Ceriel Desal © Soudal-Quick Step
Ceriel Desal © Soudal-Quick Step

Ventottesimo appuntamento con Mondo Continental. In questa puntata: Juegos Suramericanos, Asian Games, Tour of Poyang Lake, Tour of Mentougou, Grand Prix Cerami e Ceriel Desal, che si sta togliendo diverse soddisfazioni da fuoriquota della Soudal-Quick Step Devo.

Le corse della settimana

Juegos Suramericanos

Thomas Silva vince la prova in linea dei Giochi Sudamericani
Thomas Silva vince la prova in linea dei Giochi Sudamericani © Juegos Suramericanos

In Argentina, nella provincia di Santa Fe, è andata in scena la tredicesima edizione dei Giochi Sudamericani, delle mini Olimpiadi riservate ai paesi della zona, con l’aggiunta di Panama e dei territori caraibici appartenenti ai Paesi Bassi (Aruba e Curaçao). Per il ciclismo su strada erano previste le due prove più classiche: la cronometro e la corsa in linea.

La prova contro il tempo ha regalato una grande sorpresa: Wálter Vargas (Team Medellín-EPM), grande favorito della vigilia e campione uscente, è stato sconfitto. Il trentaquattrenne colombiano si è dovuto accontentare della medaglia d’argento, a 29” dal vincitore, il ventiduenne argentino Mateo Kalejman, che ha regalato una grande gioia al pubblico di casa. Il cileno Hector Quintana (Plus Performance-ZEO Sport), che ha pagato 2’07”, si è preso il bronzo, vincendo la concorrenza del brasiliano Diego De Jesus Mendes e del connazionale Diego Rojas, finiti rispettivamente a 2’10” e 2’16”. Più dietro i due professionisti in gara: il panamense Carlos Samudio (Solution Tech NIPPO Rali) ha chiuso sesto a 2’23”, mentre il venezuelano Francisco Peñuela (Caja Rural-Seguros RGA) si è fermato all’ottavo posto, con un ritardo di 4’16”.

La corsa in linea prevedeva un circuito di 12 km, completamente privo di difficoltà altimetriche, da ripetere per quattordici volte. Nonostante l’assenza di asperità, sotto l’impulso dell’Argentina è andato via un drappello di otto uomini, che è riuscito a sfuggire al controllo del gruppo. La nazionale padrona di casa ha lavorato sodo per tenere a distanza il plotone, ma non è riuscita a rispondere all’attacco di Thomas Silva (XDS Astana), che nel finale si è isolato in testa e ha conquistato il successo. A 13” dall’uruguayano, per due giorni in maglia rosa all’ultimo Giro d’Italia, Francisco Peñuela ha regolato il padrone di casa Tomas Contte (Aviludo-Louletano) nella volata per il secondo posto. A 22” sono arrivati il colombiano Jordan Parra e l’altro argentino Leonardo Cobarrubia, mentre Carlos Samudio ha replicato il sesto posto della cronometro, a 27”. Il gruppo, che aveva riassorbito gli altri due attaccanti, ha chiuso a 37”.

Asian Games

Alexey Lutsenko vince la prova in linea degli Asian Games
Alexey Lutsenko vince la prova in linea degli Asian Games © AINAGOC

Come in Sudamerica, anche in Asia è stato il momento delle mini Olimpiadi locali. La ventesima edizione degli Asian Games è stata organizzata in Giappone, nella prefettura di Aichi, con la maggioranza delle attività previste a Nagoya, città più importante della zona. I Giochi sono ancora in corso di svolgimento, ma il programma del ciclismo su strada, che prevedeva cronometro e corsa in linea, è terminato. Vista la vicinanza temporale con i Campionati del Mondo, i migliori corridori del continente hanno dovuto fare una scelta e quasi tutti hanno scelto di recarsi in Giappone e non partire per il Canada.

