Matias Malmberg vince la classifica degli sprint intermedi al Sibiu Tour © Sibiu Tour/hila.ro
Mondo Continental

Matias Malmberg, il figlio d'arte che sta facendo grande lo Swatt Club

Il danese, figlio di due ciclisti olimpionici, non è mai stato così forte su strada, per la gioia della squadra italiana. Al Sibiu Tour ha conquistato la prima vittoria in carriera in una corsa professionistica

09.07.2026 23:50

Diciottesimo appuntamento dell’anno con Mondo Continental. In questa puntata: Campionati Nazionali, Course Cycliste de Solidarnosc et des Champions Olympiques, Midden-Brabant Poort Omloop, GP International de la ville de Nogent-sur-Oise, BW Classic e Matias Malmberg, figlio d'arte con un passato da pistard e un presente da stradista.

Le corse della settimana

Campionati Nazionali

Kacper Maciejuk conquista il titolo polacco
Kacper Maciejuk conquista il titolo polacco © Voster Team

Nel weekend dei campionati nazionali, sono state tante le Continental che si sono portate a casa delle maglie importanti.

Le formazioni di terza divisione hanno centrato il colpaccio in Polonia: Kacper Maciejuk (Voster) ha beffato clamorosamente l’ATT Investments, che ha dovuto accontentarsi di secondo, terzo e quarto posto. Piotr Pękala è stato battuto nella volata a due, mentre Michał Pomorski e Tomasz Budziński hanno regolato il gruppo a 9”. La crono, invece, è stata dominata da un rappresentante del WorldTour, Michał Kwiatkowski (Netcompany INEOS).

Colpo Continental anche in Irlanda, con Seth Dunwoody (Bahrain Victorious Development) ha strappato il titolo al campione uscente Rory Townsend (Unibet Rose Rockets), secondo a 2”. Sul terzo gradino del podio è salito Finn Crockett (VolkerWessels), che ha pagato 5”. Un atleta del WorldTour, Ryan Mullen (NSN), ha vinto la prova contro il tempo.

Grande sorpresa anche in Canada: Jérôme Gauthier (Project Echelon) ha conquistato il titolo, battendo allo sprint i dilettanti Luke Valenti (Padronés-Cortizo) e Léo Roy (Vittel N’side), mentre i professionisti si sono dovuti accontentare di piazzamenti di rincalzo. Diverso il discorso nella cronometro, che ha visto prevalere Derek Gee-West (Lidl-Trek).

La prova baltica è stata dominata dagli estoni, con Romet Pajur (Red Bull-BORA Rookies) vincitore allo sprint davanti a Oskar Küüt (Quick) e Norman Vahtra (China Anta-Mentech). Il professionista Aivaras Mikutis (Tudor), unico lituano del gruppo di testa, si è disinteressato della volata e si è preso il suo titolo nazionale, dopo aver vinto anche la cronometro. A poco più di 2’, la volata del gruppo inseguitore ha assegnato il titolo lettone, che è andato a Mārtiņš Pluto (Energus), che ha preceduto il vincitore della cronometro Kristiāns Belohvoščiks (BIKE AID) e Māris Bogdanovičs (FNIX-SCOM-Hengxiang). Sorpresa nella prova contro il tempo in Estonia: Rein Taaramäe (Kinan) andava a caccia del decimo titolo nella specialità, ma si è dovuto arrendere, per soli 3”, a Frank Aron Ragilo (Lucky Sport).

Già vincitore lo scorso anno, Heorhii Antonenko (Energus) ha confermato il titolo ucraino in linea, superando Anatolii Budiak (Madar) e Bogdan Hovorun (Ukraine), e ha vinto per la prima volta a cronometro. Doppietta anche a Bermuda per Nicholas Narraway (Competitive Edge), che ha confermato il titolo a cronometro davanti a Kaden Hopkins (Atom 6 Bikes-Cycleur de Luxe) e a Conor White, e ha vinto anche la corsa in linea, in cui è stato accompagnato sul podio dagli stessi due avversari a posizioni invertite. Un po’ a sorpresa ha fatto doppietta anche Bolor-erdene Enkhtaivan (Huansheng-Vonoa), che in Mongolia ha lasciato solo le briciole al professionista Jambaljamts Sainbayar (Burgos Burpellet BH), secondo a cronometro e sesto nella prova in linea.

