Jasper Philipsen © Cor Vos
Professionisti

"La terza volta sarà quella buona?": Alpecin ancora delusa sul traguardo di Bergerac

Le parole dei protagonisti dell'ottava tappa del Tour de France 2026: Merlier incanta ancora, Girmay rischia, la delusione di Liam Slock

11.07.2026 18:26

Tim Merlier (Soudal Quick-Step) vince ancora al tour de France 2026: con una volata pazzesca, partita da lontanissimo, il belga sopravanza nettamente Biniam Girmay (NSN Cycling Team) e Olav Kooij (Decathlon CMA CGM). Ancora delusioni per il treno della Alpecin Premier Tech: a detta dei tecnici manca solo la vittoria, ma le gambe di Jasper Philpsen non sembrano ancora rispondere al meglio. Resta in verde Mads Pedersen (Lidl-Trek), che vede però assottigliarsi il suo vantaggio dopo il dodicesimo posto di oggi.

Tim Merlier: “Mi sono detto di provarci fino alla fine”

Non mi sono sentito il migliore: ho dovuto lottare tutto il tempo per la posizione, fino agli ultimi metri. Poco prima della curva sono rimasto un po' intruppato e sono quasi caduto: pensavo fosse finita. Poi ho comunque provato a tornare sui primi: sono risalito con tale velocità che mi sono ritrovato ai meno 250m e mi sono detto di provarci fino al traguardo e poi negli ultimi 15m… non riuscivo più a spingere. Ma quando ho visto il traguardo sono riuscito a dare qualcosa più degli altri, anche se con questo caldo è stato uno sforzo veramente difficile.

Certamente la vittoria di ieri mi ha dato fiducia: quando capisci di poterne vincere una allora sai di poterne vincere anche un'altra. Sono felice: su tre tappe ne ho potute vincere due. Posso certamente essere soddisfatto di questo Tour de France: una piccola rivincita per la sconfitta del Belgio ai Mondiali… in bocca al lupo alla Francia!”.

Tim Merlier ©Tour de France
Tim Merlier ©Tour de France

Biniam Girmay: “Un uomo della Uno-X mi ha frenato”

Abbiamo preso gli ultimi 500m ad altissima velocità e nessuno ha frenato. Un uomo della Uno-X ha sbattuto contro il mio manubrio: fortunatamente sono riuscito a salvarla, ma ho perso velocità e questo forse mi è costato la vittoria. Merlier è stato fortissimo, il più veloce. Non sto pensando tanto alla maglia verde: voglio vincere una tappa, ora questa è la mia priorità”.

Liam Slock: “Sono deluso, ma stasera andrà meglio”

Ora sono sicuramente dispiaciuto. Sono arrivato vicinissimo e avrei voluto vincere, anche se c'era ancora tanta strada da fare. Tra i meno 10 e i meno 6km, sullo stradone, ho inizia a pensare che non ce l'avrei fatta, perché sentivo il gruppo avvicinarsi. Era un po' in salita e sapevo che lì il ritmo sarebbe stato molto alto in gruppo: sentivo che avrei perso vantaggio, anche perché non avevo più forza nelle gambe. Ora non mi sento così orgoglioso di quello che ho fatto, forse quello verrà stasera”.

Liam Slock dopo l'ottava tappa del Tour de France 2026 © Lotto Intermarché via X
Liam Slock dopo l'ottava tappa del Tour de France 2026 © Lotto Intermarché via X

Mike Teunissen: “Toccava a Philipsen e Merlier chiudere”

Siamo arrivati tardi a tirare per chiudere su Slock perché sulla carta Jasper Philipsen e Tim Merlier sono più veloci, quindi pensavamo che fosse compito delle loro squadre chiudere. In realtà quando stava diventando difficile richiudere abbiamo mandato Simone Velasco ad aiutare, ma la situazione è diventata caotica e tutti hanno iniziato a superarlo, quindi non abbiamo potuto contribuire granché. La velocità si alzata così tanto che alla fine siamo comunque riusciti a riprendere Slock. Alla fine abbiamo lasciato Max in un'ottima posizione, ma con un finale così complesso volevamo stare davanti: abbiamo tanti uomini forti, sia Aaron Gate che Davide Ballerini hanno fatto un ottimo lavoro. Non è sempre l'ideale arrivare davanti così presto, ma può succedere di tutto: cadute, buchi… Ora però sappiamo che è molto difficile lanciare la volata dalla curva: io volevo attendere ancora, ma Mathieu van der Poel l'ha pensata diversamente. Sono arrivati velocissimi e Max è rimasto indietro”.

