Tour de France 2016, l’analisi delle 22 squadre corridore per corridore

Come ogni anno ecco la nostra analisi di tutte le squadre al via del Tour de France. 22 formazioni, alcune delle vere e proprie corazzate (su tutte Sky, Movistar e Astana), capitani e gregari ognuno pronto a fare la propria parte per conquistare la maglia gialla e portarla fino a Parigi. Buona lettura, e ovviamente buon Tour a tutti!

AG2R LA MONDIALE

Romain BardetRomain Bardet Jan BakelantsJan Bakelants Mikaël CherelMikaël Cherel Samuel DumoulinSamuel Dumoulin
Ben GastauerBen Gastauer Cyril GautierCyril Gautier Alexis GougeardAlexis Gougeard Domenico PozzovivoDomenico Pozzovivo Alexis VuillermozAlexis Vuillermoz
Il capitano sarà il 25enne Romain Bardet, alla sua quarta partecipazione al Tour de France. Lo scalatore francese vanta un sesto posto nel 2014, l’anno scorso invece ha chiuso nono e ha vinto una tappa: è un corridore che non ha paura di attaccare e ha chiuso secondo all’ultimo Criterium del Delfinato. Al fianco di Bardet ci sarà il lucano Domenico Pozzovivo che farà il suo debutto alla Grande Boucle a 33 anni: deve riscattarsi da un Giro d’Italia deludente. Il terzo uomo per le salite è Alexis Vuillermoz che, come l’anno scorso, potrebbe cercare il successo in una tappa dal finale esplosivo. Il resto del gruppo è formato da corridori molto validi che possono lavorare per i compagni o lanciarsi nelle fughe a caccia di vittorie: il più interessante è senza dubbio il giovane Alexis Gougeard, vero forzato della fuga (è andato a segno alla Vuelta); Cyril Gautier è uomo in grado di andare all’assalto tra i monti e potrebbe rappresentare un’interessante chiave tattica per i giochi dell’AG2R. Ben Gastauer e Mikaël Cherel saranno più orientati al mero lavoro “sporco”, mentre Jan Bakelants potrà sfruttare le sue doti da finisseur per colpire in qualche frazione mista; la ruota veloce della squadra sarà Samuel Dumoulin che può garantire piazzamenti anche in tappe ondulate o con finali insidiosi.

 

ASTANA PRO TEAM

Fabio AruFabio Aru Jakob FuglsangJakob Fuglsang Andriy GrivkoAndriy Grivko Tanel KangertTanel Kangert
Alexey LutsenkoAlexey Lutsenko Vincenzo NibaliVincenzo Nibali Diego RosaDiego Rosa Luis León SánchezLuis León Sánchez Paolo TiralongoPaolo Tiralongo
La formazione festeggia il decennale della sua fondazione e al Tour de France porterà il Dream Team, praticamente i nove uomini più forti della rosa (se escludiamo Scarponi). Il ruolo di capitano se lo divideranno Vincenzo Nibali e Fabio Aru: il siciliano è reduce dalla vittoria del Giro, punta ai Giochi di Rio ma sogna anche una clamorosa doppietta; il sardo invece è al suo primo Tour de France ma dopo aver fatto podio al Giro e aver vinto la Vuelta vuole vedere fin dove può arrivare contro tutti i migliori; e sulla carta la squadra girerà intorno a lui. Vincenzo Nibali avrà al suo fianco due fedelissimi come Jakob Fuglsang e Tanel Kangert che già l’hanno scortato al trionfo nella corsa rosa a maggio; gli uomini di fiducia di Fabio Aru sono i due italiani Diego Rosa e Paolo Tiralongo che hanno condiviso con lui buona parte della preparazione. Inutile dire che sono tutti fortissimi. A completare la formazione kazaka per il Tour de France troviamo l’ucraino Andriy Grivko e lo spagnolo Luis León Sánchez, i quali potranno spingere anche sul piano, e il kazako Alexey Lutsenko, i cui margini sono ancora da scoprire: si punta tutto sulla classifica, probabilmente vedremo in azione le maglie color turchese solo nei tapponi.

 

BMC RACING TEAM

Tejay Van GarderenTejay Van Garderen Brent BookwalterBrent Bookwalter Marcus BurghardtMarcus Burghardt Damiano CarusoDamiano Caruso
Rohan DennisRohan Dennis Amaël MoinardAmaël Moinard Richie PorteRichie Porte Michael SchärMichael Schär Greg Van AvermaetGreg Van Avermaet
I rossoneri arrivano al Tour de France con due uomini nel ruolo di capitano: Tejay Van Garderen in carriera si è piazzato due volte quinto e l’anno scorso un problema fisico l’ha costretto al ritiro quando era in lotta per il podio; Richie Porte invece sulla carta è capace di prestazioni migliori nella singola tappa, ma sulle tre settimane ha sempre fallito. Per entrambi un gregario di lusso in salita sarà il siciliano Damiano Caruso che quest’anno ha rinunciato al Giro d’Italia per dare il meglio di sé in Francia. Per le vittorie di tappe invece ci sarà Greg Van Avermaet che non è un velocista, ma che può cercare gloria in qualche frazione mista. Il resto della truppa sarà composto da corridori forti ma che in prima battuta avranno il compito di mettersi a piena disposizione dei compagni: c’è l’australiano Rohan Dennis, da cui ci si può aspettare qualcosa di buono a cronometro, e poi il tedesco Marcus Burghardt, lo statunitense Brent Bookwalter, il francese Amaël Moinard e lo svizzero Michael Schär, tutti forti sul passo e capaci di disimpegnarsi bene in salita. Rimpiangono l’assenza di una cronometro a squadre.

