Callum Ormiston, la grande gioia dopo tante peripezie
Nei primi anni di carriera, il sudafricano si è ritrovato per due volte appiedato dalla chiusura delle sue squadre ed è stato limitato da tanti infortuni. Nel 2026 ha trovato continuità e ha chiuso la stagione alla grande, con il titolo continentale

Trentesimo appuntamento con Mondo Continental. In questa puntata: Tour de Serbie, Gran Prix Chiriquí, Clásica Provincia de Chiriquí, Campionati Africani e Callum Ormiston, reduce dal successo più importante della carriera.
Le corse della settimana
Tour de Serbie

Fra le ultime corse stagionali figura il Tour de Serbie, corsa a tappe di tre giorni, giunta alla sessantacinquesima edizione. Quest’anno si sono schierate ai nastri di partenza diciotto squadre: due ProTeams (la Bardiani CSF 7 Saber e la MBH Bank CSB), cinque Continental, sette formazioni dilettantistiche e le selezioni nazionali di Serbia, Bosnia, Montenegro e Moldavia.
La gara si è aperta con un cronoprologo completamente pianeggiante, lungo appena 2300 metri. A far segnare il miglior tempo è stato l’idolo di casa Ognjen Ilić (Nazionale Serbia). Il ventisettenne, che quest’anno ha vestito la maglia della Continental tedesca Benotti Berthold, ha fatto meglio di 1” rispetto al polacco Michał Pomorski (ATT Investments). L’ungherese Márkó Tóth (United Shipping) ha completato il podio di giornata a 2”. La classifica generale ha ricalcato l’ordine d’arrivo.
La prima tappa in linea prevedeva dodici giri di un circuito lungo circa 11,5 km, caratterizzato da diversi strappetti. La giornata si è rivelata buona per una fuga e tre uomini si sono giocati il successo in volata: András Pakot (United Shipping), già grande protagonista al Tour of Romania, ha centrato il colpo doppio, conquistando sia la tappa che la maglia di leader. L’ungherese ha preceduto Samuele Zoccarato (MBH Bank CSB) e Filip Řeha (ATT Investments).
L’ultima frazione si svolgeva sullo stesso percorso del giorno precedente, ma in senso contrario. In questo modo, gli ultimi 1500 metri tendevano leggermente all’insù. Un gruppo di una decina di uomini, senza il leader della generale, ha fatto la differenza e sul traguardo ha esultato Michał Pomorski. Il polacco, però, ha festeggiato troppo presto ed è stato battuto al fotofinish da Filippo Magli (Bardiani CSF 7 Saber). Marcin Budziński (MBH Bank CSB) ha chiuso al terzo posto.
Samuele Zoccarato ha conquistato il successo finale (e ha trascinato la MBH Bank CSB alla vittoria nella graduatoria a squadre), con 6” di vantaggio su Filip Řeha e 52” su András Pakot, che ha salvato almeno la maglia di miglior giovane. La classifica degli sprint intermedi è andata a Tomasz Budziński (ATT Investments).
Gran Prix Chiriquí e Clásica Provincia de Chiriquí

Anche Panama è stata protagonista del finale della stagione internazionale, con una gara di un giorno, il Gran Prix Chiriquí, e una corsa a tappe di due giorni, la Clásica Provincia de Chiriquí. Al via erano presenti le stesse undici squadre: due ProTeams (l’Euskaltel-Euskadi e la Solution Tech NIPPO Rali), le selezioni nazionali di Belize e Colombia e sette formazioni dilettantistiche.
Il percorso del Gran Prix Chiriquí presentava un tratto in linea di circa 85 km, su cui i corridori dovevano pedalare prima in un senso di marcia e poi nell’altro, completando un percorso di andata e ritorno. Gli strappi più impegnativi, quindi, andavano affrontati sia nei primi che negli ultimi chilometri. Il finale era in leggera salita. Dopo un primo tentativo solitario di Jonathan Águilar (Manza Té La Selva No Varix), l’Euskaltel-Euskadi si è mossa con l’obiettivo di fare selezione: la formazione basca è riuscita a ridurre il drappello di testa, rimanendo al completo davanti. Nel finale sono rimasti in undici al comando e gli spagnoli mandato all’attacco Gari Ugarte.
