
FCI e Lega Ciclismo, la rottura: cosa sta succedendo (e perché riguarda tutti)
I battibecchi tra Federazione e Lega del Ciclismo Professionistico: perché lo scontro tra i due enti ha preso una deriva difficilmente sanabile
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Il giorno 11 giugno il presidente della Federazione Ciclistica Italiana, Cordiano Dagnoni, ha firmato una delibera che sospende con effetto immediato la convenzione che dal 2024 regola i rapporti tra la Federazione e la Lega del Ciclismo Professionistico. Una notizia che, vista da fuori, può sembrare un tecnicismo burocratico. Vista da dentro il movimento, è l’esplosione di una tensione che cova da anni e che ora rischia di travolgere proprio le settimane in cui il calendario italiano dovrebbe vivere uno dei suoi momenti più importanti: i campionati italiani di fine giugno.
La FCI e la Lega Ciclismo Professionistico
Per capire cosa sta succedendo bisogna partire da una distinzione tra i ruoli dei due enti. La FCI è la federazione sportiva nazionale: governa il ciclismo italiano in tutte le sue forme, dal professionismo al ciclismo amatoriale, fino alle attività giovanili e olimpiche, e risponde al CONI. La Lega Ciclismo, invece, è un organismo più ristretto, nato per occuparsi specificamente del professionismo su strada: rappresenta le squadre Professional e Continental italiane, dialoga con gli organizzatori delle corse, gestisce alcuni aspetti economici e promozionali del movimento agonistico.
Il punto fondamentale è che la Lega non è un ente indipendente dalla Federazione. Opera “su delega”: è la FCI che le affida, tramite una convenzione, l’autorità di occuparsi di determinati ambiti. È esattamente questo rapporto di delega (chi può fare cosa, e fino a dove) a essere oggi saltato
La scintilla: i diritti tv del tricolore donne
Il pretesto formale della rottura riguarda il Campionato Italiano Donne Élite, in programma il 28 giugno. Secondo la FCI, la Lega avrebbe trattato direttamente con la Rai la cessione dei diritti televisivi della manifestazione, senza autorizzazione federale. Un problema non da poco, perché la Federazione ha un proprio accordo storico con la Rai e considera quella materia di propria ed esclusiva competenza. Per Dagnoni, è stata la goccia che ha fatto traboccare un vaso già pieno.
Una frattura che viene da lontano
Per capire perché una questione di diritti televisivi abbia portato a una sospensione così drastica, bisogna tornare al 2022. In quell’anno alla presidenza della Lega venne eletto Mauro Vegni, allora direttore del Giro d’Italia: un’elezione che, di fatto, metteva l’organismo nelle mani di RCS Sport, la società che organizza il Giro. Dagnoni la considerò un’incompatibilità statutaria e sostenne il ricorso, presentato da Moreno Argentin, che portò alla decadenza di Vegni e a un commissariamento durato circa diciotto mesi, affidato all’avvocato Cesare Di Cintio.
Il nuovo statuto scritto dal commissario, però, non passò: fu l’assemblea dei soci, guidata da Paolo Bellino di RCS Sport, ad approvarne uno scritto interamente da RCS. Da quell’assemblea uscì la presidenza di Roberto Pella, deputato di Forza Italia ed espressione della linea di RCS Sport. Sotto la sua guida, la Lega ha cambiato pelle: ha attratto un finanziamento statale di circa 7 milioni di euro, si è dotata di una struttura propria, ha sostenuto economicamente gli organizzatori di diverse corse (tra cui la rinascita del Giro di Sardegna) e ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione fino a occuparsi anche di ciclismo femminile e di squadre Continental.

È proprio questo allargamento, secondo Dagnoni, il vero problema: il ciclismo femminile non è professionistico, le Continental sono squadre dilettantistiche, e dunque, sostiene il presidente federale, non rientrerebbero nel perimetro che la convenzione affida alla Lega. In un’ intervista rilasciata a Repubblica (guarda caso il principale quotidiano tra i concorrenti del Corriere della Sera in casa RCS) e uscita il 19 maggio, Dagnoni aveva accusato Pella di esercitare troppe ingerenze in ambiti non suoi, al punto da aver costruito una “Federazione ombra”.