 

BORA – ARGON 18

Sam BennettSam Bennett Shane ArchboldShane Archbold Jan BartaJan Barta Cesare BenedettiCesare Benedetti
Emanuel BuchmannEmanuel Buchmann Bartosz HuzarskiBartosz Huzarski Patrick KonradPatrick Konrad Andreas SchillingerAndreas Schillinger Paul VossPaul Voss
Non è certo una delle formazioni di primo piano, ma il team tedesco presenta comunque alcune individualità interessanti. Il velocista irlandese Sam Bennett è dotato di un notevole spunto, ma è anche particolarmente allergico alle salite e dovrà darsi da fare soprattutto nei primi giorni di gara con l’aiuto del neozelandese Shane Archbold che dovrebbe pilotarlo nei finali di tappa. Per le frazioni più impegnative e per tenere un occhio alla classifica generale ci saranno invece l’austriaco Patrick Konrad ed il tedesco Emanuel Buchmann, rispettivamente quinto e ottavo quest’anno al Giro del Trentino. A portare esperienza al gruppo ci penseranno Jan Barta e Bartosz Huzarski, due ottimi pedalatori che se la cavano su tutti i terreni e possono essere clienti pericolosi quando centrano la fuga giusta. Il compito di entrare in fuga lo avranno anche i tedeschi Andreas Schillinger (molto attivo all’ultimo Campionato Nazionale) e Paul Voss, così come anche il trentino Cesare Benedetti, uno che non si rassegna praticamente mai a stare tranquillo nella pancia del gruppo.

 

CANNONDALE – DRAPAC PRO CYCLING TEAM

Pierre RollandPierre Rolland Matti BreschelMatti Breschel Lawson CraddockLawson Craddock Alex HowesAlex Howes
Kristijan KorenKristijan Koren Sebastian LangeveldSebastian Langeveld Ramunas NavardauskasRamunas Navardauskas Tom-Jelte SlagterTom-Jelte Slagter Dylan Van BaarleDylan Van Baarle
Senza un grande leader per la classifica generale né un velocista di spessore, la Cannondale disputerà un Tour de France con l’obiettivo di far saltare il banco in qualche tappa. Chi ha tutte le carte in regola per riuscirci è il francese Pierre Rolland che potrebbe lottare su più fronti: vittoria di tappa in montagna, top10 nella generale e maglia a pois. Molto interessante anche il 24enne americano Lawson Craddock, forse il più indicato a sorprendere: si è piazzato quinto al California e nono al Paesi Baschi, è al debutto al Tour de France e dovrà dimostrare di non farsi condizionare dalla pressione. L’uomo veloce è il lituano Ramunas Navardauskas che può competere in caso di arrivo a ranghi ridotti oppure può cercare un attacco da finisseur: il suo Giro d’Italia però è stato abbastanza anonimo con una sola top8 a Cassano d’Adda. Abbastanza veloce è anche il danese Matti Breschel mentre gli olandesi Sebastian Langeveld, Dylan Van Baarle e Tom-Jelte Slagter possono essere protagonisti sui percorsi vallonati in ordine crescente di durezza. Alex Howes e Kristijan Koren possono essere buone pedine da giocarsi in fughe dalla lunga distanza, ma nel complesso quella di Jonathan Vaughters sembra una squadra a cui manca qualcosa per poter concretizzare.

 