Nonostante i compagni di squadra abbiano rotto i cambi nel gruppo inseguitore, il ventunenne è stato raggiunto e i battistrada si sono giocati la vittoria in volata. Allo sprint l’Euskaltel-Euskadi ha comunque centrato la doppietta, con Xabier Berasategi vincitore davanti a Xabier Isasa. Il costaricano Gabriel Rojas (Manza Té La Selva No Varix) ha centrato il terzo posto, relegando ai piedi del podio un altro portacolori della formazione basca, Hodei Muñoz, e Jeferson Ruiz (Nazionale Colombia).
Il giorno successivo è iniziata la Clásica Provincia de Chiriquí, che vedeva al via gli stessi corridori del Gran Prix Chiriquí, con l’aggiunta di due uomini della Ciclo Café, formazione dilettantistica della Costa Rica.
La prima tappa presentava un percorso piuttosto semplice nella prima parte, che iniziava a salire ai -20. A 5 km dal traguardo la strada diventava più impegnativa, prima di spianare nuovamente negli ultimi 800 metri. L’Euskaltel-Euskadi si è dimostrata nuovamente di gran lunga superiore alla concorrenza e ha messo a segno un clamoroso poker: Gotzon Martín è riuscito ad andare via da solo e ha tagliato il traguardo con 17” di vantaggio su un gruppetto di sedici uomini, in cui Xabier Isasa ha preceduto Hodei Muñoz e Xabier Berasategi. La cinquina è sfumata per poco, dato che l’altro componente della formazione spagnola, Gari Ugarte, si è piazzato in sesta posizione.
La seconda frazione prevedeva dodici giri di un circuito di 12,5 km, caratterizzato dalla presenza di due strappi. La corsa ha preso subito una piega imprevista perché appena dopo il via è partita una fuga di una decina di uomini, comprendente anche il leader Gotzon Martín. Con il passare dei giri, davanti sono rimasti sei corridori, che si sono giocati il successo in volata, nonostante alcuni attacchi nel finale. Lo spunto migliore è stato quello dell’idolo di casa Roberto González (Solution Tech NIPPO Rali), che si è imposto nettamente davanti a Gotzon Martín e all’altro panamense Bolivar Espinosa (Senafront).
Gotzon Martín ha conquistato il successo finale (e la classifica a punti), con 21” di vantaggio su Roberto González e 33” su Bolivar Espinosa. Hodei Muñoz ha vinto il titolo di miglior giovane, mentre l’Euskaltel-Euskadi si è aggiudicata la graduatoria a squadre.
Campionati Africani

Dopo il cambio di data del 2024, i Campionati Africani hanno confermato la loro collocazione in calendario a fine stagione per il terzo anno consecutivo. Come nel 2025, il paese ospitante è stato il Kenya, con il centro operativo nella città portuale di Kusumu.
Il calendario di gare si è aperto con le cronometro individuali, con élite e under 23 che hanno gareggiato con due classifiche separate sullo stesso percorso, lungo poco più di 30 km. Già bronzo lo scorso anno, il mauriziano Alexandre Mayer (Burgos Burpellet BH) è salito di due gradini e ha conquistato il titolo. Il ventottenne ha battuto di 10” l’eritreo Merhawi Kudus, suo compagno di squadra alla Burgos, e di 34” l’ugandese Charles Kagimu, vincitore della prova nel 2023 e nel 2024. L’eritreo Yafiet Mulugeta, autore del decimo tempo assoluto, ha vinto la medaglia d’oro fra gli under 23, beffando i sudafricani: il ventunenne ha superato di 8” il campione uscente, Joshua Ethan Dike, e di 46” Ryno Schutte.