A differenza dei Giochi Sudamericani, agli Asian Games la cronometro individuale è stata dominata dal grande favorito della vigilia. L’esperto kazako Alexey Lutsenko (NSN), che si ritirerà alla fine della stagione, ha fatto segnare nettamente il miglior tempo. Alle spalle del trentaquattrenne, a 1’33”, c’è stata grande battaglia per il secondo posto, con il giapponese Shunsuke Imamura (Lotto-Groupe Wanty) che ha prevalso sul mongolo Jambaljamts Sainbayar (Burgos Burpellet BH) per soli 16 millesimi. Il cinese Xue Ming (Li Ning Star) si è dovuto accontentare di un piazzamento ai piedi del podio, con un ritardo di 1’57”, mentre la top five è stata completata dal taiwanese Sergio Tu (Astemo Utsunomiya Blitzen), che ha pagato 2’14”. Ha deluso l’altro professionista in gara, l’uzbeko Nikita Tsvetkov (Bardiani CSF 7Saber), che non è andato oltre il tredicesimo posto, a 5’53”.

La prova in linea prevedeva un circuito di 22,5 km, caratterizzato da una salita di 10 con pendenze non troppo arcigne, all’uscita del quale era prevista un’altra salita, più breve, ma più dura. Con squadre composte da soli tre elementi, il Kazakistan era la squadra più forte sulla carta e ha rispettato i pronostici. Alexey Lutsenko ha completato l’accoppiata, staccando tutti e tagliando il traguardo in solitaria. A 1’58”, il suo connazionale Yevgeniy Fedorov (XDS Astana) si è preso la medaglia d’argento, mentre il bronzo è andato al giapponese Yuhi Todome (Aisan), che ha chiuso a 2’40”. La top five è stata completata da Jambaljamts Sainbayar e dal cinese Su Haoyu (XDS Astana), staccati rispettivamente di 3’43” e 3’44”. L’altro kazako, Nicolas Vinokurov (XDS Astana) ha lavorato per i compagni, ma ha terminato comunque in settima posizione, a 6’16” dal vincitore.

Tour of Poyang Lake

Alexander Konychev festeggia con la sua squadra la vittoria al Tour of Poyang Lake
Alexander Konychev festeggia con la sua squadra la vittoria al Tour of Poyang Lake © Alexander Konychev

In Cina è andata in scena la quattordicesima edizione del Tour of Poyang Lake, corsa composta da dieci tappe (una in meno rispetto all’anno scorso) entrata nel calendario UCI nel 2023. Al via erano presenti ventuno squadre: venti Continental e la selezione nazionale del Vietnam.

La prima tappa presentava un percorso ondulato, con l’ultima asperità che si concludeva a soli 10 km dal traguardo. Jonas Rapp (FNIX-SCOM-Hengxiang) è evaso nel finale dal drappello rimasto al comando della gara ed è andato a conquistare il successo, mettendo fine a un digiuno che durava da quattro anni. Il tedesco, ovviamente primo leader della corsa, è riuscito a resistere per un soffio alla rimonta dei più immediati inseguitori, il compagno di squadra Cyrus Monk e Michał Pomorski (ATT Investments), cronometrati con il suo stesso tempo al traguardo.

La seconda frazione presentava un finale molto impegnativo. L’arrivo, infatti, era situato in cima a una salita di 10 km e, anche se la pendenza era del 5% e i distacchi sono stati limitati, ci sono stati cambiamenti importanti in classifica. Riccardo Lucca (Quick) ha staccato tutti e ha tagliato il traguardo con 7” di vantaggio su Filip Řeha (ATT Investments) e 8” su un quintetto, regolato da Even Yemane (BIKE AID) e comprendente anche Michał Pomorski, che si è impossessato della maglia di leader, strappandola a Jonas Rapp per soltanto 1”.

La terza tappa presentava alcuni strappetti nella parte centrale, ma diventava molto più facile nel finale: negli ultimi 30 km, infatti, non c’erano praticamente asperità. Si è, così, assistito alla prima volata di gruppo, con la China Anta-Mentech che ha dominato, mettendo a segno la doppietta: l’estone Norman Vahtra si è imposto, infatti, davanti al compagno di squadra Alexander Konychev. Al terzo posto si è piazzato Max Holgate (St.George). Michał Pomorski è rimasto al comando della classifica.

