Settimo titolo panamericano a cronometro per Walter Vargas © Ciclismo en Linea
Mondo Continental

Walter Vargas, l'unico vero cronoman del Sudamerica

Nel panorama sudamericano, molto ricco di scalatori, il trentatreenne si è specializzato nel poco battuto campo delle cronometro e ha conquistato ben dodici medaglie d'oro internazionali nella specialità

26.03.2026 22:30

Settimo appuntamento dell’anno con Mondo Continental. In questa puntata: GP Primavera Ontur, Troféu Internacional da Arrábida, GP Slovenian Istria, Campionati Panamericani e Walter Vargas, il miglior cronoman del panorama sudamericano.

Le corse della settimana

Gran Premio Primavera Ontur - Diputación de Albacete

Arrivo in parata per l'Euskaltel-Euskadi al GP Primavera Ontur
Arrivo in parata per l'Euskaltel-Euskadi al GP Primavera Ontur © GP Primavera Ontur

In Spagna è andato in scena il Gran Premio Primavera Ontur - Diputación de Albacete, corsa di un giorno che esordiva quest’anno nel calendario UCI, dopo alcune edizioni disputate come gara dilettantistica nazionale. Hanno preso il via venti squadre: tre ProTeams (KernPharma, Polti VisitMalta e Euskaltel-Euskadi), sei Continental, una selezione nazionale spagnola e dieci formazioni dilettantistiche.

La prima metà del percorso era caratterizzata da due lunghi tratti di sterrato. La seconda parte, invece, presentava tre giri di un circuito caratterizzata da due settori gravel più brevi, uno dei quali saliva al 5% di pendenza. L’attacco decisivo è nato a inizio gara, con venti corridori che hanno preso un margine superiore ai 2’ sul gruppo. A 88 km dal traguardo, in un tratto sterrato, dal gruppo di testa sono usciti Axel van der Tuuk (Euskaltel-Euskadi) e Oscar Nilsson-Julien (AVC Aix Provence Dole), raggiunti poco dopo da Adrián Benito (Polti VisitMalta). Ai -40, i tre sono stati ripresi da Iker Gómez (KernPharma), Gabriel Baptista (Technosylva Rower) e Iker Mintegi (Euskaltel-Euskadi), con quest’ultimo che ha subito rilanciato.

A 30 km dal traguardo, Van Der Tuuk ha contrattaccato e si è riportato nel giro di poco sul compagno di squadra. I due hanno, ovviamente, collaborato fino alla fine, arrivando in parata, con Axel van der Tuuk che ha tagliato il traguardo davanti a Iker Mintegi. Gabriel Baptista ha completato il podio a 46”, precedendo in una volata senza storia Oscar Nilsson-Julien. Gli altri due fuggitivi sono stati ripresi dal gruppo, che è arrivato a 1’07” ed è stato regolato da Marc Brustenga (KernPharma).

Troféu Internacional de Arrábida

Enea Sambinello vince il Troféu Internacional de Arrábida
Enea Sambinello vince il Troféu Internacional de Arrábida © Rodrigo Rodrigues

Nel weekend, in Portogallo, è andato in scena il Troféu Internacional de Arrábida, corsa di un giorno giunta alla nona edizione. Al via erano presenti diciassette squadre: undici Continental (tutte le portoghesi tranne la Feirense-Beeceler, sospesa dall’UCI, la Movistar Academy e la UAE Team Emirates Gen Z) e sei formazioni dilettantistiche.

Il percorso era abbastanza impegnativo nella prima parte e poi, dopo un lungo tratto di respiro, tornava a indurirsi nel finale, con lo strappo di Assenta (500 metri all’11%) ai -15 e il finale che tendeva a salire. Proprio ad Assenta sono andati via in sei: Daan Dijkman ed Enea Sambinello (UAE Team Emirates Gen Z), Nicolás Tivani (Aviludo-Louletano), Adrián Bustamante (Gi Group Holding-Simoldes), Tiago Antunes (Efapel) e Afonso Silva (Tavira/Crédito Agrícola). Il drappello di testa si è ridotto a quattro unità, a causa di una caduta che ha tagliato fuori Bustamante e Silva, ma il gruppo non è più riuscito a rientrare.

La UAE Team Emirates Gen Z, già vincitrice della corsa nel 2025, ha sfruttato al meglio la superiorità numerica, mettendo a segno la doppietta con Enea Sambinello primo (che succede nell’albo d’oro all’altro italiano Luca Giaimi) e Daan Dijkman secondo a 6”. Il podio è stato completato da Tiago Antunes, staccato di 9”, mentre Nicolás Tivani si è dovuto accontentare del quarto posto a 17”. David Domínguez (Feira dos Sofás-Boavista) ha chiuso quinto a 19”.