I numeri dietro la tensione
Alla questione delle competenze si è aggiunta, nelle ultime settimane, anche una questione di soldi. Dagnoni ha reso pubblico un confronto tra i fondi pubblici ricevuti dai due enti da Sport e Salute: secondo le sue cifre, la FCI (che conta circa 100mila tesserati e deve sostenere anche l’attività olimpica) avrebbe ricevuto 9 milioni di euro, mentre alla Lega, che rappresenta 18-19 società, ne sarebbero arrivati circa 3,5 milioni. Un dato che il presidente federale ha usato per sostenere che la capacità della Lega di attrarre risorse pubbliche non si traduca in un reale beneficio per il movimento, con, sono parole sue, solo le briciole che arriverebbero realmente agli organizzatori.
A questo si è sommato, a fine maggio, anche un episodio personale: Pella avrebbe minacciato Dagnoni di rivolgersi alla Corte dei Conti, una minaccia che il presidente federale ha respinto pubblicamente con tono di sfida. Tra i due, ormai, non c’è più dialogo: solo dichiarazioni a distanza, spesso al veleno.
Cosa cambia da subito (e cosa no)
La sospensione della convenzione, sul piano pratico, blocca l’operatività della Lega: dovrà essere ratificata dal Consiglio Federale del 22 giugno, ma produce effetti già da ora. C’è però un’eccezione, voluta dalla stessa FCI: la delibera mantiene provvisoriamente valida la delega alla Lega per il Campionato Italiano Professionisti e la Crono Open, in programma proprio in quei giorni in Piemonte. Una sorta di tregua armata, limitata al minimo indispensabile per non far saltare l’evento.
È anche questa la ragione per cui le informazioni operative sui campionati italiani (percorsi, orari, dettagli sulla diretta televisiva) sono arrivate con un ritardo inusuale rispetto agli anni passati. Normalmente è la Lega, in coordinamento con gli organizzatori locali, a occuparsi della comunicazione di questi aspetti. Con la convenzione in bilico nelle settimane immediatamente precedenti, e con la stessa FCI che ha dovuto specificare per iscritto quali deleghe restassero valide e quali no, gli organizzatori si sono trovati a operare in una zona grigia: non era chiaro, fino alla delibera del 11 giugno, chi avesse davvero titolo per ufficializzare cosa. Il risultato è stato un cortocircuito comunicativo che ha tenuto sospese, fino all’ultimo, informazioni che in condizioni normali sarebbero state diffuse con mesi di anticipo.
Chi rischia di pagare il conto
Al di là delle questioni di principio, ci sono conseguenze molto concrete. Negli ultimi mesi la Lega si è dotata di una propria struttura, assumendo professionisti che hanno lasciato altri incarichi: sono posizioni di lavoro che ora diventano incerte. Gli organizzatori delle corse professionistiche, che negli ultimi anni avevano trovato nella Lega un interlocutore e in alcuni casi un sostegno economico, si ritrovano improvvisamente senza punti di riferimento, proprio nel mezzo della stagione (un momento ben più delicato dell’autunno, quando un anno fa la FCI sospese in modo analogo la convenzione con l’ACSI, l’ente di promozione sportiva amatoriale, paralizzandone l’attività per circa due mesi prima di un nuovo accordo.
A rischiare di più, forse, è il ciclismo femminile italiano, che proprio in questa fase di crescita si ritrova ostaggio di una contesa istituzionale che non lo riguarda direttamente, ma che lo coinvolge nei suoi effetti.
E adesso?
Il Consiglio Federale del 22 giugno sarà il primo banco di prova: si parla di possibili scenari che vanno dalla ricomposizione del rapporto, tramite una nuova convenzione negoziata da zero, fino a un nuovo commissariamento della Lega. Nel mezzo, resta da capire quale sia davvero l’obiettivo di Pella (politico, personale, o entrambi) e se la Federazione sia disposta a un dialogo che, al momento, sembra essersi interrotto. Quel che è certo è che il movimento ciclistico italiano, già in affanno per la crisi degli sponsor e la difficoltà di trovare spazi mediatici, non può permettersi a lungo uno scontro che, comunque finisca, lascia per ora il ciclismo stesso come unica parte in causa senza voce.