La quarta frazione prevedeva una salita di 3 km con pendenza non semplici, a poco più di 20 km dall’arrivo. La giornata si è rivelata buona per un drappello di attaccanti, da cui è uscito nel finale Alastair Christie-Johnston (CCACHE x Bodywrap), che si è imposto in solitaria. L’australiano, che a ventott’anni sta vivendo la miglior stagione della carriera, ha anticipato di 9” un gruppetto di dodici uomini, regolato allo sprint da Yoel Habteab (BIKE AID). L’eritreo è stato, però, declassato per sprint irregolare e, così, gli altri posti sul podio sono andati a Max Holgate e Alexander Konychev. Quest’ultimo è riuscito a issarsi in testa alla generale.

La quinta tappa era più facile delle precedenti, anche se uno strappo di 400 metri ai -7 poteva dare qualche grattacapo alle squadre dei velocisti. Così non è stato e, così, si è assistito a uno sprint di gruppo: il più veloce è stato il polacco Marceli Bogusławski (ATT Investments), che ha avuto la meglio su Norman Vahtra e sul sorprendente Max Holgate, sul podio per il terzo giorno consecutivo alla prima gara UCI in carriera (Campionati d’Oceania esclusi). In classifica generale non ci sono stati cambiamenti.

La sesta frazione era ancora più semplice: nonostante il percorso non fosse totalmente pianeggiante, non era previsto alcun GPM. Come previsto, è stata nuovamente volata, ma il favorito Marceli Bogusławski ha sbagliato i tempi: il polacco è partito troppo presto, è stato superato negli ultimi metri e si è dovuto accontentare del terzo posto. Ne ha approfittato Lorenzo Cataldo (China Meitan), che ha centrato la prima vittoria della sua avventura cinese, battendo Ivan Bortnik (Pingtan International Tourism Island). La generale è rimasta invariata.

Anche la settima tappa era altimetricamente molto facile e non presentava alcun GPM. In questo caso, però, la giornata si è rivelata buona per la fuga e sono stati sei coraggiosi a giocarsi la vittoria. Finn Walsh (CCACHE x BODYWRAP) ha provato a beffare i compagni di avventura, ma Tobiasz Pawlak (ATT Investments) non si è fatto sorprendere, lo ha raggiunto e lo ha sconfitto facilmente in volata. Joonas Puuraid (BIKE AID) ha chiuso terzo a 3”. In classifica generale non ci sono state novità.

L’ottava frazione presentava qualche difficoltà in più rispetto alle giornate precedenti, ma non c’erano comunque asperità particolarmente impegnative. Ancora una volta una fuga di sei uomini ha messo nel sacco il gruppo. Gabriele De Fabritiis (Gragnano) ha anticipato lo sprint e, approfittando dell’indecisione degli inseguitori, ha tagliato il traguardo con qualche metro di vantaggio su Markus Pajur (FNIX-SCOM-Hengxiang) e Kane Richards (Roojai Insurance Winspace). Alexander Konychev ha conservato la maglia di leader.

La nona tappa proponeva tre giri di un lungo circuito, caratterizzato da una salita di 11 km. C’è stata una certa selezione e davanti si è formato un gruppetto di undici uomini, comprendente i primi otto della classifica generale. Nessuno dei big è riuscito a fare la differenza ed è stata volata: Michał Pomorski ha fatto valere il suo spunto veloce e si è messo alle spalle Alexander Konychev, che ha salvato la leadership in classifica, e Yoel Habteab.

L’ultima frazione era la classica passerella da lunga corsa a tappe: aveva una lunghezza inferiore ai 100 km e presentava un circuito altimetricamente semplice. Come prevedibile è stata volata e, con una classifica molto corta, vi si sono buttati anche gli uomini di classifica: Alexander Konychev ha difeso al meglio la maglia di leader, battendo tutti. Il portacolori della China Anta-Mentech ha preceduto altri due italiani: alle sue spalle, infatti, si sono piazzati Lorenzo Cataldo e Francesco Matteoli (Gragnano).

