Il podio della difficilissima sesta tappa © GiroRosa
Il podio della difficilissima sesta tappa © GiroRosa

Boels-Dolmans pigliatutto

Al Giro Rosa è festa doppia: tappa a Stevens, maglia a Guarnier. Longo Borghini esce di classifica, domani la crono

È durata appena un giorno la maglia rosa sulle spalle di Mara Abbott: al termine di una sesta tappa durissima la statunitense della Wiggle High5 ha dovuto infatti cedere il primato alla connazionale Megan Guarnier che a sua volta era già stata in testa per un giorno dopo l’arrivo a San Fior. A fare la differenza oggi è stato il rendimento complessivo delle due squadre più forti in gara: dopo un Giro Rosa fin qui praticamente perfetto, la Wiggle High5 ha accusato un passaggio a vuoto che ha pagato a carissimo prezzo; al contrario, la Boels-Dolmans ha vissuto in Liguria la miglior giornata della sua corsa rosa con Evelyn Stevens e appunto Megan Guarnier nelle prime due posizioni, quanto è bastato a rivoluzionare ancora una volta la classifica del Giro.

Niewiadoma attacca da lontano, Longo Borghini rientra ma si stacca
Pur non presentando nel percorso una salita di grido come il Mortirolo, la Andora-Alassio non aveva nulla da invidiare alla tappa precedente: in 118 chilometri le ragazze hanno dovuto affrontare quattro salite lunghe ed impegnative per un totale di quasi 3000 metri di dislivello. Il Passo del Ginestro subito in avvio è servito a scaldare un po’ le gambe ed a creare la prima selezione nelle retrovie del gruppo principale, ma la lotta della classifica è stata rimandata solo di pochi chilometri quando sulle rampe al 10% del Colle del Nava è scattata per prima la polacca Katarzyna Niewiadoma, ansiosa di riscatto dopo la deludente giornata del Mortirolo.

La polacca non rappresentava una minaccia diretta in classifica generale per la maglia rosa Mara Abbott, ma poteva diventare molto pericolosa nel ruolo di punto d’appoggio per un’eventuale scatto della compagna di squadra Anna Van der Breggen. All’inseguimento del giovane talento della RaboLiv si è portata Elisa Longo Borghini, terza in classifica e compagna di squadra della maglia rosa: la mossa poteva diventare un capolavoro dal punto di vista tattico, ma l’ossolana non era al suo meglio oggi in salita e ha dovuto spremersi non poco per andare a riprendere la Niewiadoma. Elisa Longo Borghini è comunque riuscita a completare con il successo il proprio inseguimento dando vita ad una coppia al comando con 30″ di vantaggio su un gruppo inseguitore sempre più ristretto: la sua presenza in testa alla corsa è però durata poco perché già prima dello scollinamento Niewiadoma si è ritrovata da sola in testa.

L’azzurra crolla e per la Abbott la miglior difesa è l’attacco
Al secondo gran premio della montagna Niewiadoma è transitata con 1’40” di vantaggio su un drappello di 14 atlete dove a farla da padrona era la Boels-Dolmans, forte di quattro atlete: con Guarnier e Stevens c’erano infatti anche la campionessa del mondo Armitstead e la canadese Canuel, vero e proprio elemento fondamentale della tappa di oggi. La terribile prima parte di tappa però non era ancora finita perché dopo Passo del Ginestro e Colle di Nava, che già avevano distrutto la corsa, era in programma il Colle Caprauna che per lunghezza, pendenza e quota era l’ascesa più impegnativa della giornata e qui è iniziata la clamorosa crisi di Elisa Longo Borghini che sulle rampe più selettive ha perso contatto dal gruppo maglia rosa.