GP Slovenian Istria

Nicolò Buratti vince il GP Slovenian Istria
Nicolò Buratti vince il GP Slovenian Istria © Camilla Santaromita

Dopo le gare croate della scorsa settimana, si è disputata un’altra gara in Istria, ma nella parte slovena: il GP Slovenian Istria, corsa di un giorno con partenza e arrivo ad Izola, giunta alla dodicesima edizione. Al via si sono schierate ben trenta squadre: due ProTeams (la MBH Bank CSB e la Solution Tech NIPPO Rali), ventidue Continental e sei formazioni dilettantistiche.

La corsa prevedeva un percorso abbastanza ondulato, con quattro giri di un circuito di poco più di 30 km a inizio gara e quattro di un altro di 9 km nel finale. L’attacco più importante della gara è stato sferrato ai -21 da Filippo Agostinacchio (Biesse-Carrera) e Simone Zanini (XDS Astana Development). Sebbene il vantaggio dei due non abbia mai superato i 15”, il gruppo ha faticato non poco per rientrare e ci è riuscito a soli 5 km dalla conclusione. Nonostante ci sia stato un tentativo da finisseur all’ultimo chilometro, circa cinquanta corridori si sono giocati il successo in volata.

Lo sprint ha premiato Nicolò Buratti (MBH Bank CSB), che ha confermato il feeling con la corsa slovena (era già salito sul podio nel 2022, anno della sua prima e unica partecipazione). Il ventiquattrenne ha battuto piuttosto nettamente Vlas Shichkin (Lokomotiv Manas) e Samuel Novák (Tirol KTM). Ai piedi del podio si sono piazzati Dominik Neuman (ATT Investments) e Matěj Zahálka (Kasper crypto4me).

Campionati Panamericani

Jason Huertas festeggia il titolo panamericano
Jason Huertas festeggia il titolo panamericano © Ciclismo en Linea

A Montería, in Colombia, sono andati in scena i Campionati Panamericani di ciclismo su strada. Pur essendo aperti a tutti i paesi del continente, come spesso accaduto in passato, una nazione importante come il Canada ha scelto di non partecipare, mentre gli Stati Uniti si sono presentati solo alle gare femminili.

Nella cronometro under 23, c’è stato il dominio del Messico, che ha messo a segno la doppietta. Il ventunenne Sebastian Ruiz ha conquistato la medaglia d’oro, con un margine di 44” su José Juan Prieto (Petrolike). Sul terzo gradino del podio, con 1’08” di ritardo, è salito il colombiano Jerónimo Calderón (Sistecredito), campione nazionale della specialità nella categoria.

I padroni di casa hanno potuto festeggiare nella prova contro il tempo riservata agli élite: il trentatreenne Walter Vargas (Team Medellín-EPM), grande favorito della vigilia, ha rispettato i pronostici e ha conquistato il titolo per la settima volta in carriera. Alle spalle del colombiano, con 54” di ritardo ha concluso il messicano Eder Frayre, mentre la lotta per il terzo posto ha premiato l’uruguaiano Eric Fagúndez (Burgos Burpellet BH), che, con 1’12” di distacco, si è messo dietro per soli 2” il brasiliano Diego de Jesus Mendes. L’altro colombiano, l’argento uscente Rodrigo Contreras (Nu Colombia), ha deluso profondamente, fermandosi al sesto posto, a 2’13” dal connazionale.

Il percorso delle prove in linea di quest’anno era del tutto privo di difficoltà altimetriche e strizzava decisamente l’occhio ai velocisti. Nella gara riservata agli under 23 è andato tutto secondo pronostico, con un gruppo sostanzialmente compatto a giocarsi lo sprint: lo spunto vincente è stato quello del messicano José Juan Prieto, già secondo nella cronometro. Il ventiduenne si è messo dietro il colombiano Cristian Vélez (Sistecredito), che sperava di regalare una gioia ai suoi tifosi. Sul terzo gradino del podio è salito José Antonio Prieto (Petrolike), fratello gemello del vincitore.