Alexander Konychev ha, quindi, conquistato il successo finale, con 18” di margine su Michał Pomorski e 29” su Jonas Rapp. Otto van Zanden (Azerion/Villa Valkenburg), quinto a 40”, si è aggiudicato il titolo di miglior giovane, mentre Norman Vahtra ha vinto la classifica a punti: entrambi confermato le maglie che si erano aggiudicati lo scorso anno. La BIKE AID si è presa la graduatoria a squadre e quella riservata agli scalatori, con Even Yemane.

Tour of Mentougou 

Il podio del Tour of Mentougou
Il podio del Tour of Mentougou © Tour of Mentougou

In Cina, contemporaneamente al Tour of Poyang Lake, è andata in scena un’altra gara, il Tour of Mentougou, corsa a tappe di tre giorni, entrata nel calendario internazionale lo scorso anno. Al via erano presenti ventuno squadre: due ProTeams (la TotalEnergies e la MBH Bank CSB), diciotto Continental e la selezione nazionale della Mongolia.

La prima tappa presentava due giri di un circuito di 57 km, caratterizzato da una salita di 5 km e da una di 13. Due corridori si sono avvantaggiati nel finale e si sono giocati il successo in volata: pur partendo lungo e dalla testa, il campione rumeno Cristian Raileanu (Li Ning Star) è riuscito a resistere alla rimonta di Samuele Zoccarato (MBH Bank CSB), prendendosi sia la tappa che la maglia di leader. A 17” dai due battistrada, un gruppo di sette uomini ha sprintato per la terza posizione e il più rapido è stato Tegshbayar Batsaikhan (Roojai Insurance Winspace).

Anche la seconda frazione era abbastanza impegnativa, con due salite di 11 km, seguite da altre due scalate più brevi, l’ultima delle quali si concludeva ai -3. Joris Delbove (TotalEnergies) ha attaccato a 50 km dal traguardo ed è riuscito a tenere dietro tutti i migliori, centrando l’accoppiata tappa e maglia. A 36” dal vincitore, il suo connazionale e compagno di squadra Paul Conor ha superato Cesare Chesini (MBH Bank CSB) e altri sette uomini nella volata per il secondo posto.

L’ultima tappa era la più semplice: prevedeva tredici giri di un circuito di 9 km, completamente privo di difficoltà altimetriche. Come ampiamente prevedibile, sul traguardo c’è stata una volata di gruppo e il successo è andato all’australiano Cameron Scott (Li Ning Star). L’ex corridore della Bahrain-Victorious ha battuto Lorrenzo Manzin (TotalEnergies) e Serhii Sydor (Huansheng-Vonoa).

Joris Delbove ha conquistato il successo finale, con 21” di margine su Cristian Raileanu e 25” su Samuele Zoccarato. Cesare Chesini ha vinto la classifica a punti, mentre il titolo di miglior scalatore è andato a Edson Alejandro Callejas (Roojai Insurance Winspace). La MBH Bank CSB, infine, si è aggiudicata la graduatoria a squadre.

Grand Prix Cerami

Ceriel Desal vince il Grand Prix Cerami
Ceriel Desal vince il Grand Prix Cerami © Charlotte Pudepiéce

In Belgio è andato in scena il GP Cerami, corsa di un giorno belga giunta alla cinquantaseiesima edizione, rientrata in calendario nel 2023 dopo tre annullamenti consecutivi. In passato la gara era di categoria .1 e nell’albo d’oro può vantare corridori importanti: solo negli ultimi dodici anni spiccano i nomi di Alessandro Petacchi, Philippe Gilbert e Wout van Aert. Quest’anno erano presenti al via venticinque squadre: diciannove Continental, cinque formazioni dilettantistiche e una selezione regionale vallone.

