Hegreberg ha deciso di passare alla Lucky Sport per il suo ultimo anno da under 23. La scelta si è rivelata azzeccata, dato che il norvegese ha dimostrato di aver fatto un bel passo avanti: mai in top ten in gare UCI prima di questa stagione, il ventiduenne ha già ottenuto tre piazzamenti nei primi dieci, con il quinto posto della Youngster Coast Challenge come miglior risultato. Probabilmente la presenza del padre (l’ex professionista Morten Hegreberg) tra i direttori sportivi, gli ha dato maggiore serenità.

Reduce da un 2025 molto valido con i dilettanti del Team Ringerikskraft, Morthen Wang Baksaas è stato piuttosto in ombra nella prima parte di stagione, ma è riuscito a essere finalmente efficace nella recente Arctic Race of Norway. Il norvegese, che è all’ultima stagione da under 23, è stato protagonista di due bei tentativi di fuga ed è tornato a casa con la maglia di miglior scalatore, che lo scorso anno gli era sfuggita per un solo punto.

Fra i corridori arrivati in squadra quest’anno, sarà interessante anche analizzare la crescita di Vilmer Ekman, classe 2007, che alla Arctic Race of Norway ha chiuso al nono posto la prima tappa. Si tratta di uno dei migliori crossisti svedesi: campione nazionale junior nel 2024 e nel 2025, quest’anno è salito sul podio, in terza posizione, alla prima partecipazione tra gli élite.

Ha un passato nel ciclocross anche Carl Kagevi, che tra gli juniores ha preso parte ai Campionati del Mondo ed è stato vicecampione nazionale. Ormai focalizzato sulla strada, è alla Lucky Sport dal 2025 e quest’anno ha centrato un buon settimo posto al Tour des 100 Communes. È il fratello di Stina Kagevi, ex campionessa nazionale a cronometro, attualmente tesserata per un WorldTeam, la EF Education-Oatly.

Hanno centrato una top ten in questa stagione anche altri due corridori: il norvegese Peder Dahl Strand, che prima di approdare alla Lucky Sport aveva già avuto un’esperienza a livello Continental con la Tarteletto-Isorex, è stato nono in una frazione della Course de Solidarnosc et des Champions Olympiques, mentre il giovanissimo Vilgot Reinhold, che compirà diciannove anni a novembre, ha ottenuto lo stesso risultato in una corsa di un giorno, la Boucle de l’Artois.

Joel Mellby è ancora a caccia della prima top ten a livello UCI, sebbene a inizio stagione fosse stato straordinario alla Clásica Jaén, in cui era stato protagonista della fuga, ma aveva conservato le energie sufficienti a raccogliere un incoraggiante quindicesimo posto, battendo nettamente gli altri corridori Continental. Andrà seguito con attenzione anche il suo coetaneo Teodor De Luca, che quest’anno ha migliorato il proprio piazzamento nel campionato nazionale in linea (quinto, dopo la settima posizione del 2025) e ha ottenuto un buon quindicesimo posto finale al Tour of Denmark, al cospetto di una concorrenza molto importante. 

Arrivato quest’anno dalla AVC Aix Provence Dole, Hugo Lennartsson non ha ottenuto top ten in questa stagione, mantenendo, quindi, il sesto posto della Scandinavian Race in Uppsala del 2022 come miglior risultato UCI in carriera. Ancora a secco di risultati importanti nel 2026 anche il confermato Max Nielsen, nono al Baltic Chain Tour 2025. L’undicesimo posto nel campionato svedese 2024, invece, è ancora il miglior risultato del ventiquattrenne Gustav Thompson. Per il finale di stagione è stata data anche una possibilità a uno stagista: dalla Motala AIF è arrivato il giovanissimo Filip Pantzare, che non vanta ancora risultati di rilievo.

Nonostante un’età media bassa e l’assenza di corridori dal passato importante, la Lucky Sport continua a raccogliere inviti prestigiosi: la prossima settimana sarà al via del Tour Poitou-Charentes e, nei primi giorni di settembre, parteciperà a un’altra gara del circuito ProSeries, il Tour of Britain. Chissà che in futuro la formazione svedese non possa disputare qualche gara anche in Italia, l'unico paese europeo di spicco in cui non ha gareggiato quest'anno.

Renewi Tour: Philipsen vince in una volata caotica, Milan cade e cede la maglia