
Træen: "Forse tra qualche giorno capirò cosa è successo"
Le parole del protagonisti della quarta tappa del Tour de France: la dedica di Pedersen a Guercilena, l'incredulità di Træen, l'analisi di Tadej Pogačar
Prima fuga andata in porto al Tour de France 2026: vittoria di Mads Pedersen (Lidl-Trek) al termine di una giornata dove il lavoro di squadra ha pagato, portando anche Quinn Simmons sul podio. Terza piazza per Raul Garcia Pierna (Movistar), anche lui grande protagonista nel folto gruppo all'attacco. In gruppo, la UAE Team Emirates se la prende comoda e lascia la maglia gialla a Torstein Træen (Uno-X Mobility), primo leader della Grande Boucle di sempre per la squadra norvegese.
Mads Pedersen: “Una vittoria per Luca Guercilena”
“Questa vittoria è stata un capolavoro di squadra: certo non di scalata, perché ho sofferto tanto in salita! Quinn Simmons e Mathias Vacek hanno fatto un lavoro incredibile in salita, facendo un ritmo che potevo tenere, assicurandosi che non perdessimo troppo prima dello scollinamento e poi tirando a tutta da lì in poi. Uno sforzo collettivo per una bellissima vittoria di squadra.
Ho parlato con il nostro team manager Luca Guercilena stamattina, che mi ha chiesto di vincere una tappa per lui e di farlo al più presto. Sapevo che questa tappa sarebbe stata buona per me, quindi posso dedicarla a lui e a tutti i bellissimi anni che abbiamo passato insieme. Sono molto grato per tutto ciò che ha fatto per me: anche mettermi pressione oggi è stato importante.
Oggi ho fatto il possibile per mantenermi fresco: essere nella fuga, con l'ammiraglia vicina e disponibile in qualsiasi momento, ha reso tutto più semplice. Infatti, a proposito di lavoro di squadra, c'è tantissimo personale in strada con acqua, ghiaccio… Oggi è stata una giornata meno complicata con una squadra così. Avrei voluto battere Girmay e Philipsen allo sprint intermedio, ma almeno sono riuscito a prendere 50 punti per la maglia verde con la vittoria di oggi”.

Torstein Traen: “Ancora non riesco a capire cosa sia successo”
“È ancora una cosa difficile da processare, ma si può vedere sul viso di tutti i miei compagni, dei direttori sportivi, dei soigneur, quanto avere questa maglia sia speciale per la mia squadra. Io non riesco ancora bene a capire cosa stia succedendo, forse tra un paio di giorni riuscirò a rendermene conto: il Tour è la corsa più grande e importante al mondo. Per ora cerco solo di godermi questa maglia.
Penso che la cultura norvegese sia di grande ispirazione per noi sportivi. Siamo un gruppo di ragazzi che sono amici da tanto e che si godono ogni giorno. Ho visto i miei compagni dal podio ed erano felicissimi: ci sarà una bella atmosfera stasera a cena”.

Raul Garcia Pierna: “Saremo comunque liberi: Uijtdebroeks farà la sua corsa”
“Nel finale non avevo più niente nelle gambe. Per il momento sto andando bene, quindi spero di continuare così: la seconda e la terza settimana miglioro ancora, spero succeda anche stavolta. Penso che avremo comunque libertà di fare la nostra corsa: Cian Uijtdebroeks farà la sua. Oggi la UAE ha fatto la cosa più intelligente: lasciare la maglia e far condurre a qualcun altro la gara. Per noi, meglio così”.
Sean Quinn: “Ci proverò ancora nei prossimi giorni”
“Sono molto grato alle persone che ho attorno che mi hanno permesso di tornare dove penso di dover essere, dove penso che sia normale che io sia. Ho avuto un po' di anni difficili, ma sono felice di essere ancora in gioco. Sono dispiaciuto perché i miei compagni di squadra Michael Valgren e Georg Steinhauser si sono impegnati per me, sono stati grandissimi, ma non ne avevo abbastanza in salita per togliermi di ruota l'uomo della Uno X, che comunque merita di prendere la maglia gialla.