Il percorso prevedeva un breve tratto in linea, al termine del quale si entrava in un circuito di 31 km da ripetere per cinque volte, caratterizzato da due settori di pavé. Altimetricamente, invece, non erano presenti grandi difficoltà, ma c’era comunque uno strappo abbastanza duro e anche l’arrivo tendeva leggermente all’insù. Dopo diversi tentativi di fuga poco fortunati, hanno attaccato Tars Poelvoorde (Lotto-Groupe Wanty) e Gauthier Servranckx (Soudal-Quick Step Devo). I due hanno guidato la corsa per diverse decine di chilometri, ma ai -22 sono stati ripresi dai primi quattro inseguitori, poi raggiunti da un’altra decina di uomini poco dopo. Davanti non c’è stato accordo e sono cominciati gli scatti: ai -9 si è formato un terzetto, composto da Tuur Verbeeck (Lotto-Groupe Wanty), Ceriel Desal (Soudal-Quick Step Devo) e Gianni Marchand (Tarteletto-Isorex) e nessuno è riuscito a riprenderli.

Avendo poco margine su un gruppo di una ventina di uomini, i battistrada non si sono fatti la guerra e Gianni Marchand ha lanciato la volata da lontano. Ceriel Desal è partito ai 200 metri, lo ha saltato facilmente ed è andato a vincere. Uno stremato Tuur Verbeeck si è dovuto accontentare della terza posizione, mentre, a 5” dal trio, Gaspard Palouin (SCO Dijon Team Matériel-Velo.com) ha regolato Juan David Sierra (Tudor U23) nella volata per il quarto posto.

Le Continental tra i big

Filippo D'Aiuto vince la terza tappa del Giro d'Abruzzo
Filippo D'Aiuto vince la terza tappa del Giro d'Abruzzo © LaPresse/Il Giro d'Abruzzo

Undici Continental hanno preso parte al Giro d’Abruzzo. La General Store-Essegibi si è tolta la principale soddisfazione, vincendo la terza tappa con Filippo D’Aiuto, mentre la Technipes #inEmiliaRomagna si è aggiudicata la maglia dei GPM con Emanuele Ansaloni. La XDS Astana Development ha sfiorato il podio finale con il quarto posto di Nicola Conci, in prestito per l’occasione dal team WorldTour. Il miglior rappresentante del ciclismo di terza divisione in classifica generale è stato, quindi, Nicolò Garibbo: il portacolori del Team UKYO si è piazzato in nona posizione.

Nelle quattro corse belghe disputate nell’ultimo periodo, nessuna Continental ha raggiunto la top ten. Ci è andata vicina la BEAT p/b Saxo alla Gooikse Pijl, con David Dekker che si è fermato al dodicesimo posto. Il ventottenne è andato discretamente anche al Kampioenschap van Vlaanderen, in cui ha chiuso diciassettesimo. In quell’occasione, meglio di lui ha fatto Davide Donati, tesserato per la Red Bull-BORA Rookies, ma in gara con il team WorldTour, tredicesimo. Killian Théot, invece, ha portato la Van Rysel Roubaix nella top15 dell’Omloop van het Houtland, concludendo in quattordicesima posizione. La Tarteletto-Isorex era l’unica compagine di terza divisione al via della Flandrien 0.0 Classic, ma non è andata oltre il quarantaseiesimo posto di Lennert Teugels.

Nove Continental hanno partecipato alle corse italiane del weekend precedete a quello dei Campionati del Mondo. La General Store-Essegibi ha fatto grandi cose, salendo sul podio del Giro di Campania con Andrii Ponomar, terzo. La formazione diretta da Daniele Calosso può guardare con soddisfazione anche all’ottavo posto di Giovanni Bortoluzzi al Gran Premio del Lazio, ma, in questo caso, c’è chi ha fatto meglio: lo Swatt Club si è issato fino alla sesta posizione, grazie a Matias Malmberg.

Ben sedici compagini di terza divisione si sono schierate al via del Tour of Huangshan. Come spesso accade nelle corse asiatiche, la Li Ning Star è stata grande protagonista: Luke Mudgway si è imposto nell’ultima frazione, conquistando anche il successo finale. È andata molto bene anche la China Anta-Mentech, grazie all’ultimo arrivato in squadra, Lauri Tamm: l’estone ha vinto una tappa e si è piazzato secondo in classifica generale, aggiudicandosi il titolo di miglior giovane. Può essere soddisfatta anche la Wheeltop Rotor Chengdu, che ha sfiorato il podio finale con Petr Rikunov, quarto, e ha vinto la maglia dei GPM con Jonathan Caicedo.

