Il percorso della Vuelta a España 2026 non rinnega di certo le caratteristiche tradizionali della gara spagnoli (inclusi i difetti), tuttavia risalta all'occhio come uno dei migliori messi in campo. Se è vero che la cifra record di metri di dislivello (circa 58000) ce lo mostra durissimo, è anche vero che gli arrivi in salita sono soltanto 7, non mancano tappe in cui si può attaccare da lontano e al contempo ci sono 41.5 km di cronometro sostanzialmente pianeggianti divisi in due prove che bilanciano il percorso meglio di quanto non sia avvenuto al Tour. Inoltre più di altri anni la classifica può essere modificata nell'ultima settimana, con la crono lunga seguita da due tappe di montagna dure ma diverse tra loro che possono consentire di ribaltare la situazione. Inedita la tappa finale a Granada con salita all'Alhambra da ripetere 4 volte. Per un'analisi complessiva del tracciato si rimanda all'editoriale scritto al momento della presentazione del percorso a dicembre: La Vuelta 2026 e il rovesciamento delle aspettative. Altrimenti restate qui per l'analisi dettagliata tappa per tappa come solo solo noi sappiamo offrirvi.

 

Le tappe nel dettaglio

Sabato 22 agosto - 1a tappa: Monaco - Monaco (Cronometro individuale - 9.4 km)

Altimetria 1a tappa

La Vuelta prende il via con una cronometro altimetricamente semplice ma piuttosto tortuosa, in cui la guida del mezzo avrà un ruolo importante. In mezzo a inversioni di marcia e svariate curve ad angolo retto, attenzione anche ad un tratto di discesa che coincide con quella del circuito di F1, con tanto di tornante. Proprio in fondo a questa si trova il tratto più adatto agli specialisti, che in oltre 2 km propone solo un'inversione a U e nessun altra curva.

 

Domenica 23 agosto - 2a tappa: Monaco - Manosque (204.0 km)

Altimetria 2a tappa

Frazione mista che però appare adatta alle ruote veloci, quantomeno le più resistenti. La tappa è peraltro molto più lunga nei fatti, essendoci un lunghissimo trasferimento di 21 km che da Montecarlo sale ad Èze e poi scende a Nizza dalla Moyenne Corniche. Soltanto sui viali fuori dal centro di Nizza viene data la partenza ufficiale poco più di 20 km prima dell'imbocco della prima salita a Chateauneuf de Grasse (12.8 km al 2.9%, in verità due salite di 4.5 km al 4% e 7 km al 3.2% separate da una breve discesa). Si scende per quasi 10 km prima di salitelle verso Peymeinade (800 mt al 4.5%), Val de Tignet (1 km al 5.5%) e dell'ascesa alla Colle Noire (4 km al 3.8%). Segue un tratto di oltre 30 km con ondulazioni più o meno marcate: si segnalano almeno Haut Sacquetons (3 km al 3.2%), La Joyeuse (2.3 km al 4.5%) e La Clue (800 mt al 5%). Inizia la fase più impegnativa del tracciato, prevalentemente in salita per oltre 20 km: si scalano il Col de Saint Andrieu (4.4 km al 5.1%, max 10%), la salita di Chateaudouble (2.8 km al 6.2%, max 9%) e Saint Pierre (6 km al 2.9% molto irregolari; max 10%). Per 35 km il percorso diventa più semplice, spesso a favore pur senza mai incontrare lunghe discese, ma con qualche lieve contropendenza. La corsa si ricomplica con la salita di Quinson/Vachenque (2.2 km al 7.2%, max 10%) seguita quasi subito da quella più agevole al Col d'Esparron (1.5 km al 5.5%, max 9%) e altre due salitelle (una di 1.3 km al 4.7% e una di 1 km al 4.5%), le ultime asperità della corsa a poco più di 40 km dal traguardo. Scesi sul traguardo volante di Gréoux-les-Bains inizia un lungo falsopiano verso Valensole (15 km all'1.7%, con tratti di vera salita nel finale, attraversando il paese) seguito da un lungo tratto in lieve discesa che termina a ridosso del finale. Sono di nuovo all'insù gli ultimi 6 km (media 2%): dopo i primi km di falsopiano un primo tratto al 5/6% porta al centro di Manosque a 2.7 km dall'arrivo; quindi svolta a sinistra si scende per 600 metri e poi svoltando a destra si sale di nuovo per 300 metri; con una curva a gomito a destra si compie un giro intorno al centro storico; dopo qualche metro di pianura la strada ricomincia a salire gradualmente, quindi si incontra l'ultima curva a destra a 700 metri dal traguardo, tutti in salita (media 3%, max 5%).