La gara successiva è stata la Mixed Relay, disputata sullo stesso percorso delle cronometro individuali, ma con un giro in più del circuito. Il successo è andato al Sudafrica, il cui terzetto maschile comprendeva Gustav Basson (Tshenolo), Joshua Ethan Dike e Ryno Schutte, che ha avuto la meglio per 13” sulla selezione di Mauritius, per cui hanno gareggiato Alexandre Mayer, Aurelien De Comarmond (The Joyrun & Hurricane) e Daniel Yon Hin (7Eleven Cliqq). Sul terzo gradino del podio, a 26”, è salito il Ruanda di Eric Muhoza (Amani), Shemu Nsegiyumva ed Etienne Tuyizere. Le altre nazionali hanno accusato ritardi superiori ai 3’.
La prova in linea era caratterizzata da una salita lunga poco più di 5 km, che terminava ai -22. Il campione uscente Merhawi Kudus ha provato a staccare tutti, ma in sei sono riusciti a rimanere con lui. Subito dopo lo scollinamento, il sudafricano Callum Ormiston (The Joyrun & Hurricane) ha provato ad allungare e l’Eritrea, in superiorità numerica, non ha risposto. Il ventiseienne ha preso un buon vantaggio e la reazione degli inseguitori è stata tardiva. Ormiston era ormai irraggiungibile ed è andato a conquistare il titolo, tagliando il traguardo con 20” di vantaggio sul sorprendente marocchino Driss El Alouani e 34” sull’eritreo Hebron Berhane. A 43” Charles Kagimu ha vinto la volata per il quarto posto, davanti al senegalese Neriah Meunier Sow, che si è consolato con il titolo under 23. Il ventunenne è stato accompagnato sul podio di categoria dall’algerino Mohamed Amine Hamzaoui (Madar) e dall’ugandese Paul Miro (Amani), che hanno chiuso rispettivamente in dodicesima e tredicesima posizione assoluta, a 1’48” dal vincitore.
Le Continental tra i big

Le Continental italiane Biesse-Carrera, Campana Imballaggi-Morbiato, General Store-Essegibi, Padovani Polo Cherry Bank e Swatt Club hanno partecipato alle corse venete di fine stagione. La Biesse-Carrera ha ottenuto i migliori risultati in entrambe le gare: al Giro del Veneto, Filippo Agostinacchio si è piazzato ventunesimo ed è stato l’unico rappresentante del ciclismo di terza divisione a chiudere con lo stesso tempo del vincitore, mentre alla Veneto Classic, Michele Bicelli è stato ventottesimo.
Le neerlandesi Azerion/Villa Valkenburg, BEAT p/b Saxo, EEW-VDK, Metec-SOLARWATT e VolkerWessels sono state le Continental che hanno preso parte all’Eneco Tour. Il migliore in classifica generale è stato Jochem Kerckhaert, che ha portato la BEAT p/b Saxo alla diciottesima posizione finale, mentre la EEW-VDK ha sfiorato il podio di tappa, con un quarto posto di Rick Ottema. In realtà meglio di loro hanno fatto alcuni corridori dei Devo Teams, in prestito nelle formazioni WorldTour: Ceriel Desal (Soudal-Quick Step Devo) si è piazzato secondo nella quarta tappa, mentre Simon Goossens (Alpecin-PremierTech Development) ha chiuso tredicesimo in classifica.
Erano otto le compagini di terza divisione al via della Japan Cup: oltre alle nipponiche Aisan, Astemo Utsunomiya Blitzen, Kinan, Shimano, Team UKYO, VC Fukuoka e Victoire Hiroshima, c’era la slovena Pogi Gusto Ljubijana. Protagonista di una stagione eccezionale, il Team UKYO ha concluso in bellezza, piazzando due uomini nella top ten: Nicolò Garibbo ha lottato per il terzo gradino del podio, accontentandosi della quinta posizione, mentre Federico Iacomoni ha vinto la volata per l’ottavo posto.
Tre rappresentanti del mondo Continental si sono schierati al via della Chrono des Nations, senza riuscire ad arrivare nella top ten. La REMBE|rad-net si è tolta la piccola soddisfazione di piazzare Miguel Heidemann al quindicesimo posto. Il tedesco ha avuto la meglio per soli 5” sull’ungherese János Pelikán, portacolori del Team United Shipping.
