La vittoria di Mathieu van der Poel ©Photonews.be (Da Premier Tech Cycling)
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Se ne va, lo riprendono, poi no: Van der Poel vince ancora la E3 Saxo Classic

Finale mai visto ad Harelbeke: Vermeersch, Hagenes, Abrahamsen e Dewulf lo riprendono dopo un assolo di 40 chilometri, ma non chiudono prima della volata e si fanno battere

La risposta è che stato molto meglio, ma sta anche abbastanza bene da vincere ancora la E3 Saxo Classic. Per il terzo anno consecutivo Mathieu van der Poel si impone sul traguardo di Harelbeke, ma il finale è piuttosto diverso dai due precedenti. La lunga azione partita dal Taaienberg e proseguita in solitaria dal Paterberg in poi non si conclude con il solito incontestabile trionfo, ma con una sapore amarissimo di occasione buttata per i quattro che erano riusciti a riprenderlo.

Florian Vermeersch, Per Strand Hagenes, Jonas Abrahamsen e Stan Dewulf, con quest'ultimo ripreso dalla fuga iniziale, erano riusciti a completare un inseguimento mai riuscito a nessuno nelle ultime classiche sulle pietre con Mathieu protagonista. Questa volta le scorie della caduta di sei giorni fa, di cui portava i segni sulla mano e in alcune smorfie ben evidenti e preoccupanti in vista delle monumento, e la convinzione di chi arrivava da dietro ha cambiato completamente un finale già visto più e più volte. Van der Poel ha vinto lo stesso, per una manciata di secondi appena, complice una gestione del mondo chiave a dir poco discutibile da parte degli inseguitori, che hanno sostanzialmente scelto di non vincere la gara per non farla vincere agli altri.

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La fuga iniziale si sgancia dopo oltre cinquanta chilometri: all'attacco Stan Dewulf (Decathlon CMA CGM), Bastien Tronchon (Groupama FDJ-United), Luke Durbridge (Team Jayco AlUla), Sven Erik Bystrøm (Uno-X Mobility), Nickolas Zukowsky (Pinarello Q36.5 Pro Cycling) e Michiel Lambrecht (Team Flanders Baloise). Prova a rientrare su di loro anche Sean Flynn (Team Picnic PostNL), raggiunto successivamente dal compagno di squadra Henri-François Renard-Haquin e da Vojtěch Kmínek (Burgos Burpellet BH). I tre inseguitori arrivano anche a 50", ma non riescono mai a rientrare sui sei davanti, che hanno oltre tre minuti sul gruppo principale.

Dietro rimane tutto sotto controllo fino al Karnemelkbeekstraat, poi ai -93 arriva un attacco di Timo Kielich (Team Visma Lease a Bike). Il belga sgancia un gruppetto di contrattaccanti, in cui la Alpecin Premier-Tech inserisce Edward Planckaert insieme a Daan Hoole (Decathlon CMA CGM), Connor Swift (INEOS Grenadiers), Edward Theuns (Lidl-Trek), Pepijn Reinderink (Soudal Quick-Step) e Anthony Turgis (TotalEnergies). 

Un gruppetto di qualità che riesce a prendere vantaggio prima del Taaienberg, il muro dove solitamente la corsa si apre a 70 chilometri dall'arrivo. Tutti lo sanno, a partire dal Wolfpack e da Jasper Stuyven, il primo a cambiare ritmo. Ancora più efficace l'attacco di Tim van Dijke (Red Bull-BORA-hansgrohe), che riesce a fare gap su tutti gli altri, eccezion fatta per Mathieu van der Poel

Il grande favorito esce allo scoperto per rispondere all'attacco del secondo classificato della Omloop Nieuwsblad, che anche in quell'occasione era stato con lui per qualche chilometro. Van Dijke è molto generoso nel collaborare per tenere vivo il tentativo e rientrare sul secondo gruppo, in cui c'è Planckaert ad aspettare il suo capitano. L'attacco risolutivo arriva già sul muro successivo, il Boigneberg: a 65 chilometri dall'arrivo, Van der Poel se ne va da solo, a caccia dei fuggitivi e del terzo successo consecutivo.