Sono state quindici le Continental a prendere parte al Tour de Slovaquie. Nella quarta tappa è andata in porto una fuga e il Team United Shipping ha sfruttato l’occasione, cogliendo il successo con Erik Fetter. Si è tolta una grossa soddisfazione anche la Lucky Sport, che ha vinto la maglia dei GPM con Carl Kagevi. In classifica generale ha fatto bene la Hrinkow Advarics, che ha centrato una doppia top ten con Richard Riška e Riccardo Zoidl, rispettivamente settimo e ottavo. In realtà, il miglior rappresentante del ciclismo di terza divisione è stato Henrique Bravo: il brasiliano, tesserato per la Soudal-Quick Step Devo, ma in gara con il team WorldTour, ha chiuso secondo, vincendo il titolo di miglior giovane. Percorso inverso per Rainer Kepplinger: l’austriaco della Bahrain-Victorious era in gara con il Devo Team e si è piazzato quinto.

Il Tour de Luxembourg ha dato una chance a sei Continental, che non sono riuscite a fare sfracelli. A centrare il miglior risultato in classifica generale è stata la Lotto-Kern Haus, che ha ottenuto un bel decimo posto con Eike Behrens. Il miglior piazzamento di tappa è stato invece della CIC Academy: Axel Mariault, infatti, ha chiuso la prima frazione in sesta posizione. Il Team ColoQuick, invece, ha dato un senso alla sua partecipazione con due giorni in testa alla graduatoria dei GPM: il primo giorno è stato leader Malte Hellerup, rilevato l’indomani da Conrad Haugsted.

Sette compagini di terza divisione erano al via del Grand Prix d’Isbergues-Pas de Calais. La volata finale ha visto la Van Rysel Roubaix centrare un discreto ottavo posto con Killian Théot, migliorato moltissimo in questa stagione. Nessuna delle otto Continental in gara alla Paris-Chauny, invece, è riuscita a entrare nella top ten: ad andarci più vicina è stata la BEAT p/b Saxo, che ha piazzato David Dekker in dodicesima posizione.

La slovena Pogi Gusto Ljubljana e la polacca Wibatech Lubelskie Perła Polski erano le uniche compagini di terza divisione al via della CRO Race. I corridori dei Devo Teams in gara con le formazioni WorldTour hanno ottenuto i migliori risultati: Davide Donati (Red Bull-BORA) ha vinto l’ultima frazione, mentre Zac Marriage (NSN) è stato trentaseiesimo in classifica. La Pogi Gusto Ljubljana può essere, comunque, soddisfatta: la quarantottesima posizione di Jon Pritržnik nelle generale dice poco, ma il secondo posto di tappa di Nicolas Gojković, che ha indossato anche la maglia di miglior giovane della corsa, vale tantissimo.

Tanti ragazzi delle Continental hanno partecipato ai Campionati del Mondo, ma le prove élite si sono rivelate troppo impegnative. Nella cronometro, il miglior rappresentante del ciclismo di terza divisione è stato Ognjen Ilić, ma il serbo della Benotti Berthold si è fermato al trentacinquesimo posto, a oltre 3’30” da Remco Evenepoel. Lorenzo Finn, invece, è stato l’unico a concludere la prova in linea: il giovane corridore della Red Bull-BORA Rookies si è fermato alla cinquantacinquesima posizione, a 10’ da Brandon McNulty. Nella Mixed Relay, invece, i primi esponenti del mondo Continental facevano parte del terzetto dell’Australia, che ha concluso ai piedi del podio: a rappresentare Team Brennan e Netcompany INEOS Academy, c’erano rispettivamente Conor Leahy e Cameron Rogers.