Nei Campionati del Mondo di ciclismo su pista, le formazioni Continental hanno raccolto diverse medaglie. Il quartetto danese dell’inseguimento a squadre ha regalato un oro alla ColoQuick, grazie a Tobias Hansen, anche secondo nell’eliminazione. Ha preso un argento in una prova individuale anche la St.George, grazie alla prova di Tom Sexton nello scratch. Il gruppo italiano arrivato secondo nell’inseguimento a squadre era composto anche da un uomo della Red Bull-BORA Rookies (Alessio Magagnotti) e da uno della Solme-Olmo (Francesco Lamon), mentre tra i protagonisti del terzo posto della Gran Bretagna figurava anche un giovane della Visma|Lease a Bike Development, Henry Hobbs. Hanno conquistato un bronzo anche il Team Tavira/Crédito Agrícola, con Carlos Miguel Salgueiro nella corsa a punti, e la REMBE|rad-net, con Roger Kluge nella madison.
Nonostante la stagione sia praticamente finita, l’UCI ha annunciato un movimento di ciclomercato: il colombiano Adrián Bustamante ha lasciato la portoghese GI Group Holding-Simoldes per tornare in patria, alla GW Erco SportFitness, formazione per la quale aveva già corso nel 2024.
Il ritratto della settimana: Callum Ormiston

Callum Ormiston è il nuovo campione africano su strada: si tratta di una mezza sorpresa, dato che il sudafricano era uno dei corridori da tenere d’occhio, ma non partiva sicuramente con i favori del pronostico. Effettivamente, in cima alla salita più dura della corsa, erano rimasti in testa sette corridori, tra cui ben tre eritrei, ma quando Ormiston ha allungato, subito dopo lo scollinamento, gli altri componenti del gruppo di testa hanno esitato e lui ha visto il suo vantaggio aumentare. Il ventiseienne ha, quindi, deciso di insistere e la scelta si è rivelata vincente: nei 22 km che ha percorso in solitaria, il suo successo non è mai sembrato in discussione e, sul rettilineo finale, ha potuto esultare per la vittoria più importante della sua carriera.
Il ventiseienne, infatti, pur essendo sulla breccia da diversi anni, aveva vinto una sola corsa UCI in carriera. Quest’anno era già andato vicinissimo al successo alla Classique of Mauritius, in cui era stato sconfitto in una volata a due dal malese Mohd Zariff, e aveva ottenuto altri sette piazzamenti nella top ten, tra cui spiccano le seste posizioni nelle classifiche generali di Tour de Maurice e Tour of Samsun e il medesimo risultato ottenuto in una corsa di un giorno, la Dholar Classic. Prima dei Campionati Continentali, il corridore della The Joyrun & Hurricane era reduce da alcune gare in Cina, in cui aveva ottenuto risultati altalenanti: dopo Tour of Taihu Lake abbastanza anonimo, aveva centrato un promettente tredicesimo posto finale al Tour of Huangshan (su un percorso troppo semplice per provare a fare la differenza) e si era ritirato nella prima frazione del Tour of Mentougou.
Nato a Reading, in Inghilterra, Callum Ormiston si trasferì in Sudafrica all’età di sei anni e lì iniziò ad andare in bicicletta. Già al primo anno tra gli juniores, entrò nel giro della nazionale, prendendo parte a una delle gare della Coppa delle Nazioni, il GP Général Patton. Nei campionati sudafricani, ottenne gli stessi risultati in entrambe le stagioni nella categoria: sesto nella cronometro e quinto nella prova in linea.
Al primo anno da under 23, si fece subito notare nelle corse UCI sudafricane, concludendo nei primi quindici sia il Tour of Good Hope, in dodicesima posizione, che il Tour de Limpopo, in cui fu quattordicesimo. Questi risultati (e alcune belle prove nel calendario dilettantistico) convinsero la ProTouch, all’epoca la più importante Continental del paese, a offrirgli un contratto da stagista. Ebbe, quindi, la possibilità di disputare alcune corse in Asia nel finale di stagione, in cui fu principalmente relegato a compiti di gregariato.