COFIDIS, SOLUTIONS CRÉDITS

Daniel NavarroDaniel Navarro Borut BozicBorut Bozic Jérôme CousinJérôme Cousin Nicolas EdetNicolas Edet
Arnold JeannessonArnold Jeannesson Christophe LaporteChristophe Laporte Cyril LemoineCyril Lemoine Luis Ángel MatéLuis Ángel Maté Geoffrey SoupeGeoffrey Soupe
Quando la tua squadra è quasi totalmente incentrata su un corridore, e quello fa a cazzotti una settimana prima del Tour, si ferisce a una mano, poi lo medicano male in ospedale, la ferita diventa un’infezione e lui deve dare forfait alla Grande Boucle, il minimo che tu possa fare è lucidare la scarpa con cui prenderai a calci nel sedere il protagonista dell’amena vicenda. Non sappiamo come finiranno le cose tra il management della Cofidis e Nacer Bouhanni, convitato di pietra di questa breve analisi. Di sicuro il team francese si ritrova a dover reinventare la sua presenza al Tour. Per le volate ci saranno comunque Borut Bozic (in caso di arrivi più complicati) e Geoffrey Soupe (già sprinter in seconda), ma chiaramente non è la stessa cosa. Per la classifica proveranno a tenere come potranno Arnold Jeannesson e soprattutto Daniel Navarro (quest’ultimo viene da un undicesimo posto al Delfinato), ma si tratterà di gravitare tra la decima e la ventesima posizione, cercando di risalire la china con qualche fuga sulle montagne. Fughe che chiameranno all’azione anche gli altri uomini del team, da Jérôme Cousin al giovane Christophe Laporte, da Cyril Lemoine al cavallo pazzo Luis Ángel Maté. Due righe per Nicolas Edet, subentrato in corsa a Bouhanni: sicuramente avrà una gran voglia di riscatto dopo l’iniziale esclusione, alla luce del fatto che i migliori risultati nell’ultimo mese li aveva conquistati lui, a partire dal terzo posto alla Route du Sud. E la storia dello sport è piena di underdog che tramite un surplus di motivazioni trovano la via del successo.

 

DIMENSION DATA

Mark CavendishMark Cavendish Natnael BerhaneNatnael Berhane Edvald Boasson HagenEdvald Boasson Hagen Stephen CummingsStephen Cummings
Bernhard EiselBernhard Eisel Reinardt Janse van RensburgReinardt Janse v. R. Serge PauwelsSerge Pauwels Mark RenshawMark Renshaw Daniel TeklehaymanotDaniel Teklehaymanot
Ha fatto sensazione la sua sconfitta da Adam Blythe al campionato nazionale britannico, ma occhio a dare Mark Cavendish per finito prima del tempo: una zampata potrà sempre darla, e avrà un buon treno pronto a supportarlo, col fido Mark Renshaw nel ruolo di ultimo uomo, e con Reinardt Janse van Rensburg e Bernhard Eisel a orchestrare i finali. Una mano, nel caso, la daranno pure Edvald Boasson Hagen e Stephen Cummings, ma entrambi saranno – giustamente – più mentalizzati sui propri obiettivi, ovvero rispettivamente i traguardi veloci più ostici, più da classiche, per il norvegese; e le fughe più intriganti per il finisseur britannico, che quest’anno ha raccolto prestigiose vittorie di giornata alla Tirreno, al Paesi Baschi e al Delfinato. Daniel Teklehaymanot cercherà la maglia a pois nella prima parte di Tour (anche se non potrà poi difenderla), il promettente Natnael Berhane farà esperienza in vista di futuri impieghi di responsabilità. Serge Pauwels, infine, sarà l’uomo deputato a tenere un occhio alla classifica.

 

DIRECT ÉNERGIE

Bryan CoquardBryan Coquard Sylvain ChavanelSylvain Chavanel Antoine DuchesneAntoine Duchesne Yohann GèneYohann Gène
Fabrice JeandesbozFabrice Jeandesboz Adrien PetitAdrien Petit Romain SicardRomain Sicard Angélo TulikAngélo Tulik Thomas VoecklerThomas Voeckler
Formazione ormai tradizionale al Tour quella bretone diretta dall’esperto Jean-Réné Bernaudeau. L’uomo faro del team è anche il più giovane dei nove, nonché il plurivittorioso al mondo in questo 2016: si tratta di Bryan Coquard, velocista-pistard dall’indubbio talento. Quest’anno il ventiquattrenne ha compiuto un nuovo miglioramento nella propria crescita dimostrando continuità dall’inizio della stagione e buona adattabilità anche in terreni più impervi, come testimoniano i quarti posti fra Brabantse e Amstel. Per cercare di condurlo allo sprint al meglio si disimpegneranno Yohann Gène, Adrien Petit e Angélo Tulik, che dovrebbero entrare in azione in quest’ordine. Ma non è Coquard-dipendente il team francese, dato che vi sono anche i due grandi vecchi d’Oltralpe: sia Sylvain Chavanel che Thomas Voeckler possono andare alla ricerca di altri successi al Tour, distribuendo al contempo la loro esperienza alle nuove leve. Non ci sarà un uomo deputato alla classifica generale: i due scalatori sono Fabrice Jeandesboz e l’ex iridato under 23 Romain Sicard, quest’ultimo chiamato ad una prova di sostanza. Chiude infine la squadra l’unico straniero, il canadese Antoine Duchesne, vincitore della classifica dei Gpm alla Paris-Nice: lo vedremo spesso in fuga, e quando non lo vedremo è perché sarà impegnato ad aiutare i compagni.