Sentivo di avere grandi gambe ma col caldo è difficile essere efficaci. I miei compagni hanno fatto un grande lavoro anche con il ghiaccio e l'acqua. Penso di averla gestita bene, alla fine. Spero di poterci riprovare anche più di una volta nei prossimi giorni, ma vedremo tappa per tappa”.
Quinn Simmons: “In fuga eravamo i più forti”
“Non è un segreto che nella fuga io, Mathias e Mads fossimo i tre più forti. Quando abbiamo una giornata buona e il percorso ci si addice, vincere è l'unico risultato possibile. Abbiamo fatto bene a riporre tanta fiducia in Mads, altrimenti mi sarei sentito molto nervoso a non provare ad allungare in salita, ma ero abbastanza sicuro che una volta scollinato lui avrebbe vinto la tappa quindi è andata bene così”.
Mathias Vacek: “Ho lasciato l'ego in borsa”
“Oggi abbiamo fatto un vero capolavoro, è stato tutto perfetto. È una bellissima sensazione arrivare primi e secondi al traguardo e prendere la maglia verde e la maglia bianca. Mads ha sofferto molto sull'ultima salita, ma abbiamo fatto un lavoro incredibile, davvero. Eravamo in tre ed eravamo fortissimi: io e Quinn abbiamo lasciato l'ego nel borsone e abbiamo fatto un piano per Mads, che si sentiva molto bene. La priorità erano i punti per la maglia verde allo sprint intermedio, ma sapevamo che se Mads fosse riuscito a scollinare l'ultima salita avrebbe vinto. Era il miglior sprinter in un gruppo veramente ristretto: il piano era portarlo al traguardo. Quando ero nella fuga davanti con Tratnik sapevo di non poter tirare perché c'era Mads nel gruppo dietro, ma è stato comunque buono che fossi lì, in controllo. Sull'ultima salita il passo è stato molto forte, ma abbiamo fatto un buon ritmo per Mads, quindi sapevamo che saremmo andati a vincere”.
Christian Andersen, ds Uno X Mobility: “Una giornata perfetta dall'inizio alla fine”
“È il giorno migliore che ci è capitato finora, è fantastico. Per Torstein Træen la giornata è stata perfetta dall'inizio alla fine: ciò che ha fatto oggi è stato simile a ciò che accadde alla Vuelta a España, quindi ora deve solo riprovarci al Giro! Oggi doveva solo rimanere calmo e lasciare che gli uomini della EF Education chiudessero tutti gli attacchi: avevano tre uomini davanti e toccava a loro farlo. Il resto è venuto da sé”.
Thor Hushovd, general manager Uno X Mobility: “Continueremo un passo alla volta”
“Questa maglia gialla mi rende molto fiero. Questa è una squadra creata dieci anni fa, partita come development team. Non abbiamo il budget delle grandi squadre ma lavoriamo bene, in modo diverso e oggi vediamo i risultati. Siamo felici e cercheremo di continuare, un passo alla volta. Per Træen la maglia gialla è qualcosa di simbolico, anche del grande lavoro mentale che fa. Merita davvero di essere il leader del Tour de France”.
Tadej Pogačar: “Riporteremo la maglia in squadra”
Raggiunto da Daniel Benson nel post tappa, lo sloveno ha fatto un'analisi della giornata: “Sapevamo che se la Trek avesse attaccato sarebbe stata una giornata per la fuga. Hanno lavorato benissimo. Noi siamo andati con calma, non abbiamo speso troppe energie: Nils, Florian e Tim hanno fatto un gran lavoro, oggi. È stata una buona giornata tutto sommato: ci siamo tenuti al fresco nonostante la calura. Quando siamo partiti avevo un gran mal di testa e ho pensato che sarebbe stata una lunga giornata, ma abbiamo continuato a bagnarci con le borracce.
Ovviamente il mio obiettivo è riprendere la maglia, ma non si sa mai: la Uno-X è un'ottima squadra e ora il gap è abbastanza ampio… Vedremo. Combatteremo per riportare la maglia in squadra. Oggi comunque avrò un'ora e mezzo di obblighi stampa in meno, quindi potrò riposare di più, anche se ormai sono abbastanza abituato a tutto ciò che accade dietro al podio. Abbiamo un buon protocollo e un ottimo staff che mi aiuta a rimanere calmo e a recuperare il più possibile anche quando sono in sala stampa”.
