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Tour de France 2026, 10a tappa: il Massiccio Centrale riaccende la sfida

All'indomani del riposo, una frazione importante anche per la generale, simile a quella del 2024. Il percorso, le nostre previsioni, orari e appuntamenti tv

Com'è già avvenuto più volte, al Tour de France 2026 il giorno della festa nazionale viene occupato da una dura tappa sul Massiccio Centrale. Nella fattispecie viene riprodotto in buona parte il finale della tappa di due anni fa vinta da Vingegaard, anche se meno terribile tanto nella lunghezza e durezza complessiva quanto per la scelta di un versante più semplice per valicare il Pas de Peyrol. La partenza della 10a tappa è ancora una volta complicata subito da salitelle verso La Course de Mouton (2.6 km al 3%, due tronconi, max 8%) e L'Enseigne (5.2 km al 2.6%, max 7%), subito seguite da un muretto nel centro di Marcolès (1.2 km all'8.7%, max 13%); quindi si incontra un lungo tratto mosso ma prevalentemente in salita, prima dell'ascesa di Lacapelle-del-Fraisse (1.7 km al 3.3%, max 7%). Il percorso si fa lievemente più semplice, ma sempre mosso, per una ventina di km, quindi si sale a Carlat (4.2 km al 3.3%, max 7%). Un paio di denti precedono la discesa, dopo la quale si incontrano le prime pendenze della Côte de Pailherols (9 km al 4.3%, sono duri gli ultimi 3.1 km al 7.1%, max 10%). 13 km ondulati precedono la discesa di 4 km; quindi la strada risale subito con 5.5 km di duro falsopiano prima della salita vera e propria al Col de la Griffoul (5.9 km al 6.7%; dopo il GPM la strada sale per un altro km), immediatamente seguito dalla parte finale del Col de Prat de Bouc (ignorando il dato ufficiale, 3.1 km al 6.1%, max 8%); a fine discesa si sale subito la Côte de Murat (ignorando il dato ufficiale, 5.9 km al 4.7%, max 9%; il GPM in verità è a 1.5 km dal Col d'Entremont), a cui segue quasi immediatamente (dopo 5 km di falsopiano) la salita a Pas de Peyrol: in tutto sono 7.8 km al 5.9%, divisi tra un primo tratto di 3.5 km al 5.9% (max 9%) fino al Col de Serre e un'ultima rampa di 2.2 km al 9.1% (max 12%). Pur non essendo il versante più duro, questo potrebbe già essere un buon punto per attaccare dal momento che mancano appena 31 km dal traguardo, anche perché le difficoltà sono appena cominciate. La successiva discesa di 12 km potrebbe essa stessa fare la differenza e conduce direttamente ai piedi della salita seguente, il Col de Pertus, 4.5 km all'8.4% con una prima rampa di 2.3 km al 10% (max 13%) seguita da un breve tratto di respiro e gli ultimi 1900 metri all'8.5%. Qui ormai mancano meno di 15 km, utili più ad ampliare i distacchi che ad attaccare ulteriormente: come da manuale, infatti, a queste due salite piuttoso ripide segue quella pedalabile del Col de Font de Cère (in tutto 6.1 km al 4.8%; ufficialmente solo l'ultimo tratto di 3.1 km al 5.8%, max 11%), con scollinamento a 2.7 km dall'arrivo. Rimangono solo la breve discesa e l'ultima contropendenza fino al traguardo di 500 metri al 7%.

 

Le salite

Dettaglio salite

 

Ultimi km

Dettaglio ultimi km

 

Fari puntati su…

Dopo l'inaudito spettacolo visto nella tappa precedente, con la fuga che non ha mai preso margine, salgono ancora di più le aspettative per questa frazione, che a tutti gli effetti può lasciare una pesante impronta sulla classifica generale, come dimostrato due anni fa. E a tal proposito chissà che Tadej Pogačar (UAE Team Emirates-XRG) non voglia vendicarsi della beffa subita in quell'occasione, quando rimase da solo sul Pas de Peyrol ma venne raggiunto da Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike) sulla successiva salita perdendo poi allo sprint dal danese. Se così fosse lo sloveno probabilmente cercherebbe di nuovo l'attacco lontano dal traguardo con tutti gli altri a difendersi alla bell'e meglio. 

Se questo fosse il progetto della squadra della maglia gialla, allora l'andamento della tappa potrebbe non essere diverso da quello visto verso Ussel: la fuga tarderà a sganciarsi perché in molti vorranno entrare, e assumerà una forma più o meno definitiva quando ormai inizieranno le prime vere salite a metà corsa, con l'UAE che terrà un ritmo elevato per cominciare a preparare l'attacco di Pogacar.

Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility), Tom Pidcock (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team) e Lennert Van Eetvelt (Lotto Intermarché) - ma anche eventualmente Egan Bernal (Netcompany INEOS), che è già in top10 ma con un tempo molto vicino agli altri tre - potrebbero buttarsi di nuovo in fuga: se riuscissero a farlo senza spendere troppo, potrebbero risparmiarsi il primo fuorigiri di Pogacar e trovarsi con lui nel finale, magari comunque senza speranze di vincere la tappa, ma nella situazione perfetta per rimontare in classifica.

Quasi sicuramente di muoverà anche Mads Pedersen (Lidl - Trek), al quale stavolta basterà vincerà il traguardo volante in partenza e poi rialzarsi. I compagni di squadra Quinn Simmons e Derek Gee-West potrebbero invece muoversi di nuovo su un tracciato adatto alle loro caratteristiche.

Altri nomi potenzialmente vincenti che sono già andati in fuga sono Georg Zimmermann (Lotto Intermarché), Romain Grégoire (Groupama - FDJ United), Kévin Vauquelin (Netcompany INEOS), Marco Frigo (NSN Cycling Team) e Alex Baudin (EF Education - EasyPost). Per la stessa formazione corre un genio delle fughe come Michael Valgren e, soprattutto, Ben Healy dal quale ancora ci si attende che batta un colpo.

È un'ottima tappa anche per vedere in azione scalatori usciti del tutto (o quasi) dalla classifica, a partire da Richard Carapaz (EF Education - EasyPost), Thymen Arensman (Netcompany INEOS), Antonio Tiberi e Damiano Caruso (Bahrain - Victorious), Pablo Castrillo (Movistar Team), Ion Izagirre (Cofidis), Michael Storer (Tudor Pro Cycling Team) e molti altri. Di questi soprattutto l'ecuadoriano ha mostrato una buona gamba, che evidentemente non gli è sufficiente a fare classifica per tre settimane, ma potrebbe bastargli a cercare il successo di tappa e la maglia a pois come due anni fa.

Non si sono ancora visti fin qui Julian Alaphilippe (Tudor Pro Cycling Team), Ben O'Connor (Team Jayco AlUla) e Maxim Van Gils (Red Bull - BORA - hansgrohe) che però sarebbero corridori di assoluto livello e adattissimi a questo percorso.

 

Tour de France 2026, gli orari della decima tappa

La partenza verrà data al km0 alle 13:15, mentre l'arrivo è previsto tra le 17:00 e le 17:30. La tappa sarà trasmessa in tv sia in chiaro su Rai 2 (dalle 14:40 alle 18:00), sia integralmente su Eurosport e Discovery+ (dalle 13:00 alle 18:15).

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Francesco Dani
Volevo fare lo scalatore ma non mi è riuscito; adesso oscillo tra il volante di un'ammiraglia, la redazione di questa testata, e le aule del Dipartimento di Beni Culturali a Siena, tenendo nel cuore sogni di anarchia.