Rimasta sola senza una compagna di squadra al suo fianco, Mara Abbott si è ritrovata in una posizione estremamente difficile da governare e per evitare di dover fronteggiare la prevedibile rapida sequenza di attacchi della Boels, è stata lei stessa ad attaccare per prima nella speranza di mandare tutte in crisi: sul Colle Caprauna l’unica a seguirla è stata la connazionale Evelyn Stevens e le due sono riuscite a rientrare su Katarzyna Niewiadoma proprio in prossimità del passaggio al gran premio della montagna di prima categoria. Il vantaggio del trio di testa rispetto ad Armitstead, Canuel, Guarnier, Van der Breggen, Guderzo e Lichtenberg è arrivato a toccare i due minuti solo grazie al tratto di salita, ma nel primo tratto di discesa il gap è schizzato addirittura a 2’35”.

Ripreso l’attacco, e Abbott viene circondata dalle ragazze Boels
Dal terzo colle di giornata ad Alassio, dove iniziava la salita finale che portava alla Madonna della Guardia, era previsto un lunghissimo tratto di circa 53 chilometri di discesa e pianura che è stato fatale per le sorti delle tre attaccanti: Abbott, Niewiadoma e Stevens hanno iniziato inesorabilmente a perdere terreno con una scatenata Boels-Dolmans che è riuscita a cuocere a puntino la maglia rosa Mara Abbott andando a completare l’inseguimento a 18 chilometri, giusto in tempo per far vincere il traguardo volante di Albenga a Megan Guarnier davanti ad Evelyn Stevens che si sono quindi spartite i 3″ e 2″ di abbuono in programma. Ai piedi dell’ascesa conclusiva si è trovato quindi in testa un gruppo di 12 atlete in cui, oltre alle già citate, erano presenti anche le bielorusse Ksenia Tuhai e Alena Amialiusik e la tricolore Elena Cecchini, piacevolmente brillante in una frazione così impegnativa.

Affaticata dalla lunga fuga precedente, Mara Abbott si è trovata stretta nella morsa della Boels-Dolmans che con Armitstead e Canuel ha lanciato gli attacchi di Stevens e Guarnier che negli ultimi due chilometri di salita sono riuscite ad avvantaggiarsi assieme ad Anna Van der Breggen. Sulle ultime rampe verso la Madonna della Guardia di Alassio, Evelyn Stevens ha ancora avuto la forza di rilanciare ed è riuscita a staccare la compagna di squadra Megan Guarnier di 6″ e Anna Van der Breggen di 19″; in quarta posizione è arrivata Claudia Lichtenberg a 40″ mentre Mara Abbott ha provato a limitare i danni ma ha finito col perdere 53″ che le sono costati la maglia rosa e probabilmente anche la chance di lottare per la vittoria finale.

Guarnier torna in rosa, Guderzo migliore italiana. Domani la crono decisiva
In classifica adesso tra Megan Guarnier e Mara Abbott ci sono 46″ ed il podio virtuale tutto americano è completato da Evelyn Stevens a 1’03”: in piena lotta per il podio c’è anche la tedesca Claudia Lichtenberg, quarta a 1’06”, mentre la migliore italiana è diventata Tatiana Guderzo che si trova in quinta posizione attardata di 1’49” dalla Guarnier. La campionessa uscente Anna Van der Breggen si trova in sesta posizione con un ritardo di 2’18” ma per lei la possibilità di bissare il titolo era già estremamente ridotte: difficile pensare che la forte atleta della RaboLiv possa ribaltare questo Giro Rosa tra la cronometro di domani e la tappa di domenica a Verbania.

Proprio la cronometro di domani avrà un’importanza decisiva nell’economia di questo Giro Rosa: i 21.9 chilometri tra Albisola e Varazze presentano un percorso estremamente tecnico, ricco di tratti in pendenza anche al 10% e discese insidiose e ricche di curva in cui il feeling con la bici potrà fare la differenza. Senza lunghi tratti in rettilineo, la scelta sul mezzo da utilizzare potrebbe non essere scontata: tra bicicletta da cronometro e bicicletta tradizionale, al temine della giornata di domani qualcuno potrebbe fare il colpo vincente oppure ritrovarsi con molti rimpianti.

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