Anche la prova in linea élite ha visto un gruppo molto numeroso presentarsi compatto nel finale. In uno sprint in cui nessun treno è riuscito a prendere il sopravvento, si è imposto il costaricense Jason Huertas, già bronzo lo scorso anno, che ha sorpreso tutti arrivando da dietro e ha tagliato il traguardo davanti al messicano César Macías (Burgos Burpellet BH) e all’argentino Leonardo Cobarrubia. Disastro totale per i padroni di casa, che, nonostante potessero contare sui migliori velocisti, si sono persi nel finale e non sono andati oltre il quinto posto di Fernando Gaviria (Caja Rural-Seguros RGA), preceduto anche dal dominicano Jonathan Ogando, e l’ottavo del campione uscente Álvaro Hodeg (Team Medellín-EPM).

Le Continental tra i big

Yuhi Todome festeggia la maglia dei GPM al Tour de Taiwan
Yuhi Todome festeggia la maglia dei GPM al Tour de Taiwan © Tour de Taiwan

Soltanto due Continental hanno preso parte alla Milano-Torino: la Biesse-Carrera e il Team UKYO. La formazione nipponica ha raccolto un discreto ventesimo posto con Nicolò Garibbo, arrivato a meno di un minuto da Tom Pidcock, mentre quella lombarda si è messa in luce con la lunga fuga del giovane Alessandro Milesi.

La Tarteletto-Isorex è stata l’unica formazione di terza divisione al via della Nokere Koerse, gara in cui non è andata oltre la ventottesima posizione di Iben Rommelaere. La formazione belga è stata, invece, accompagnata dalle neerlandesi BEAT CC p/b Saxo e VolkerWessels alla Bredene Koksijde Classic: in questa occasione, il miglior rappresentante del mondo Continental è stato David Dekker. Il velocista della BEAT CC p/b Saxo si è piazzato tredicesimo. 

Ben tredici Continental hanno partecipato a un Tour de Taiwan in cui le formazioni professionistiche hanno dimostrato di essere più forti. In classifica generale ha ben figurato la Roojai Insurance Winspace, che ha piazzato in top ten Dylan Hopkins, quinto, e Carter Bettles, ottavo. Anche la Terengganu ha ottenuto un buon risultato, il settimo posto di Fergus Browning, mentre la Kinan può guardare con soddisfazione al decimo posto di Yuma Koishi e, ancor di più, al successo di Lucas Carstensen nell’ultima frazione. La Aisan, invece, si è portata a casa la maglia dei GPM con l’ex professionista Yuhi Todome.

Le quattro Continental storiche francesi hanno preso parte al GP Denain. La CIC Academy ha potuto contare su due uomini nel gruppo dei migliori e ha raccolto il quattordicesimo posto con Léandre Lozouet e il ventunesimo con Maxime Vezie. Nel drappello principale era presente anche una maglia della St.Michel-Preference Home: era quella di Jérémy Lecroq, che ha tagliato il traguardo in ventesima posizione.

Al via della Clàssica Terres de l’Ebre c’erano cinque compagini di terza divisione: la neerlandese Universe, la francese AVC Aix Provence Dole, le statunitensi APS e Meridian Racing e la giapponese VC Fukuoka. In una gara in cui i ProTeams hanno monopolizzato la top ten (mettendo in ombra anche la Movistar), è stata la AVC Aix Provence Dole a centrare il miglior risultato: il belga Jerome Raus, infatti, si è piazzato quattordicesimo, con un distacco di soli 15” dal vincitore.

Le Continental al via del GP Jean-Pierre Monseré sono state ben undici. Le BEAT CC p/b Saxo ha provato a mettersi in luce mandando due uomini in fuga, ma nessuna compagine di terza divisione è riuscita a essere presente nell’attacco sviluppatosi nel finale di gara. Nella volata è emersa la Tarteletto-Isorex che, grazie al suo leader Timothy Dupont, è arrivata vicinissima al podio, ma si è fermata al quarto posto.

L’UCI sta continuando ad aggiornare il proprio database e a svelare, così, novità di ciclomercato: anche nel 2026 rimane in gruppo la Ukraine Cycling Team, formazione che è, di fatto, la nazionale ucraina under 23. La rosa della cinese Pingtan International Tourism Island, invece, può contare su ben tre corridori con esperienze tra i professionisti: al confermato Viktor Manakov, si sono aggiunti Asier Etxeberria (Corima Wuzhishan), ex Euskaltel, e l’espertissimo Francisco Mancebo (Matrix Powertag).