Mads Pedersen: “Soddisfatto nonostante il dodicesimo posto”

Posso essere comunque soddisfatto: sarebbe stato bello essere posizionato meglio in questo sprint, ma è andata così e la strada verso Parigi è ancora lunga. È comunque bello essere ancora in verde anche se questo dodicesimo posto non è l'ideale. Speriamo di far bene domani”.

Jasper Stuyven: “Domani potrò fare la mia corsa”

Un altro finale nervoso anche oggi: penso che anche stavolta l'Astana l'abbia pianificato molto bene, almeno dal nostro punto di vista! Sono arrivati un po' corti. Sono rimasto indietro nella grande curva ai meno 2.4km, quindi ho dovuto trovare il modo per risalire e non sono sicuro che lì Tim mi fosse a ruota. Avevamo deciso che se mi fossi dovuto muovere in quel momento lui si sarebbe lasciato scivolare indietro, è veramente bravo a leggere il momento giusto. E alla fine ce l'ha fatta di nuovo. 

Sono stato accolto molto bene in squadra questo inverno, sia dai corridori che dallo staff e il management. Ovviamente sentirsi bene e performare bene sono due cose diverse, ma penso di star riuscendo a fare entrambe. Mi sento molto felice, supportato, e la squadra ripone molta fiducia in me: è stato bello ripagare questa fiducia con i miei risultati in primavera e con l'aiuto dato a Paul Magnier al Giro d'Italia e ora a Tim al Tour. Penso che domani potrò fare la mia corsa”.

Christophe Roodhooft, ds Alpecin Premier Tech: “La terza volta sarà quella buona”

Abbiamo fatto tutto bene di nuovo" ha detto il ds della formazione olandese a Sporza. “Mathieu van der Poel è rimasto in testa abbastanza a lungo, molto a lungo. Forse troppo a lungo, oggi (ride). Questo ha dato agli uomini che venivano da dietro lo spazio per colmare il gap. Jasper è partito troppo tardi: ieri troppo presto, oggi troppo tardi. La terza volta sarà quella buona, giusto? Non vogliamo che questo ci dia fastidio. Non ha senso. Ma certo non è divertente. Nella battaglia per la maglia verde, oggi sarebbe stato quasi un goal a porta vuota. È andata davvero bene per la prima volta questa settimana. Quindi, di per sé, ci sono segnali positivi”.

Tom Steels, ds Soudal Quick-Step: “Uno sprint che mi rimarrà impresso a lungo”

È stato fantastico, anche se prima abbiamo dovuto riprendere Slock, che ha fatto un'azione incredibile, abbiamo dovuto mettere tutti a tirare. Poi fortunatamente anche le altre squadre hanno capito che sarebbe stato un finale tiratissimo. Nell'ultima curva Tim era dietro, ma ha sprintato comunque. Ha avuto la lucidità di non andare nel panico e partire comunque: può fare una volata lunga, una volata veloce, ma quanto riesce a raggiungere la sua punta di velocità riesce ad andare e andare, è incredibile.

Oggi la fuga era forte, infatti complimenti a Slock che è riuscito a resistere così tanto. A un certo punto abbiamo dovuto chiedere l'aiuto delle altre squadre, perché rischiavamo di non chiudere. Fortunatamente sono arrivati a darci una mano, altrimenti sarebbe stato difficile. Ma è spesso difficile al Tour. Avevamo la sensazione che sarebbe stato in ogni caso complicato chiudere: non ci siamo riusciti quando Slock aveva 1'15", 1'20" e intanto i km diminuivano. Sapevamo che saremmo dovuti essere più vicini ai -5km, quando sarebbero arrivate tutte quelle rotonde, dove sarebbe stato molto più difficile guadagnare. Fortunatamente anche altre squadre hanno iniziato a sentire la pressione: alla fine l'Astana, la NSN, la Uno-X hanno squadre forti e hanno dovuto tirare solo 15km, mentre noi ne abbiamo tirati 160.

Questa seconda vittoria è veramente speciale, soprattutto oggi, con la battaglia per riprendere la fuga. Vedere Tim sprintare nell'ultima curva è qualcosa che mi rimarrà veramente impresso”.

Tim Merlier, signor di Bergerac e delle volate del Tour de France
Tour de France 2026, 9a tappa: giorno senza tregua