Pogačar sul podio all'Europeo in Drôme-Ardèche 2025
Pogačar sul podio all'Europeo in Drôme-Ardèche 2025

Tadej Pogačar non si rassegna la fine anticipata della stagione. A 28 giorni dall'incidente alla Vuelta a España, il corridore sloveno sta premendo per partecipare ai Campionati Europei di ciclismo di domenica prossima a Lubiana, sua città di riferimento e capitale del suo Paese natale che voleva ospitare l'evento proprio in suo onore. La sua squadra, l'UAE Emirates-XRG, sembra fermamente contraria. L'asse del contendere è chiaro: secondo il quotidiano El Periódico Pogačar ha contattato direttamente Xavier Mir, il chirurgo catalano che lo ha operato all'Hospital Universitari Dexeus di Barcellona il fine settimana della caduta. Durante la telefonata, Mir ha confermato che non esistono impedimenti medici alla partecipazione alla gara. 

Tadej Pogačar dopo l'incidente alla Vuelta a España
Tadej Pogačar dopo l'incidente alla Vuelta a España

Otto giorni di allenamento: troppo pochi per la squadra

Pogačar ha ripreso ad allenarsi su strada solo sabato scorso, dopo aver completato una prima sessione su una cyclette nella sua abitazione di Monaco. Ha seguito il protocollo di recupero con precisione, senza strappi, fino all'autorizzazione a uscire in bicicletta. Ma i numeri restano problematici: se corresse domenica, avrebbe alle spalle appena otto giorni di allenamento all'aperto dopo l'incidente di Valencia. I direttori tecnici e sportivi dell'UAE Emirates-XRG ritengono quel margine insufficiente. La posizione ufficiale della squadra è che Pogačar debba aspettare il 2027: la prima gara programmata per il suo rientro è il Tour Down Under, in programma dal 16 al 24 gennaio in Australia, corsa a cui aveva già partecipato nel 2019, al debutto da professionista a 19 anni, concludendo tredicesimo. Nel frattempo, i social media di questo fine settimana hanno circolato video e fotografie, scattate con il consenso dello stesso Pogačar, che lo mostrano in allenamento nelle zone collinari di Monaco insieme alla compagna Urska Zigart, anch'ella ciclista professionista, e all'irlandese Eddie Dunbar. Sabato è apparso con la maglia iridata, l'ultimo giorno utile per indossarla prima che il titolo passasse ufficialmente al compagno americano Brandon McNulty. Domenica, invece, le immagini lo ritraevano con la maglia di campione europeo in carica.

La federazione slovena può decidere in autonomia

C'è un elemento tecnico-regolamentare cambia il peso della questione: non è stata la UAE Emirates-XRG a inserire Pogačar nella lista di pre-iscrizione agli Europei: lo ha fatto la federazione ciclistica slovena, che ha il potere autonomo di convocare o escludere i propri corridori indipendentemente dalla volontà della squadra di appartenenza. La decisione finale, quindi, non appartiene interamente alla squadra emiratina. La posizione dell'UAE Emirates-XRG si basa anche su un bilancio stagionale che non lascia rimpianti. Pogačar ha vinto in ordine cronologico: Strade Bianche, Milano-Sanremo, Giro delle Fiandre, Liegi-Bastogne-Liegi, Tour de Romandie, Tour de Suisse e Tour de France. Prima della caduta a Valencia, aveva già conquistato tre tappe alla Vuelta a España. Secondo la squadra, insistere in questa fase rischia di compromettere il recupero in modo non necessario dopo una stagione già da record. Ma dietro la corsa di domenica si profila un secondo obiettivo, più impegnativo. Pogačar potrebbe essere al via infatti anche al Giro di Lombardia del 10 ottobre, la cosiddetta classica delle foglie morte, la più dura delle Monumento con 239 chilometri, nove salite e 4.600 metri di dislivello, che ha vinto per cinque edizioni consecutive. Gli Europei, su un circuito di 198 chilometri attorno a Lubiana con cinque ripetizioni di un muro da 2,1 km con pendenze fino al 10,2%, sarebbero il banco di prova prima del grande appuntamento italiano. La federazione slovena e il corridore spingono. La squadra frena. La decisione è attesa nelle prossime ore.

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