L'arrivo vincente di Jesús Herrada nella seconda tappa del Critérium du Dauphiné © Bettiniphoto
L'arrivo vincente di Jesús Herrada nella seconda tappa del Critérium du Dauphiné © Bettiniphoto

Herrada supera l’esame di maturità

Prima vittoria nel WT per lo spagnolo della Movistar. Sul primo arrivo in salita del Delfinato meglio Froome di Contador, ma la classifica resta invariata

Sul primo arrivo in salita di questa edizione del Criterium du Dauphiné non erano attesi i grandi uomini di classifica perché, sebbene gli ultimi 20 chilometri verso il traguardo di Chalmazel-Jeansagnière fossero tutti all’insù, nel menù non c’erano pendenze in grado di fare grande selezione: così infatti è stato e alla fine è sbucato fuori un po’ a sorpresa il nome di Jesús Herrada, ma il venticinquenne spagnolo oggi è stato indiscutibilmente il migliore per forza e scelta di tempo, e il margine di vantaggio sulla linea d’arrivo la dice tutta. Per il più giovane dei due fratelli della Movistar si tratta dell’ottavo successo nella sua carriera da professionista iniziata nel 2011, ma oltre ad essere il primo del 2016 è anche il primo di sempre in una gara del World Tour: anche quando mancano i grandi capitani, la squadra di Eusebio Unzué riesce sempre a trovare il modo per far male agli avversari.

Una fuga di uomini forti guadagna cinque minuti
La tappa era partita da Crêches-sur-Saône e subito dopo il via ufficiale era nata una fuga di sette corridori che però la Tinkoff si è affrettata a riprendere: così al chilometro 9, sulle prime rampe del Col de Durbize è partita in contropiede l’azione buona con protagonisti Daniel Teklehaimanot (Dimension Data), Bartosz Huzarski (Bora-Argon 18), Jack Bauer (Cannondale), Alexis Gougeard (AG2R La Mondiale) e Lilian Calmejane (Direct Énergie); inizialmente aveva provato ad accordati ai cinque anche Alexey Lutsenko, ma il kazako dell’Astana ha desistito quasi subito e si è fatto riprendere dal plotone, sempre guidato nelle prime posizioni dai compagni di squadra di Alberto Contador.

Quando tanti uomini validi sul passo vanno in fuga tutti assieme, per il gruppo rischia sempre di diventare una giornata difficile, figuriamoci poi quando davanti c’è un corridore come il francese Gougeard che quando attacca da lontano spesso e volentieri viene ripreso solamente dopo il traguardo: proprio per questo motivo la Tinkoff non ha mai lasciato molto spazio e nella prima parte di tappa il vantaggio massimo è stato appena di 3’45” al chilometro di gara 46. Tutto faceva quindi presagire ad una fuga speranza, ma il quintetto i battistrada non si è dato per vinto, anche quando il gap era sceso sotto ai tre minuti, e dopo il rifornimento la situazione è cambiata: il gruppo s’è rilassato, la Tinkoff ha lavorato come meno convinzioni e così il vantaggio degli uomini di testa è schizzato fino a toccare i 5’05” al chilometro 123, a 45 dal traguardo.

L’Etixx si sveglia tardi
Ai meno 30 il vantaggio di Bauer, Calmejane, Gougeard, Huzarski e Teklehaimanot era ancora di 4’30” ed è dovuta intervenire la Etixx-QuickStep di Julian Alalphilippe e Daniel Martin, due possibili favoriti di giornata, per riaprire la partita. L’intervento degli uomini di Patrick Lefévère ha fatto sì che il plotone recuperasse 2’30” nel giro di una decina di chilometri, ma un’azione così brusca ha avuto anche altre conseguenze: i gregari della Etixx infatti si sono sfiniti in fretta e appena iniziata la lunga salita della Côte de Saint-Georges-en-Couzan, la penultima della tappa, non ci sono più state le forze per continuare il recupero.

Tanti attacchi negli ultimi 20 km
Senza alcuna squadra con le energie e l’interesse a lavorare, tanti corridori hanno scelto di giocare d’attacco: ai meno 18 l’ex campione del mondo Michal Kwiatkowski si è messo all’inseguimento di Alexis Gougeard, solitario in testa con 1’10” di vantaggio dopo essersi sbarazzato anche di Bartosz Huzarski. Al gran premio della montagna di seconda categoria, a 14 chilometri dal traguardo, sono usciti dal gruppo nell’ordine anche Fabrice Jeandesboz, Serge Pauwels e Tony Gallopin che con grande facilità hanno raggiunto e addirittura staccato il polacco del Team Sky che poi non è riuscito a tenere neanche le ruote del gruppo principale: i tre contrattaccati hanno ripreso Bartosz Huzarski sul falsopiano e poi ai meno 9 il quartetto di inseguitori è diventato quintetto di testa con Gougeard che si è fatto riprendere quando aveva ormai solo più una decina di secondi di margine.

