
Diverse organizzazioni per i diritti umani chiedono la sospensione della UAE Emirates-XRG
Una coalizione di ong, tra cui FairSquare, ha scritto al presidente David Lappartient per chiedere lo stop alla squadra a causa del legame degli Emirati con il conflitto in Sudan
Una coalizione di organizzazioni per i diritti umani ha chiesto all'Unione Ciclistica Internazionale la sospensione immediata della licenza di UAE Emirates XRG. La richiesta, contenuta in una lettera datata 25 giugno e indirizzata al presidente David Lappartient, arriva alla vigilia del Tour de France e si fonda sul sostegno che gli Emirati Arabi Uniti fornirebbero alle forze paramilitari coinvolte nel conflitto in Sudan. Delle questioni etiche legata alla squadra emiratina e dei suoi legami statali avevamo già parlato su Muri nel numero di febbraio.

Le accuse della lettera
I firmatari, FairSquare, Sudan Unlimited, Christian Solidarity Worldwide e il Bahrain Institute for Rights and Democracy, scrivono che la squadra è sotto il controllo finanziario e politico dello Stato emiratino, ricordando che essa stessa si è definita un "simbolo del successo sportivo degli Emirati". Gli sponsor principali, Emirates e XRG, sono entrambi controllati dai governi degli emirati di Dubai e Abu Dhabi, ai quali si affiancano First Abu Dhabi Bank ed E&. La lettera definisce ormai irrefutabile l'insieme di prove secondo cui gli Emirati sarebbero il principale sostenitore finanziario e fornitore d'armi delle Rapid Support Forces, accusate dall'ONU di violenze che porterebbero "il marchio del genocidio" durante la presa della città di El-Fasher, nel Darfur, lo scorso anno.
Secondo i firmatari, il conflitto avrebbe già causato oltre 150mila morti e costretto più di 30 milioni di persone a dipendere dall'aiuto umanitario. La lettera cita anche le stime di Nathaniel Raymond, direttore dello Yale Humanitarian Research Lab, secondo cui solo nelle settimane della presa di El-Fasher sarebbero morte tra le 30mila e le 100mila persone, un ritmo di uccisioni che l'esperto definisce senza precedenti dal genocidio del Ruanda del 1994. Viene richiamato anche un rapporto di Human Rights Watch del maggio 2026, secondo cui contractor militari colombiani sarebbero stati impiegati nel conflitto a fianco delle RSF con il sostegno del governo emiratino, e un avvertimento del Consiglio di Sicurezza dell'ONU del 20 giugno scorso sul rischio di nuove atrocità di massa nella città di El Obeid.
Si ricorda inoltre che tra gli sponsor fondatori della squadra, nel 2017, figurava International Golden Group, contractor militare già segnalato da un panel di esperti dell'ONU per la fornitura di armi a gruppi armati in Libia, e più recentemente coinvolto, secondo un'inchiesta di France 24 del 2025, nella deviazione di armamenti verso il Sudan.
Il precedente di Bahrain Victorious
I firmatari chiedono anche una revisione complessiva della politica di concessione delle licenze UCI, estendendo le osservazioni a Bahrain Victorious, squadra legata al governo del Bahrain, già oggetto di una richiesta di chiarimenti dello stesso Bahrain Institute for Rights and Democracy nel 2019, quando l'UCI aveva risposto che la questione del trattamento dei propri cittadini da parte del governo del Bahrein esulava dalla competenza della sua commissione etica. Il direttore di FairSquare, Nick McGeehan, ha commentato che il modello di business del ciclismo, fondato sugli sponsor, lo rende vulnerabile alle operazioni di immagine dei regimi autoritari, e che il fallimento dell'UCI nel prevenire questo rischio ha trasformato la sua corsa più prestigiosa in un'occasione di promozione per uno Stato legato al genocidio.
Al momento l'UCI non ha fornito risposte pubbliche alla lettera.
