Jordi Meeus via IG
Jordi Meeus via IG

Matthew Brennan conquista la sua terza vittoria in volata alla Vuelta a España 2026, dominando sul traguardo di Lorca. Il ventunenne britannico di Visma Lease a Bike, classe 2005, ha sfruttato al meglio il lavoro di Wout Van Aert, che ha condotto il treno con precisione nel finale prima di lanciarlo a 150 metri dal traguardo. Brennan è già alla ventiduesima vittoria da professionista, un dato straordinario per un corridore di questa età. Alle sue spalle Bryan Coquard (Cofidis) secondo e Jordi Meeus (Red Bull-BORA-hansgrohe) terzo, con Van Aert quinto dopo aver svolto il lavoro di apripista.

Tra gli italiani in evidenza Alessandro Romele (XDS Astana), ottavo al traguardo dopo essersi messo in mostra anche allo sprint intermedio di Totana, e Alessandro Covi (Jayco AlUla), tra i quattro fuggitivi di giornata. La tappa aveva perso il suo protagonista più atteso già alla partenza: Mads Pedersen (Lidl-Trek) ha abbandonato la corsa per malattia senza ripartire da Cartagena. In classifica generale nessun cambiamento, con Enric Mas (Movistar) saldamente in testa alla vigilia del tappone verso Calar Alto.

La terza vittoria di Matthew Brennan ©La Vuelta
La terza vittoria di Matthew Brennan alla Vuelta 2026 su Coquard, Meeus, Magnus Cort
 e Van Aert ©La Vuelta

Ecco le dichiarazioni dei protagonisti della undicesima tappa della Vuelta a España 2026

Wout van Aert: "La maglia a pois? Vedremo"

“È andato al cento per cento come speravamo" -ha detto Van Aert ai microfoni di Sporza- "Volevamo provare a transitare curva come primo e secondo. Quella curva a U era un punto cruciale e ha funzionato alla perfezione. Christophe [Laporte] ha temporeggiato nel suo sforzo in modo eccellente per portarci fino a quella curva. Non volevo commettere l'errore di affrontare la curva troppo aggressivamente, e forse sono stato un po' troppo cauto. Ma alla fine ho potuto lanciare Matthew alla perfezione. In uno sprint con una curva, come lead-out hai molte chance di chiudere vicino ai primi. Christophe ed io siamo tipi simili e Matthew è molto flessibile. Quindi è stato bello invertire i ruoli oggi. La maglia a pois? Me la cavo abbastanza bene in classifica. E se posso conquistare punti con la stessa facilità di oggi, non me li lascio scappare. Se diventerà un obiettivo? Vedremo", ha aggiunto con una scrollata di spalle.

Ethan Hayter: "Vediamo se cominceranno a esitare"

“Con il vento in coda nella seconda metà della tappa, ce lo aspettavamo un po'. Ma ho pensato: proviamoci lo stesso. Alla fine la fuga non è andata". Quando il primo tentativo è stato ripreso, Hayter ha deciso di ripartire quasi subito "Eravamo stati a lungo in fuga e sentivo che tutti avevano appena fatto un grande sforzo per riprenderci. Poi il ritmo ha cominciato a calare di nuovo. Allora ho pensato: 'Vediamo se cominciano a dubitare.' Con circa un minuto di vantaggio verso la salita, forse ci sarebbe stato ancora qualcosa. Dopo era vento in coda fino al traguardo, quindi valeva la pena tentare. È stata una Vuelta piuttosto difficile. Nella prima settimana mi tenevano d'occhio abbastanza da vicino, perché avevano paura per la classifica a punti. Ma in realtà non era affatto un mio obiettivo. Forse ora c'è un po' più di respiro. Oggi mi hanno lasciato andare all'inizio, anche se ci tenevano comunque vicini. Non solo Visma: ci sono sempre più squadre interessate a controllare le tappe. Ma è bello continuare a provarci.”

Matthew Brennan: "Che campioni come questi corrano ogni volta per me è enorme"

“I ragazzi hanno pedalato più forte che potevano. Anche dopo la dura giornata di ieri, oggi siamo tornati a dare tutto -ha dichiarato Brennan ai microfoni di Eurosport-. Sapevamo di essere abbastanza forti da arrivare nel posto giusto. Negli ultimi dieci chilometri i ragazzi hanno fatto un lavoro fantastico per tenerci ben posizionati e fuori dai guai. Alla fine siamo arrivati primi, quindi siamo incredibilmente felici di questo. È enorme. Abbiamo una squadra piena di grandi campioni. Ci sono ragazzi che sono stati sul podio dei grandi giri e li hanno anche vinti. Altri hanno vinto grandi classiche e gare enormi. Che loro corrano ogni volta per me è una grande opportunità. Sono loro immensamente grato per il fatto che si impegnino sempre al massimo per me.”

Jordi Meeus: "E'difficile competere contro una squadra del genere"

“È stato molto caotico negli ultimi sei chilometri” -ha detto Meeus ai microfoni di Eurosport- “Ero sorpreso che non arrivasse più pressione da dietro fino a due chilometri dall'arrivo. Ero ben posizionato nella scia di Matthew Brennan, ma siamo stati un po' ricacciati indietro. Poi è diventato caotico. Non ero più in una buona posizione e un po' a blocco dopo l'ultima curva. Dopodiché ho dovuto accelerare di nuovo per gli ultimi cento metri.” -ha aggiunto alla stampa belga- “Ero intorno al quinto posto in quell'ultima curva. Sono stato un po' spinto contro le transenne in uscita. Me la sono cavata, ma non avevo più le gambe.La mia forma e le mie gambe sono molto buone, ma è difficile competere contro una squadra del genere” -riferendosi a Visma-Lease a Bike, che oltre a Brennan schiera un treno finale molto forte con Wout van Aert e Christophe Laporte- “Soprattutto in un finale così tecnico, perché è stato un po' la storia della quinta tappa. Anche allora c'era un rettilineo finale così corto. In quelle condizioni è difficile battere questo treno. Non posso fare altro che spingere sui miei picchi di potenza” -ha concluso Meeus- “Quei ragazzi pesano anche 5-10 chili in meno, il che permette loro di riprendere velocità più facilmente dopo la curva. È stato un finale difficile.””

Steffen De Schuyteneer: "Devi chiederti se ha senso correre ogni tappa nell gruppetto

“Porti sempre con te quelle escoriazioni, quindi è fastidioso. Oggi ho avuto un colpo di calore e quelle escoriazioni avranno sicuramente avuto il loro ruolo" -ha dichiarato il corridore ai microfoni di VRT- riferendosi alla caduta nell'ottava tappa, quando era finito sull'asfalto con conseguenti escoriazioni importanti che lo fanno ancora soffrire giorni dopo. Sono un po' deluso di non riuscire a sprintare, anche a causa di quella caduta. La sensazione semplicemente non è buona. Forse dovremmo parlarne sul bus. Continuare sarebbe utile per costruire un grande motore, ma devi anche chiederti se ha senso correre qui ogni tappa nell'ultimo gruppo", ha concluso De Schuyteneer.”

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