Le compagini di terza divisione, e soprattutto i Devo Teams, hanno, come ampiamente prevedibile, dominato le prove under 23. La Visma|Lease a Bike Development ha conquistato il titolo nella prova in linea con Ashlin Barry, mentre la Lidl-Trek Future ha centrato l’argento con Héctor Álvarez, arrivato anche terzo nella cronometro. Sono salite sul podio anche la Tudor U23, con Jesper Stiansen terzo nella prova di gruppo, e la Netcompany INEOS Academy, con Nicolas Milesi secondo contro il tempo. A sorpresa, il titolo mondiale a cronometro è andato a una Continental classica, la Metec-SOLARWATT, grazie a Ryan Gal.

Sebbene la stagione stia volgendo al termine, ci sono stati alcuni movimenti di ciclomercato nell’ultimo periodo: oltre al già citato approdo del diciannovenne Max Holgate alla St.George, i movimenti riguardano il francese Eliott Boulet, che ha scelto di lasciare la Groupama-FDJ CT per accasarsi al VC Rouen 76, e il ventiseienne argentino Agustin Duran, specialista della mountain bike alla prima esperienza nel mondo Continental, che ha firmato con la Roojai Insurance Winspace (con cui ha già disputato il Tour of Poyang Lake).

Il ritratto della settimana: Ceriel Desal

Ceriel Desal sul podio della Boucle de l'Artois
Ceriel Desal sul podio della Boucle de l'Artois © Lucky Sport/Pierrecyclingclub

Alla fine del 2025, dopo quattro anni da professionista, Ceriel Desal si è ritrovato senza squadra, a causa della chiusura della sua formazione, la Wagner Bazin WB. Costretto a fare un passo indietro e a scendere nel mondo Continental, il ventiseienne è riuscito a trovare una soluzione ibrida, che gli ha permesso di competere, comunque, a livelli altissimi: è stato, infatti, ingaggiato dalla Soudal-Quick Step, che, non avendo posto nell’organico WorldTour, lo ha parcheggiato nel Devo Team. Questo escamotage, che la squadra belga aveva già utilizzato in passato con Jordi Warlop e Thomas Pesenti, gli ha permesso di disputare un elevato numero di corse professionistiche, anche se il regolamento impediva di schierarlo in quelle della massima categoria.

Relegato al ruolo di gregario nelle gare con la prima squadra, Desal ha avuto la possibilità di correre da leader nelle corse meno importanti e si è dimostrato in grado di ottenere risultati di spessore: ad aprile ha conquistato la prima vittoria UCI in carriera, aggiudicandosi con una bella azione solitaria la Boucle de l’Artois. In seguito ha avuto una chance alla Kreiz Breizh Elites ese l'è cavata bene, centrando la quinta posizione in classifica generale, con un sesto posto nella tappa che si è rivelata decisiva. Lo scorso weekend ha trovato nuovamente la via del successo, portandosi a casa il Grand Prix Cerami, in uno sprint a tre che ha dominato.

Ceriel Desal è cresciuto in una famiglia di ciclisti: suo nonno, infatti, è Benoni Beheyt, che fu campione del mondo nel 1963, mentre suo cugino Guillaume van Keirsbulck è stato professionista dal 2011 al 2023. Il giovane Ceriel iniziò a farsi notare tra gli juniores, categoria in cui, dopo un primo anno di ambientamento, nel secondo centrò diversi risultati interessanti, fra cui due top ten in gare internazionali: fu settimo alla Menen-Kemmel-Menen e, soprattutto, quarto alla Route des Géants, vinta in quell’occasione da Remco Evenepoel.

Per l’esordio tra gli under 23, si accasò alla EFC-L&R Vulsteke, una delle migliori formazioni dilettantistiche belghe. A livello UCI corse solamente quattro gare, fermandosi alla diciassettesima posizione della Paris-Tours Espoirs come miglior risultato. Nel calendario nazionale, invece, gareggiò con frequenza e, pur non riuscendo mai a vincere, ottenne diversi piazzamenti interessanti, come i secondi posti alla Gainsbarre e al Memorial Danny Jonckheere e la maglia di miglior giovane alla Ronde Oost-Vlaanderen.

