
Philipsen si mette i gradi per il Tour: tappa e prima corsa a tappe in carriera
Jasper Philipsen vince la quinta tappa del Baloise Belgium Tour e spodesta Aranburu in classifica generale
La tappa finale del Baloise Belgium Tour 2026 si è trasformata in una battaglia senza tregua tra i velocisti e i corridori di classifica, con Jasper Philipsen che, trovando il successo che ancora gli mancava in questa edizione della corsa di casa e per la prima volta primeggiando nella classifica generale di in una gara a tappe e spodestando in extremis Alex Aranburu (Cofidis). Arrivato al Baloise con in tasca la vittoria alla Copenaghen Sprint come viatico, Philipsen si era trovato a rivaleggare nuovamente con gli avversari dell'imminente Tour de France (Biniam Girmay, Tim Merlier, Olav Kooij) uscendone puntualmente sconfitto in ogni volata, per i più svariati motivi. Il risultato della terza tappa, dove unico tra i velocisti puri era rimasto con il gruppo dei migliori a giocarsi la vittoria, lo aveva piazzato a portata di break: anche oggi è stato unico tra i suddetti velocisti puri (che pure sono tutti ottimi - forse un po'meno Merlier - nei tracciati misti) in grado di disputare la volata, caparbietà che gli è valsa la vittoria finale.

Baloise Belgium Tour 2026, la cronaca della quinta tappa
La quinta frazione (182,6 chilometri da Gingelom a Hoeilaart) presentava una difficoltà distribuita su un circuito molto ondulato, con sette passaggi impegnativi: la Smeysberg (600 metri al 7,5%) affrontata due volte, la Coppensstraat (800 metri al 3,6%), la Vandervaerenstraat (700 metri al 4,3%), la Watertorenstraat (400 metri al 6,2%), la Mommaertstraat (1,2 chilometri di pavé al 3,4%) affrontata tre volte, la Bergstraat (2,6 chilometri al 2,2%) e infine la Nieuwland (600 metri al 6,9%), quest'ultima posizionata appena tre chilometri prima dell'arrivo. La classifica generale era straordinariamente serrata: Aranburu indossava la maglia gialla con un vantaggio microscopico di soli due secondi su Philipsen e su Jenno Berckmoes (Lotto-Intermarché), il che significava che qualsiasi abbuono avrebbe potuto stravolgere la graduatoria finale.
Sin dai primi quindici chilometri di gara, una fuga di sette corridori si è staccata dal gruppo principale: Roan Konings (Metec-Solarwatt p/b Mantel), Stijn Appel (BEAT CC p/b Saxo), Zeno Moonen (Tarteletto-Isorex), Jocelyn Baguelin (Aarco), Victor Hannes (Aarco), Kay De Bruyckere (Pauwels Sauzen-Altez Industriebouw) e Alexys Brunel (TotalEnergies). Il gruppetto ha collaborato per diversi chilometri, ma il gruppo dei favoriti, mosso dalle esigenze dei velocisti di classifica, non ha mai concesso margini eccessivi.
Moonen ha mollato la presa a sessanta chilometri dal traguardo, riducendo il numero dei fuggitivi a sei, ma il gruppo non ha mai risentito dell'assenza. L'inseguiemento è proseguito in modo costante fino a quarantatré chilometri dalla conclusione, quando la NSN ha deciso di accelerare in vista della Vandervaerenstraat. Proprio il momento peggiore per forare, deve aver pernsato Florian Vermeersch (UAE Emirates-XRG), mentre la sfortuna si accaniva su di lui tagliandolo fuori dalla bagarre.
Riassorbita la fuga a quarantadue chilometri dal traguardo, diversi corridori, tra cui Jenno Berckmoes e poi Olivier Godfroid (Baloise Verzekeringen-Het Poetsbureau Lions),hanno tentato di attaccare. Godfroid è riuscito a prendere in testa il Golden Kilometre, vincendo il primo sprint, mentre a Berckmoes è andato il secondo.
Con i due secondi posti nel Golden Kilometre, Philipsen ha conquistato un totale di quattro secondi di bonus nei singoli sprint parziali, ma poiché Aranburu è uscito vincente dallo sprint conclusivo raccogliendo i 3": il basco manteneva virtualmente il primo posto con un vantaggio di un solo secondo.
Dopo il Golden Kilometre, la Mommaertstraat, il tratto in pavé da 1,2 chilometri ha rimescolato la situazione: la Uno-X Mobility ha preso l'iniziativa, e Jonas Abrahamsen (Uno-X Mobility) e Alessandro Romele (XDS Astana) si sono avvantaggiati dal gruppo principale. Philipsen e Aranburu non erano tra gli inseguitori, entrambi rifiatanti dopo il Golden Kilometre, e il divario aumentava per diversi chilometri. Tuttavia, a tredici chilometri dal traguardo, il gruppo è tornato nuovamente compatto
Florian Vermeersch, rientrato dal suo inseguimento, ha tentato un allungo senza successo. Meglio è andata a Mike Teunissen (XDS Astana ) anch'egli però presto ripreso. È stato poi il turno di Dylan van Baarle (Soudal Quick-Step), partito con molta più convinzione, ma a infastidirlo c'era la presenza di Jochem Kerckhaert (BEAT CC p/b Saxo), il quale lo inseguiva e lo costringeva a guardarsi continuamente alle spalle. Van Baarle era così concentrato sulla sua presenza del connazionale da rimanere indifferente rispetto a Milan Lanhove (Flanders-Baloise) partito a soli sei chilometri dal traguardo. Lanhove era dunque in vantaggio sull'ultimo vero saliscendi di giornata.
Ripresi sua i due neerlandesi che il belga in vista dei - 3 km, Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step) ha poi attaccato a sua volta sulla Nieuwland, ma gli avversari erano ormai sull'attenti e pronti a chiudere. Abrahamsen, che aveva inseguito la fuga per gran parte della fase finale, ha trovato il timing giusto per attaccare a sua volta. Il norvegese ha superato il nastro dell'ultimo chilometro con alcuni secondi di vantaggio, e sembrava che potesse davvero sorprendere tutti. Robbe Ghys (Decathlon CMA CGM), che aveva lavorato per Olav Kooij nelle salite, ha dato tutto in testa del primo gruppo inseguitore: Abrahamsen ha resistito fino a quattrocento metri dal traguardo prima di cedere inesorabilmente.
La corsa si è trasformata in una volata convulsa di un gruppo di circa 30 corridori: la Decathlon CMA CGM tentava di lanciare Kooij, il quale rimaneva tuttavia chiuso, incapace di sprintare nel finale, diversamente da Philipsen, il quale aveva pazientemente atteso il momento giusto e ha trovato le gambe per esplodere le energie rimaste verso la linea d'arrivo, superare di netto Jenno Berckmoes (Lotto-Intermarché) e Max Kanter (XDS Astana) e conquistare la tappa di forza bruta.
La vittoria della tappa gli consegnava i dieci secondi di abbuono sufficienti a spodestare Aranburu dalla maglia viola di leader: il belga vinceva la corsa a tappe di casa con un vantaggio complessivo di cinque secondi su Berckmoes e nove su Aranburu, e si portava a casa anche la classifica a punti staccando Tim Merlier (Soudal QUick Step). La classifica dei giovani restava appannaggio di Héctor Álvarez (Lidl - Trek).
Baloise Belgium Tour 2026, l'ordine di arrivo della quinta tappa
Baloise Belgium Tour 2026, la classifica generale