La strada ha ripreso a salire verso Chalmazel-Jeansagnière ai meno sei chilometri e prima Gougeard e poi Huzarski hanno dovuto alzare bandiera bianca dal drappello di testa. Da dietro invece è stata ancora la Sky a muovere le proprie pedine: dopo un’accelerazione di Jérôme Coppel (IAM Cycling) è stato infatti Mikel Landa ad andare all’attacco senza però resistere davanti a lungo, poi a 3500 metri dall’arrivo è partito Sergio Henao assieme a Daniel Navarro della Cofidis, Solutions Crédits e stavolta la mossa è stata molto più concreta con lo spagnolo decisamente più generoso rispetto al colombiano.

Gallopin e soci si studiano, Herrada li brucia
La situazione è rimasta molto incerta fino alla fine perché Gallopin, Jeandesboz e Pauwels hanno iniziato a guardarsi l’un l’altro cercando di salvare la gamba per lo sprint e ai 500 metri dall’arrivo si sono visti rientrare in scia prima Henao e Navarro, poi Daniel Moreno della Movistar, uno che lo scatto da finisseur in salita l’ha sempre avuto: Gallopin, Jeandesboz e Pauwels sono riusciti ad accodarsi a Moreno, ma niente hanno potuto quando da dietro è arrivato Jesús Herrada sparato come un proiettile che ha lasciato tutti sul posto andando a vincere a braccia alzate mettendo addirittura 2″ di distacco tra sé ed il secondo in classifica.

Per Gallopin, Pauwels e Jeandesboz sarà sicuramente la giornata dei rimpianti: sono loro infatti che hanno occupato nell’ordine le posizioni dalla seconda alla quarta, segno che forse avrebbero potuto giocarsi molto meglio l’ultimo chilometro. Daniel Moreno si è piazzato in quinta posizione, mentre tra quelli che potrebbero essere definiti uomini di classifica il migliore è stato Bauke Mollema, sesto: molto brillante nelle ultime centinaia di metri anche Chris Froome che si è lanciato nella volata con il suo classico stile sgraziato ed è riuscito a portare a casa una buona ottava posizione subito dietro a Greg Van Avermaet, ma davanti all’ottimo Valerio Conti ed a Joaquim Rodríguez, che in altri tempi forse avrebbe fatto lui ciò che ha fatto Herrada.

Contador non brilla ma si salva
Chi non ha destato una grande impressione invece è Alberto Contador che per tutta la salita ha sgambettato molto bene sempre nelle posizioni d’avanguardia del gruppo, salvo poi andare in grande affanno negli ultimi 300 metri: il madrileno della Tinkoff ha rischiato di prendere una paio di buchi gli sarebbero potuti costare alcuni secondi in classifica, ma uno è stato annullato dai corridori che lo sorpassavano, l’altro invece dalla giuria dopo che inizialmente i cronometristi l’avevano messo 4″ dietro al gruppetto Froome. Nelle prime cinque posizioni la classifica generale è rimasta così invariata, mentre al sesto posto è risalito Jesús Herrada grazie ai 12″ complessivi recuperati oggi.

Aru staccato, Bardet cade e perde 45″
Come già accaduto nel prologo, poco brillanti anche Thibaut Pinot (arrivato in scia a Contador) e soprattutto Fabio Aru: il sardo dell’Astana anche oggi ha lasciato sulla strada 21″, ma si sapeva che in questo Criterium del Delfinato avrebbe badato solo a cercare la migliore condizione possibile per il Tour de France, mettendo in secondo piano i risultati. Intanto la davanti con i primi c’è sempre Diego Rosa che ha recuperato anche una posizione in classifica generale passando dalla nona a all’ottava. Chi invece oggi ha perso parecchio è stato Romain Bardet che ha tagliato il traguardo con ben 45″ di ritardo: il francesino dell’AG2R La Mondiale s’è arrotato con il compagno di squadra Alexis Vuillermoz all’ultimo chilometro e trattandosi di arrivo in salita non ha potuto beneficiare di alcuna neutralizzazione. Una grave disattenzione per i due compagni, aumentata dal fatto che non sono stati lestissimi a rimettersi in sella: Bardet ora in classifica ha 1’12” da recuperare a Contador e sarà interessante vedere se adesso proverà ad inventarsi qualcosa nelle tappe più dure o se inizierà subito a pensare esclusivamente al Tour de France.

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