 

Lunedì 24 agosto - 3a tappa: Gruissan - Aude - Font Romeu (174.0 km)

Altimetria 3a tappa

Prima tappa di montagna, che però non dovrebbe dire granché. Si tratta sostanzialmente di un unipuerto, che dopo 70 km sul mare si muove verso l'interno risalendo lentamente la corrente fin quando ad Olette (625 mt di altitudine) la strada inizia a salire in modo più deciso per gli ultimi 36 km fino a 1935 metri. Non ci saranno mai grandi pendenze, ma comunque sarà uno sforzo molto prolungato che alla lunga può usurare e creare selezione: il primo blocco è occupato dal Col de la Perche, con il GPM posto un paio di km prima a Mont-Louis dove effettivamente termina la salita (19.8 km al 4.8%, pendenze un po' più arcigne dopo il primo terzo di salita, per una decina di km al 6%, max 8%); poi si scende per 3 km prima di riprendere a salire attraverso Font Romeu fino agli impianti di Les Airelles (9.8 km al 5%, max 8%).

 

Martedì 25 agosto - 4a tappa: Andorra la Vella - Andorra la Vella (104.8 km)

Altimetria 4a tappa

Si inizia a scrivere sul serio la classifica, con un tappino andorrano molto compatto dove non sono stati risparmiati al gruppo né il passaggio in quota, né pendenze cattive. Anche se il “comienza puerto” è dopo 1.7 km, la partenza è già in salita per raggiungere il Port d'Envalira (25.1 km al 5.1%) a 2409 metri di altitudine (punto più alto della Vuelta). I primi 7.5 km salgono in modo irregolare (media 5.3%, strappo finale di 1.5 km al 9%), poi la strada rimane dolce per quasi 3 km (media 1.8%); la pendenza aumenta gradualmente nei successi 8.5 km per stabilizzarsi al 7% prima di raggiungere 2000 metri; 1 km al 3% consente di respirare fino al bivio per il tunnel (che verrà percorso dopo per riscendere ad Andorra), dove inizia l'ultimo tratto in quota di 5.5 km al 6.8% (max 10%). Con la lunga discesa si torna indietro fino all'imbocco della breve ma durissima Collada de Beixalis (6.5 km all'8.5%, con un tratto di quasi 3 km all'11%, max 16%). Dopo 6.5 km di discesa e un tratto mosso di 2 km si imbocca subita il Coll d'Ordino (9.9 km al 7%, max 10% nei primi 4 km), meno terribile ma comunque esigente. Subito dopo lo scollinamento si incontra un altro tratto in lieve ascesa (1.3 km al 2.5%) fino al Collet de Montaup, dove inizia la discesa di 15 km. Alle porte della città si devia a sinistra per l'ultimo ostacolo, l'Alto de La Comella: in tutto sono 3.9 km al 5.9%, ma in realtà sono un primo strappo di 1.1 km al 9.5% (max 11%) e un altro di 1.4 km all'8.6% (max 12%) separati da 1300 metri pressoché pianeggianti. La ripida discesa termina a solo 400 metri dalla fine, che sono in lieve ascesa.

 

Mercoledì 26 agosto - 5a tappa: Falset - Roquetes (173.3 km)

Altimetria 5a tappa

Frazione per velocisti che offre un po' di terreno per fare confusione non troppo lontano dal traguardo. I primi 60 km non presentano grandi salite, ma non mancano tratti mossi. Poi il tracciato diventa un biliardo per quasi 60 km prima di incontrare la sequenza di salite che può movimentare la corsa. Apre le danze il Coll de Som (3.1 km al 5.2%, max 9%); dopo la discesa bastano 4 km di pianura prima di salire a el Pinell de Brai (2.3 km al 7.4%, max 9%); seguono subito due salitelle (1.6 km al 3.5% e 3.3 km al 3.7%) che precedono la salita più dura, il Puerto de Paüls (3.5 km al 7.1%, max 13%). Dalla vetta mancano 25 km, di cui i primi 11 sono di discesa, spezzati solo da una breve contropendenza (800 mt al 6%). Dopodiché la strada è quasi perfettamente pianeggiante, almeno fino all'ultimo km dove la volata sarà complicata da una lieve pendenza (media 1.5%).