 

ETIXX – QUICK STEP

Marcel KittelMarcel Kittel Julian AlaphilippeJulian Alaphilippe Iljo KeisseIljo Keisse Daniel MartinDaniel Martin
Tony MartinTony Martin Maximiliano RichezeMaximiliano Richeze Fabio SabatiniFabio Sabatini Petr VakocPetr Vakoc Julien VermoteJulien Vermote
Lavori in corso per successi futuri? A giudicare da alcuni nomi schierati dalla Etixx-Quick Step, si può dire di sì: Julian Alaphilippe è la next big thing del ciclismo francese, nato uomo veloce, evolutosi in promessa delle grandi classiche, ora al recente Delfinato abbiamo pure scoperto che la classifica delle gare a tappe non è cosa a lui estranea (ha chiuso al sesto posto); dove potrà arrivare, chi lo sa. Intanto potrebbe iniziare da un bel successo di tappa alla Boucle. Stesso discorso per Petr Vakoc, finisseur dall’indomita potenza, e anche lui con margini tutti da esplorare (magari ispirandosi al compagno Jungels, non presente qui). Per le vittorie dell’oggi, invece, si punta a occhi chiusi su Marcel Kittel, capitano-sprinter che punterà già alla prima gialla, avvalendosi di un signor treno formato da Iljo Keisse, Fabio Sabatini e Maxi Richeze (con quest’ultimo che ultimamente ha anche ritrovato il feeling con la vittoria); al citato treno darà una poderosa mano anche Tony Martin, che poi seguirà le proprie inclinazioni provando a vincere una crono. Per la classifica c’è il quasi omonimo Daniel Martin: se riuscirà a limitare le cadute strategiche (eliminarle del tutto pare impresa improba per lui), potrebbe giocarsi una top ten, magari accompagnata da un bel successo di tappa. A supporto dell’irlandese, il tuttofare Julien Vermote, che ha mostrato una discreta forma al recente campionato belga.

 

FDJ

Thibaut PinotThibaut Pinot William BonnetWilliam Bonnet Matthieu LadagnousMatthieu Ladagnous Steve MorabitoSteve Morabito
Cédric PineauCédric Pineau Sébastien ReichenbachSébastien Reichenbach Anthony RouxAnthony Roux Jérémy RoyJérémy Roy Arthur VichotArthur Vichot
Tutta intorno a Thibaut Pinot: questa, con una sintesi estrema ma calzante, l’analisi di quella che sarà la FDJ per il Tour de France. Le speranze sono tutte riposte sul ventiseienne terzo nel 2014 e autore in questo 2016 di una stagione invidiabile, che lo ha proiettato tra i grandi del panorama internazionale. Per salire ancora e passare nella schiera dei grandissimi servirebbe proprio un nuovo podio alla Grande Boucle, che è nelle sue potenzialità: i miglioramenti a cronometro sono stati superbi e se il nativo della Franca Contea non dovesse incappare in giornate no, ecco che i vari Contador, Froome, Quintana e compagnia dovranno fare i conti con lui. I due scudieri in montagna sono gli elvetici Steve Morabito e Sébastien Reichenbach, gregari preziosi e dalla comprovata affidabilità; il jolly per tutti i terreni è l’esperto Jérémy Roy, bravo sul passo e utile anche in salita. Nei tratti pianeggianti proteggeranno il capitano dalle insidie William Bonnet, al rientro dopo il terribile incidente di un anno fa che stava per costargli la carriera, Matthieu Ladagnous e Anthony Roux. Il regista è Cédric Pineau mentre ad Arthur Vichot sarà concessa un po’ di libertà nelle frazioni mosse, anche in virtù della maglia tricolore conquistata domenica scorsa.

 

FORTUNEO – VITAL CONCEPT

Eduardo SepúlvedaEduardo Sepúlveda Vegard BreenVegard Breen Anthony DelaplaceAnthony Delaplace Brice FeilluBrice Feillu
Armindo FonsecaArmindo Fonseca Daniel McLayDaniel McLay Pierre-Luc PérichonPierre-Luc Périchon Chris SørensenChris Sørensen Florian VachonFlorian Vachon
L’anno scorso il suo Tour finì nell’ignominia, con la squalifica per essere imprudentemente salito sull’ammiraglia dell’AG2R La Mondiale causa bici rotta. Eduardo Sepúlveda è stato poi vittima di due gravi infortuni: prima, alla Coppa Agostoni di settembre, si ruppe il bacino. A fine febbraio, dopo buone prove tra il Tour de San Luis e il Tour of Oman, si fratturò polso e braccio destro alla Drôme Classic. Proverà a far classifica il venticinquenne argentino, buttando un occhio anche sulla lotta per la maglia bianca. Con lui due scalatori di esperienza ma alquanto lunatici come Brice Feillu e il danese Chris Anker Sørensen, che prova a rilanciarsi dopo qualche stagione opaca. Le volate saranno terreno di Daniel McLay, britannico rapido rapido e tra le sorprese dell’anno: due le sue vittorie stagionali, a Denain e a La Somme. Qui al Tour difficilmente vincerà ma vederlo nella contesa non sarà un unicum. Lo aiuteranno il norvegese Vegard Breen e Armindo Fonseca, che potrà sprintare nei traguardi leggermente all’insù. Completano la selezione tre fuggitivi seriali, ossia Anthony Delaplace, Pierre-Luc Périchon e Florian Vachon.