Confermato dalla EFC-L&R Vulsteke anche per il 2019, il belga visse una stagione molto simile alla precedente: poco presente nelle gare internazionali (ventiquattresimo all’Eschborn-Frankfurt U23 e alla Paris-Tours Espoirs), non riuscì a trovare la via del successo nel calendario dilettantistico, pur salendo sul podio in diverse occasioni: fu, infatti, terzo nel GP Café Le Central a Templeuve e nei campionati provinciali delle Fiandre Occidentali (sia in linea che a cronometro).

Dopo un 2020 in cui non riuscì a performare al meglio a causa della pandemia, ritrovò sé stesso nella stagione successiva. Rimase ancora a secco di successi nel calendario dilettantistico, ma i tanti piazzamenti tra Belgio e Francia gli permisero di guadagnarsi uno stage con una formazione professionistica, la Bingoal Pauwels Sauces WB. Ebbe, quindi, la possibilità di misurarsi coi grandi: fu schierato al via di diverse corse di buon livello e non sfigurò, provando diverse fughe e ottenendo un incoraggiante sedicesimo posto alla Ronde van Drenthe.

Lo stage fu convincente e, così, nel 2022 Desal passò professionista. In un’annata in cui avrebbe dovuto soprattutto fare esperienza, riuscì, comunque, a farsi notare, cogliendo buoni piazzamenti allo ZLM Tour. Su un percorso totalmente pianeggiante, riuscì a restare davanti anche nelle tappe in cui il gruppo si era spezzato e centrò, così, le prime top ten UCI della sua carriera: nella seconda frazione ottenne un eccellente ottavo posto e, grazie anche all’undicesima posizione nell’ultima giornata, chiuse decimo in classifica generale.

L’anno seguente non ottenne risultati particolarmente brillanti (fermandosi al ventiduesimo posto del campionato nazionale), ma trovò, comunque, il modo di mettersi in luce, grazie alla costante presenza nelle fughe: andò all’attacco anche in gare WorldTour come l’Eschborn-Frankfurt e il Renewi Tour (in cui ci provò in più di un’occasione). A livello personale, si tolse anche la soddisfazione di esordire in una classica Monumento: partecipò, infatti alla Paris-Roubaix, che riuscì a portare a termine.

Nel 2024, il belga centrò quello che, ancora oggi, è il risultato più prestigioso della sua carriera: al Grand Prix de Denain, dopo una giornata all’attacco, arrivò a giocarsi il successo in volata con il compagno di fuga Jannik Steimle, ma fu battuto in volata e dovette accontentarsi di un comunque splendido secondo posto. Nel resto della stagione, disputò e concluse la Paris-Roubaix, migliorando il proprio piazzamento rispetto alla stagione precedente, e si piazzò nei primi quindici sia alla Famenne Ardenne Classic (tredicesimo), che alla Bredene Koksijde Classic (quindicesimo).

Lo scorso anno, con la squadra che aveva cambiato nome in Wagner Bazin WB, non è andato oltre un ventitreesimo posto di tappa al Tour de Provence, anche se in quel caso è andato più vicino al colpo grosso di quanto dica il risultato: protagonista della fuga di giornata, è stato ripreso solamente all’ultimo chilometro. Impegnato anche nelle corse dilettantistiche, è salito sul podio in un paio di occasioni, ma senza riuscire a vincere. Ha dovuto rinunciare alla Paris-Roubaix, visto il mancato invito alla sua squadra, ma ha partecipato sia alla Ronde van Vlaanderen che alla Liège-Bastogne-Liège. 

Il passaggio alla Soudal-Quick Step Devo doveva rappresentare un passaggio intermedio in vista del salto nel WorldTour previsto per il 2027, ma sembra che le cose siano cambiate: anche per l’anno prossimo la prima squadra dovrebbe essere al completo e, quindi, è probabile che Ceriel Desal debba restare nel team Continental per un’altra stagione, nonostante gli ottimi risultati centrati in questo 2026. Considerando la crisi delle squadre belghe, comunque, la situazione di quest’anno, con l’opportunità di disputare tante corse professionistiche, non è assolutamente da disprezzare.

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