 

Giovedì 27 agosto - 6a tappa: Alcossebre - Castelló (177.4 km)

Altimetria 6a tappa

Frazione intrigante che rinnova un grande classico della Vuelta: l'arrivo a Castellon de la Plana dopo il Desierto de las Palmas. La tappa parte praticamente subito in salita per i primi 4 km (ultimi 2 al 3.5%), poi dopo 5 km di pianura si incontrano le salite del Port dels Murs (4.6 km al 3.3%, max 7%) e della Casilla del Collet (3.2 km al 4.1%, max 7%). Dopo altri 3 km di pianura la strada inizia a salire in modo irregolare per raggiungere 20 km più avanti il Puerto de La Serratella (ufficialmente contati 14 km al 3.8%; i 5 km più duri hanno una media del 6.2% e punte del 9%). Tra discesa e pianura si respira per 17 km, poi si sale il Coll de la Bandereta (4.6 km al 6.7%, max 10%). Si scende per 13 km, poi si resta quasi in pianura fino al non categorizzato Alto de Cabanes (3.3 km al 2.9%, max 6%). Scesi sul mare si incontrano alcuni km di pianura prima della salitella di Cuestas de Oropesa (2.7 km al 3.3%), dopo la quale si scende su Benicàssim e dopo 4 km di pianura si sale una prima volta l'Alto del Desierto de las Palmas (ignorando il dato ufficiale 8 km al 5%; tratto più duro di circa 4 km al 6.7%, max 9%). Dopo una lunga discesa, si torna a Benicàssim con 10 km di pianura e si imbocca di nuovo la salita, però stavolta al termine del tratto duro si svolta a destra per raggiungere il Puerto el Bartolo (9.9 km al 7.1%): dalla deviazione inizia una rampa di circa 3 km all'11% (max 20%) di cui gli ultimi 1900 mt sono in sterrato; poi la strada scende per alcuni metri prima di un'ultima rampa di 500 mt al 12%. Con la prima parte di discesa ripida e tecnica si torna all'Alto del Desierto de las Palmas, per riprendere la discesa già affrontata. Gli ultimi 8.5 km sono pianeggianti.

 

Venerdì 28 agosto - 7a tappa: Vall d'Alba - Aramón Valdelinares (149.8 km)

Altimetria 7a tappa

Si torna in montagna e pure ad alta quota, per una tappa che però non presenta difficoltà trascendentali che possono effettivamente modificare la classifica. Ad ogni modo non sarà un inutile unipuerto, ma una frazione con poca pianura che può risultare divertente da seguire quantomeno per il successo di tappa. Il tracciato ricalca in parte quello della tappa in cui Kuss nel 2023 andò in maglia roja in una fuga bidone, chissà che non possa avvenire la stessa cosa. I primi 10 km sono già ondulati, poi dopo quasi 10 km pianeggianti si incontra la salitella di Les Useres. Altri saliscendi precedono la lunga salita al Puerto El Remolcador (ben più lunga del dato ufficiale, 14.8 km al 4.3%, con qualche tratto al 7/8%). Segue senza respiro l'Alto de Zucaina (5.5 km al 5%), dopo il quale si resta in altopiano per circa 10 km. Dopo la discesa, a 66.4 km dall'arrivo, comincia una lunga ascesa fino al traguardo divisa per gradoni. Innanzitutto si sale fino alla Diga di Arenoso (3.4 km al 4%, max 9%) e si incontra un'altra salitella (1.2 km al 5.5%) costeggiando il lago. Quindi si incontra il Puerto Fuente de Rubielos (6 km al 6.3%; irregolare, con almeno due lunghi tratti in doppia cifra, max 12%), primo momento importante della corsa, dopo il quale non ci sarà discesa ma un tratto in altopiano con ulteriori ondulazioni, in cui spicca la salita verso Maya (5.2 km al 3%, con tratti di discesa; il tratto più duro è di 1.3 km al 7%). Poco dopo inizia la salita al Puerto de San Rafael (11.1 km al 4.3%, divisi tra: un primo troncone di 5 km al 6%, max 10%; 4 km di falsopiano; un ultimo tratto di 2 km al 7%) separata da soli 3.5 km di discesa dall'imbocco di quella finale. Alla stazione sciistica di Valdelinares: se si toglie il tratto finale pianeggiante, la salita vera e propria si misura in 9 km al 6.5%; un primo tratto duro di 3 km scarsi all'8% (max 11%) finisce a 5 km dal traguardo; dopo quasi 2 km agevoli la pendenza aumenta di nuovo per 2.2 km all'8.3% (max 12%) prima dei 900 metri conclusivi facilissimi, prima addirittura in lieve discesa, poi in falsopiano verso l'arrivo.

 

Sabato 29 agosto - 8a tappa: Puçol - Xeraco (171 km)

Altimetria 8a tappa

Tornano di scena i velocisti in una frazione che presenta qualche tratto lievemente mosso e una sola salita abbastanza vicina al traguardo, ma non particolarmente temibile. In tutto sono 9 km di ascesa, con il GPM posto prima di Barx dopo il tratto un po' più impegnativo (4.7 km al 5.6%, max 7%) e seguito da 4.3 km di falsopiano (media 1.7%) fino a valicare il Collado dels Mollons (o Alto de la Drova) a 24.5 km dal traguardo. Dopo una lunga discesa che si trasforma lentamente in falsopiano, sono perfettamente pianeggianti gli ultimi 13 km. A 5 km dall'arrivo si incontrano una rotonda, due curve ad angolo retto ed un'altra rotonda; negli ultimi 3.5 km invece il tracciato è molto più veloce, con un'ampia rotonda a 2 km dall'arrivo e l'ultima curva a sinistra poco prima della flamme rouge.