 

IAM CYCLING

Mathias FränkMathias Fränk Stef ClementStef Clement Jérôme CoppelJérôme Coppel Martin ElmigerMartin Elmiger
Reto HollensteinReto Hollenstein Sondre Holst EngerSondre Holst Enger Leigh HowardLeigh Howard Oliver NaesenOliver Naesen Jarlinson PantanoJarlinson Pantano
A meno di ben accetti colpi di scena questo sarà l’ultimo Tour de France per l’IAM Cycling: la formazione elvetica chiuderà i battenti a fine anno, e i suoi corridori (e lo staff) dovranno cercarsi una nuova sistemazione. Quale miglior occasione di mettersi in mostra se non sulle strade della Grande Boucle? Il capitano è Mathias Fränk, reduce da un Tour 2015 sopra le aspettative e concluso all’ottavo posto. Una riproposizione di tale piazzamento sarebbe valutata assai positivamente e, se non dovesse incappare in inconvenienti, potrebbe essere un obiettivo alla portata dello svizzero. In salita sono attesi anche l’olandese Stef Clement, cronoman in gioventù ma evolutosi in corridore più completo, e soprattutto Jarlinson Pantano. Il colombiano, vincitore dell’ultima frazione del Tour de Suisse, è un atleta di talento e sarà uno dei nomi al centro di trattative di mercato. Ci sono inoltre il bronzo iridato nella crono Jérôme Coppel e lo svizzero Reto Hollenstein, bravi soprattutto contro il tempo ma che sanno difendersi in salita. Le volate vedono in lizza il norvegese Sondre Holst Enger (che è il più giovane corridore al via) e l’australiano Leigh Howard, chiamato in extremis per sostituire il debilitato (da una gastroenterite) Dries Devenyns. Al debutto in un grande giro è il belga Oliver Naesen; non altrettanto si può dire per il trentasettenne svizzero Martin Elmiger, collante del gruppo.

 

LAMPRE – MERIDA

Rui CostaRui Costa Yukiya ArashiroYukiya Arashiro Matteo BonoMatteo Bono Davide CimolaiDavide Cimolai
Kristijan DurasekKristijan Durasek Tsgabu GrmayTsgabu Grmay Louis MeintjesLouis Meintjes Luka PibernikLuka Pibernik Jan PolancJan Polanc
I due precedenti Tour de France disputati dal portoghese Rui Costa con la maglia della Lampre-Merida si sono chiusi con altrettanti ritiri: la classifica generale non sembra essere cosa per lui, molto meglio puntare alle tappe dove con le sue qualità potrebbe riuscire a togliersi qualche bella soddisfazione avendone già vinte tre in carriera. Alla generale ci potrebbe quindi pensare il 24enne Louis Meintjes, 10° all’ultima Vuelta e 9° al Delfinato: lo scalatore sudafricano potrebbe essere anche un candidato a vestire la maglia bianca di miglior giovane e per questa ragione sarà particolarmente motivato a tenere duro sulle montagne. Nel ruolo di velocista ci sarà invece Davide Cimolai che l’anno scorso riuscì a portare a casa quattro piazzamenti in top10: gente come Kittel, Greipel, Cavendish o Sagan gli è superiore, ma può giocarsela per qualche bel risultato. Il resto della pattuglia è composta da gregari che all’occorrenza possono diventare anche coraggiosi attaccanti per cercare un successo di tappa in fuga: Matteo Bono è un corridore che di vento in faccia ne prende sempre a volontà, il croato Kristijan Durasek cercherà fortuna in montagna così come Jan Polanc, per le tappe mosse invece ci saranno l’altro sloveno Luke Pibernik e il giappone Yukiya Arashiro, rientrato a tempo di record una frattura al femore sinistro. Tsgabu Grmay si appresta invece a scrivere una piccola pagina di storia: sarà il primo etiope a correre un Tour de France.

 

LOTTO SOUDAL

André GreipelAndré Greipel Lars Ytting BakLars Ytting Bak Jens DebusschereJens Debusschere Thomas De GendtThomas De Gendt
Tony GallopinTony Gallopin Adam HansenAdam Hansen Greg HendersonGreg Henderson Jurgen RoelandtsJurgen Roelandts Marcel SiebergMarcel Sieberg
Il Gorilla è sempre pronto a spiezzare in due gli avversari allo sprint, come comprovato dalle 3 vittorie al Giro e dalle altre 5 stagionali, compreso l’ultimissimo titolo di campione di Germania, il terzo negli ultimi 4 anni. Chiaro che tutta la Lotto ruoterà intorno a lui, André Greipel, tanto che anche le legittime ambizioni di un velocista forte come Jens Debusschere saranno messe in secondo piano, e il belga si voterà alla causa del capitano (salvo magari giocare le proprie chance in caso di problemi per il tedesco). Il treno comprenderà principalmente i fedelissimi Greg Henderson, Marcel Sieberg e Lars Ytting Bak, mentre altri uomini avranno via libera per le fughe, in particolare Thomas De Gendt e Jurgen Roelandts. Tony Gallopin potrebbe tenere in classifica fino a un certo punto, certo è forte ma non al punto da poter ambire a far corsa coi migliori per tre settimane; più facile che vada a cercare un bel successo di giornata in qualche tappa mista. Infine, Adam Hansen: non ci sono più parole per definire il suo stakanovismo, basti dire che l’australiano si accinge a disputare il 15esimo grande giro consecutivo! I precedenti 14 (dalla Vuelta 2011 in avanti) li ha tutti portati a termine, compreso il Tour dello scorso anno, quando in una caduta a inizio gara si ruppe una clavicola. Un uomo di ferro, con una volontà di titanio.

