Vuelta a Burgos 2026 - Analisi del percorso
Tutte tappe in linea, di cui una sola per velocisti; la tappa regina sarà l'ultima a Lagunas dei Neila ma non mancano dure salite anche nella 2a e nella 3a
La Vuelta a Burgos 2026 ancora più dell'anno passato mette in campo un percorso ricchissimo di salite, con un solo arrivo apparentemente favorevole anche ai velocisti più puri. La tappa decisiva sarà ovviamente quella finale con l'arrivo in salita a Lagunas de Neila, ma anche la seconda e la terza sono a tutti gli effetti cruciali per la classifica. Non ci sono frazioni a cronometro.
Le tappe nel dettaglio
Martedì 4 agosto - 1a tappa: Gumiel de Izán - Burgos (165 km)

La prima frazione propone il classico arrivo al Castello di Burgos, al termine di una frazione abbastanza semplice, anche se ricca di salitelle sparse su tutto il tracciato. L'unica un po' più pronunciata è l'Alto El Aguilón (2.4 km al 4.3%, seguiti da una risalita di 900 metri al 4%), che assegna il primo GPM della corsa. Nelle ampie strade verso Burgos si incontrano ancora un paio di zampellotti prima dell'ultimo strappo di 1 km al 6.1% (max 9%) verso il Castello di Burgos, dov'è posto il traguardo.
Mercoledì 5 agosto - 2a tappa: Arcos de la Llana - Valle del Sol (178 km)

Primo arrivo in salita della corsa, al termine di una frazione che propone ondulazioni marcate fin dai primi km. Se non spaventa l'Alto La Yesera (3 km al 3.6%), già ha più significato l'Alto de Valmala (in tutto 5.9 km al 4.1%; primi 3 km più pedalabili, ultimi 3 km al 5.8%, max 10%) che pur essendo agevole è in un certo senso l'antipasto per la salita finale, non essendoci una vera discesa. Un fondovalle lievemente mosso di 20 km scarsi porta ai piedi dell'ascesa a Valle del Sol (3.5 km al 7.6%): si incontra subito il tratto più duro (600 mt al 10%, max 12%), poi la strada spiana (600 mt al 5.5%) prima del tratto finale abbastanza regolare (2.2 km al 7.7%, max 10%).
Giovedì 6 agosto - 3a tappa: Parque Empresarial de Montija - Balneario de Corconte (184 km)

Tappa a tutti gli effetti di montagna che basterebbe a tracciare una classifica quasi definitiva. I primi 110 km sono un lungo susseguirsi di salite brevi e solitamente pedalabili. Prime rampe arcigne si incontrano sul doppio passaggio dall'Alto Retuerta: il primo versante sono 3.4 km al 4.3% ma è molto irregolare e nell'ultimo km presenta punte al 15%; dopo lo strappo non segnalato di San Bartolomé da Escaño (circa 1 km al 7.5%, max 12%) e altre ondulazioni a Salazar si imbocca il secondo versante a 5.5 km dalla vetta, con una prima rampa di 1.2 km all'8.5% (media falsata da una breve discesa, max 15%), seguita da 2 km ondulati prima della rampa finale di 1.7 km all'8% (max 14% nei primi 300 mt, max 17% negli ultimi 700 mt). Dopo la discesa inizia un lungo falsopiano a salire, con 20 km di fondovalle seguiti dall'ascesa appena più marcata verso il Puerto de las Estacas de Trueba (11.4 km al 3.2%, max 7%). Si respira con una discesa di 12 km e 13 km di fondovalle a scendere, per arrivare Entrambasmestas ed entrare nella fase decisiva. La strada inizia a salire in modo irregolare per 7.5 km (media 2.2%, max 11%), poi spiana per circa 1 km prima di impennare verso il Puerto del Escudo: la salita suona già ostica dai numeri complessivi (7 km al 9%), ma ha pure un andamento molto irregolare alternando tratti molto ripidi (max 15%) ad alcuni - brevi - molto più pedalabili. Lo scollinamento avviene a 4 km dal traguardo, con la discesa che termina a soli 700 metri dalla fine.
Venerdì 7 agosto - 4a tappa: Palazuelos de Muñó > Briviesca (178 km)

La quarta tappa è la più semplice, anche se non mancano alcune salite pedalabili a centro tappa che non consentono di chiamarla pianeggiante. L'ultimo GPM è posto a 45 km dall'arrivo e anche se non ci sono più ascese di una certa consistenza, non mancano ondulazioni più o meno marcate. Si segnala a 22 km dall'arrivo lo strappo di El Guindo (600 mt al 7%, max 10%) e a 15 km dall'arrivo un tratto irregolare di 2.2 km al 2.7% (max 7%); dopo in generale la strada è prevalentemente all'insù con qualche breve strappo: una salitella di 1.6 al 3.4% (max 9%), spezzata da varie brevi discese, termina a meno di 4 km dall'arrivo; poi si scende per 500 metri e si risale per 800 mt al 3.5% (max 7%) fino a 2 km dal traguardo. 1 km di discesa e 1 di pianura (in verità gli ultimi metri salgono lievemente) portano all'arrivo.
Sabato 8 agosto - 5a tappa: Caleruega - Lagunas de Neila (137 km)

La corsa si chiude con la tappa regina, che si fa progressivamente più dura col passare dei km. Il percorso è mosso fin dall'inizio, ma senza incontrare vere salite per 70 km. Apre le danze l'Alto de Arroyo (3.2 km al 5.3%), seguito da un fondovalle esigente fino ai piedi dell'Alto de Tolbaños (1.6 km al 7.1%, max 12%) che offre le prime pendenze davvero cattive. Segue subito il Collado de Huerta (2 km al 5% preceduti da tanti km di falsopiano impegnativo al 2/3%) che precede di poco l'Alto de Rozavientos: ignorando il dato ufficiale sono 3.4 km al 9.7%; prima si raggiunge il Puerto del Collado in 2 km scarsi progressivamente più duri (dal 6 al 10%), poi proprio sul colle si svolta a destra e la strada si impenna per circa 1.5 km (media superiore al 12%, punte fino al 15%) fino all'Alto de Rozavientos. Qui si scende a Quintanar de la Sierra per imboccare la salita a Lagunas de Neila dopo il paese (in tutto 12.2 km al 6.1%): si arriva al Puerto del Collado in circa 8 km (media 3.5%, ultimi 2 al 6%), dove si svolta ancora a sinistra, stavolta per arrivare fino in fondo alla strada, a quota 1857 metri, con un impennata di 4.2 km all'11.1% (max 15%).