 

Domenica 30 agosto - 9a tappa: Villajoyosa - Alto de Aitana (187.4 km)

Altimetria 9a tappa

Quasi un tappone (5000 metri di dislivello per 187 km) per chiudere la prima settimana. Si parte subito in salita (8.5 km al 2.8% con tratti di lieve discesa; breve passaggio in doppia cifra presso Finestrat) e il percorso rimane movimentato in modo inesorabile per tutta la frazione. La salitella di Callosa d'en Sarria (1.7 km al 6.4%) precede di poco il celeberrimo Coll de Rates, scalato dal versante opposto a quello classico: complessivamente sono circa 14 km al 3%, ma la salita vera e propria è il primo tratto di 7.2 km al 5.4% (max 9%) fino al GPM di Puerto de Tàrbena, mentre il valico si raggiunge 7 km più avanti, in vetto ad uno strappo di 1500 metri al 6%. Dopo una lunga discesa si incontra il Port de Sagra (circa 2 km al 4.5%, max 7%), che precede la salita più dura del giorno, ovvero l'Alto de Miserat (ignorando il dato ufficiale, 5 km al 10.4%; primi 2.5 km al 12.8%, max 21%; più agevole per 1700 metri, ultimi 800 metri al 15%). In vetta si incontra un lungo tratto mosso, che culmina nell'ulteriore ascesa al Puerto de Tollos (4.1 km al 5.8%, molto irregolari con punte fino al 15%). Dopo 17 km di discesa da pedalare con molte contropendenze, si sale al Puerto de Tudons (la salita comincia ben prima del punto ufficiale, per totali 13.2 km al 3.9%; dopo 5 km si incontra una breve discesa, e la salita formale inizia con uno strappo di 700 mt al 9%; dopo altri 2 km facile inizia l'ultimo tratto di 3.5 km al 6.4%). A fine discesa 3.5 km mossi precedono il Puerto de Benifallim (anche qui la strada comincia a salire prima, per 6 km al 5.5% complessivi; tratto duro di 2 km al 7.3%). Dopo 4 km di discesa, si sale il non categorizzato Alto de Torremanzanas (2.5 km al 5.4%, max 8%). Dopo oltre 16 km di discesa (in alcuni tratti da pedalare), inizia la lunghissima ascesa finale di 22.2 km al 5.8%: 15.5 km sono occupati dalla risalita al Puerto de Tudons, con pendenze gradualmente più arcigne (si segnala un tratto di 1.5 km al 7.4% a 9 km dall'arrivo); poi si svolta a destra e la strada cambia radicalmente per gli ultimi 6.6 km (media 8%, max 11%) in cui si può fare la differenza, specialmente al termine di una tappa così esigente.

 

Lunedì 31 agosto - Riposo

 

Martedì 1 settembre - 10a tappa: Alcaraz - Elche de la Sierra (184.7 km)

Altimetria 10a tappa

La seconda settimana riparte con una tappa vueltesca lievemente mossa in cui si potrebbe anche arrivare in volata, ma senza che i velocisti puri possano sperare di giocarsi il successo. Dopo 6 km pianeggianti inizia la lunga salita non categorizzata al Puerto de las Crucetas (16.5 km al 2.8%; ultimi 2 km al 6.6%, max 12%). 19 km tra discesa e fondovalle portano ai piedi del Puerto del Peralejo (5.2 km al 4.3%, max 9% nel primo km). 20 km molto mossi in quota precedono la discesa di 9 km, seguita subito dauno strappo di 400 metri al 6% che precede l'inizio formale del Puerto de Ayna (7.7 km al 4%; primi 3.5 km al 5.8%, max 9%). Per quasi 50 km la strada tende quasi sempre a scendere pur con molte contropendenze; poi 15 km di falsopiani ed ondulazioni conducono negli ultimi intriganti 35 km. Il duro Puerto Hijar (1.1 km al 9.5%) precede l'imbocco del Puerto de Socovos (9.8 km al 3.5% a gradoni; max 12%), seguito da quasi 14 km di discesa, anche questo tratti da pedalare e contropendenze. Un interessante trampolino è la salita di El Gallego (1.7 km al 6%, max 9%), che termina a soli 6 km dall'arrivo: di questi 1.4 sono di lieve discesa, poi la strada sale per 4.3 km al 2.9% (max 8%), fino agli ultimi 300 mt pianeggianti.

