
Tappa con Pogačar, Del Toro o classifica a squadre? Le spiegazioni della tattica UAE
La squadra della maglia gialla non lascia spazio alla fuga nella nona tappa, poi nel finale si defila. Wellens: "Volevamo tenerli a un minuto e vedere cosa sarebbe successo"
Alla fine ha vinto la fuga, ma lo svolgimento della nona tappa del Tour de France non è stato quello che ci si attendeva. Il vincitore Mathieu van der Poel hanno rischiato più del previsto sul rientro del gruppo, tirato a lungo dalla squadra della maglia gialla. Il UAE Team Emirates non ha mai concesso più di un minuto agli attaccanti, con Tim Wellens e Felix Großschartner a lungo in testa a tirare, lasciando aperto uno spiraglio nel finale per squadre interessate a inseguire per la tappa, come Lidl-Trek e Netcompany INEOS. Nel post-tappa sono arrivate diverse versioni, sia dallo stesso Tadej Pogačar e da Adam Yates ai microfoni di Eurosport, ma soprattutto dalle dichiarazioni di Wellens ai media belgi e olandesi.
Un atteggiamento che ha lasciato perplesso anche Alex Baudin, quarto all'arrivo. “Alla fine ho guardato i tre con cui ero in gruppo (Van der Poel, Johannesen e Pidcock) e ho pensato ‘ma che ci faccio qui?’ Non c'era molto da fare. Sono contento che la fuga sia andata in porto, non ho davvero capito perché la UAE stesse tirando", ha dichiarato il francese della EF Education-EasyPost.
Tadej Pogačar: “Abbiamo fatto il nostro ritmo”
“Abbiamo fatto il nostro ritmo e la fuga ha avuto poco più di un minuto. Quando sono finite le salite abbiamo pensato solo ad andare all'arrivo con tutta la squadra, poi altre squadre sono arrivate da avanti e hanno inseguito a tutta, alla fine è stata una buona giornata per noi. Ora pensiamo a recuperare domani, il giorno di riposo passerà in fretta.”

Adam Yates: “Abbiamo pensato di poter arrivare in volata per Isaac o Tadej”
“C'era una fuga forte ma li abbiamo tenuti a lungo a un minuto, per cui abbiamo pensato di poter arrivare in volata e vincere con Isaac o Tadej. Abbiamo controllato ma alla fine stava diventando difficile, eravamo a lungo da soli e a quel punto abbiamo deciso che non fosse l'opzione migliore. Abbiamo lasciato perdere ma a quel punto è arrivato la INEOS. Penso che possiamo essere soddisfatti, abbiamo lavorato bene come squadra.”
Tim Wellens: “La volata con Del Toro era un'opzione”
“Volevamo tenere la fuga a un minuto o poco più e vedere cosa sarebbe successo. A un certo punto abbiamo mollato un po' la presa e sono arrivate altre squadre. Penso che abbiamo faticato meno così che avessimo fatto il ritmo tutto il giorno. Prima della partenza eravamo incerti: io e McNulty potevamo andare in fuga, ma potevamo anche sprintare con Del Toro. Quando la fuga è andata ho pensato che potevamo fare il passo e forse saremmo rientrati”, ha dichiarato il corridore belga.
"Quando la fuga è andata, è diventato subito chiaro che stavano prendendo vantaggio. A quel punto dovevamo decidere se tirare o no: i direttori sportivi ci hanno detto che potevamo anche concedere spazio, ma io e Grossschartner stavamo bene e non volevamo regalare tutti quei minuti. A metà tappa la volata era ancora un'opzione, ma alla fine la fuga è riuscita a rimanere davanti. Non volevamo spendere così tanto nell'inseguimento. Alla fine abbiamo dovuto tirare solo io e Felix, e non abbiamo nemmeno dovuto lavorare negli ultimi 30 km piatti col vento contrario e le strade larghe. Personalmente preferisco tirare forte sulle salite, dove tutti stanno già soffrendo, che andare regolari e dover tirare tutto il giorno."
Tra gli obiettivi secondari che hanno portato a questa azione c'è anche la classifica a squadre. La Lidl-Trek è attualmente al comando con oltre 27' di vantaggio, e aveva sia Quinn Simmons che Derek Gee-West nella fuga. “Non è realmente un obiettivo per la squadra, ma lo è per i corridori. Ovviamente l'obiettivo primario è la maglia gialla a Parigi, ma se riuscissimo anche a vincere la classifica a squadre sarebbe un bel bonus. Non è comunque la cosa più importante", ha spiegato Wellens.
