Nizzolo ostacola Modolo, vitoria a Arndt © Ansa
Nizzolo ostacola Modolo, vitoria a Arndt © Ansa

La giuria riporta Nizzolo a quota 0 vittorie

Nikias Arndt vince l’ultima tappa del Giro d’Italia dopo il declassamento dell’italiano della Trek

È durata pochi minuti la gioia di Giacomo Nizzolo per la prima vittoria in carriera sulle strade del Giro d’Italia: dopo nove secondi posti e ben ventisette piazzamenti tra i primi dieci, il milanese della Trek Factory Racing era riuscito infatti a tagliare per primo il traguardo di Torino lanciandosi in un grande urlo liberatorio. In pieno sprint però non è passata inosservata la reazione di protesta di Sacha Modolo che ha dovuto smettere di pedalare a circa 50 metri dall’arrivo proprio a causa di uno scarto dello stesso Nizzolo: a spegnere gli entusiasmi ci ha pensato quindi il collegio di giuria che si è prontamente riunito per visionare attentamente le immagini e dopo un lungo conciliabolo ha sancito il declassamento proprio di Nizzolo per volata irregolare.

Nonostante l’arrivo fosse posizionato in curva, la decisione è sembrata corretta perché una deviazione netta nella traiettoria c’è effettivamente stata. Per i velocisti italiani comunque la beffa è stata doppia perché, proprio a causa di quella deviazione di traiettoria, Sacha Modolo ha perso anche la seconda posizione sul traguardo e così la vittoria dell’ultima tappa di questo 99° Giro d’Italia è andata a Nikias Arndt della Giant-Alpecin con la Germania che ha così completato un clamoroso en-plein nelle tappe per velocisti della corsa rosa: sette occasioni e sette vittorie divise tra Marcel Kittel, André Greipel, Roger Kluge e appunto Nikias Arndt lasciando a secco le ruote veloci di casa.

Tante cadute sotto la pioggia
Quest’ultima tappa da Cuneo a Torino era stata disegnata per essere poco più di una passerella per tutti coloro che erano rimasti in corsa fino ad ora: la pioggia battente invece ha creato non pochi problemi e, tra le classiche foto e celebrazioni di rito, non sono mancate le cadute. Prima ancora di arrivare a Torino, una scivolata ha coinvolto diversi corridori, compresi Esteban Chaves e Steven Kruijswijk: il secondo ed il quarto della classifica sono riusciti a risalire in sella, il danese Lars Bak (Lotto Soudal) è invece stato costretto al ritiro con il bollettino medico che parla di pneumotorace, frattura completa della scapola e frattura multipla ad una costola.

Per tutelare la sicurezza dei corridori, l’organizzazione della corsa ha deciso di neutralizzare i tempi di gara all’ingresso del circuito finale quando mancavano 60 chilometri all’arrivo: a quel punto a Vincenzo Nibali bastava solo più riuscire a raggiungere il traguardo per festeggiare il trionfo del suo secondo Giro d’Italia. Con la classifica ormai congelata, ad ogni giro qualche corridore si faceva sfilare dal gruppone ma nonostante questo c’è stata un’altra caduta pericolosa che coinvolto Rigoberto Urán e ancora Esteban Chaves: i due colombiani sono ripartiti, ma stavolta a farne le spese sono stati Jasha Sütterlin (Movistar) e Johann Van Zyl (Dimension Data) che sono entrambi stati trasportati in ospedale ed il loro Giro è così terminato con un ritiro decisamente beffardo.