 

Mercoledì 2 settembre - 11a tappa: Cartagena - Lorca (151.3 km)

Altimetria 11a tappa

Occasione anche per i velocisti più puri, nonostante qualche complicazione. Le salite alla Cruz Chiquita (1.4 km al 5.5%) e a las Cenizas (2.1 km al 6.2%), animano i primi 20 km, poi il tracciato diventa pianeggiante per 90 km. Attraversando Totana si incontra un primo tratto di lieve ascesa che precede di pochissimo l'unica salita categorizzata del giorno, l'Alto de Aledo (9.5 km al 4.2%, max 9% a circa 2 km dalla vetta). La salita termina a 29.5 km dalla fine, prevalentemente di falsopiano a favore. C'è dunque lo spazio di organizzare una volata classica: l'ultima serie di curve finisce a 2.7 km dall'arrivo; da qui sarà un unico rettilineo spezzato però da 6 rotonda.

 

Giovedì 3 settembre - 12a tappa: Vera - Calar Alto (166.6 km)

Altimetria 12a tappa

Tappa di montagna molto interessante, che propone una perfetta accoppiata finale (già collaudata in passata) preceduta da una prima parte di tappa già molto nervosa. Una volta di più la tappa parte già in salita, con quasi 8 km di falsopiano a precedere l'inizio formale dell'Alto del Cabecico (8.3 km al 3.3%). Dopo la discesa, la strada per 60 km è quasi sempre in salita: un falsopiano porta ad Albox; poi si incontra una prima salita di 4 km al 3.7% (max 10%); poi l'Alto de Cóbdar (4.9 km al 4.5%, max 7%); Collado de las Yejeras (6.2 km al 4.6%, molto irregolare, max 10%); Cuesta de los Aleros (2.6 km al 6.2%); Puerto de Benitorafe (5 km al 6.1%, max 10%); Collado Garcia (ufficialmente nella salita sono inclusi i due tratti precedenti; l'ultimo tratto è di 4.6 km al 4.3%). Qui sarà finita una prima fase estremamente nervosa che renderà caotico l'avvio e lo sgancio della fuga. Adesso la gara si resetterà verso il finale con 11 km di discesa, 10 km di falsopiano a scendere e 15 km di duro falsopiano (media 2.5%, max 8% nell'ultimo tratto) che fanno da intervallo prima del momento chiave, la salita all'Alto de Velifique: sono in tutto 13.1 km al 7.2%, ma i primi 5.3 km hanno una media del 9% e punte fino all'11% (ignorare la massima dichiarata al 15%); dopo 1.5 km semplici (5.7%) la pendenza torna esigente, ma irregolare, quasi fino in cima (6 km al 6.5%, max 10%); da segnalare che dopo il GPM la strada sale ancora per 1800 metri al 2% per valicare il Puerto vero e proprio. Dopo oltre 11 km di discesa non sottovalutare e uno zampellotto nel centro di Bacares si arriva ai piedi dell'ascesa finale a Calar Alto, ufficialmente di 16.9 km al 5.6% (ma inizia qualche metro prima): i primi 5 km abbondanti fino al Collado del Ramal sono i più duri (max 16%), poi la pendenza cala progressivamente nei successivi 3.5 km; inizia quindi un tratto di 5 km in altopiano (media 1.3%) che alterna lievi discese a tratti di salita abbastanza agevole fino al Collado Venta Luisa (3.3 km all'arrivo); qui si svolta a destra e si incontra un'ultima rampa micidiale (spesso battuta dal vento) di 1.2 km al 9.5% (max 14%), dopo la quale la strada spiana un'altra volta, scende leggermente ed impenna di nuovo per gli ultimi 700 mt al 7% (max 10%).

 

Venerdì 4 settembre - 13a tappa: Almuñécar - Loja (192.8 km)

Altimetria 13a tappa

Tappa tipicamente da Vuelta che forse poteva essere per velocisti ma probabilmente non lo sarà e non solo per le tante salite distribuite sul tracciato, ma anche per il finale insidioso. I primi 5 km scendono, poi se ne trovano una dozzina di pianura fino all'imbocco dell'Alto de la Venta de la Cebada (14.1 km al 5.1%; ultimi 7.7 km al 6.6%, max 12%). La salita è subito seguita da quelle non categorizzate a Pinos del Valle (1.7 km al 6.2%) e a Niguelas (8 km al 4.2%). A Padul la strada torna a salire a gradoni per 22 km (media 2.8%) fino all'Alto del Legionario (ufficialmente contano gli ultimi 15.6 km al 3.1%, max 10%; di fatto la salita termina 2 km prima, ma la strada scende e risale fino al valico ad una quota inferiore). Per 65 km il percorso si fa più agevole, spezzato solo da una breve salita sul lago di Bermejales (1.1 km al 7.3%) e dall'Alto de la Cruz de Calvo (5.7 km al 3.6%). L'ultima asperità è il Puerto de Granada (7.4 km al 5.6%, max 9%; la strada sale ancora in falsopiano per quasi 2 km dopo il GPM) a 37.4 km dall'arrivo. È chiaro che, fuga permettendo, il gruppo arriverà allo sprint, ma dopo 35 km di discesa e pianura, l'arrivo nasconde un trabocchetto: gli ultimi 1100 metri sono in salita al 4.5% (max 7%).