Confermato dalla ProTouch, il sudafricano entrò a tutti gli effetti nel mondo Continental nel 2020, ma, a causa della pandemia, si ritrovò a vivere una stagione monca. Prima della sospensione delle gare, fece in tempo a disputare i campionati nazionali e il Tour de Taiwan, senza risultati particolarmente roboanti. Si tolse, però, la soddisfazione di vincere il campionato di Gauteng, una prova del calendario dilettantistico del suo paese.
Nella stagione successiva, sempre in maglia ProTouch, riuscì a mettere insieme un buon numero di giorni di corsa. Partì bene, centrando il terzo gradino del podio nella cronometro under 23 dei campionati nazionali e disputando un discreto Tour du Rwanda, ma, nelle corse europee, non ottenne risultati eccezionali, non andando oltre il ventunesimo posto del Grand Prix Kayseri, in Turchia.
Nel 2022 la ProTouch rinnovò la fiducia in lui e Ormiston mostrò degli interessanti passi in avanti nei risultati. Ai campionati nazionali, dopo aver confermato la terza posizione nella cronometro under 23, conquistò il titolo nella prova in linea, grazie al quinto posto assoluto. In seguito fu parte integrante del quartetto sudafricano che conquistò la medaglia d’argento nella cronosquadre ai Campionati Africani. Dopo aver rappresentato il suo paese anche ai Commonwealth Games, fece molto bene in Turchia: fu quinto al Grand Prix Kapuzbaşı e dodicesimo al Tour of Sakarya, corsa in cui si portò a casa la maglia di miglior scalatore. A fine stagione partecipò ai Campionati del Mondo, disputando sia la crono che la prova in linea under 23.
Rimasto appiedato dalla chiusura della ProTouch, trovò un’ancora di salvezza nella Global 6 Cycling. Con la formazione neozelandese ebbe la possibilità di prendere parte a diverse gare professionistiche europee, tra cui il Tour of Britain, in cui si mise in luce con due belle fughe e la Volta a Portugal. Si tolse, però, le principali soddisfazioni con la maglia della nazionale: a inizio stagione conquistò la prima vittoria internazionale in carriera, aggiudicandosi una tappa del Tour du Rwanda, mentre nel mese di agosto fu selezionato per la prova élite dei Campionati del Mondo di Glasgow.
Confermato dalla Global 6 United per il 2024, iniziò la stagione con grandi ambizioni, ma non riuscì a concretizzarle, anche a causa di alcune cadute a inizio stagione, che ne condizionarono pesantemente il rendimento. A rendere più complicato il tutto, si aggiunsero i problemi finanziari della squadra, che ridusse drasticamente il suo calendario. Il sudafricano si tolse le uniche soddisfazioni nel mese di settembre, centrando la fuga nella prima tappa del Tour of Britain e partecipando nuovamente ai Campionati del Mondo.
Lo scorso anno, dopo la chiusura della Global 6, si è trasferito in Cina, firmando con la The Hurricane & Thunder. Nonostante un numero limitato di corse internazionali, è tornato a farsi vedere nelle parti alte degli ordini d’arrivo, sfiorando il podio in più di un’occasione: ha, infatti, chiuso al quarto posto la cronometro dei campionati nazionali, una tappa della Trans-Himalaya Cycling Race e la classifica finale della stessa corsa. Ha centrato un’altra top ten in una frazione del Tour of Huangshan ed è stato dodicesimo nella classifica generale della Yellow River Estuary Cycling Race. Nel calendario dilettantistico cinese ha trovato anche la vittoria, imponendosi in una tappa e nella classifica finale del Tour of Zhanghe.
Nel 2026, Callum Ormiston ha vissuto la miglior stagione della carriera, almeno dal punto di vista della continuità dei risultati, e il titolo africano ha rappresentato la classica ciliegina sulla torta. Al momento il suo futuro non è noto, ma un passaggio al professionismo sembra impossibile. In Cina sembra aver trovato la sua dimensione e, se la The Joyrun & Hurricane continuerà il processo di crescita che quest’anno l’ha portata a disputare molte più corse internazionali, un rinnovo contrattuale potrebbe essere una buona opzione per il futuro del ventiseienne.