Una delle grandi sorprese è arrivata da Cipro, dove Andreas Miltiadis (Quick) è stato sconfitto nella prova contro il tempo dopo undici successi consecutivi. A batterlo è stato Bogdan Zabelinskiy (Aarco), che gli ha rifilato ben 1’33”. Entrambi, però, sono stati sorpresi nella prova in linea, vinta dal dilettante ventenne Christodoulos Achas. Risultato a sorpresa anche in Eritrea: il giovane Milkias Maekele (INEOS Grenadiers Academy) ha avuto la meglio sui più esperti Henok Mulubrhan (XDS Astana) e Natnael Tesfatsion (Movistar). Il risultato della cronometro, invece, è stato più prevedibile, con la vittoria di Amanuel Ghebreigzabhier (Lidl-Trek).

Grande festa per la Madar in Algeria: la principale Continental locale ha monopolizzato il podio sia nella prova in linea, vinta da Hamza Amari davanti ad Anes Riahi e Yacine Hamza, sia in quella contro il tempo, in cui quest’ultimo ha preceduto Hamza Mansouri e Amari. Feritcan Şamlı (Spor Toto) è tornato a vincere il titolo turco dopo dodici anni, staccando di 1’09” Burak Abay (Konya Büyükşehir) e di 1’14” il compagno di squadra Ahmet Örken. La crono ha visto prevalere Samet Bulut (Muğla Büyükşehir) davanti ad Abay e Örken.

L’ex professionista Yuhi Todome (Aisan) ha vinto la prova in linea in Giappone, staccando di 32” il dilettante Sohei Kaneko e di 34” Atsushi Oka (Astemo Utsunomiya). La prova a cronometro si era disputata a inizio giugno e aveva visto la conferma del campione uscente Shunsuke Imamura (Lotto-Groupe Wanty). Il portacolori della XDS Astana Su Haoyu ha vinto la corsa in linea in Cina, riscattandosi dopo aver perso la cronometro per solo 1” da Xue Ming (Li Ning Star), al quarto titolo nella specialità.

In Corea del Sud si è imposto l’ex campione asiatico Kim Euro (LX), che ha preceduto allo sprint il tre volte vincitore della prova Jang Kyung-gu e Jung Woo-ho (Seoul). La cronometro è andata a Min Kyeongho (Seoul), che ha sconfitto il sette volte campione Choe Hyeong Min.

Il Team United Shipping ha conservato le maglie conquistate lo scorso anno: Nikiforos Arvanitou si è confermato campione greco, battendo ancora una volta il professionista Georgios Bouglas (Burgos Burpellet BH), e Veljko Stojnić ha fatto lo stesso in Serbia, superando anche lui un corridore tesserato per un team di livello superiore, il ventiseienne Đorđe Đurić (Solution Tech NIPPO Rali).

La Localiza Meoo/Swift ha dominato in Brasile. Nella cronometro è arrivata la tripletta con Henrique Avancini vincitore davanti a João Pedro Rossi e Gabriel Sousa Silva. Nella prova in linea, invece, si è imposto Rossi, con Avancini terzo. In mezzo a loro si è piazzato il dilettante Thiago Duarte. Abner González (Feirense-Beeceler) ha conquistato il quinto titolo in linea a Porto Rico, ma ha scelto di non disputare la cronometro.

Fra i successi dei corridori non Continental, si segnalano le doppiette di Lukáš Kubiš (Unibet Rose Rockets) in Slovacchia e Sergio Chumil (Burgos Burpellet BH) in Guatemala, la vittoria dell’ex UAE Team Emirates Anass Aït El Abdia in Marocco e la conferma di Hugo Forssell in Svezia.

Course Cycliste de Solidarnosc et des Champions Olympiques

Il podio della Course Cycliste de Solidarnosc et des Champions Olympiques
Il podio della Course Cycliste de Solidarnosc et des Champions Olympiques © Międzynarodowy Wyścig Kolarski "Solidarności" i Olimpijczyków

In Polonia è andata in scena la trentasettesima edizione della Course de Solidarnosc et des Champions Olympiques, corsa a tappe di quattro giorni dal percorso non troppo complicato. Al via si sono schierate dieci Continental, nove formazioni dilettantistiche, la nazionale polacca e una selezione regionale locale, per un totale di ventuno squadre.

