Carlo Motta torna in Africa: 1.300 km in bici tra Senegal e Gambia
Il “papà” di BiciPace è partito per un nuovo viaggio: due progetti solidali tra formazione, lavoro, acqua e autonomia

Per Carlo Motta la bicicletta non è solo un modo per viaggiare, ma soprattutto per avvicinarsi ai luoghi e alle persone che incontra lungo la strada. Proprio per questo, quando parte, alla pedalata accompagna quasi sempre un progetto solidale. Dopo aver avuto l'occasione di scambiarci due parole di persona al termine di una serata dedicata all'Argentina, mi era quindi abbastanza chiaro che il “papà” di BiciPace non sarebbe rimasto fermo ancora a lungo.
E infatti Carlo è ripartito. Dal 12 settembre al 15 ottobre sarà in Senegal e Gambia, per il suo quinto viaggio in bicicletta in Africa e per seguire due progetti molto diversi tra loro: uno legato alla formazione e al lavoro, l'altro all'acqua e all'autonomia economica.
Dal Senegal all'Italia: la bicicletta incontra il progetto Teranga

La prima parte del viaggio è legata a Teranga, progetto promosso da IAL Lombardia, ente di formazione nel quale Motta ha lavorato per molti anni. In wolof teranga significa ospitalità, ma in Senegal il termine richiama anche accoglienza, comunità e rispetto.
Il progetto prova a mettere in relazione domanda e offerta di lavoro in modo regolare, rispondendo da una parte alle necessità delle imprese italiane e dall'altra favorendo l'inclusione lavorativa e sociale di giovani migranti. Il percorso prevede formazione linguistica, educazione civica, sicurezza sul lavoro e preparazione professionale, mentre alcune imprese lombarde hanno già dato la propria disponibilità ad assumere i partecipanti una volta arrivati in Italia.
Per due settimane Motta collaborerà all'insegnamento della lingua italiana e della cultura civica e del lavoro. Poi salirà in sella per una ventina di giorni, attraversando Senegal e Gambia.
La parte ciclistica segue una formula ormai collaudata nei suoi viaggi: organizzazione autonoma e, alla fine del percorso, la bicicletta che resta sul posto. Questa volta sarà destinata al Centro di formazione di Mbao, per permettere a un ragazzo che vive lontano dalla scuola di raggiungerla più facilmente. A fornire la bici sarà ancora una volta Insubria Sport di Cuggiono.
1.300 chilometri per un pozzo: obiettivo raggiunto!

Il secondo progetto è “Acqua per Sourou – Il pozzo delle donne” e si svolge in un villaggio nel Comune di Toubacouta, nell'area del Sine-Saloum, non lontano dal confine con il Gambia. Qui 45 donne, appartenenti prevalentemente alle comunità sérère e jola, coltivano piccoli appezzamenti di terreno con cipolle, pomodori, peperoni, insalata e altri ortaggi.
L'acqua disponibile, però, non è sufficiente a garantire una coltivazione regolare a tutte. Il progetto prevede quindi la realizzazione di un pozzo destinato all'irrigazione degli orti. Ad oggi, la raccolta fondi lanciata da Motta su GoFundMe ha già raggiunto l'obiettivo, e anche qualcosa in più: 1.900 euro sufficienti a finanziare il pozzo, la pompa e i relativi pannelli fotovoltaici.
L'idea iniziale era associare i 1.300 chilometri del viaggio a un euro per ogni chilometro. Il traguardo economico è stato raggiunto prima che Carlo completasse il percorso, permettendo così al progetto di partire. L'acqua servirà a rendere più regolare la coltivazione, migliorare la produzione e permettere alle donne di vendere una parte degli ortaggi, contribuendo a creare un piccolo reddito per le famiglie.
Tra Senegal e Gambia, ancora una volta in bicicletta

Il percorso porterà Carlo a sud di Dakar, poi in Gambia, seguendo il corso del fiume, e quindi nuovamente in Senegal attraverso la Casamance. Da lì risalirà verso Dakar e Saint-Louis, per tutti i 1.300 chilometri previsti.
Non è la prima volta che Motta affronta un viaggio di questo tipo e chi ha seguito le sue precedenti esperienze sa che la distanza non è la cosa più importante per lui. La bicicletta gli permette di muoversi lentamente, fermarsi, incontrare le persone e lasciare qualcosa del proprio passaggio.
Questa volta, però, Carlo può pedalare a cuor leggero: il pozzo di Sourou può già diventare realtà.