Ai roster di alcune formazioni già presenti nel database, invece, sono stati aggiunti dei nomi. Lo Swatt Club ha puntellato il proprio organico con il pistard danese Matias Malmberg (AIRTOX-Carl Ras), mentre la Wheeltop Rotor Chengdu si è rinforzata con il mongolo Bold Iderbold (Huansheng-Vonoa) e, soprattutto, con l’ex professionista estone Karl Patrick Lauk (Quick). Ha pescato in Mongolia anche la kirghisa Lokomotiv Manas, che ha preso il giovane Khaliunbold Delgermurun e due ragazzi in uscita dalla Quick, Bilguun Injyenyer e Enkhpurev Tsoodol. La Malaysia Pro Cycling, infine, ha confermato, registrandolo con un po’ di ritardo, Mohamad Izzat Hilmi Abdul Halil, una delle bandiere del team. 

Il ritratto della settimana: Walter Vargas

Walter Vargas impegnato nella cronometro dei Campionati del Mondo 2023
Walter Vargas impegnato nella cronometro dei Campionati del Mondo 2023 © Walter Vargas

Il Sudamerica è tradizionalmente considerato come la patria di grandi scalatori, ma non è mai stato terra di passisti. Santiago Botero, campione del mondo della prova contro il tempo nel 2002 e bronzo l'anno precedente, è stato l'unico corridore della zona a salire sul podio iridato della specialità. A confermare l'assenza di una tradizione nell'esercizio c'è il fatto che spesso i campionati nazionali sudamericani a cronometro vengono vinti da corridori importanti, ma non certo specialisti contro le lancette: hanno vinto titoli, per esempio, Egan Bernal in Colombia, Richard Carapaz in Ecuador e José Rujano in Venezuela.

Sono pochi i ragazzi delle formazioni locali a puntare a quel tipo di specializzazione, ma un uomo in particolare ci ha puntato praticamente tutta la carriera e i risultati gli stanno dando ragione: si tratta di Walter Vargas, che dal 2017 difende i colori del Team Medellín-EPM. Il trentatreenne ha vinto per tre volte il titolo colombiano a cronometro, ma è con la maglia della nazionale che ha conquistato medaglie d'oro a ripetizione: sette volte campione panamericano, si è aggiudicato la prova contro il tempo anche ai Giochi Sudamericani, ai Giochi Bolivariani (due volte), ai Giochi dell'America Centrale e dei Caraibi e ai Giochi Panamericani.

Anche quest'anno ha già timbrato il cartellino, riscattando un deludente quinto posto nella prova dei campionati nazionali, con il titolo panamericano, vinto con quasi un minuto di vantaggio sul rivale più vicino, il messicano Eder Frayre. In quest'occasione ha rifilato oltre 2' al connazionale Rodrigo Contreras, uno dei pochi ad averlo battuto in passato in queste gare (nel suo palmares figurano un titolo panamericano e una medaglia d'oro sia ai Giochi Sudamericani che a quelli dell'America Centrale e dei Caraibi).

Walter Vargas iniziò ad andare in bici da giovane, ma diede sempre la priorità ai suoi studi di ingegneria elettronica, interrompendo addirittura la sua carriera per un paio di stagioni. Solo quando era ormai vicino alla laurea (studiava alla storica Università di Antioquia, fondata nel 1803), riprese con il ciclismo, aumentando l’intensità degli allenamenti e, così, nel 2014, fece il suo esordio alla Vuelta a Colombia, dopo le belle prestazioni offerte due mesi prima nella gara riservata agli under 23.

Nel 2015, sebbene fosse solo alla sua seconda vera stagione da corridore, era già al primo anno da élite. Nonostante la sua scarsa esperienza, trovò un posto nel mondo Continental, con la maglia della Orgullo Antioqueño. A livello UCI corse solo il campionato nazionale e la Vuelta a Colombia, in cui iniziò a mostrare le sue doti di passista, con il quinto posto nella tappa a cronometro. A fine stagione trovò anche la via della vittoria in una corsa dilettantistica in Messico, il Gran Premio de Baja California, in cui si aggiudicò la prova contro il tempo e la classifica generale.

Nell’anno seguente, rimase nella stessa squadra, che cambiò nome in Aguardiente Antioqueño e rinunciò alla licenza Continental. Il colombiano partì fortissimo e sfruttò al meglio le sue abilità contro il tempo, conquistando sia il titolo nazionale che quello panamericano a cronometro. Vinse anche una corsa a tappe del calendario dilettantistico, la Clàsica Carmen de Viboral, grazie al successo nella frazione contro il tempo. A fine stagione fece il suo esordio ai Campionati del Mondo, senza riuscire a brillare particolarmente.