La prima frazione, una semitappa, era lunga poco più di 80 km e non presentava alcuna difficoltà altimetrica. Non c’è stata minimamente selezione e uno solo dei corridori arrivati al traguardo ha accusato distacco dal gruppo. Lo sprint ha premiato Marceli Bogusławski (ATT Investments), che ha avuto la meglio su Radosław Frątczak (Wibatech Lubelskie Perła Polski) e Lars Rouffaer (EEW-VDK). Il vincitore di tappa ha preso, naturalmente la maglia di leader.

Lo stesso giorno, nel pomeriggio, si è disputata anche la seconda semitappa, che, come la precedente, era completamente pianeggiante e non arrivava a 100 km. Marceli Bogusławski si è confermato il miglior velocista e ha centrato la seconda vittoria, mantenendo, ovviamente, anche la testa della classifica. Alle spalle del ventottenne si sono piazzati ancora una volta Radosław Frątczak e Lars Rouffaer.

Nella seconda giornata di gara era prevista una tappa molto più lunga, ma nuovamente priva di difficoltà altimetriche. Ancora una volta non c’è stata selezione e l’inevitabile volata non ha regalato sorprese, con le prime tre posizioni che non sono cambiate. Marceli Bogusławski ha vinto ancora, battendo sempre Radosław Frątczak e Lars Rouffaer, e ha incrementato il suo margine nella generale.

La terza frazione presentava, finalmente, qualche asperità, anche se lo strappo più complicato era situato a metà percorso e il finale non era particolarmente difficile. Ancora una volta è stata volata, ma il vincitore è cambiato: dopo tre terzi posti, Lars Rouffaer è riuscito a mettere la sua ruota davanti a tutti. Il neerlandese ha avuto la meglio su Marceli Bogusławski, sempre leader della classifica, e Rait Ärm (Energus).

L’ultima tappa presentava qualche difficoltà in più, ma gli strappi erano troppo brevi per fare grande selezione. Il gruppo è arrivato nuovamente compatto sul traguardo e Marceli Bogusławski ha scelto di non rischiare e si è disinteressato della volata. Ne ha approfittato Radosław Frątczak, che si è imposto davanti a Norbert Banaszek (ATT Investments) e Roan Konings (Metec-SOLARWATT).

Marceli Bogusławski ha conquistato il successo finale (e la classifica a punti), con 8” su Radosław Frątczak e 15” su Lars Rouffaer. Julian Vergouw (Metec-SOLARWATT) ha vinto il titolo di miglior giovane, mentre la Wibatech Lubelskie Perła Polski si è aggiudicata una graduatoria a squadre che ha visto diciannove formazioni a pari tempo.

Midden-Brabant Poort Omloop

Patrick Eddy vince la Midden-Brabant Poort Omloop
Patrick Eddy vince la Midden-Brabant Poort Omloop © Holland Cup

Nei Paesi Bassi si è disputata la quattordicesima edizione della Midden-Brabant Poort Omloop, corsa di un giorno entrata nel calendario UCI nel 2017. A darsi battaglia sono state ventidue squadre: nove Continental e tredici formazioni dilettantistiche.

Il percorso, quasi completamente pianeggiante, prevedeva due settori in pavé, l’Oude Rielseweg, il più lungo, e Zandeind, su cui si transitava per tre volte. Nel finale, invece, si entrava in un circuito di 7,5 chilometri che conduceva al traguardo e che veniva ripetuto quattro volte.

L’azione decisiva ha visto protagonisti dodici uomini, avvantaggiatisi molto lontano dal traguardo. Il gruppo di testa si è ridotto a cinque unità dopo un attacco di Patrick Eddy (Brennan) a 27 km dal traguardo: con il campione australiano sono rimasti Rick Ottema (EEW-VDK), Robbe Claeys (VolkerWessels), Max Kroonen e Daan van Sintmaartensdijk (BEAT p/b Saxo). A circa 2 km dal traguardo, dopo un primo scatto senza esito di Eddy, Ottema ha attaccato e solo Kroonen lo ha seguito. Accortosi che Claeys non sarebbe stato in grado di chiudere, il campione australiano è ripartito e in pochi metri si è riportato sul duo di testa.