La Lotto NL-Jumbo prova la sorpresa con Tjallingii e Van Emden
Ma l’ultima tappa non è stata solo cadute, ma è stata caratterizzata anche da una spettacolare azione della Lotto NL-Jumbo che ha rubato all’Astana di Vincenzo Nibali il privilegio di entrare per prima sul circuito torinese: a 67 chilometri dall’arrivo, prima che scattasse la neutralizzazione, sono scattati in coppia Maarten Tjallingii e Jos Van Emden e subito si è capito che per il plotone non sarebbe stato facile andare a raggiungerli. I due olandesi compagni di squadra hanno guadagnato fino a più di un minuto ed hanno resistito anche ad un tentativo di contrattacco di Manuele Boaro, Gianluca Brambilla e Tim Wellens (inizialmente c’erano anche Clarke e Zhupa): in gruppo la Lampre e la Trek hanno un po’ tardato a trovare un buon accordo per inseguire, e lo strappo di Villa della Regina non ha certo reso facile il lavoro di chi doveva recuperare.

Con la neutralizzazione dei tempi, si è arrivati agli ultimi due giri da sette chilometri e mezzo ciascuno con un primo gruppo ormai ridotto quasi all’osso e altri corridori sparsi per quasi tutto il circuito: il destito dei due olandesi in testa sembrava ormai segnato, ma Jos Van Emden si è lanciato da solo dopo un’ultima trenata di Tjallingii ed è riuscito a riportare il suo vantaggio sopra ai 15″. La bella azione di Van Emden alla fine è stata annullata solo all’inizio dell’ultimo Giro sul passaggio finale sullo strappo di Villa della Regina: per riprendere il corridore della Lotto NL-Jumbo è servito un grandissimo forcing di Bob Jungels che ha completato questa sua grandiosa corsa rosa (6° nella generale e maglia bianca) mettendosi a disposizione del compagno di squadra Matteo Trentin.

Colbrelli scatta nel finale ma urta uno spettatore e cade
Ripreso Van Emden, ci ha subito provato in contropiede Sonny Colbrelli che anziché aspettare la volata ha preferito provare ad andarsene in salita per anticipare tutti: il corridore della Bardiani-CSF è partito bene, ma proprio nel momento del massimo sforzo ha urtato il braccio di uno spettatore a bordo strada ed è finito a terra perdendo le chance di giocarsi la vittoria, ma riuscendo comunque a concludere la corsa. Negli ultimi chilometri non era rimasta più una squadra compatta in grado di controllare il gruppetto di testa e allora sono stati Bob Junges, Eugenio Alafaci e Roberto Ferrari e fare un buon lavoro per tenere in posizione avanzata i compagni di squadra: tuttavia gli attacchi non sono mancanti, ci ha provato prima José Joaquín Rojas, poi proprio agli ultimi metri il belga Sean De Bie (Lotto Soudal) con il romeno Eduard Michael Grosu (Nippo-Vini Fantini) che sono stati raggiunti con lo sprint ormai lanciato.

Nizzolo ostacola Modolo, esulta Arndt
E qui si è arrivati al momento che poi la giuria ha deciso di sanzionare. L’arrivo era in una leggera curva verso destra e Giacomo Nizzolo ha allargato la sua traiettoria verso l’esterno per chiudere lo spazio a Sacha Modolo che stava cercando di rimontare da quella parte lungo le transenne: tutto assolutamente regolare, fino al momento di uno scarto improvviso verso sinistra che ha definitivamente chiuso la porta al velocista della Lampre-Merida che ha smesso di pedalare e subito si è lamentato a gesti (e a parole) per la manovra del rivale. Con il declassamento di Nizzolo (al 12° posto, ultimo del primo gruppetto), Nikias Arndt si è ritrovato vincitore quasi per caso: per il 24enne della Giant-Alpecin si è trattato della prima vittoria del 2016 ed ora potrà andare a caccia del secondo centro stagionale che nei tre anni precedenti da professionista gli è sempre mancato.

In seconda posizione invece è salita Matteo Trentin che si è buttato nella volata perché, oltre al piazzamento all’arrivo, era in ballo anche per un buon risultato finale nella classifica a punti: il corridore della Etixx-QuickStep ha chiuso al secondo posto con un bottino di 184 punti, a 25 lunghezze dalla seconda maglia rossa consecutiva di Giacomo Nizzolo che si era messo al riparo da brutte sorprese già al chilometro 65 di gara vincendo il traguardo volante di Racconigi davanti a Sacha Modolo.

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