 

MOVISTAR TEAM

Nairo QuintanaNairo Quintana Winner AnaconaWinner Anacona Imanol ErvitiImanol Erviti Jesús HerradaJesús Herrada
Gorka IzagirreGorka Izagirre Ion IzagirreIon Izagirre Daniel MorenoDaniel Moreno Nelson OliveiraNelson Oliveira Alejandro ValverdeAlejandro Valverde
Non ci sono tentennamenti nella Movistar che prenderà il via da Mont Saint-Michel: tutti per Nairo Quintana, e per vincere la Grande Boucle. Il colombiano dà l’impressione di essere ancora più forte di un anno fa, e soprattutto dovrà dimostrare di aver fatto tesoro dell’esperienza del 2015: avrà l’obbligo di attaccare ben prima che nella sola ultima tappa di montagna. Al suo fianco un apripista in salita del valore di Winner Anacona, un fedelissimo come Imanol Erviti, gregario buono per tutte le stagioni (diventato idolo nelle classiche del Nord quest’anno: in fuga sia al Fiandre che alla Roubaix, e top ten in entrambe!), un treno da pianura come Nelson Oliveira, uno spianatore di muri come Daniel Moreno, uomini brillanti nelle tappe dure come Jesús Herrada (molto migliorato quest’anno) e soprattutto Ion Izagirre (che ha fatto un vero e proprio salto di qualità), con il fratello Gorka sempre pronto a coprirgli le spalle. Chi dimentichiamo? Lui, il fantastico Alejandro Valverde, reduce dal podio al Giro d’Italia, e soprattutto sazio – parrebbe – dello stesso podio conquistato al Tour un anno fa. Stavolta potrà dedicarsi senza risparmio a supportare il giovane capitano, riservandosi certo di cogliere qualche soddisfazione di giornata, sempre alla portata di un uomo della sua classe.

 

ORICA – BIKEEXCHANGE

Michael MatthewsMichael Matthews Michael AlbasiniMichael Albasini Luke DurbridgeLuke Durbridge Simon GerransSimon Gerrans
Mathew HaymanMathew Hayman Daryl ImpeyDaryl Impey Chris Juul-JensenChris Juul-Jensen Rubén PlazaRubén Plaza Adam YatesAdam Yates
Dopo aver sperimentato la lotta per la classifica negli ultimi due GT disputati (Vuelta e Giro con risultati crescenti grazie a Esteban Chaves), la Orica torna all’antico, ovvero al vivere alla giornata, inseguendo successi parziali. Cosa che le potrà riuscire particolarmente bene vista la batteria di stoccatori che porta in Francia. Su tutti Michael Matthews, velocista ma non solo, visto che sempre più Bling fa bene nelle grandi classiche: sarà un clientaccio per tutti. Michael Albasini e Simon Gerrans sono due ossi duri che grazie allo spunto veloce riescono spesso a portare a casa risultati quando si arriva in gruppetti, Daryl Impey lancerà Matthews ma potrebbe sprintare per sé se le contingenze lo richiederanno; nel treno per le volate ci sarà posto anche per Luke Durbridge e Mathew Hayman, due uomini da pavé (il secondo ha vinto la Roubaix, tanto per gradire…) ma in grado di offrire il meglio nel ruolo di passisti d’alta scuola. Chris Juul-Jensen lavorerà sia in pianura che – se necessario – in salita, ovvero sul terreno in cui Rubén Plaza potrebbe tentare una delle sue magiche fughe a lunghissima gittata; e su cui l’ultimo (anche in ordine alfabetico) uomo del team, ovvero Adam Yates, proverà a tenere per curare un minimo di classifica. Il britannico non è ancora al livello dei big da GT, ma sta crescendo e al Tour potrà fare un punto della situazione sullo stato dell’arte: ovvero se poter ambire a un podio nel futuro prossimo, o se riconfigurarsi in direzione classiche vallonate.