Appena rientrato, Patrick Eddy ha immediatamente contrattaccato ed è rimasto da solo al comando. Il ventitreenne ha sfruttato l’indecisione dei due più immediati inseguitori ed è andato a prendersi la quarta vittoria stagionale. A 5” Max Kroonen ha regolato Rick Ottema nella volata per il secondo posto, con Daan van Sintmaartensdijk che si è preso la quarta posizione a 6”, davanti a Robbe Claeys.

GP International de la ville de Nogent-sur-Oise

Hugo Théot vince il GP de la ville de Nogent-sur-Oise
Hugo Théot vince il GP de la ville de Nogent-sur-Oise © Vélo60 Photography

Nel weekend, in Francia, è andato in scena il GP International de la ville de Nogent-sur-Oise, una corsa di un giorno giunta alla settantottesima edizione, tornata in calendario dopo l’annullamento dello scorso anno. Al via erano presenti solo due Continental (la SCO Dijon Matériel-Velo.com e l’australiana Atom 6 Bikes-Cycleur de Luxe) e undici formazioni dilettantistiche, per un totale di sole tredici squadre.

A differenza dell’edizione precedente, quando sorrideva ai velocisti, quest’anno il percorso era abbastanza impegnativo: prevedeva, infatti, sette giri di un circuito molto ondulato, con due strappi duri, da cui si usciva a 22 km dal traguardo. Il finale presentava una salita più lunga rispetto alle asperità precedenti, con il tracciato che era pianeggiante soltanto negli ultimi 10 km. Con una start list di livello non elevatissimo, le formazioni dilettantistiche francesi avevano una grande occasione per centrare un risultato di prestigio in una corsa internazionale e la Guidon Chalettois ha sfruttato l’occasione, con Hugo Théot ha staccato tutti e ha tagliato il traguardo in solitaria.

Il ventiquattrenne ha conquistato, così, la prima vittoria UCI in carriera, pareggiando il numero di successi internazionali del fratello Killian (Van Rysel Roubaix), a segno quest’anno in una tappa del Tour de Bretagne. Il portacolori della Guidon Chalettois ha staccato di 1’03” un drappello di sette uomini, regolato allo sprint dal britannico Oliver Dawson (Jakroo Handsling). L’altro albionico George Kimber (ESEG Douai) si è preso la terza posizione, relegando ai piedi del podio i francesi Paul Picard (SCO Dijon Matériel-Velo.com) e Victor Herbreteau (UC Cholet 49).

BW Classic

Aless De Bock vince la BW Classic
Aless De Bock vince la BW Classic © Arnaud Guillaume

In Belgio si è disputata la quarta edizione della Brabant Wallon Classic (o più semplicemente BW Classic), una corsa di un giorno che ha esordito nel calendario UCI nel 2023 e che tornava dopo l’annullamento dello scorso anno. Al via si sono schierate diciotto squadre: un ProTeam di ciclocross (la Pauwels Sauzen-Bingoal), quattro Continental, una selezione regionale della Vallonia e dodici formazioni dilettantistiche.

Il percorso era completamente diverso da quello del 2024, quando era adatto alle ruote veloci, nonostante la presenza di qualche salita. Quest’anno, invece, era quasi totalmente pianeggiante, ma presentava nove giri di un circuito caratterizzato da due settori di pavé. Gli ultimi venticinque chilometri erano totalmente in asfalto, ma l’arrivo era in cima a uno strappo di 500 metri al 7%, su cui i corridori passavano per la prima volta ai -12.

La gara è stata dominata dalla Alpecin-Premier Tech Development, che è riuscita a essere in superiorità numerica nelle fasi più importanti della gara e ha gestito la situazione alla perfezione. Alla fine Aless De Bock ha staccato tutti e ha tagliato il traguardo in solitaria. A pochi metri dal ventenne, il suo compagno di squadra Nio Vandevorst ha chiuso secondo, davanti a Tars Poelvoorde (Lotto-Groupe Wanty), a sua volta dietro di qualche metro. Il trionfo della Continental del team di Mathieu van der Poel è stato completato da Joran Wyseure, quarto a 24”. Johan Meens (Aarco) ha completato la top five, con un ritardo di 35”.

