Kaden Hopkins © Kaden Hopkins Instagram
Sogni in bicicletta

Beata ostinazione

Storia di Kaden Hopkins, giovane promessa del ciclismo caraibico, rarissimo caso di corridore proveniente dalle Isole Bermuda

21.11.2022 18:00

«Sei delle Bermuda, non potrai mai diventare un ciclista professionista». Per molto tempo, come un fastidioso anatema, queste parole sono risuonate nelle orecchie di Kaden Hopkins, senza che però ci desse abbastanza peso. Certo, che sia nato e cresciuto proprio lì è assolutamente vero: in quell'ambiente a tratti tranquillo, a tratti turbolento di quel microcosmo di isole sparso in pieno Oceano Atlantico, lungamente fedele alla corona britannica ma che, in origine, sentì parlare spagnolo. Era epoca di esploratori, avventurieri, di scoperte (l'approdo di Colombo in America risalì a poco più di un decennio prima) quando Juan de Bermudez approdò per primo nell'arcipelago dando inizio ad una storia che non si è fatta mancare neppure terrore e mistero (del famigerato "Triangolo" hanno sentito tutti parlare almeno una volta).

Nascere a Bermuda è già di per sé speciale, quindi. Pensare di correre in bicicletta e di poterlo fare anche con risultati importanti è un qualcosa che può travalicare il sogno. Diventare una sorta di missione. Kaden Hopkins probabilmente non pensava neanche a tutto ciò nel momento in cui ha iniziato a pedalare, seguendo soprattutto l'esempio di suo padre Greg, buon triathleta e tra i corridori più conosciuti dell'arcipelago. Ha cominciato con una Mountain Bike e poi ha proseguito con una bici da corsa, gareggiando ai vari angoli dell'isola, diventando abile al punto da riuscire, poco alla volta, a battere tutti i primati stabiliti da suo papà nel corso degli anni.

Uscire dai confini nazionali per lui significava andare soprattutto negli Stati Uniti (dove si è recato anche per continuare gli studi una volta concluso il liceo), ovvero il primo luogo in cui cominciare realmente a capire come correre in bicicletta. Poi c'erano i campionati caraibici e quelle doti sul passo che lo rendevano particolarmente adatto per le prove a cronometro. Buone prestazioni contro il tempo avrebbero potuto permettergli di mettersi in mostra e di realizzare un ulteriore step: guadagnarsi la convocazione per i mondiali.

Per Kaden un primo sogno realizzato già nel 2017, quando ha la possibilità di recarsi a Bergen, in Norvegia, per prendere parte alle due gare riservate alla categoria juniores e approdare così in quell'Europa dove, fino a quel momento, il solo connazionale Dominique Mayho era riuscito a disputare qualche gara. 

Quell'Europa rimasta a lungo chimera, anche a causa della sopraggiunta pandemia ma che, improvvisamente, gli ha riaperto le porte grazie all'interessamento di Diego Milán, atleta dominicano visto all'opera anche con l'Acqua&Sapone oltre un decennio fa, che gli ha proposto di entrare a far parte del team spagnolo Essax a partire dalla stagione 2021. Finalmente l'opportunità di cominciare a confrontarsi e a capire il ciclismo europeo, con la partecipazione a brevi gare a tappe e il ritorno al palcoscenico mondiale, a Leuven.

Correre lì dove davvero conta e acquisire una nuova mentalità può rappresentare il passo decisivo e la perseveranza di Kaden ha fatto il resto: nell'ultimo anno, oltre a diventare campione caraibico a cronometro, ha esordito ai Giochi del Commonwealth, sfiorando la top ten nella prova contro il tempo e ritrovandosi a correre al fianco di gente del calibro di Mark Cavendish, Geraint Thomas, Fred Wright ed altri nella gara in linea, in cui soltanto a due tornate dalla fine ha ceduto il passo, concludendo con un comunque validissimo quattordicesimo posto.

Da lì il passo ai mondiali è stato breve e tra gli Under 23 si è fatto nuovamente valere, concludendo al tredicesimo posto (appena davanti al belga Van Eetvelt, secondo all'ultimo Giro Under). Dulcis in fundo per lui è arrivata l'ennesima possibilità: dal 2023 farà parte della Vendée U, una delle più note formazioni dilettantistiche francesi che rappresenta il team di sviluppo della TotalEnergies.

A dispetto di chi credeva che non potesse avere alcuna possibilità, Kaden (23 anni da compiere nel prossimo mese di marzo) potrebbe concretamente divenire il primo corridore professionista delle Bermuda, cercando anche di non essere un semplice cronoman: è vero che nelle isole natie di salite vere e proprie non ce ne sono ma i percorsi ondulati non mancano e quindi la sua indole battagliera è stata già in qualche modo forgiata, come nelle corse in cui ormai era già in grado di fare molto meglio di suo padre.

Un domani, probabilmente, sarà lui l'esempio per i suoi connazionali che, man mano, cominciano a pedalare (sia ragazzi che ragazze), supportati anche da una federazione nazionale ambiziosa. In tutto questo però Kaden Hopkins non potrà che ringraziare la sua beata ostinazione. Quella che lo guida verso il suo sogno considerato impossibile e che invece potrebbe rivelarsi stupenda realtà.

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