 

TEAM GIANT – ALPECIN

Warren BarguilWarren Barguil Roy CurversRoy Curvers John DegenkolbJohn Degenkolb Tom DumoulinTom Dumoulin
Simon GeschkeSimon Geschke Georg PreidlerGeorg Preidler Ramon SinkeldamRamon Sinkeldam Laurens Ten DamLaurens Ten Dam Albert TimmerAlbert Timmer
Il Team Giant-Alpecin si presenta con diverse frecce al proprio arco: relativamente al discorso della classifica, le speranze sono riposte su Warren Barguil. Il francesino è uno dei favoriti per la maglia bianca e ha le potenzialità per terminare a ridosso, se non addirittura all’interno, dei primi 10 in classifica. L’esperienza di Laurens Ten Dam lo può ben consigliare, così come le qualità dell’austriaco Georg Preidler (ottimo al Giro) saranno sicuramente utili. C’è anche Tom Dumoulin, ma l’olandese ha già dichiarato di puntare alle crono in vista dell’obiettivo olimpico. Nelle frazioni intermedie spazio a Simon Geschke, barbuto vincitore un anno fa a Pra Loup. Infine, il discorso volate: John Degenkolb ha visto il suo 2016 pesantemente condizionato dallo strike di gennaio a Calpe. Il tedesco cerca sempre il primo successo alla Grande Boucle, lui che vanta dieci vittorie alla Vuelta e una al Giro. Lo condurranno allo sprint gli affidabili olandesi Roy Curvers, Ramon Sinkeldam e Albert Timmer, tre abili come pochi altri in tale lavoro.

 

TEAM KATUSHA

Alexander KristoffAlexander Kristoff Jacopo GuarnieriJacopo Guarnieri Marco HallerMarco Haller Alberto LosadaAlberto Losada
Michael MørkøvMichael Mørkøv Joaquim RodríguezJoaquim Rodríguez Jurgen Van den BroeckJurgen Van den Broeck Ángel ViciosoÁngel Vicioso Ilnur ZakarinIlnur Zakarin
Gli anni passano, ma Joaquim Rodríguez punta ancora alla graduatoria del Tour de France: reduce dalla piazza d’onore alla Vuelta 2015, il catalano torna alla Grande Boucle per la settima volta. Tuttavia le sue ambizioni di classifica paiono troppo elevate rispetto a quanto (non) mostrato da gennaio in avanti. Nonostante tutto il Team Katusha gli affianca, oltre agli inseparabili Alberto Losada e Ángel Vicioso, due passisti-scalatori di qualità. Se il belga Jurgen Van den Broeck ha ormai abdicato alle velleità personali dopo qualche delusione di troppo, l’unico russo dei nove prescelti ha un conto aperto con la sorte: l’ultima immagine di Ilnur Zakarin, risalente ad un mese fa al Giro d’Italia, lo vede disteso tra le rocce del Colle dell’Agnello, lui che era quinto in classifica fino a quel punto. Il ventiseienne può essere una mina vagante da tenere d’occhio. In volata c’è la garanzia rappresentata da Alexander Kristoff che può contare su di un terzetto ben oliato a supporto: nell’ordine di ingresso in scena sono Marco Haller, Michael Mørkøv e Jacopo Guarnieri gli angeli custodi del norvegese nelle frazioni pianeggianti.

 

TEAM LOTTONL – JUMBO

Wilco KeldermanWilco Kelderman George BennettGeorge Bennett Dylan GroenewegenDylan Groenewegen BertJan LindemanBertJan Lindeman
Paul MartensPaul Martens Timo RoosenTimo Roosen Sep VanmarckeSep Vanmarcke Robert WagnerRobert Wagner Maarten WynantsMaarten Wynants
Avrebbe dovuto essere Robert Gesink l’uomo di classifica del Team LottoNL-Jumbo ma, per l’ennesima volta, la sfortuna si è accanita nei confronti del trentenne con una rovinosa caduta al Tour de Suisse che lo ha messo ko. L’uomo su cui far affidamento diventa allora Wilco Kelderman, uno che è ancora in lotta per la maglia bianca (della quale sarà uno dei principali pretendenti). Il venticinquenne olandese è ancora nel limbo fra una carriera di primaria importanza e una di buon livello con qualche exploit: il Tour può dare le risposte giuste. In salita spazio anche per il neozelandese George Bennett, apparso rinvigorito ultimamente. Il neocampione olandese Dylan Groenewegen è l’uomo su cui puntare per gli sprint; l’ancora giovane ma già vincente velocista può recitare il ruolo di outsider di fronte ai califfi della disciplina. Non potrà però contare su molti gregari, visto che il team olandese predilige uno schieramento maggiormente attento alle fughe: proveranno ad inserirsi a tutno i veloci BertJan Lindeman e Paul Martens, o i diesel Timo Roosen e Robert Wagner. L’esperto Maarten Wynants è il regista in corsa, mentre Sep Vanmarcke può essere all’occorrenza una valida spalla per Groenewegen o un’alternativa nelle frazioni mosse.