Le Continental tra i big

Jonathan Caicedo con la maglia della Wheeltop Rotor Chengdu, il suo nuovo team
Jonathan Caicedo con la maglia della Wheeltop Rotor Chengdu, il suo nuovo team © Jonathan Caicedo

Ben quattordici Continental hanno preso parte al Sibiu Tour. Le migliori soddisfazioni se le è tolte lo Swatt Club, che ha vinto la prima tappa e la classifica a punti con Matias Malmberg. Nella generale, invece, le compagini di terza divisione non sono andate oltre il tredicesimo posto di Gianni Marchand, leader della Tarteletto-Isorex. Il successo finale è andato a Lorenzo Finn, corridore della Red Bull-BORA Rookies, che in questa occasione era in gara con il ramo WorldTour del team.

In chiave ciclomercato, continua lo smantellamento della Petrolike: dopo il passaggio di Giacomo Villa alla Biesse-Carrera e il ritorno di Giosuè Epis fra i dilettanti, in maglia Gallina-Ecotek, anche Jonathan Caicedo ha trovato una nuova sistemazione. L’ecuadoriano aveva vinto otto corse con la maglia della formazione messicana, di cui era diventato il corridore simbolo, anche grazie a successi di prestigio come l’arrivo di Torre alla Volta a Portugal. Per proseguire la carriera ha scelto la Cina e si è accasato alla Wheeltop Rotor Chengdu, in cui va a sostituire l’australiano Sam Jenner, che ha appeso la bicicletta al chiodo a fine aprile. 

Il ritratto della settimana: Matias Malmberg

Matias Malmberg vince la prima tappa del Sibiu Tour
Matias Malmberg vince la prima tappa del Sibiu Tour © Sibiu Tour

Con il sorprendente titolo italiano conquistato da Filippo Conca nel 2025, lo Swatt Club ha lasciato un segno non indifferente nel mondo del ciclismo professionistico, dopo essersi affermato già da tempo nel mondo amatoriale e aver conquistato qualche bel risultato nelle corse internazionali di categoria 2. Quest’anno la formazione di Carlo Beretta ha preso la licenza Continental, suscitando grande curiosità fra gli appassionati: nei primi sei mesi nella categoria, il team ha già conquistato cinque vittorie internazionali, di cui due in gare professionistiche.

L’ultima vittoria di spessore è stata conquistata da Matias Malmberg, che nel finale della prima tappa del Sibiu Tour ha staccato i suoi compagni di fuga e ha resistito al ritorno del gruppo, prendendosi anche la maglia di leader. Nella corsa rumena, il danese è stato grande protagonista: ha ottenuto un discreto ottavo posto nella breve prova contro il tempo e si è fatto notare anche nei tapponi, andando a vincere i traguardi volanti che gli hanno permesso, alla fine, di portarsi a casa la classifica a punti e quella degli sprint intermedi.

Nel 2026, il venticinquenne era già stato protagonista di un altro assolo vincente nell’ultima frazione dell’Olympia’s Tour: in quel caso era stata una giornata perfetta per lo Swatt Club, che aveva festeggiato anche il successo in classifica generale dell’altro danese Mads Andersen. Oltre ai risultati già citati, quest’anno Malmberg si è fatto notare anche con due top ten parziali al Tour of Japan, con la tredicesima posizione al Circuit de Wallonie e con i quindicesimi posti ottenuti al Fyn Rundt e al Ringerike GP.

Matias Malmberg è un figlio d’arte: suo padre, Kim Gunnar Svendsen, era uno specialista della pista e partecipò ai Giochi Olimpici del 1976 nell’inseguimento a squadre; anche sua madre, Hanne Malmberg, fece ottime cose su pista, arrivando quarta nell’inseguimento individuale ai Giochi Olimpici del 1992, ma fu protagonista anche su strada, con diverse partecipazioni al Tour de France e sette titoli nazionali a cronometro consecutivi tra il 1987 e il 1993. 

Il giovane Matias seguì le orme dei genitori (nonostante entrambi fossero già ritirati da tempo al momento della sua nascita) e nel 2014 vinse l’International Kids Tour of Berlin under 15. Già a quindici anni partecipò ai campionati nazionali juniores su strada. Nel 2016 si laureò campione nazionale élite nell’inseguimento a squadre e conquistò il titolo dell’omnium tra gli juniores, nonostante fosse ancora formalmente nella categoria Allievi.