 

Sabato 5 settembre - 14a tappa: Jaén - Sierra de la Pandera (154.5 km)

Altimetria 14a tappa

Non è una tappa in cui ci si può muovere da lontano, ma d'altronde la collocazione dell'affascinante salita alla Sierra de la Pandera lo rende complicato. Certamente sarà però un'altra tappa che non ha un metro di pianura fin dall'inizio: i primi 14 km fino a Mancha Real sono tutti all'insù (media 2.7%); seguono subito il lungo tratto fino a Torres (circa 9 km al 3.1%), l'Alto del Postre (2.8 km al 6.5%, max 11%), l'Alto de Pegalajar (5 km al 3.7%, ultimo km al 9%), la salita a La Guardia de Jaén (1.6 km al 7%, max 11%) e l'Alto del Mirador de los Villares (10.3 km al 3.5%, max 9%). Tutto ciò precede la prima salita ufficiale, il Puerto de Los Villares (ufficialmente 10.5 km al 5.4%, ma inizia almeno 500 metri prima; tratto centrale di 3 km al 7.1%, max 9%). Dopo la discesa si percorrono 25 km mossi fino a Castillo de Locubin - in questa fase risaltano solo le salite di Los Caliz (2.9 km al 5%) e La Mina (1.4 km al 5.8%) ma comunque la pianura è quasi inesistente - dove inizia il Puerto de Locubín (8.8 km al 5.1%; una breve discesa falsa la media, ma ci sono lunghi tratti al 7%), di fatto il primo gradone dell'ascesa finale. Segue l'attraversamento del centro di Valdepeñas de Jaén, affrontando un muro di 500 mt con punte che sfiorano il 20%, già noto alla Vuelta, che precede di pochissimo l'imbocco dell'ultima salita: in tutto sono 12.5 km al 7.3% (comincia un po' prima del punto ufficiale); il primo tratto di 3.7 km al 7.2% (max 11%) consente di valicare il Puerto Ranera, poi la strada scende per 500 metri; qui inizia la vera salita di 7.3 km al 9% di media e numerosi tratti al 15%, che termina a poco meno di 1km dal traguardo; quindi si percorre una breve e ripida discesa prima delle ultime centinaia di metri ancora in salita.

 

Domenica 6 settembre - 15a tappa: Palma del Río - Córdoba (189.7 km)

Altimetria 15a tappa

Tappa che potrebbe essere da fughe, visto il continuo susseguirsi di ondulazioni che termina soltanto a pochi km dal traguardo; ma in ogni caso resta aperta alle ruote veloci resistenti, non essendoci ascese particolarmente complicate. Dopo poco meno di 20 km si incontrano le prime lievi asperità, presto seguite dalla prima salita ufficiale, il Puerto de la Forestal (molto più lunga del dato ufficiale, quindi 7.4 km al 4.1%, molto irregolare con lunghi tratti al 7/8%). Dopo il GPM si susseguono tre brevi ascese in sequenza, prima di un lungo tratto in salita per transitare una prima volta da Villaviciosa de Córdoba (11.8 km al 3.3%). Dopo 20 km prevalentemente in discesa, si incontra la salita di Espiel (1 km al 4.5%, seguito da altri 3 km al 4.7%), seguita da una decina di km di pianura; il tratto di respiro viene interrotto da un'altra salita (3 km al 5%), dopo la quale si incontrano gli ultimi 5 km di pianura prima del finale. La salitella di Collado Venados (2 km al 3.5%, max 7%) precede l'inizio ufficiale dell'Alto de Villaviciosa de Córdoba (5.7 km al 4.8%, max 7%). Seguono quasi 20 km di discesa interrotti da varie contropendenze (la più tosta è di ) fino ai piedi del non categorizzato Puerto de los Boquerones (2.4 km al 6.1%). Subito dopo la discesa segue immediatamente il Puerto de Artafi (5.9 km al 5.7%, max 8%). Si scende per soli 2 km, prima di un'ultima serie di saliscendi: un primo tratto irregolare in salita porta oltre l'Alto de San Jeronimo fino a Las Niñas (6.5 km al 2.5%, max 7%), segue zampellotto (1200 mt al 3.5%) e infine la salita all'Alto de las Ermitas (2.4 km al 4.5%, spezzati da una breve discesa, max 9%). Solo a questo punto a 19 km dall'arrivo, terminano le difficoltà e una lunga discesa riduce a soli 10 km il tratto pianeggiante finale in cui organizzare l'eventuale sprint. Nel centro di Cordoba attenzione ad un primo tratto complicato a circa 9 km dall'arrivo, poi si resta su ampi viali fino ai -4 km con un'ampia curva verso destra a 6 km dall'arrivo. Dai -4 alla flamme rouge si susseguono invece curve (anche se non molto repentine) e rotonde. L'ultima curva è a 1200 metri dal traguardo, ma una semicurva riduce il rettilineo finale a 500 metri.