 

TEAM SKY

Chris FroomeChris Froome Sergio HenaoSergio Henao Vasili KiryienkaVasili Kiryienka Mikel LandaMikel Landa
Mikel NieveMikel Nieve Wout PoelsWout Poels Luke RoweLuke Rowe Ian StannardIan Stannard Geraint ThomasGeraint Thomas
Il team detentore della corona schiera una squadra che suscita invidia ed incute timore alle restanti ventuno compagini. Chris Froome è il leader, il faro e la guida del Team Sky: sul britannico c’è poco da dire, se non che la conquista del terzo successo finale lo appaierebbe a pochi eletti. Il Froome 2.0 (o il Wiggins 3.0) è Geraint Thomas, valente corridore da classiche impostato ormai come uomo da corse a tappe: amico e gregario prezioso, il gallese è un elemento imprescindibile nell’armata britannica. L’olandese Wout Poels è un altro che potrebbe tranquillamente far classifica ma che non ha paura di tirare. Il colombiano Sergio Luis Henao debutta in Francia ed è chiamato al solito lavoro di qualità specialmente sulle montagne. Gli spagnoli Mikel Landa e Mikel Nieve erano già presenti al Giro: se per il secondo il successo di Cividale è stato un bel regalo, per il primo l’esperienza italiana è stata da dimenticare, con il prematuro ritiro per problemi fisici. Ora ambedue lavoreranno per il capitano in salita. Chi non ha problemi a tirare fra pianura, salita e discesa è Vasili Kiryienka: non ci può essere notizia più ferale per gli avversari dell’avvistamento del bielorusso in prima posizione del gruppo, con la zip della maglia rigorosamente aperta. Nei tratti pianeggianti i due paveari Luke Rowe e Ian Stannard si alterneranno nel mantenere alto il ritmo.

 

TINKOFF

Alberto ContadorAlberto Contador Maciej BodnarMaciej Bodnar Oscar GattoOscar Gatto Robert KiserlovskiRobert Kiserlovski
Roman KreuzigerRoman Kreuziger Rafal MajkaRafal Majka Peter SaganPeter Sagan Matteo TosattoMatteo Tosatto Michael ValgrenMichael Valgren
A meno di sorprese questo sarà l’ultimo Tour de France per la Tinkoff. Non altrettanto si può dire per Alberto Contador, che ha deciso di continuare la carriera da professionista. Il madrileno punta molto, se non tutto, del suo 2016 sul Tour de France per provare a tornare al successo che gli manca dalla prima decade degli anni 2000. Il livello del team che accompagna il trentatreenne di Pinto è buono ma non eccelso: sono ottimi supporti il ceco Roman Kreuziger e il polacco Rafal Majka, due che in buona parte degli altri team sarebbero capitani. C’è poi il croato Robert Kiserlovski, corridore enigmatico come pochi e scelto a sorpresa: è un regolarista in grado di tenere bene alla distanza. Il giovane danese Michael Valgren sa garantire totale abnegazione, quella che da quasi vent’anni caratterizza la carriera di Matteo Tosatto, uno di cui Contador si fida ciecamente e che sarà preziosissimo nelle pieghe delle più complesse tappe pianeggianti (tra vento e scossoni vari). Vi sono poi i solidi Maciej Bodnar e Oscar Gatto ma loro, più che per lo spagnolo, lavoreranno per il rimanente elemento del team, che non è uno a caso. È il Campione del Mondo Peter Sagan, che vuole terminare il digiuno di affermazioni alla Grande Boucle che si protrae da due stagioni: in più lo slovacco ha lo stimolo della conquista della quinta maglia verde in altrettante partecipazioni, che gli permetterebbe di ridurre ad un’unità la differenza nei confronti di Erik Zabel.

 

TREK – SEGAFREDO

Bauke MollemaBauke Mollema Fabian CancellaraFabian Cancellara Markel IrizarMarkel Irizar Grégory RastGrégory Rast
Fränk SchleckFränk Schleck Peter StetinaPeter Stetina Jasper StuyvenJasper Stuyven Edward TheunsEdward Theuns Haimar ZubeldiaHaimar Zubeldia
Dopo due stagioni la Trek-Segafredo cede il poco onorevole primato della formazione più vecchia al via del Tour de France; ma l’età media di oltre 32 anni non è un buon segnale per il team diretto da Luca Guercilena che schiera una selezione abbastanza anonima. A curare la classifica ci pensa Bauke Mollema, settimo un anno fa e che pare poter ambire a ripetere il risultato ma nulla più. Si impegneranno in salita anche gli esperti Fränk Schleck e Haimar Zubeldia, rispettivamente al nono e al quindicesimo Tour in carriera. La novità è rappresentata da Peter Stetina, scalatore statunitense mai sbocciato anche per causa di qualche infortunio di troppo. Assente Giacomo Nizzolo il team non allinea un velocista puro: si alterneranno negli sprint i giovani belgi Jasper Stuyven e Edward Theuns, capaci anche di tenere su pendii non troppo complicati. Due gregari di lungo corso come lo spagnolo Markel Irizar e lo svizzero Grégroy Rast conducono alla guida del team, colui che a fine anno smetterà di essere dopo sedici anni un ciclista professionista. In assenza del prologo sarà difficile vedere Fabian Cancellara vestire la maglia gialla ancora una volta; d’altro canto Spartacus potrà consolarsi con l’arrivo nella sua Berna, per celebrare una carriera come poche altre.

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La vignetta di Pellegrini