Nel 2017 si unì al progetto della Medellín-Inder, ambiziosa formazione che faceva il suo esordio nella categoria Continental. In un’annata in cui non riuscì mai a vincere, salì sul podio, in terza posizione, del campionato nazionale a cronometro, e si piazzò ottavo nella Vuelta de Chile, dominata dai suoi compagni di squadra. Il suo piazzamento più prestigioso fu, però, il quinto posto nella cronometro della Vuelta a la Provincia de San Juan, in cui fu battuto solo da corridori di squadre WorldTour.

Nella stagione successiva, Vargas confermò il terzo posto dell’anno precedente nel campionato colombiano a cronometro e, in seguito, si tolse le maggiori soddisfazioni con la maglia della nazionale, sempre nelle prove contro il tempo: si laureò campione panamericano per la seconda volta in carriera e centrò la medaglia d’argento sia ai Giochi Sudamericani che ai Giochi dell’America Centrale e dei Caraibi (battuto in entrambi i casi dal connazionale Rodrigo Contreras).

Nel 2019 subì delle cocenti delusioni, finendo fuori dal podio sia nella cronometro dei campionati nazionali (quinto) che in quella dei Campionati Panamericani (quarto). In mezzo alle due controprestazioni, si tolse la grande soddisfazione di vincere la sua prima corsa a tappe UCI, la Vuelta del Uruguay, in cui costruì il suo successo finale vincendo la tappa contro il tempo. A fine stagione fece definitivamente pace con la sua specialità d’elezione, vincendo la prova dei Giochi Sportivi Nazionali, una competizione esterna al calendario internazionale.

Dopo un’annata in cui corse pochissimo a causa dello scoppio della pandemia, nel 2021 il colombiano tornò ai vertici, laureandosi campione nazionale a cronometro per la seconda volta in carriera e conquistando, inoltre, il terzo titolo panamericano della specialità. Sempre nelle prove contro il tempo, inoltre, andò vicino al successo di tappa sia alla Vuelta al Tachira che alla Joe Martin Stage Race. 

Nella stagione successiva, ottenne, senza sorprese, i suoi migliori risultati a cronometro. Dopo aver mancato sia il podio ai campionati nazionali che il titolo panamericano (fu secondo dietro Rodrigo Contreras), si riscattò pienamente, conquistando due preziosi successi con la maglia della nazionale: vinse, infatti, la medaglia d'oro sia ai Giochi Bolivariani che ai Giochi Sudamericani.

Il 2023 fu una stagione d'oro: Vargas vinse, infatti, quasi tutte le cronometro disputate. Oltre al titolo colombiano (dopo la squalifica di Miguel Ángel López, e a quello panamericano, conquistò sia la prova dei Giochi dell'America Centrale e dei Caraibi che quella dei Giochi Panamericani. Vinse, inoltre, una tappa (quella contro il tempo) del Tour of the Gila e, fuori dal calendario UCI, la crono dei Giochi Sportivi Nazionali. Si prese anche la soddisfazione di partecipare, per la seconda volta in carriera, ai Campionati del Mondo. 

L'anno seguente vinse per l'ennesima volta il titolo panamericano contro il tempo e, grazie al successo nella tappa a cronometro, conquistò la classifica generale della Vuelta a Venezuela. Salì sul podio anche in altre due corse a tappe: fu secondo sia alla Jamaica Cycling Classic che al Tour of the Gila. Partecipò nuovamente ai Campionati del Mondo, arrivando per la prima volta nei primi venti della crono: si piazzò, infatti, diciottesimo.

Lo scorso anno, il colombiano, dopo il secondo posto nella cronometro dei campionati colombiani, ha vinto nuovamente il titolo panamericano della specialità (un risultato ormai quasi scontato) e ha conquistato la prova contro il tempo anche ai Giochi Bolivariani. Nel finale di stagione ha partecipato ai Campionati del Mondo di Kigali, ottenendo il suo miglior risultato in carriera, il quattordicesimo posto, ed è salito sul podio, in seconda posizione, alla Volta Ciclistica de Santa Catarina.

Ormai prossimo ai trentaquattro anni, Walter Vargas non passerà tra i professionisti (a meno di un salto di categoria del Team Medellín-EPM, che al momento sembra improbabile), ma continuerà a farsi valere nelle cronometro del continente americano. Il suo calendario del 2026 non è noto, ma potrebbe decidere di cerchiare in rosso la prova contro il tempo dei Campionati del Mondo, magari per puntare a quella top ten che lo scorso anno gli è sfuggita per soli 15".

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