 

Lunedì 7 settembre - Riposo

 

Martedì 8 settembre - 16a tappa: Cortegana - La Rábida. Palos de la Frontera (181.1 km)

Altimetria 16a tappa

Frazione stavolta di vera volata e senza GPM. I primi 100 km sono comunque complessi e possono favorire lo sgancio di una fuga di qualità, con svariate asperità brevi ma talvolta piuttosto ripide. Invece il finale quasi perfettamente pianeggiante appare perfetto per uno sprint ad alta velocità. Anche planimetricamente gli ostacoli saranno pochissima: un'ampia rotonda a 4.5 km dall'arrivo percorribile su entrambi i lati e due lievi cambi di direzione in altrettante rotonde a 1.2 km e a 500 mt dal traguardo.

 

Mercoledì 9 settembre - 17a tappa: Dos Hermanas - Sevilla (185 km)

Altimetria 17a tappa

Tappa ancora più semplice della precedente, quasi del tutto priva di difficoltà altimetriche, eccetto qualche ondulazione più marcata tra il km 30 e il km 60. Ancora più lievi e praticamente impercettibili sono quelle nei 30 km che portano a Carmona, dopo i quali si percorre una breve discesa prima degli ultimi 50 km completamente pianeggianti. Si arriva rapidi in città, quindi una curva a destra a 5 km dal traguardo apre una fase leggermente più complicata. Il tracciato torna lineare dopo una curva a sinistra a 2.4 km dall'arrivo, seguita più avanti da un'altra che immette in un lungo rettilineo finale di 1300 metri.

 

Giovedì 10 settembre - 18a tappa: El Puerto de Santa María - Jerez de la Frontera (Cronometro individuale - 31.1 km)

Altimetria 18a tappa

Cronometro fondamentale di questa Vuelta, non lunghissima, ma comunque con lo spazio per scavare distacchi in pianura. Dopo i primi km ricchi di rotonde, il tracciato presenta lunghi rettilinei fino alle porte di Lomopardo. Qui una fase lievemente più tortuosa presenta anche un paio di tratti di lieve salita (4%) inferiori a 1 km di lunghezza. Il tracciato ritorna lineare negli ultimi 7 km (sole tre curve fino al traguardo), ma entrando nell'abitato di Jerez ricompaiono molte rotonde in sequenza.

 

Venerdì 11 settembre - 19a tappa: Vélez-Málaga - Peñas Blancas (210.8 km)

Altimetria 19a tappa

Primo giorno in cui scrivere la classifica in modo definitivo: non ci sarà occasione di muoversi da lontano, ma la salita finale, essendo lunga, ripida il giusto e alla fine di una tappa di oltre 200 km, può davvero scavare distacchi importanti. I primi 40 km sono pianeggianti, poi il tracciato comincia ad essere ondulato, pur senza salite rilevanti. Si comincia a fare sul serio salendo il Puerto de Las Abejas (14.6 km al 4.3%, max 8%; alcuni tratti di respiro alleggeriscono la media), subito seguito dalla successiva ascesa che noi smembriano tra Puerto de los Empedrados (7 km al 5.9%, max 10%) e l'effettivo Puerto del Viento (3.8 km al 5.2%, max 8%). Dopo la discesa su Ronda si sale il non categorizzato Puerto Cerro Mojòn (14 km al 3.1%, max 9%). Prima di scendere si raggiunge con 6.5 km di altopiano pianeggiante il Puerto del Madroño, dal quale si cala in picchiata sul mare per oltre 20 km. Poco più di 20 km lungo mare concedono respiro prima dell'ultima lunghissima salita non solo fino al Puerto de Peñas Blancas, ma anche oltre, sulla strada verso il Pico de los Reales (come nel 2022): ignorando il dato ufficiale, sono 18.9 km al 6.7%; i primi 3.5 km sono molto irregolari ma anche molto duri (media 7.9%, max 15%), poi si percorrono 2 km di continuo sali e scendi; la strada impenna di nuovo per 1 km all'11% (max 14%), per procedere più irregolare ma sempre cattiva fino a 6 km dall'arrivo (media 7.3%, max 12%), poi concede più respiro per 3 km abbondanti (media 5.7%, max 9%); torna tosta a poco meno di 3 km dal traguardo, per un tratto finale con pendenza un po' più regolare (media 7.5%, max 10%) Gli scalatori che devono recuperare terreno dopo la crono dovranno prenderla di petto (eventualmente con l'ausilio dei compagni di squadra) e provare subito a scalfire i diretti avversari.