Nel 2017, all’approdo ufficiale nella categoria junior, disputò le prime corse internazionali su strada e prese parte ad alcune prove di Coppa del Mondo su pista, vincendo, inoltre, il titolo nazionale di categoria nell’inseguimento a squadre. Nella stagione seguente entrò a far parte della nazionale junior strada e partecipò a diverse gare di Coppa delle Nazioni. Su pista conquistò la medaglia di bronzo nell’americana ai Campionati del Mondo juniores. A livello nazionale, conquistò il titolo danese di categoria sia nella cronometro a squadre (su strada) che nell’inseguimento a squadre (su pista).

Per il primo anno da under 23, Malmberg si accasò al Team IBT-Ridley. Su strada vinse una corsa dilettantistica in Svezia e si guadagnò la convocazione in nazionale per il Tour of Denmark. Su pista, invece, conquistò il titolo nazionale nell’americana. Nella stagione seguente, fu confermato nella stessa formazione e, con un calendario ristretto a causa della pandemia, fu quinto nel campionato nazionale under 23 su strada. Su pista vinse un altro titolo nazionale, nell’omnium.

Rimasto nel team anche nel 2021, su strada corse poco a livello internazionale, ma vinse quattro tappe all’U6 Tour, una corsa dilettantistica svedese. Visse probabilmente la sua miglior stagione su pista: vinse l’oro nell’omnium ai Campionati Europei under 23, l’oro nell’inseguimento a squadre e il bronzo nell’omnium agli Europei élite, il titolo nazionale nell’americana e ottenne due podi in Coppa delle Nazioni.

Per l’ultima stagione da under 23, il danese esordì, finalmente, nel mondo Continental, firmando per il Team ColoQuick. Mise un po’ da parte la pista, pur conquistando il titolo nazionale nel derny, e si concentrò sulla strada: si laureò campione danese a cronometro tra gli under 23 e prese parte anche ai Campionati Europei di categoria. Conquistò, sempre in una prova contro il tempo, un successo parziale al Flanders Tomorrow Tour e ottenne tre top ten di tappa alla Flèche du Sud.

Nel 2023, per il primo anno da élite, cambiò aria e passò alla Maloja Pushbikers, una formazione tedesca che dava molta attenzione alla pista. Nonostante questo, continuò a concentrarsi quasi esclusivamente sulla strada: ottenne sette risultati fra i primi dieci, facendo vedere le migliori cose al Tour of Estonia. Nella prova baltica, infatti, centrò un nono e un terzo posto di tappa, che gli valsero la seconda posizione in classifica generale.

Nella stagione successiva, Malmberg restò alla Maloja Pushbikers e tornò a dedicarsi alla pista, centrando grandi risultati nei campionati nazionali, in cui vinse ben tre titoli: si aggiudicò, infatti, lo scratch, la corsa a punti e l’eliminazione. Su strada, invece, fu meno efficace dell’anno precedente: finì nella top ten soltanto tre volte e mai sul podio: il suo miglior risultato fu un quarto posto in una frazione della Belgrade Banjaluka.

Lo scorso anno, anche a causa della chiusura della sua squadra, è tornato in patria per vestire la maglia della AIRTOX-Carl Ras. Con la sua nuova squadra ha nuovamente messo da parte la pista e si è concentrato sulla strada: a livello UCI non ha brillato particolarmente, fermandosi a un terzo posto di tappa al Tour of Lithuania. Nelle corse dilettantistiche, invece, è stato maggiormente protagonista, con ben quattro affermazioni.

Quest’anno, Matias Malmberg ha iniziato la stagione con una formazione dilettantistica, la DBC Ballerup, prima di raggiungere lo Swatt Club nella seconda metà di marzo. Con la formazione italiana ha conquistato il primo successo in una corsa professionistica e sta disputando la sua stagione di maggior successo su strada. Visti i propositi di crescita della sua squadra, è probabile che ci rimanga, nella speranza di sbarcare tra i professionisti.

Tra Evenepoel e Lipowitz non c'è intesa: "Ero giustamente arrabbiato"