Van Dijke non può nemmeno pensare di rispondere, ma non riesce nemmeno a mantenere a lungo un vantaggio sul gruppo successivo, ancora piuttosto folto. Dopo il ricongiungimento riparte il suo compagno di squadra Jan Tratnik, ma è solo uno dei tanti movimenti in quella che sembra la solita corsa alla seconda posizione. Nel frattempo, Van der Poel rientra sulla fuga subito prima della combinazione finale dei muri più impegnativi, e già sul Paterberg rimane solo in testa alla corsa quello che era il leader virtuale già da una ventina di chilometri. Dewulf è l'unico a provare a rimanergli a ruota, ma sul tratto più duro perde contatto e arretra ulteriormente dopo l'Oude Kwaremont.

Il belga della Decathlon prova a resistere il più possibile al rientro del secondo gruppo, rimasto a lungo intorno al minuto di distacco da Van der Poel. Sul Kwaremont strappa António Morgado (UAE Team Emirates-XRG), seguito da Magnus Sheffield (INEOS Grenadiers), Christophe Laporte (Team Visma Lease a Bike) e dal compagno di squadra Florian Vermeersch. Quest'ultimo fa parte anche dal terzetto che riesce a evadere ai -30 e rientrare su Dewulf, insieme a Per Strand Hagenes (Team Visma Lease a Bike) e Jonas Abrahamsen (Uno-X Mobility). 

Vermeersch, Abrahamsen, Hagenes e Dewulf ©UAE Team Emirates XRG
Vermeersch, Abrahamsen, Hagenes e Dewulf ©UAE Team Emirates XRG

Superato il Tigemberg, l'ultimo muro di giornata, Van der Poel ha un vantaggio di poco superiore ai trenta secondi sul quartetto inseguitore e di un minuto sul gruppo principale, da cui Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step) prova a uscire senza successo. Red Bull e Groupama si spremono per ridurre il distacco, ma anche Vermeersch, Hagenes, Abrahamsen e Dewulf si avvicinano sensibilmente a un punto di riferimento sempre meno invisibile sulle lunghe strade pianeggianti che riportano ad Harelbeke.

Il distacco continua a calare, prima a venti secondi, poi a dieci, poi a cinque, fino a poche decine di metri. Il gap è ormai chiuso, Van der Poel è visibilmente stravolto e pensa per un attimo di rialzarsi e attendere, ma poi riprendere a spingere. In quel momento davanti c'è Vermeersch, che dopo aver fatto la trenata più importante si gira a chiedere collaborazione. 

Una richiesta che cade nel vuoto, perché né Abrahamsen né Hagenes vogliono bruciarsi le ultime energie per rischiare di tirare la volata agli altri, mentre Dewulf è in fondo al gruppetto dall'inizio con un alibi di ferro, avendo speso molto in fuga e Tobias Lund Andresen in gruppo, che però non arriva a sprintare per la vittoria. Non ci arrivano nemmeno i quattro inseguitori, che dopo aver ripreso l'imprendibile per eccellenza decidono che la loro voglia di non tirare la volata agli altri tre supera quella di rischiare per provare a vincere. Quando Vermeersch torna davanti è ormai tardi, Van der Poel ha ripreso vantaggio e lo mantiene sul traguardo di Harelbeke, con il gesto di esultanza che probabilmente avrebbe pensato di fare con più tranquillità.

Hagenes è secondo davanti a Vermeersch, con Dewulf e Abrahamsen giù dal podio. Mancano solo quattro secondi e un po' di lucidità e decisione ai quattro protagonisti di una storia scritta su un foglio appallottolato e buttato via. Lund Andresen vince la volata per il sesto posto a 24", precedendo Christophe Laporte (Team Visma Lease a Bike) e Gianni Vermeersch (Red Bull-BORA-hansgrohe). Nono Mads Pedersen (Lidl-Trek), decimo Matteo Trentin (Tudor Pro Cycling).

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