 

Sabato 12 settembre - 20a tappa: La Calahorra - Collado del Alguacil (186.8 km)

Altimetria 20a tappa

I giochi per la classifica si chiudono con una frazione affascinante, sostanzialmente il vero tappone di questa Vuelta con molteplici occasioni per attaccare anche da lontano. I primi 6 km sono in lieve ascesa, poi la strada è prevalentemente a scendere per i successi 20. Dopo poca pianura il tracciato diventa subito mosso, con uno strappo prima di Purullena (700 mt al 7%) e poi la salita a Pico del Grajo (5 km al 3.4%, max 10%) seguita da un altro paio di zampellotti. Dopo 2.5 km di lieve salite al 2/3%, comincia anche ufficialmente il Puerto de Los Blancares (7.7 km al 3.7%, max 9%). Dopo 15 km di discesa (in parte da pedalare), si prosegue in fondovalle a favore fino a Granada per una dozzina di km, dove invece la strada inizia a salire lievemente. Un primo strappo di 1.5 km al 6% consente di arrivare a Monachil dove poco dopo inizia la salita vera e propria al Puerto de El Purche: sono 8.2 km all'8.2%, con un primo tremendo segmento di circa 6.5 km al 9.5% (max 18%), una breve discesa e l'ultimo km scarso di nuovo di salita in doppia cifra. Si scende veloci su strada ampia per ritornare alle porte di Granada, quindi si ritorna a Monachil per affrontare El Purche una seconda volta. Di nuovo discesa ampia e veloce, stavolta su Pinos Genil, dove la strada torna a salire in modo irregolare per 6.2 km al 5.2% (max 10%) fino a raggiungere Güéjar Sierra con un paio di km quasi pianeggianti; dopo un paio di zampellotti nel centro del paese, la strada scende per quasi 2 km fino al ponte sul rio Matena, dove inizia la salita all'Alto de Hazallanas: dopo 1300 metri al 4.2%, la strada impenna (ignorando il dato ufficiale) per 7 km all'8.8%; i primi 2 km sono tremendi (media 12.3%, max 20%), poi si incontrano alcuni metri più semplici prima di altri 2 km arcigni (media 8.2%, max 12%); gli ultimi 3 km scarsi sono invece più pedalabili (media 6.9%, max 8%). Si scende di nuovo su Pinos Genil, dove inizia l'ultima salita al Collado del Alguacil (in tutto 16.7 km al 6.7%): dopo il primo tratto di salita (e annessi 2 km di rispiano) fino a Güéjar Sierra già percorso al precedente passaggio, inizia anche ufficialmente la salita di 8.3 km al 9.8%; la pendenza media è effettivamente molto elevata, ma - fatta eccezione per la primissima parte che sale a strappi con un paio di brevi rampe al 20% - sale in modo abbastanza irregolare; negli ultimi 5 km non molla mai la doppia cifra, tenendo una media del 10.6% e “solo” qualche rapido passaggio al 15/16%.

 

Domenica 13 settembre - 21a tappa: Granada - Granada (112 km)

Altimetria 21a tappa

Quest'anno anche la Vuelta si chiude con una tappa che non può dirsi passerella. Come il Tour sale a Montmartre, questo finale a Granada prevede quattro ascese all'Alhambra, che possono fortemente condizionare la corsa e, soprattutto, ostacolare le ruote veloci. A parte alcune lievi ondulazioni tra la Zubia e Otura, il tracciato è sostanzialmente pianeggiante (o in falsopiano) fino a quando non si rientra a Granada per il finale. La salita verso l'Alhambra si può misurare in 2.2 km al 6.7%, ma con rampe fino al 12%. Dopo un primo giro più ampio di 12.4 km, se ne percorrono 3 di 9.8 km: questo significa che per imboccare di nuovo la salita dalla fine della discesa ci sono solo poco più di 5 km e che in vetta all'ultimo passaggio mancheranno poco meno di 7.5 km all'arrivo. Probabilmente è un finale troppo intenso per qualunque velocista ordinario.

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