Egan Bernal in allenamento © Egan Bernal
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Verso il Catalunya: Bernal rientrerà, Remco intanto straccia KOM al Teide

Egan prevedeva di tornare in gruppo alla Coppi e Bartali, ma la sua condizione gli permette di lanciarsi direttamente nel World Tour. Anche Evenepoel farà la gara catalana dopo un promettente ritiro alle Canarie

15.03.2023 17:01

Era previsto che facesse il rientro in gara alla Settimana Coppi e Bartali (lo stesso GS Emilia aveva annunciato la sua partecipazione), ma evidentemente Egan Bernal sta meglio di quanto si aspettasse, ragion per cui la INEOS Grenadiers lo lancerà direttamente in una gara World Tour, per la precisione la Volta a Catalunya che andrà in scena da lunedì 20 a domenica 26 marzo. Il colombiano è fermo da gennaio, da quando si ritirò dalla Vuelta a San Juan in Argentina in seguito a un piccolo incidente in corsa: il vincitore del Tour 2019 battè il ginocchio e per precauzione si fermò nel corso della sesta tappa; solo che la precauzione divenne poi una necessità, visto che il fastidio al ginocchio era diventato un vero e proprio dolore, fatto che spinse Egan a fermarsi e a saltare anche la Parigi-Nizza, che pure era nei suoi programmi.

E avrà una startlist di tutto rispetto, la Volta a Catalunya 2023: oltre a Bernal saranno in gara Richard Carapaz (EF Education-EasyPost), praticamente all'esordio stagionale (ha corso - e vinto - solo il campionato ecuadoriano), Primoz Roglic (Jumbo-Visma), fresco reduce dal successo alla Tirreno-Adriatico, e Remco Evenepoel (Soudal-Quick Step), anche lui al rientro dopo un periodo di allenamenti in altura successivo alla vittoria dell'UAE Tour.

Il Campione del Mondo è stato un paio di settimane in ritiro alle Canarie insieme ai compagni Fausto Masnada, Jan Hirt e Louis Vervaeke e ha colto l'occasione per stampare una serie di record di scalata sul Teide (come ha fatto notare CyclingNews). In particolare stando a quanto riportato su Strava, Evenepoel ha stabilito il nuovo KOM su due versanti della celebre salita di Tenerife, rifilando per esempio tre minuti al Chris Froome del 2019 (quando era Froome, ovvero prima dell'incidente del Delfinato) o 4'30" al Miguel Ángel López del 2020, oppure - sull'altro versante - rifilando cinque minuti e mezzo a Damiano Caruso o quasi 7 a David Gaudu (entrambi riferimenti del 2022).

Ora, questi distacchi (pur sempre virtuali) possono tranquillamente lasciare il tempo che trovano, ma è difficile non farsi convincere dall'idea che Remco stia costruendo una condizione mostruosa in vista dell'obiettivo di vincere il Giro d'Italia. Di sicuro il 23enne iridato non sta lasciando nulla al caso nel percorso di avvicinamento alla corsa rosa.

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